{"id":41739,"date":"2025-10-06T09:27:17","date_gmt":"2025-10-06T09:27:17","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41739"},"modified":"2025-10-06T09:27:18","modified_gmt":"2025-10-06T09:27:18","slug":"cinquantuno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/cinquantuno","title":{"rendered":"Cinquantuno"},"content":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa ho compiuto 51 anni. Di solito il giorno stesso scrivo una lettera a me stesso e la pubblico. \u00c8 una riflessione sul punto a cui sono arrivato e la direzione che intendo prendere, che poi \u00e8 una continuazione della strada che sto gi\u00e0 percorrendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta non sono riuscito a pubblicarla lo stesso giorno e la scrivo ora, non so nemmeno quanto ci metter\u00f2 a finirla o se la finir\u00f2. Se qualcuno la legge \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 finita, perch\u00e9 l\u2019ho pubblicata, mi pare evidente.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 invecchio, meno mi interessa festeggiare i giri attorno al sole, quindi non ci bado. A ben pensarci, l\u2019unica osservazione degna di rilievo che posso fare rispetto al trascorrere del tempo \u00e8 quanto sembri sempre pi\u00f9 un vortice che risucchia tutto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Quanto fottutamente veloce sembra procedere tutto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 strano ed \u00e8 una percezione individuale. A quattro anni, un anno della vita \u00e8 un suo quarto, a 51 \u00e8 1\/51. Il tempo fa il tempo e scorre assoluto, sono solo io &#8211; siamo noi &#8211; a percepirlo diversamente. Una volta pensavo \u201cBeh, \u00e8 fra un mese, c\u2019\u00e8 tempo\u201d, adesso penso \u201cFra un mese \u00e8 domani\u201d. Da giovani il tempo \u00e8 una dimensione infinita perch\u00e9 pare esservene in abbondanza, in quantit\u00e0 cos\u00ec cospicua da essere infinita. Ma queste sono considerazioni ovvie e che si possono fare a qualsiasi et\u00e0. L\u2019unica differenza \u00e8 che quando si \u00e8 giovani sono astrazioni, dopo una certa et\u00e0 sono vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso che il tempo sia una delle riflessioni su cui torno pi\u00f9 di frequente. Non amo dividerlo in unit\u00e0, so che c\u2019\u00e8 chi si diletta in questo calcolo, per concludere di quante settimane o giorni disponiamo mediamente. Sapere che son centinaia o migliaia aggiunge un\u2019informazione statistica e niente pi\u00f9. Come sempre conta cosa ci si fa col tempo, no?<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 solo una frazione a cui presto attenzione: quella che definisce questa et\u00e0 come \u201cla mezza et\u00e0\u201d. Il che comporterebbe che sia logico aspettarsi di campare fino a 100 anni. Non \u00e8 escluso ma mi pare pi\u00f9 ragionevole pensare di avere superato i 2\/3 del tempo su questo pianeta. Diciamo: statisticamente sto in quella regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora mi dico che per 2\/3 della mia vita ho proceduto secondo una direzione (o pi\u00f9) e sono giunto a questa terra pi\u00f9 o meno decentemente. \u00c8 un buon motivo per proseguire seguendo questa mappa? La mappa dice il territorio e come raggiungere la meta e per quali strade. Mentre si procede ci si accorge che la motivazione per procedere cambia: dove vai, pellegrino? Cerchi la stabilit\u00e0 emotiva o quella economica? Cerchi la gratificazione intellettuale o affettiva?<\/p>\n\n\n\n<p>Allora a un certo punto mi son detto che la destinazione \u00e8 nota, meno la direzione. Un giorno, mentre camminavo, ho avuto uno di quei pensieri che ho mentre cammino: ho pensato che l\u2019ossessione per la durata della vita nasconde un dettaglio per niente secondario, o non lo fa ben vedere.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Non conta a che et\u00e0 si muore, ma come ci si arriva.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Non penso molto alla morte, anche se ne scrivo spesso. Penso sia un\u2019inevitabile interlocutrice con cui dialogare. Nel tentativo ossessivo di vivere pi\u00f9 a lungo possibile mi pare si nasconda proprio la volont\u00e0 di ritardare questo dialogo, di posticipare il momento in cui ci si trover\u00e0 di fronte a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure \u00e8 un dialogo che si pu\u00f2 iniziare in ogni momento, lei c\u2019\u00e8 sempre. Non ci parlo, \u00e8 chiaro, per\u00f2 so che c\u2019\u00e8 e averne un dialogo significa anche riconoscerla come un\u2019entit\u00e0 con cui parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>Di lei so che \u00e8 un limite ma non avevo mai pensato che potesse essere anche positivo: la sua esistenza &#8211; che limita quella umana &#8211; offre anche uno scambio: \u00e8 il valore della vita. Pi\u00f9 se ne vuole esprimere, pi\u00f9 avr\u00e0 senso aver vissuto. Pi\u00f9 si tenta di allontanare il fatidico momento, pi\u00f9 tempo si vorrebbe egoisticamente avere per fare qualcosa di valore, un giorno, ma con calma.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un\u2019urgenza positiva insomma, quella di fare il pi\u00f9 possibile, adesso. Ma non vorrei nemmeno introdurre una componente temporale. Non conta farlo adesso, subito: conta piuttosto fare qualcosa che abbia valore. Per se stessi, per gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>A 51 anni insomma ho deciso di cercare un rapporto con la morte. Una volta scrissi che, da un certo punto in poi, mi interessava piuttosto prepararmi alla morte e non c\u2019era nessuna mestizia in queste parole. La vita \u00e8 un viaggio con una direzione precisa e conta la compagnia e le cose che porti con te.<\/p>\n\n\n\n<p>Meno possibile, di ottima qualit\u00e0, e non serve altro. Ogni possesso \u00e8 una zavorra, ogni nodo irrisolto \u00e8 un freno.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Semplificare, alleggerirsi, impegnare il tempo in cose che abbiano senso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>51 \u00e8 un numero che mi pare indefinito. I numeri pari sono solidi, quelli dispari sembrano incerti sul da farsi. Il 51 prepara il 52, \u00e8 uno iato fra 50 e 52. Anche il 53 e il 55, ma il 55 son due 5 che si rinforzano. In un certo senso \u00e8 un numero pari.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia regola &#8211; per alleggerire questo scritto che sin qui ha parlato di morte &#8211; \u00e8 che associo i numeri dispari ad attivit\u00e0 sgradevoli e i pari a quelle gradevoli.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La sveglia \u00e8 sempre puntata su numeri dispari, perch\u00e9 svegliarsi non \u00e8 bello, di certo sognare \u00e8 molto pi\u00f9 bello<\/li>\n\n\n\n<li>Il volume della televisione &#8211; almeno di quelle che lo indicano con i numeri &#8211; deve sempre attestarsi su numeri pari. Perch\u00e9 guardarla \u00e8 bello. O almeno lo era, non la guardo pi\u00f9 da anni, con immensi benefici.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Basta, ho gi\u00e0 finito le regole.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma: sono nell\u2019anno della sveglia e non del volume. Non che ci\u00f2 debba significare che sar\u00e0 sgradevole. Sar\u00e0 un anno, un altro anno. Che scorrer\u00e0 sempre pi\u00f9 veloce, con sempre pi\u00f9 urgenza di fare le cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Urgenza, perch\u00e9 poi? Ho sentito di un maestro del t\u00e8 che ha fatto solo quello per decenni. Non \u00e8 l\u2019unico, credo che tutti i maestri da t\u00e8 con questa ambizione e progetto di vita diano per scontato che per fare una cosa devi farla senza cedimenti per lunghissimo tempo. Una sola cosa. Gli apprendisti fabbri che forgiano le katane hanno apprendistati altrettanto lunghi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Non fanno un lavoro: diventano il loro lavoro. Ma in modo pi\u00f9 spirituale e di certo non perverso come noi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Si diventa quello che si pensa, diceva quello. Si diventa anche ci\u00f2 che si fa, perch\u00e9 poche cose come il lavoro coincidono con l\u2019identit\u00e0. Del resto quando si conosce qualcuno non gli si chiede che passioni ha ma che lavoro fa. Che \u00e8 un modo comprensibile e funzionale per iniziare una conversazione ma indica anche quanto siano poca cosa al di fuori di ci\u00f2 che si fa per vivere. L\u2019identit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 fatta di moltitudini whitmaniane ma di una sola: quella del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Dino Gavina &#8211; che Wikipedia definisce imprenditore, designer ed editore, ma che fu soprattutto un monumento al design e all\u2019arte del secolo scorso &#8211; aveva un bellissimo biglietto da visita. C\u2019\u00e8 da dire che era talmente noto che poteva omettere professione e dati di qualsiasi natura, ma insomma, il suo biglietto diceva solo:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Dino Gavina<br>Sovversivo<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Che bello presentarsi cos\u00ec, no? Non imprenditore, non artista o designer: sovversivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019identit\u00e0 che non riconduce a categorie ma che stimola la fantasia. Un imprenditore, un designer e un editore sono in fondo ruoli, non identit\u00e0. Una volta pronunciati e pensati evocano solo professioni, e anche ben precise.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSovversivo\u201d \u00e8 l\u2019inizio di una storia interessante che Dino Gavina donava a chi porgeva il suo biglietto da visita. Ci fosse stato scritto \u201cImprenditore\u201d, chi lo avesse ricevuto poteva capire pi\u00f9 o meno cosa faceva quell\u2019uomo cos\u00ec curioso. Ma \u201csovversivo\u201d? Cosa fa un sovversivo? Difficile saperlo perch\u00e9 ognuno ha un\u2019idea diversa di sovversione. Rivoluzione? In quale campo? Scherza? Magari \u00e8 un biglietto provocatorio o magari lui si riteneva davvero un sovversivo, ma quale ordine sovverte, a ben pensarci?<\/p>\n\n\n\n<p>Quando l\u2019identit\u00e0 \u00e8 una professione o un lavoro non vi \u00e8 alcun incipit interessante per una storia: una professione circoscrive l\u2019identit\u00e0 e la costringe in confini angusti. Non \u00e8 dinamica, non sviluppa azione: \u00e8 una definizione soddisfacente perch\u00e9 riconduce le persone a ruoli precisi e le riduce alla loro professione.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi invecchio e continuo a scrivere questa storia, o a recitare un copione che non conosco se non giorno dopo giorno. Siamo sceneggiatori della nostra storia &#8211; si dice &#8211; solo che non conosciamo quale sia la storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora \u00e8 meglio viaggiare leggeri, chiedersi sempre se qualcosa valga il tempo che ci si impiega a farla, e ballare ogni tanto. Anche da soli, di notte, quando si sente una bella musica. Ballare, immaginando di saperlo fare, facendolo, anche su un pezzo jazz, ma ballando, soprattutto. Perch\u00e9 il tempo passa comunque e allora \u00e8 meglio cercare di andarci, a tempo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa ho compiuto 51 anni. 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