La strategia del matematico

La parte meno nota della scoperta della decrittazione di Enigma ad opera di Turing è che per anni lui stesso nascose di esserci riuscito

Il bellissimo The Imitation Game narra le vicende del genio matematico Alan Turing che nella 2a Guerra Mondiale venne reclutato per cercare di decifrare il codice Enigma, il sistema di cifrazione nazista che attraverso le comunicazioni radio diffondeva le informazioni sugli obiettivi da colpire alle truppe tedesche.

 

150 milioni di milioni di combinazioni

Tante erano le possibili combinazioni, una sola delle quali rendeva comprensibili i messaggi diffusi dal comando centrale nazista. La chiave funzionante veniva cambiata ogni giorno a mezzanotte. Era umanamente impossibile calcolare nell’arco di un giorno quale fosse la chiave corrente corretta e decifrare così i messaggi. Il compito di Turing, a capo di una squadra di enigmisti e matematici, era quello di trovare un modo più veloce per farlo.
I cervelli umani, per quanti fossero, non sarebbero mai riusciti nell’arco di meno di 24 ore a farlo. L’unico modo era quello di costruire una macchina in grado di compiere calcoli, molti calcoli, in pochissimo tempo. Fu così che Turing sviluppò e realizzò quella che divenne nota poi come “Macchina di Turing”. In altre parole quello che oggi chiamiamo computer.

 

The big picture

È ormai noto che Turing vi riuscì: dopo innumerevoli tentativi e fallimenti riuscì a mettere a punto una macchina capace di interpretare i codici e decifrare i messaggi (no spolier quindi, o quasi). Ciò che è meno noto è che dopo l’iniziale e comprensibile entusiasmo, Turing prese La Decisione: non rivelare che sapeva interpretare il codice nazista. I due anni successivi alla scoperta furono dedicati alla decifrazione e parallelamente allo sviluppo di un modello matematico che potesse salvare quante più vite possibile senza che i nazisti potessero sospettare che gli alleati intercettavano gran parte dei loro ordini. Questo per evitare che modificassero il modello in modo da costringere Turing e la sua squadra a ripartire da zero, perdendo ogni vantaggio acquisito.

Si pose quindi un problema morale e umano gigantesco. Turing era come Dio: poteva decidere di salvare vite umane ora o di sacrificarne alcune per salvarne molte di più in futuro. Rivelare che conosceva il codice ora significava salvarne nell’immediato alcune migliaia e condannarne a morte milioni in un futuro imminente. Non rivelarlo significava l’opposto, pur restando intrappolati nell’atroce dilemma morale dell’aver saputo e aver taciuto.

 

L’imitazione

Imitare significa copiare. Agire come agirebbe l’altro che non siamo noi. Turing finge mentre è al servizio della Corona perché non può rivelare lo scopo della sua missione e finge riguardo alla sua vita privata, poiché non può rivelare la sua omosessualità (per la quale viene poi condannato alla castrazione chimica a guerra finita e abbandonato dal sistema che lui stesso aveva difeso e che ora la rifiuta e non lo riconosce, fino al suicidio a soli 41 anni). Ma Turing imita anche Dio, poiché si sostituisce a lui agendo come il dispensatore di vita e di morte, eseguendo un calcolo che apparentemente ha pochissimo di umano: posticipa infatti il massimo risultato (salvare quante più vite in un momento futuro) escludendo il minimo (salvare relativamente poche vite ora). Nel farlo applica però un principio che è umano al netto dell’emotività: il pathos lo condurrebbe a condividere l’emozione e a salvare ora, l’apatia (forse generata dalla sua condotta, schiva e quasi autistica, comunque poco incline alla socialità) lo porta invece ad operare un calcolo solo apparentemente spietato: tacere e rivelare solo dopo aver calcolato accuratamente quali informazioni non sarebbero state interpretate dai nazisti come indicative del fatto che gli Alleati sapevano e operavano di conseguenza. Una strategia che, si dice, abbia accorciato al guerra di un paio di anni e salvato 14 milioni di vite. Quante ne avrebbe salvate essendo più umano ed emotivo è difficile dirlo, certamente molte di meno.

IT
EN IT

On this website we use first or third-party tools that store small files (cookie) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (technical cookies), to generate navigation usage reports (statistics cookies) and to suitable advertise our services/products (profiling cookies). We can directly use technical cookies, but you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies. Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience.