Il potere creativo degli errori

Cerchiamo sempre di evitare gli errori ma, a meno che non siamo cardiochirurghi, non dovremmo

Ogni errore è un’opportunità nel jazz.
– Stefon Harris

 

La mente razionale tende a pensare che la soluzione di un problema sia e debba essere la linea retta che collega i punti A e B.

Nessuna distrazione o deviazione sono accettabili. In questo caso “razionale” sta per “economica” nel senso che la soluzione al problema è quella — e solo quella — che utilizza ogni mezzo necessario per arrivare da qui a lì.

Questo non è il caso del processo creativo in cui le distrazioni spesso mostrano modi diversi e forse molto più interessanti (e utili) per trovare una soluzione.
Gli errori di solito provengono da uno stato di assenza temporanea della mente: succede quando questa non è più — anche solo per pochi secondi — focalizzata sul problema e inizia a divagare.

 

Abbiamo paura di fallire

Fare errori è la chiave per fare progressi”, scrive Daniel C. Dennett in Strumenti per pensare e altri strumenti per il pensiero.

Perché abbiamo paura di farli? Dopo tutto l’evoluzione umana si basa su errori. Potremmo dire che non ce ne sarebbe stata alcuna se non ci fossero stati gli errori. Facendo errori, prendendo la strada sbagliata, fraintendendo i fatti e la realtà ci miglioriamo.

Abbiamo paura per il semplice motivo che non vogliamo essere giudicati sulla base di quante volte falliamo. Ma spesso falliamo, questo è un dato di fatto.

 

La retta via

Siamo cresciuti pensando che la soluzione è proprio di fronte a noi e che solo una linea retta può collegare due punti. Spesso, nel tentativo di risolvere un problema, assumiamo un solo punto di vista: il nostro. È difficile essere qualcun altro, perché sappiamo già (o supponiamo di sapere) come funziona il nostro cervello. Gli errori sono invece spostamenti inconsci del nostro punto di vista: anche se non ce ne accorgiamo, stiamo considerando il problema da un punto di vista che è leggermente diverso dal solito. È come prendere un’altra strada quando si è alla guida della nostra auto (non quella sbagliata, solo un’altra strada) e ben presto si scopre:

  • Che la nuova è meglio
  • Che la vecchia era sbagliata
  • Che la nuova è sbagliata

In realtà gli errori ci permettono di tornare a dove eravamo partiti o semplicemente di prendere un altro percorso.

 

L’eccesso di controllo ci può accecare

Perché spesso non riusciamo a vedere la giusta soluzione? Perché siamo troppo concentrati a seguire la strada, quella che si presume sia corretta. Invece di usare la nostra mente per la ricerca di soluzioni diverse la usiamo per controllare i parametri di navigazione: è ok, ho abbastanza benzina, c’è una bella giornata, andiamo.

Quella che di solito chiamiamo “mente” è solo un eccesso di controllo: non lasciamo invece che la mente lavori libera, ma la costringiamo a lavorare nel modo in cui pensiamo debba funzionare. Stiamo perdendo un sacco di energia intellettuale solo pensando che stiamo ragionando nel modo giusto (cioè più conforme all’abitudine) e cercando di evitare errori. Ma gli errori possono essere molto creativi e utili: sottolineano le debolezze del nostro pensiero, suscitando dubbi.

Ci imbarazzano e ci danno noia, ma lo fanno per il nostro bene.

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