{"id":41720,"date":"2025-07-05T20:42:18","date_gmt":"2025-07-05T20:42:18","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41720"},"modified":"2025-07-05T20:42:19","modified_gmt":"2025-07-05T20:42:19","slug":"orizzonte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/orizzonte","title":{"rendered":"Orizzonte"},"content":{"rendered":"<p>Ho esattamente il 28% di batteria residua. Ho deciso che \u00e8 la durata di quanto scriver\u00f2, vedo quella percentuale come un\u2019indicazione di scrittura. \u201cScrivi solo quello e non di pi\u00f9\u201d. Non ho riflettuto a niente in particolare quindi \u00e8 un buon metodo per scrivere qualcosa e basta, per non perdere l\u2019esercizio.<\/p>\n\n\n\n<p>La batteria residua indica ci\u00f2 che si \u00e8 perso, anche se momentaneamente: il 72% \u00e8 perso, \u00e8 un potenziale che \u00e8 diventato qualcosa, che \u00e8 stato traformato, da energia di una batteria in qualcosa di diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ci faccio con quel che resta?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho pensato a quante cose faccio con le energie residue, e quante cose non riesco a fare. Le energie residue sono un tempo residuo: in una giornata si pianificano certe cose e si cerca di farle, poi se ne fanno di meno, raramente di pi\u00f9. Cosa si fa con il tempo che, eventualmente, resta?<\/p>\n\n\n\n<p>Sono spazi interstiziali, i luoghi del possibile, un 28% di cose che possono accadere: posso lasciare che questa batteria residua si esaurisca per mantenere le funzioni vitali di questa macchina pur lasciandola muta e inerte o posso accellerarne il consumo usandola, scrivendoci.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Puoi sostenere Il Pensiero Lungo anche con un caff\u00e8 (che costa meno dell\u2019abbonamento qui, su Substack)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/buymeacoffee.com\/mpietropoli\">Offrimi un caff\u00e8 \u2615\ufe0f<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ho notato che le persone immerse nell\u2019acqua, in mare, osservano l\u2019orizzonte. O un punto vicino a se stesse. Pensano, o forse riescono a non pensare affatto. La meditazione, mi dico, \u00e8 non pensare affatto? Non lo so, quando medito penso eccome, se raggiungo uno stato di abbandono particolare vedo il pensiero formarsi, attraverso il fluire delle immagini che si creano. Quelle immagini sono la forma del pensiero, quello che quotidianamente si forma fra le mie orecchie sotto forma di dialogo interiore? Non so, \u00e8 un\u2019altra forma di pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 passa il tempo, meno so. Si guarda il mare per cercare risposte, per percepirne nello sciabordio delle onde? Il mare \u00e8 un\u2019origine, ci devono essere linee di codice nel nostro sistema operativo che, una volta immersi nel mare, attivano una procedura di pulizia mentale. Il mare allora \u00e8 il luogo della riconnessione con l\u2019origine e osservare il mare \u00e8 un modo per azzerare momentaneamente la creazione dei pensieri, per pulire la mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, guardando l\u2019orizzonte, si pensa. \u00c8 un limite verticale che distingue la terra dall\u2019aria, gli elementi fra di loro. Ma orizzontalmente \u00e8 il bordo di un piano che continua oltre. La linea d\u2019orizzonte separa in verticale ma non in orizzontale, anche se la lettura visiva fa immaginare che l\u00e0, in un punto lontano ma definito, tutto effettivamente finisca.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardiamo l\u2019orizzonte perch\u00e9 \u00e8 ambiguo, eppure ci pare categorico e definito, \u00e8 un evento che esiste, sta l\u00e0, \u00e8 qualcosa di stabile, mentre sulla terra degli umani tutto cambia incessantemente.<\/p>\n\n\n\n<p>[22%]<\/p>\n\n\n\n<p>Dell\u2019orizzonte si sa che \u00e8 un limite immaginario, fisicamente esiste solo in quanto luogo dei punti che non sono n\u00e9 acqua o terra, n\u00e9 cielo e aria. Eppure \u00e8 confortante sapere che esiste qualcosa di definito che separa le cose, un confine che decide che da una parte c\u2019\u00e8 una cosa, dall\u2019altra un\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Normalmente non \u00e8 cos\u00ec chiaro, i segnali sono molto confusi, la realt\u00e0 sulla terra \u00e8 una cacofonia di segnali, impressioni, suggestioni, messaggi di violenza, di amore, di odio, di passione, messaggi senza risposta, messaggi fraintesi, messaggi inascoltati.<\/p>\n\n\n\n<p>Altrove, all\u2019orizzonte, non c\u2019\u00e8 suono, non c\u2019\u00e8 disturbo se non quello dell\u2019aria che, a volte, \u00e8 carica di umidit\u00e0 e allora slabbra la linea dell\u2019orizzonte. L\u00e0 c\u2019\u00e8 la soluzione perch\u00e9 i mondi sono distinti, il sotto e il sopra, la materia solida e quella gassosa, l\u2019acqua in forma liquida e quella in forma di vapore.<\/p>\n\n\n\n<p>[18%]<\/p>\n\n\n\n<p>Cerchiamo, cerco quella linea, quella definizione? Sulla terra, dove tutto si vede con chiarezza, le cose sfumano e appaiono sotto mille sembianze. Le persone cambiano, \u00e8 come se cambiassero colore un giorno per l\u2019altro. Confondono, ci confondiamo. L\u2019orizzonte resta, definito, esattamente nel punto pi\u00f9 distante e irraggiungibile. Una beffa: ci\u00f2 che \u00e8 come un taglio, una linea tracciata da qualche creatura gigantesca e invisibile che decide cosa \u00e8 cosa e cosa \u00e8 altra cosa, si sposta continuamente.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Si pu\u00f2 andare verso l\u2019orizzonte ma non lo si pu\u00f2 mai raggiungere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Che \u00e8 anche una metafora interessante ed efficace di tutta la questione: la chiarezza e la definizione sono concetti che sfuggono sempre in avanti; pi\u00f9 si tenta di avvicinarvisi con una barca che rincorre perpendicolarmente l\u2019orizzonte, pi\u00f9 questo sfila via. Si materializza pi\u00f9 oltre, sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>[13%]<\/p>\n\n\n\n<p>Il mare \u00e8 un liquido amniotico. L\u2019immersione riporta all\u2019origine. Il sistema si azzera e riceve nuove informazioni. Dall\u2019orizzonte sembrano giungere segnali, le onde e le increspature sono parole di una lingua incomprensibile ma che porta nuove linee di codice. Un interprete installato in qualche parte del sistema operativo umano sa interpretarle e le trasformer\u00e0 poi in istruzioni operative e azioni.<\/p>\n\n\n\n<p>In mare sappiamo cosa fare, come le tartarughe appena nate sanno cosa fare: vanno verso l\u2019acqua una volta schiuse le uova, noi stiamo dove si tocca e muoviamo le mani e le braccia mulinandole o tenendole appena sopra il pelo dell\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>[11%]<\/p>\n\n\n\n<p>Forse stiamo solo trovando una nuova energia, dopo un anno trascorso a consumarla. Una volta all\u2019anno bisogna immergersi nel mare, una volta all\u2019anno bisogna avere il conforto di questa materia infinita e penetrabile, del suo abbraccio liquido.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta all\u2019anno almeno dobbiamo ricordare che la definizione e il limite sono come la linea dell\u2019orizzonte: un\u2019illusione che esiste, un confine visivo ma anche concettuale. Esiste ma non si fa afferrare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se gli uomini e le donne, immersi, a non fare niente se non guardare quel confine, trovino risposte. Forse ascoltano solo. Stanno soli, ritornano in s\u00e9, cercano di ricordare ci\u00f2 che hanno dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<p>[6%]<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ho fatto con il tempo residuo? Ho scritto, ho passeggiato, ho litigato, ho cucinato, ho osservato un cigno gonfiabile spinto sulla piscina dal vento. Le sue traiettorie scrivono qualcosa sull\u2019acqua ma \u00e8 una calligrafia che scompare subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho fatto cose, ho vissuto. Poi ho guardato l\u2019orizzonte senza saper bene se attendere nuove istruzioni, forse solo per dimenticare chi ero e chi sono.<\/p>\n\n\n\n<p>[4%]<\/p>\n\n\n\n<p>Ritorno a terra, smetto di essere sospeso in un liquido. Il mare mi ha tolto la gravit\u00e0, la linea d\u2019orizzonte continua a definire alto e basso, pieno e vuoto. \u00c8 confortante, eppure resta laggi\u00f9, si sposta, \u00e8 un\u2019illusione, non si fa afferrare.<\/p>\n\n\n\n<p>[2%]<\/p>\n\n\n\n<p>Riesco solo a scrivere questo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La linea dell\u2019orizzonte, definita e sfuggente, e il liquido amniotico del mare<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41721,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[429],"tags":[254,349,752],"class_list":["post-41720","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-umanesimo","tag-mare","tag-meditazione","tag-orizzonte"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41720","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41720"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41720\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41722,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41720\/revisions\/41722"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41721"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}