Il designer è un artista?

Beh, non proprio. Ecco perché.

“Artista” è probabilmente uno dei termini più abusati. Sta infatti a indicare qualsiasi cosa:

 

  1. Chi fa cose che sembrano inutili a prima vista (”A cosa serve?” “Non lo so, ma non chiedere: questa è arte”)
  2. Più comunemente: qualcuno che esprime se stesso e il suo mondo interiore facendo cose. Inutili il più delle volte. Spesso. Sempre.
  3. Uno che si autodefinisce “artista” è anche uno che non vuole sprecarsi a spiegare cosa fa e perché. Lui fa qualcosa, questo è quanto.

 

Due definizioni

Artista: qualcuno che esprime se stesso e basta. Non importa (o non dovrebbe importare) che ci sia chi lo ascolta o guarda quel che fa. L’artista deve tirar fuori da se stesso qualcosa e offrirlo al mondo, ne ha l’urgenza.
Designer: colui che pensa e disegna e, si spera, poi produce uno o più oggetti. Oggetto che deve sottostare ad almeno due condizioni:

 

  1. Deve avere una funzione (a cosa serve?)
  2. Deve essere venduto e deve permettere al designer e a chi lo produce (che non sempre sono la stessa persona) di farci dei soldi.

Puoi metterla come vuoi, ma alla fine un oggetto di design deve avere una funzione e trovare accoglienza sul mercato.

 

Come vendere un oggetto di design come fosse pane

Beh, non c’è una regola d’oro: molti oggetti ben disegnati e con ottime funzioni non hanno alla fine successo mentre molti altri — chissà perché — lo hanno. Forse questi ultimi incontrano il gusto del pubblico, forse arrivano sul mercato al momento giusto (stessa cosa vale per i fallimenti: ci arrivano troppo presto o troppo tardi).
Alcuni designer sono molto bravi a percepire e capire lo spirito del tempo, che poi spesso coincide con ciò che è fashion e attuale: riescono insomma a fare la cosa giusta al momento giusto.

 

Il designer non è un artista

Dato che poi le sue creazioni le deve vendere, il designer deve fare almeno due cose: pensare alla funzione di ciò che disegna e a venderlo. Se funziona bene probabilmente venderà anche meglio.
Un artista non dovrebbe fare la stessa cosa: il suo compito e la sua necessità sono quelle di esprimere se stesso e il mercato non dovrebbe preoccuparlo. Se il prodotto artistico (e con “prodotto” intendo qualsiasi cosa che diventa realtà estraedola dalla sua mente artistica) vende bene, bene. Presto riceverai una telefonata di Mr Gagosian.

 

Il concetto di funzione

Un modo per distinguere il prodotto artistico da quello di design è senz’altro la funzione: quello artistico ha l’unica funzione di essere un prodotto artistico di per sé. Quello di design deve dare una risposta a questioni espresse o inespresse. E deve poi vendere.
Alla fine, la chiave di tutto è “a cosa serve?”: le risposte a questa domanda definiscono cosa è arte e cosa è design. L’arte può essere auto-referenziale mentre il design non può. Il design ha diverse funzioni, una delle quali è appunto “vende bene”.
L’arte non deve necessariamente avercela, anzi.

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