Un viaggio in Puglia

In immagini e parole

 

 

Ho viaggiato 15 giorni in Puglia — e nel Salento in particolare — e non posso onestamente dire di averne vista che una piccola parte. Il mio più normale stato d’animo guidando fra le sue strade era “Mio dio, anche questo posto sarebbe da vedere”. Pensavo intanto in quali altre regioni italiane esiste una tale concentrazione di centri storici che meritano una visita. Molte, probabilmente, ma qui ne sentivo più l’urgenza e la presenza.
Quindi questo non è un viaggio né il racconto di un viaggio. Dove si è svolto bene o male si è capito. Invece, dato che ci metterò delle foto — soprattutto foto — non dirò “Questo posto è bellissimo, questo è ancora meglio”. Racconterò solo perché ho scattato quella foto (e fra parentesi scriverò con che camera le ho fatte). Come se le foto fossero microstorie in sé che raccontano qualcosa della magnifica terra di Puglia.

Iniziamo (in ordine rigorosamente sparso).

 

Cotriero (iPhone 6, Snapseed)

 

1. Il mare

Salve (iPhone 6, Snapseed+VSCO)

 

La Puglia offre due tipi di costa: sabbiosa (spiaggia, specie nel Salento occidentale) e roccia. La roccia ti permette scatti molto scenografici come questo, fatto a Cotriero sotto Gallipoli con una raffica con l’iPhone. A memoria ho fatto 5–6 scatti e questo è uno di questi. Non c’è una gran storia: sono onde che si infrangono sulla roccia. Non male però.

 

2. Il Barocco (leccese)

San Matteo a Lecce (Canon G7x)

 

La roccia è una pietra e con la pietra sono state erette e ornate le più belle chiese barocche di Lecce. Lecce è una città di grande eleganza: bei negozi, bella gente, ottimi pasticciotti, un’architettura raffinatissima e complessa che si esprime in ricchi palazzi privati e in facciate di chiese di articolata costruzione. Questa di San Matteo può meglio essere apprezzata guardandola dal basso verso l’alto: vedere come la finestra si flette per assecondare la curvatura della facciata è un prodigioso esempio di come si potesse fare architettura costruttivamente molto evoluta senza i mezzi informatici che abbiamo oggi. Mentre la scattavo non riuscivo a capacitarmi di come avessero fatto. Neanche adesso ci riesco.

 

3. La fauna

Torre Sant’Andrea

 

Questo è un esempio di spiaggia, invece. È Torre Sant’Andrea, sulla costa orientale. Ovunque nel Salento ci sono molte torri di avvistamento che hanno dato il nome ai luoghi dove sorgono. Furono erette per difendersi dagli attacchi dei turchi ed erano in comunicazione visiva fra di loro (ecco spiegato perché ce ne sono così tante).

Questo squalo è invece inoffensivo. La cosa che mi faceva ridere erano le istruzioni che ha sulla pinna. Immaginavo che dicessero “Attaccare umani”, “Può essere aggressivo” o “I bambini devono essere accompagnati dai genitori — se sopravvissuti”. Invece dicevano altre cose meno divertenti, purtroppo.

 

4. La flora

Baia dei Turchi (iPhone 6, editing con Snapseed)

 

Sarebbe fauna anche questa, ma sembra flora. Ci sono moltissimi venditori ambulanti sulle spiagge pugliesi e queste erano particolarmente pittoresche e colorate.

 

5. Lecce (ancora)

Duomo di Lecce (iPhone 6, editing con Snapseed)

 

Il Duomo di Lecce, che ha una piazza tutta per sé molto raccolta e scenografica. Sembra letteralmente una quinta teatrale, che non apprezzi finché non ci finisci dentro. Non si vede dalla strada se non quando ci entri. Alla sera è ancora più bello.

 

6. Galatina

Il cortile di un palazzo a Galatina (iPhone 6, editing con Snapseed)

 

Ecco un esempio di un centro storico che non visiteresti se qualcuno non ti dicesse di andarci: Galatina. Ha dei palazzi nobiliari che non sfigurano affatto (anzi, forse fanno sfigurare) rispetto a quelli di Lecce. Vista di notte pare un sogno felliniano: bellezza ovunque, gente strana o gente che cammina verso casa, androni e cortili di palazzi aperti sempre. Io mi ci infilavo e fotografavo quello che si vedeva della strada da dentro. O quello che c’era in quei cortili.

 

7. Bianco

Ostuni (Canon G7x)

 

Ostuni è tutta bianca. Tutta, ma proprio tutta. Muri, scalini, persone, cose, cani. Tutto bianco. Le mollette del bucato no, quelle almeno sono colorate.
Forse perché è bianca piace molto ai giapponesi (shiro).
Un amico giapponese la pronunciava in maniera molto pittoresca, tipo “Ostüüni”. Immagino il suo sforzo.

