Sicuro al 99,99%

Un pezzo che parla di vaccini e omeopatia

Le teorie tentano di spiegare la realtà fenomenica e questa è una mia teoria, applicata nel caso specifico al rapporto che abbiamo con la medicina e, nelle sue applicazioni specifiche, con l’omeopatia e i vaccini.

 

La medicina è uno dei più potenti strumenti che l’uomo abbia mai inventato per curare le malattie. Filosoficamente si tratta però di qualcosa di ancora più radicale: è uno strumento per modificare il corso degli eventi. Quello che seguirebbe la legge della natura – tanto cara a chi vorrebbe vivere secondo le sue regole perché «è naturale», salvo poi trascurare che è naturalissima pure la violenza di una specie animale su un’altra e che alcune sono perfino, orrore degli orrori, beatamente omosessuali – condannandoci a morire per un’influenza o per un’infezione.

 

La medicina altera il corso naturale degli eventi ed è quindi capace di manipolarne lo svolgimento: chi senza di lei sarebbe condannato, grazie a lei è salvato. Non sempre ma in moltissimi casi.

 

Altrettanto naturalmente, la medicina non è sempre efficace. A volte è usata male, altre volte è inefficace. Siamo umani ecc. ecc.

 

Vaccini e omeopatia sono legati e non è un caso che se ne parli quasi sempre in contemporanea. Quando mi spiegarono cos’era la medicina omeopatica la collegai immediatamente ai vaccini: quantità modeste e innocue di qualcosa per attivare il corpo a contrastare una patologia. Ok, ho semplificato moltissimo e l’omeopatia ha portato le concentrazioni di certe sostanze a livelli di diluizione ormai manco misurabili, ma insomma, il principio è abbastanza simile.

 

Con una lieve differenza: i vaccini funzionano oggettivamente, l’omeopatia soggettivamente. Uso questi avverbi non a caso: non escludo infatti che chi fa uso di farmaci omeopatici ne possa avere beneficio. Credo infatti che possano esserci sostanze che attivano certi miracolosi processi mentali e fisici si autoguarigione. Basta crederci insomma, come si crede che un farmaco palliativo sia un vero farmaco.

 

La mente è potente, direbbero in Guerre Stellari e ci credo. Basta metterla sulla strada giusta. Che i farmaci omeopatici ne siano in grado non lo so. Su di me non funzionano ma io sono io e pace.

 

Quello che mi interessa di più è perché alcuni usino farmaci che non si sa bene che effetto hanno o se ne hanno alcuno. Credo che i motivi siano due:

 

1. Una neanche tanto malcelata diffidenza verso la medicina ufficiale

2. Tanto male non fa

 

Scegliere di curarsi con la medicina omeopatica è come non scegliere perché se funziona tanto meglio ma se non funziona almeno male non ha fatto.

 

In un senso più profondo, l’omeopatia è una medicina molto moderna e perfetta per questi tempi in cui non si decide davvero niente e in cui ogni cosa è rimandata. Siamo tutti democristiani, ossia abbiamo quell’atteggiamento tutto italico del non voler scontentare nessuno, del rimandare a data da definirsi, del “vedremo come va”. Dello scarico di responsabilità. C’è una medicina democristiana e si chiama omeopatia, sempre che la si possa definire medicina: è innocua, non fa né male né bene. Almeno fino a che una non decisione non produce un effetto più devastante come purtroppo a volte accade.

 

Non sappiamo scegliere e nel dubbio scegliamo il bicchiere d’acqua fresca. O scegliamo di non fare, tipo non vaccinare i nostri figli.

 

In questo caso prevale la diffidenza verso la medicina ufficiale e in particolare emerge il fastidio/odio verso i decimali di percentuale. La cura è efficace nel 99,99% dei casi. Quello 0,01% rappresenta un dato statistico e una cautela dovuta ma finisce per pesare più del restante 99,99%. Perché significa “non c’è certezza matematica dell’efficacia”. Apriti cielo. In quali altre circostanze non v’è certezza matematica totale? A occhio direi tutte. Si fanno investimenti immobiliari che hanno percentuali di successo di gran lunga inferiori con molta più leggerezza ma sulla salute per carità non si scherza. Trascurando che quello 0,01% è il peso della condizione umana che è incerta per natura, dipendendo da moltissimi fattori.

 

La medicina ufficiale non è efficace al 100%. Vero. Niente è efficace al 100%. C’è solo una cosa che si verifica nel 100% dei casi: che moriamo tutti. Non vaccinandoci o usando l’omeopatia nella cura di patologie gravi ci approssimiamo sempre più pericolosamente e velocemente a quel 100% di possibilità di crepare. Ma tanto male non può fare no? Crepi e passa tutto.

 

Il fatto è che la vita è una catena di decisioni che per natura sono proiezioni del presente nel futuro: non tutte si verificheranno come pianificato o sperato, tutte sono governate da una percentuale di probabilità più o meno piena. Eppure bisogna decidere, molto spesso basando il calcolo sull’ipotesi che qualcosa si verifichi secondo una percentuale più o meno alta. È un atto di fiducia che si basa su dati empirici e su una scommessa. Negarne la sua natura significa non accettare che non esiste alcuna reale certezza. L’esistenza contemporanea è sempre più incerta in ogni suo risvolto ma pretendiamo che in certi casi sia prevedibile, certa, sicura. Cosa che, semplicemente, è impossibile e innaturale.

 

Non ci fidiamo della medicina ufficiale perché in definitiva non ci fidiamo di noi stessi. Una non decisione è sempre meglio di una decisione, pur essendo essa stessa una decisione, spesso con conseguenze.

IT
EN IT

On this website we use first or third-party tools that store small files (cookie) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (technical cookies), to generate navigation usage reports (statistics cookies) and to suitable advertise our services/products (profiling cookies). We can directly use technical cookies, but you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies. Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience.