Come visitare un museo

Una guida non ragionata ma ragionevole

 Visitare un museo può essere frustrante: immagina di non sapere bene cosa c’è dentro. Arte antica, antichi dipinti, sculture di culture sconosciute. Può essere davvero noioso.

  

Non posso onestamente dire di essermi annoiato nel visitare le magnifiche Gallerie dell’Accademia di Venezia. Giovanni Bellini, Tiepolo, Giorgione, Veronese, Jheronimus Bosch, pensa a un nome, lo trovi lì. In qualsiasi altro paese avrebbero costruito un intero museo intorno a uno solo di questi quadri mentre a Venezia ne hanno a decine. Passeggiare e vagare attraverso le sue sale può essere davvero strabiliante, garantisco.

Tuttavia c’è una possibilità che la cosa non ti piaccia: forse non ti interessa l’arte, per non parlare di quella antica. O, come detto prima, non la conosci e quindi ti annoi.

 

Non ero per niente annoiato qualche giorno fa all’Accademia, ma mi sono reso conto dopo circa mezz’ora che in realtà non stavo guardando i dipinti nella loro interezza. Cercavo le mani. Ho visto mani pallide, mani lisce e sottili, mani grasse, tutte superbamente dipinte. Sono rimasto folgorato dalla qualità di queste mani come se fosse la prima volta che vedevo delle mani in un vecchio dipinto. Avevano davvero le mani secoli fa? Non ci potevo credere.

 

 

In poche parole, questo è un altro modo di visitare un museo: concentrarsi su un singolo dettaglio e cercare di trovarlo lungo l’intera esposizione. Funziona abbastanza bene in un museo d’arte antica come questo, forse meno in gallerie d’arte contemporanea (su cosa si può realmente concentrarsi in una mostra d’arte astratta? I colori forse?).

 

Marco Marziale, La cena di Emmaus, 1500 ca.

 

Una volta ho sentito un pianista dire che un buon modo per ascoltare la musica, soprattutto quella classica, è quello di seguire il violoncello. Individuarlo e cercare di non perderlo mai.
All’inizio si potrebbe pensare che così facendo non si riesce a prestare abbastanza attenzione a tutto il resto, ma all’improvviso ti rendi conto che in realtà stai ascoltando molto meglio l’insieme.

 


Giovanni Bellini

Guardando i piccoli dettagli in un dipinto succede la stessa cosa: capisci e scopri ciò che conta veramente nell’arte. Le piccole cose che apparentemente non hanno importanza. Toglile e l’intero quadro manca di qualcosa. Qualcosa di veramente importante: i dettagli costruiscono l’intera esperienza dell’arte. I dettagli sono il violoncello che dovremmo cercare di seguire. 

Forse non spiegano l’arte ma può essere davvero divertente notarli.

E bello, come queste mani alle Gallerie dell’Accademia.

 

Giovanni Bellini, Madonna con il Bambino Benedicente

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