{"id":41735,"date":"2025-09-17T15:44:53","date_gmt":"2025-09-17T15:44:53","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41735"},"modified":"2026-01-13T21:59:53","modified_gmt":"2026-01-13T21:59:53","slug":"senso-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/senso-2","title":{"rendered":"Senso"},"content":{"rendered":"<p>Neil Young canta in <em>On the Beach<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>I went to the radio interview<br>But I ended up alone at the microphone<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>All\u2019intervista che dovevano fargli in radio si \u00e8 trovato da solo, davanti a un microfono. Uno spiacevole inconveniente, o una condizione esistenziale? Pensava di dover raccontare la sua storia e non c\u2019era nessuno a chiedergliela.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dice se poi l\u2019ha raccontata, fingendo magari che ci fosse qualcuno a chiedergliela. Poi continua \u201c<em>But those seagulls are still out of reach<\/em>\u201d, i gabbiani erano troppo lontani. Poi va fuori citt\u00e0, \u201c<em>I thing I\u2019ll get out town<\/em>\u201d, dove non lo sa, \u201c<em>I follow the road, though I don&#8217;t know where it ends<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non succede niente in questa canzone: sono tre scene scollegate: l\u2019intervista in radio, lui sulla spiaggia, lui che prende il bus per andare fuori citt\u00e0, non sapendo nemmeno dove finisce la strada. Le si pu\u00f2 immaginare collegate ma funzionano anche da sole, dato che non significano niente. O no?<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno ascoltavo <em>Cortez The Killer<\/em>, pensando che avevo sempre ascoltato distrattamente Neil Young. Quella la registrarono un po\u2019 stonati: il chitarrista Frank Sampedro aveva fumato della cocaina, per tutta la canzone pens\u00f2 fosse in una chiave diversa. Lui e Young suonarono insomma due canzoni diverse, o circa, chi conosce la musica lo saprebbe spiegare meglio. Suonarono la stessa cosa ma lievemente sfasata. Seguivano due sensi diversi, che insieme fanno una delle pi\u00f9 belle canzoni mai scritte. Il senso del resto \u00e8 una visione cos\u00ec personale, ne siamo costantemente alla ricerca.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Un senso in tutto ci\u00f2, per Dio, un senso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><em>Senso<\/em> ha origine indoeuropea e deriva da s<em>ent-<\/em>. Significa \u201cpercepire, andare, prendere una direzione\u201d. Quindi ha almeno due accezioni: percepire (con i sensi, appunto) e prendere una direzione. Forse bisogna <em>sentire<\/em> per capire in che direzione andare, cos\u00ec come Neil Young decide di prendere il bus fuori dalla citt\u00e0, anche se non sa dove conduce la strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella canzone non conterr\u00e0 una storia (in realt\u00e0 ne contiene tre) ma assomiglia molto alla vita: un insieme di cose senza senso da cui si cerca di estrarne uno. Come se dovesse esistere, nell\u2019illusione che esista.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi ho anche sentito l\u2019espressione <em>amor fati.<\/em> Oddio, non \u00e8 la prima volta che la sento (la sento, il senso \u00e8 ovunque ma non si rivela mai) ma non mi ero mai interrogato su cosa significasse n\u00e9 sapevo che ne scrivesse Nietzsche. Il fatto che non abbia mai letto Nietzsche forse spiega perch\u00e9 non lo sapessi e che, anzi, \u00e8 un punto nodale della sua filosofia. Che a molti &#8211; a me di certo &#8211; \u00e8 giunta sotto forma di aforismi stampati su magliette pseudo-esistenzialiste. Curiosa fine per i filosofi pi\u00f9 ieratici: finir ricordati per frasi che han scritto e che &#8211; mi piace ironicamente pensare &#8211; magari non erano nemmeno quelle pi\u00f9 intelligenti che gli pareva di aver scritto. Anche quello \u00e8 il senso con cui la cultura popolare &#8211; che \u00e8 un po\u2019 il senso della massa per la cultura o per tutto ci\u00f2 che non \u00e8 produttivo &#8211; investe il pensiero alto: ne trattiene quel che riesce a capirne ed elaborare e lo stampa sulle magliette. Che \u00e8 un altro modo per dire che il senso \u00e8 frammentato, ognuno ha un suo senso, o ognuno lo cerca.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Il senso \u00e8 una direzione, informata da una percezione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019amor fati, dicevo. Confuso per l\u2019accettazione del destino, non lo \u00e8, altrimenti l\u2019avrebbe chiamato cos\u00ec, ma in latino: <em>acceptatio fati,<\/em> accettazione del destino. Le parole sono importanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Amare il destino significa amarlo, appunto, non accettarlo, e l\u2019amore \u00e8 una condizione diversa dall\u2019accettazione perch\u00e9, quantomeno, non \u00e8 passiva. Per amare bisogna agire, non si pu\u00f2 subire un amore, quella \u00e8 un\u2019altra cosa, nemmeno tanto bella.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso l&#8217;idea dell&#8217;eterno ritorno, Nietzsche spiega la potenza dell&#8217;amor fati. Se ogni istante della vita si ripetesse per l\u2019eternit\u00e0, immutabile e identico a se stesso, si darebbero due condizioni: l\u2019accettazione o il rifiuto. All\u2019idea di essere destinati (fato, appunto) a rivivere per l\u2019eternit\u00e0 sempre la stessa vita, alcuni impazzirebbero, altri &#8211; coloro che amano il destino, si persuaderebbero che l\u2019unica cosa sensata da fare sia amarlo. Amare il destino, le sue gioie e le sue tristezze, \u00e8 un modo per dargli un senso, che cambierebbe in continuazione se il tempo non fosse governato da un eterno ritorno e non si ripetesse sempre identico a se stesso.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>L\u2019eternit\u00e0 ha una condizione molto particolare: non \u00e8 definita dal tempo ma dalla sua assenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Vivere in eterno non significa vivere fino alla fine del tempo o per sempre ma vivere oltre il tempo, o in assenza del tempo. L\u2019amor fati allora serve ad amare quella condizione di negazione del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se per\u00f2 non esiste il tempo ma l\u2019eternit\u00e0 (che \u00e8 uno stato di assenza di tempo), allora il senso in quanto direzione non ha pi\u00f9 motivo di esistere, poich\u00e9 non indica pi\u00f9 una direzione o uno svolgersi del tempo. Il tempo, infine, che \u00e8 una dimensione separata e assoluta rispetto allo spazio e alle sue dimensioni, al venir meno delle direzioni (cio\u00e8 il senso), non esiste pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel senso cerchiamo un motivo, una direzione, cio\u00e8 una strada da seguire, ma la strada esiste in due stati: in quanto tale (assoluto) e come esperienza individuale. Procediamo su una strada (procediamo nella vita) e la percezione dello spazio si fonde con quella del tempo: ci muoviamo nello spazio mentre il tempo scorre, e il tempo scorre perch\u00e9 lo misuriamo dall\u2019incedere nello spazio. Lo spazio della vita \u00e8 il segno che vi lascia il tempo, ossia l\u2019et\u00e0 che avanza: i segni del tempo sono le rughe, che ne sono la calligrafia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, anche se non so se Nietzsche sarebbe d\u2019accordo con me, l\u2019amor fati annulla il tempo e quindi la necessit\u00e0 del senso. O, in ultima analisi, l\u2019accettazione del destino coincide con l\u2019accettazione del fatto che niente abbia senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 allora abbiamo bisogno di dare un senso alle cose? Perch\u00e9 dobbiamo collocarci nel tempo per percepire non tanto il senso della vita ma il suo svilupparsi. Abbiamo la necessit\u00e0 di percepire una qualche evoluzione. In questo senso, il riscontro dell\u2019esistenza dell\u2019evoluzione richiede la presenza del tempo, poich\u00e9 lo sviluppo evolutivo \u00e8 misurabile solo rispetto al tempo. Oggi meglio di ieri, domani meglio di oggi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Non cerchiamo il senso ma la sua direzione, che \u00e8 anche una logica ricorsiva, poich\u00e9 il senso \u00e8 di per s\u00e9 direzione. Quindi cerchiamo la percezione del senso pi\u00f9 che il senso il s\u00e9, che \u00e8 sfuggevole e forse inesistente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Collocarsi nel flusso del tempo rassicura poich\u00e9 aiuta a trovare la propria posizione nel fluire del tempo. Del resto, per sapere in che direzione (senso) procedere, bisogna innanzitutto sapere dove ci si trova.<\/p>\n\n\n\n<p>Vale la pena un inciso sull\u2019etimo di evoluzione, che deriva da evolvere, cio\u00e8 svolgere. L\u2019atto \u00e8 quello di srotolare la pergamena. L\u2019evoluzione indica un progressivo disvelarsi del disegno (il senso contenuto nella pergamena \u00e8 visibile solo quando essa \u00e8 aperta &#8211; svolta &#8211; del tutto) e, ancora una volta, siamo nel dominio di spazio e tempo. Lo svolgersi della pergamena \u00e8 un atto che richiede spazio, per poi occuparlo, e avviene in un certo tempo. Il fatto che la pergamena abbia un senso di svolgimento e di lettura, e che sveli il quadro complessivo solo una volta aperta, non \u00e8 casuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo era, appunto, un inciso. Che definisce ancor meglio un fatto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Per trovare un senso dobbiamo osservare un\u2019evoluzione, e questa richiede spazio e tempo. In una dimensione senza tempo (eterna) non esiste evoluzione, dato che non esiste il tempo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 dice qualcosa sul senso della vita? No, e chi potr\u00e0 mai saperlo poi il senso della vita. Forse \u00e8 procedere nello spazio e nel tempo, ma capisco che non sia risolutivo n\u00e9 confortante. Deve esserci un senso, ossia una direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste riflessioni, mi trovavo a interrogarmi sul piacere di ascoltare Neil Young, o almeno certe canzoni. Mi piacciono le storie che racconta? Ogni storia appartiene al tempo, nel suo sviluppo e nella sua essenza. Quella di <em>Cortez The Killer<\/em> \u00e8 la storia del conquistatore, sebbene narrata con diverse imprecisioni storiche. Quella di <em>On the Beach<\/em> \u00e8 la storia di s\u00e9 stesso, seduto da solo davanti ai microfoni di una radio senza che nessuno lo intervisti, o \u00e8 la storia di lui che se ne va, per una strada che non sa bene dove conduca (una bella metafora della vita, a ben pensarci). La strada per l\u2019eternit\u00e0, si sar\u00e0 capito, non esiste, perch\u00e9 nell\u2019eternit\u00e0 non vi \u00e8 n\u00e9 tempo n\u00e9 spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Raggiungere l\u2019eternit\u00e0 significa infatti collocarsi fuori dal tempo e diventare trascurabili, di certo non memorabili poich\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 memorabile \u00e8 sottomesso a una condizione: in quanto memoria di eventi passati, non pu\u00f2 mai allontanarsi dalla linea del tempo, perch\u00e9 il tempo ne \u00e8 riferimento. Del resto non esisterebbe memoria senza il tempo (che le d\u00e0 prospettiva), dato che gli elementi della stessa si collocano lungo la linea del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Restano le storie. Ci piace sempre sentirle raccontate, a volte anche solo immaginarle. In metro immagino le storie di chi ho di fronte. Per strada incrocio lo sguardo di qualcuno e decido dai suoi occhi che giornata ha avuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi ho passeggiato in una piccola via, le finestre erano aperte e ne usciva il profumo del sugo sul fuoco. Era una storia anche quella, di una famiglia che ancora cucina in casa e che prepara il cibo per i prossimi giorni. Ed \u00e8 anche la storia di una tradizione che si rinnova e di un profumo che evoca ricordi e sposta la mente in momenti passati. Beandomi di quel delizioso profumo ricordavo i pomeriggi in cui lo preparava mia nonna mentre giocavo in giardino. In quei momenti raccoglievo frammenti di vita che si sarebbero trasformati in memorie, che si sarebbero riattivate un pomeriggio, passeggiando davanti alla finestra di una casa in una piccola via della mia citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco, per finire, a cosa servono i ricordi: a ricordare, ovviamente, ma soprattutto a viaggiare lungo la linea del tempo, e a tornare al passato restando nel presente, a vivere cio\u00e8 in due condizioni temporali diverse. Forse dovrei coniare un nome per questo tempo: il passante, o il pressato. Due tempi in uno, e un modo per trovare un senso non procedendo solo in linea retta (sperando sia quella giusta) ma anche tornando indietro sui propri passi, osservando meglio la pergamena e leggendo con attenzione i segni che riporta. Pensiamo che il senso sia una direzione che punta al futuro, e invece torna indietro, si contorce e si aggroviglia, si dipana e poi balza.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Il senso non \u00e8 una direzione, il senso sono tutte le direzioni possibili.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:46px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne cerchiamo uno, e se non esistesse?<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41736,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415],"tags":[163,754],"class_list":["post-41735","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","tag-memoria","tag-senso"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41735","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41735"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41735\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41745,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41735\/revisions\/41745"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41736"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41735"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41735"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41735"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}