{"id":41849,"date":"2026-07-11T12:24:28","date_gmt":"2026-07-11T12:24:28","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41849"},"modified":"2026-07-11T12:26:54","modified_gmt":"2026-07-11T12:26:54","slug":"depavimentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/depavimentazione","title":{"rendered":"Depavimentazione"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Ieri ho cercato di capire cosa fanno in quel cantiere davanti alla biblioteca Joan Oliver, a Barcellona. La cosa \u00e8 iniziata giorni fa, direi una settimana fa: hanno rimosso l\u2019arredo che c\u2019era al centro di uno degli innumerevoli quadrivi che si formano tra gli ipnotici isolati dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ub.edu\/geocrit\/sn-61.htm\">estensione di Ildefons Cerd\u00e0 nel 1859<\/a>. Hanno ammassato le fioriere, i tavoli e le sedute in cemento stampato in un angolo. Pensavo le dovessero poi rimuovere da l\u00ec, magari era giunto il momento di sostituirle, anche se mi sembravano nuove e comunque pi\u00f9 che decenti e in ottimo stato di manutenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei giorni successivi ho capito cosa volevano fare e cosa stanno facendo: hanno iniziato a rimuovere tutto l\u2019asfalto della strada. Quel quadrivio e la piazza &#8211; una delle tante piazze che si formano per geometria agli angoli di ogni isolato di questa parte di Barcellona &#8211; si estender\u00e0 alle vie che vi conducono, che diventeranno un po\u2019 pi\u00f9 piazza e meno via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 tecnicamente una depavimentazione ma di certo ci sar\u00e0 ancora pi\u00f9 verde, i marciapiedi saranno a raso (l\u2019accessibilit\u00e0, questa sconosciuta) e le macchine circoleranno ancora di meno: adesso lo possono fare solo quelle autorizzate, i residenti e chi deve caricare e scaricare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Depavimentazione<\/em> \u00e8 una parola che sarebbe bello diventasse di tendenza per almeno i prossimi 10 anni. Meglio di resilienza di certo. Ho letto che la sindaca di Genova Salis lo vuole fare in una parte di Genova, non ho capito quale. Bene, \u00e8 un inizio. Spero che tante altre citt\u00e0 seguano l\u2019esempio perch\u00e9 le auto &#8211; lo dir\u00f2 in linguaggio accademico &#8211; hanno rotto i maroni. Abbiamo costruito le nostre citt\u00e0 attorno alle auto, le auto sono diventate sempre pi\u00f9 grandi, abbiamo sempre meno spazio per noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il verde costa, la manutenzione del verde costa ancora di pi\u00f9. Di certo di meno della bolletta energetica di una citt\u00e0 intera dove la temperatura media \u00e8 4-5 gradi superiore a quella che potrebbe essere se ci fossero degli alberi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Firenze \u00e8 calda perch\u00e9 \u00e8 in fondo a una valle, Bologna \u00e8 caldissima (e almeno c\u2019ha i portici, lei), Milano \u00e8 caldissima perch\u00e9 \u00e8 nella pianura Padana &#8211; cosa vuoi farci. Poi fai due passi a Firenze, Bologna o Milano (e io cammino molto e mappo le citt\u00e0, camminandoci) e ti accorgi che il verde c\u2019\u00e8, ma \u00e8 concentrato solo nei parchi. Ci sono dei parchi, ce ne sono di grandi ma i parchi sono come avere in casa una sola stanza con l\u2019aria condizionata, anzi: solo un armadio o il comodino. Non serve a molto. Serve, ma non risolve molto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi giorni a Barcellona ci sono stati 35 gradi. Li sentivi, eccome. Se stavi al sole. Il fatto \u00e8 che tantissime strade di Barcellona sono alberate, anche strade strette come una strada dei Navigli. Non chiedetemi come fanno a farceli stare ma ci stanno e quelle vie sono splendide gallerie verdi. Quegli alberi sono come i calabroni: non potrebbero starci ma non lo sanno e ci stanno. E crescono solo verso la strada (o li potano con raziocinio verso gli edifici, non so) e fanno queste meravigliose gallerie verdi. A Barcellona ci sono dei parchi ma sono piccoli o comunque sproporzionati rispetto al resto della citt\u00e0. C\u2019\u00e8 il Montjuic che \u00e8 una collina, quindi \u00e8 un parco, ma in declivio. Bellissimo, ma in declivio. Poi c\u2019\u00e8 quello della Ciutadella ma \u00e8 piccolo. Ci vado a correre ogni tanto ma \u00e8 davvero piccolo, correndoci lo attraversi in pochi minuti. Bello ma piccolo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/$s_!R-qh!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F11ae2b3d-7b3b-4e4d-901e-b976ab6f814c_2641x3302.heic\" alt=\"Poble Sec\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Poble Sec<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Milano ha pi\u00f9 parchi di Barcellona ma sai cosa? Chissenefrega se Barcellona ha meno parchi di Milano, hanno verde ovunque. Ci sono 35 gradi al sole, ma puoi trovare ombra quasi ovunque. E c\u2019\u00e8 il mare, lo so. Come c\u2019\u00e8 a Genova e a Napoli e infatti si sta meglio l\u00e0 (a Genova non so, a Napoli s\u00ec) ma sai cosa dico? Che con tanti alberi si starebbe pure meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Barcellona hanno i rifugi climatici. Anche a Bologna. Ma a Barcellona ne hanno uno ogni 130 metri. Se stai schiattando di caldo fai 130 metri (non un chilometro) in qualsiasi direzione e trovi un negozio, una biblioteca, un museo o un ufficio dove stare un po\u2019 al fresco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 hanno tanti alberi a Barcellona? Non perch\u00e9 ci fossero gi\u00e0 prima: ce li hanno piantati. Ha avuto l\u2019idea Ildefons Cerd\u00e0, nel 1859. Ha pensato che ogni isolato dovesse essere di 113 metri, non dovesse avere spigoli vivi (quindi non fosse un quadrato ma un ottagono con 4 lati pi\u00f9 piccoli, sempre quelli che formano le piazze rotate di 45 gradi, quelle di prima, agli incroci). Cerd\u00e0 pensava anzi che gli isolati accoppiati dovessero avere un lato aperto e che nello spazio all\u2019interno vi fossero dei giardini per chi ci viveva. Poi gli speculatori, i proprietari e i costruttori li riempirono fino al collo ma non conta. Cio\u00e8, conta ma quello su cui vorrei concentrarmi sono gli alberi lungo le vie, fra isolato e isolato. Ogni marciapiede \u00e8 perimetrato da alberi. Quelli ce li hanno messi, e poi all\u2019interno degli isolati hanno fatto un po\u2019 come gli pareva ma la geometria, quella s\u00ec, l\u2019hanno rispettata. E gli alberi li hanno piantati, sono ancora l\u00ec e con 35\u00b0 ringrazi loro e pure Ildefons Cerd\u00e0, che \u00e8 ormai un mio eroe personale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"830\" height=\"617\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/3sidedmanzan.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41850\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/3sidedmanzan.jpg 830w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/3sidedmanzan-300x223.jpg 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/3sidedmanzan-768x571.jpg 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/3sidedmanzan-16x12.jpg 16w\" sizes=\"(max-width: 830px) 100vw, 830px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ildefons Cerd\u00e0, Piano per Barcellona, 1859<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra cosa interessante \u00e8 che per lui il verde non era una questione estetica o filosofica. Part\u00ec da un&#8217;indagine statistica sulla condizione operaia di Barcellona che gli forn\u00ec dati di mortalit\u00e0 differenziale per quartiere. Dove c\u2019era meno verde e meno ventilazione la mortalit\u00e0 era pi\u00f9 elevata. Quindi il verde, l&#8217;orientamento delle strade rispetto ai venti dominanti e la loro larghezza furono risposte tecniche a un problema misurato, non una posizione ideologica o estetizzante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora: forse il caldo non \u00e8 come la peste o un\u2019influenza che stermina migliaia di persone ma c\u2019\u00e8 da dire che a met\u00e0 dell\u2019800 avevano capito che magari piantando pi\u00f9 alberi e allargando le strade, forse le condizioni igieniche miglioravano e ne morivano di meno, di persone. Non che l\u2019avessero capito osservando le interiora di una pecora ma semplicemente constatando che si moriva di pi\u00f9 dove c\u2019erano meno alberi e strade pi\u00f9 strette e pi\u00f9 densit\u00e0 di abitanti, cio\u00e8 i quartieri storici della citt\u00e0, come El Raval, il Gotic o El Born. Ma quelli li avevano fatti nel medioevo, ci stava che non fossero il massimo dell\u2019igiene, al tempo la morte di massa era perch\u00e9 Iddio arrabbiato per i loro peccati, mica un problema risolvibile con qualche accorgimento igienico. Altri tempi, per fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi invece dovremmo saperlo, no? Almeno: a Barcellona lo sanno, e infatti se possono di alberi ne piantano ancora. \u201cMa non c\u2019\u00e8 spazio\u201d dice quello. Non c\u2019\u00e8 spazio perch\u00e9 l\u2019idea di ridurre la sede carrabile o eliminare i parcheggi sembra impensabile, perch\u00e9 lo spazio ci sarebbe. Basta rinunciare a cos\u00ec tante auto. O farle pi\u00f9 piccole. O bandirle del tutto, salvo quelle che servono <em>davvero<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse dovrebbero esserci tanti morti quanti ne fa una pestilenza e allora qualcuno inizierebbe a pensare che magari bisogna cambiare qualcosa. Peccato, <a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lanpub\/article\/PIIS2468-2667(26)00025-3\/fulltext\">pi\u00f9 di 60.000 morti<\/a> all\u2019anno non bastano ancora. Quanti ne servono?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Spagna c\u2019\u00e8 una citt\u00e0 quasi interamente pedonale. Si chiama Pontevedra ed \u00e8 in Galizia. Ha 83.000 abitanti, quindi non \u00e8 un pittoresco borgo medievale facilissimo da pedonalizzare perch\u00e9 ci sono pi\u00f9 piccioni che esseri umani. Eppure ha trasformato quasi tutto il suo centro in una grande area pedonale. Negli anni ha progressivamente eliminato il traffico di attraversamento, spostato i parcheggi ai margini e ridotto al minimo la presenza delle auto, consentite solo a residenti, consegne e servizi essenziali, e comunque a velocit\u00e0 molto basse. Le strade del centro sono pavimentate tutte allo stesso livello, senza marciapiedi, come un grande spazio condiviso pensato per chi cammina, gioca, si ferma ai bar o fa acquisti. Il risultato \u00e8 una citt\u00e0 pi\u00f9 silenziosa, con aria pi\u00f9 pulita e molta vita di strada, spesso citata come modello europeo di urbanistica a misura di pedone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parigi si sta pedonalizzando ormai da anni. Parigi, non un villaggio della Normandia di 300 abitanti: Parigi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:41px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>Quando qualcuno dice \u201cNon si pu\u00f2 fare\u201d bisognerebbe rispondere che non c\u2019ha ancora provato, non che non si pu\u00f2 fare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:41px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 facile pedonalizzare Parigi ma ci si pu\u00f2 provare. E loro l\u2019hanno fatto. Non \u00e8 facile piantare pi\u00f9 alberi ma c\u2019\u00e8 chi l\u2019ha fatto. A met\u00e0 \u2018800, quando l\u2019idea di progresso era diversa, quando la principale preoccupazione era l\u2019eccesso di mortalit\u00e0 di alcuni quartieri. Erano pi\u00f9 sensibili, forse, e quando hanno dovuto espandere la citt\u00e0 hanno deciso di darsi delle regole e delle misure. Fra queste: piantare alberi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concludo con un argomento spesso usato contro le piantumazioni: poi quando ci sono temporali piuttosto violenti cadono i rami sulle macchine parcheggiate e sui pedoni. A parte il fatto che i rami cadono perch\u00e9 gli alberi non sono manutenuti, vorrei fare notare una cosa curiosa: a parte che se passaggi sotto un albero e ti cade un ramo in testa non deve essere molto piacevole, spiace per i danni alle auto parcheggiate ma le auto non dovrebbero esserci e basta. Usiamo una logica un po\u2019 estrema? Se infilo una mano in un tritacarne ottengo un burger di dita. Non va bene. Il problema \u00e8 il tritacarne o il fatto che ci abbia infilato la mano? Ecco: il problema non sono i rami che cadono sulle auto parcheggiate ma il fatto che ci siano quelle auto, parcheggiate sotto gli alberi. E il fatto che non li hanno manutenuti, quegli alberi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta c\u2019erano le utopie che immaginavano mondi fantastici e irrealizzabili. Ma almeno li immaginavano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi le utopie sono ottenute per sottrazione: una citt\u00e0 con meno auto \u00e8 utopica. O per addizione: una citt\u00e0 con pi\u00f9 alberi \u00e8 utopica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No: \u00e8 che non hai mai provato a farla o immaginarla. Non \u00e8 difficile: c\u2019\u00e8 gi\u00e0 chi la fa e continua a farla. Toglie asfalto e pianta alberi. E pazienza per le auto.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rage against the cars<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41851,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[96,97,415,92,429],"tags":[764,763,765,766],"class_list":["post-41849","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-architecture","category-architettura","category-pensiero-lungo","category-societa","category-umanesimo","tag-ambiente","tag-barcellona","tag-cambiamento-climatico","tag-mobilita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41849","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41849"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41849\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41853,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41849\/revisions\/41853"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41851"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41849"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41849"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41849"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}