 

Una turista francese a Ostuni (Canon G7x)

 

A Ostuni si sente parlare solo francese e i turisti non sono turisti ma viaggiatori. E sono francesi. Non c’è il turismo sciatto e caciarone e infatti ci sono i francesi. I francesi arrivano per primi in un luogo bellissimo (gliene va dato atto, ai francesi e al luogo) e se ne vanno per primi quando arriva la massa. Qui invece ci sono targhe di champagne affisse fuori da porte che conducono a circoli eleganti o a hotel stellatissimi e francesi dal cappello di paglia che passeggiano senza sudare nonostante i 38°C.

 

8. Alberobello

Alberobello (Canon G7x)

 

Alberobello è troppo bella. Tutto è troppo preciso, troppo turistico. Non pensi nemmeno che c’è qualcuno che ci vive in quei trulli. Invece c’è. Ma non ti viene voglia di fotografarli quei trulli perché sono tutto quello che chi viene ad Alberobello vede. Meglio questa turista americana con un cappello che le copre il volto e un abito della stessa sostanza del muro della casa. Un trullo, ma non si vede che lo è perché non si vede il tetto caratteristico. Ma lo è. Il numero 77.

 

9. Piccioni

Trani, cattedrale. (Canon G7x)

 

 

I piccioni sono animali odiosi e che sporcano. Ma sono ottimi in volo. Fotograficamente descrivono bene la bellezza di un uccello che apre le ali e spicca il volo. E sono sempre disponibili. Ovunque. Come a Trani: non erano invitati al matrimonio che si celebrava un lunedì di agosto ma c’erano. I piccioni non sono mai richiesti ma non mancano mai di esserci.

 

 

Trani, cattedrale. (iPhone 6, editing con Snapseed)

 

 

10. Sagra

Polignano a Mare (iPhone 6, Snapseed)

 

La cucina pugliese è inaspettatamente leggera e vegetariana. Non tutta, ma insomma. Un vegetariano non morirebbe di fame. Di sagre ce ne sono mille, tutte tematiche, tutte molto partecipate. Una notevole è quella di Maglie, davvero molto bene organizzata. Paghi il giusto, mangi, conosci i cibi locali. È la più antica forma di cultura che si conosca. Una cultura commestibile, per di più.

 

11. Le pugliesi

Otranto (Canon G7x)

 

Non so cosa si stessero dicendo queste due ragazze fuori dalla cattedrale di Otranto. Magari nemmeno erano pugliesi. L’ho trovata una scena molto bella e basta. Lei era triste e l’altra tentava di consolarla? O era solo stanca? O stavano parlando e basta? Non so, ne resta solo una foto.

 

12. I turchi

 

La presenza di quasi 90 torri di avvistamento lungo le coste è abbastanza indicativa di quanto le popolazioni di queste terre si sentissero minacciate dal mare, e in particolare dai turchi. Il duomo di Otranto conserva in una cappella i resti degli 813 cittadini uccisi il 14 agosto 1480 dai turchi guidati da Gedik Ahmet Pascià per aver rifiutato la conversione all’Islam dopo la caduta della loro città.

 

13. Blackout

Tuglie (Canon G7x)

 

Nella notte di luna piena del 31 luglio la luce a Tuglie manca per qualche minuto. La luna è un sole pallido in cielo e illumina le pietre del selciato così lucide che sembrano bagnate. Come un po’ in tutta la Puglia. Una scena che di giorno è così.

 

Tuglie (iPhone 6)

 

14. La scelta

 

In viaggio si compiono scelte solo per il piacere di farle: dove mangiare, dove andare, cosa vedere. Forse è questo che piace del viaggio, oltre al viaggio in sé e al cambiamento che porta. Questa foto di vetri rotti a Cotriero invece significa scegliere qualcosa che può farti male. L’editing fotografico è un atto spietato: ad ogni foto sei affezionato ma non tutte le foto stanno in una certa narrazione, anche in una senza capo né coda come questa. Quindi per tutte le foto che non ci sono state in questa storia c’è questa foto qui sopra.

Per la chiusura invece c’è questa sotto, senza commento.

 

Tuglie (iPhone 6, scattata con Cortex Cam, editing praticamente inesistente)

 

 

__
Leggi anche:

Good Old Photos

Digital photography brought us a lot of details. What we are missing now are the ones our imagination added looking at a printed photo

Il linguaggio dell’architettura

L’architettura parla un linguaggio. A partire da quello classico e fino a quello contemporaneo, ecco come si è evoluto nel corso della storia.

New York

New York è una città in cui puoi essere newyorkese senza esserci nato

IT
EN IT

On this website we use first or third-party tools that store small files (cookie) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (technical cookies), to generate navigation usage reports (statistics cookies) and to suitable advertise our services/products (profiling cookies). We can directly use technical cookies, but you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies. Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience.