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Who: Richard Meier
When: 1995
Where: Barcelona, Spain
Per avere poco più di 30 anni, il MACBA di Barcellona è ancora un edificio interessante, soprattutto nell’interno. Forse è sbilanciato nella proporzione dell’atrio – che è un trionfo della distribuzione verticale con le sue chilometriche rampe – ma dopo aver visto tanti edifici che sembrano trascurare l’importanza della misura di atri e corridoi relegandoli a spazi di servizio – non disturba, diventa una specie di teatro in cui si osservano le persone salire e scendere prima di entrare nelle sale. Va bene così.
Richard Meier è sostanzialmente indifferente ai materiali, le sue architetture sono plastici a scala reale, sembra che li usi perché sono bianchi o neri abbastanza per non disturbare la sua visione. Il rischio è che edifici fatti così si deteriorino velocemente ma non è questo il caso, forse è ben mantenuto, a parte la vetrata su Plaça dels Àngels che è opacizzata in molti pannelli. Questa piazza ha una vita molto attiva: come al Centre Pompidou a Parigi, ci sono skater, artisti, caffè e molto passaggio di persone. Si può ben dire che urbanisticamente – anche grazie al bellissimo CCCB alle sue spalle – è un nodo vitale e amato dalla città.
Che è un po’ quello che si augura chi pensa e costruisce edifici del genere: che vengano usati, consumati, pensati. Che ci si voglia andare volentieri.
