La famiglia Damm e l’arte della narrazione

Che oggi tutti chiamano storytelling ma narrazione è molto più bello

Storytelling sembra essere una parola magica in questi tempi. Come qualsiasi altra parola, finisce presto per essere abusata.

Quanto è difficile raccontare una storia in un singolo fotogramma? Succede raramente, e nel caso di questa foto di Mary Ellen Mark intitolata “La famiglia Damm nella loro auto”, scattata a Los Angeles nel 1987, c’è semplicemente tutto. Non solo la storia di una famiglia in un momento della sua vita, ma anche quella di un intero paese.

 

I gesti e gli oggetti dicono ogni cosa

Cosa vi si vede? Una famiglia all’interno di una macchina. I singoli membri non sono atteggiati ma sono in posa, una posa naturale, come se vivessero davvero così, all’interno di quella che è probabilmente la loro auto e la loro casa. Una famiglia povera che possiede una macchina e nient’altro. Ma si prendono cura ognuno dell’altro: il padre e marito abbraccia delicatamente la moglie, la figlia accarezza e protegge il suo giovane fratellino. Sta fissando qualcosa al di fuori della cornice. Non è il fotografo, non sappiamo di cosa si tratta. Forse è il futuro, forse non sembra così brillante.

 

Gli occhi del padre

Padre, madre e figlia guardano direttamente in camera. Sanno che quella è la loro vita e probabilmente sarà sempre così.
Il padre dice con gli occhi “Questo è tutto quello che ho”, ma ne è orgoglioso. Si preoccupa per la sua famiglia.
La madre si abbandona tra le sue braccia. È come se non ce la facesse più. È esausta.

Sua figlia è come lei, più giovane di 20 anni. È come vedere la stessa persona in momenti diversi della sua vita, ma nella stessa frazione di tempo. E la piccola donna è già consapevole del suo futuro: non c’è speranza, questa è la sua vita. È come sua madre, cresciuta e matura come lei, ma in un corpo più giovane. Ma sa già tutto. Osserva tristemente il suo futuro, ormai dietro di lei.

 
 

Il paese

Il paese in cui vivono si intravede dietro a loro in piccoli brandelli: una strada sterrata dove hanno parcheggiato la loro auto e la loro casa. Un’auto che probabilmente non è nemmeno più un oggetto mobile: sta lì, ferma, indefinitamente parcheggiata e ferma, simbolo di una società spezzata che non produce più nulla. La stessa auto è anche una cornice all’interno della cornice: i suoi finestrini creano infatti un confine tra la loro vita e quella del paese in cui vivono. Un confine fotografico e uno simbolico. Protezione ed esclusione contemporaneamente.

 

La storia

Non sapevamo nulla della famiglia Damm prima. Ora sappiamo tutto. In questa foto c’è la loro storia e quella del loro paese, contemporaneamente. In un singolo fotogramma. Come ogni storia c’è un inizio, qualcosa a metà e una fine. Stiamo esaminando tutta la storia in un batter d’occhio. Una storia ha bisogno di chi la racconta e di chi la ascolta. Mary Ellen Mark racconta la storia della famiglia Damm. La riusciamo ancora ad ascoltare, chiaramente, anche dopo quasi 30 anni.

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