{"id":41710,"date":"2025-07-01T17:30:20","date_gmt":"2025-07-01T17:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41710"},"modified":"2025-07-01T17:30:21","modified_gmt":"2025-07-01T17:30:21","slug":"interno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/interno","title":{"rendered":"Interno"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"wp-block-heading\">Una doverosa introduzione<\/h3>\n\n\n\n<p><em>Sono a conoscenza del dibattito attorno all\u2019uso dell\u2019AI per la generazione di immagini. So come funziona e so soprattutto come sono fatte le immagini prodotte e attingendo da quali bacini di dati. Questa \u00e8 la doverosa introduzione morale: non sono d\u2019accordo sul come questi modelli sono stati addestrati e su come sono stati riforniti di dati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La generazione di immagini (sintografie vengono definite quelle create da un prompt testuale) per molti versi espone in modo ancora pi\u00f9 evidente il punto debole dell\u2019AI generativa, ossia il non capire cosa produce: sia che si tratti di testo che di immagini (o video, pi\u00f9 recentemente), il risultato \u00e8 definibile come tale solo perch\u00e9 noi umani gli attribuiamo un senso. La macchina\/AI non capisce cosa produce, non ha<\/em>&nbsp;<em>coscienza dello spazio o del significato. Ci\u00f2 che genera \u00e8 un output pi\u00f9 o meno coerenti con l\u2019input\/prompt. L\u2019AI semmai sa interpretare i prompt, ecco perch\u00e9 se le chiedo di generare una mela rossa su un piatto di ceramica<\/em>&nbsp;<em>otterr\u00f2 proprio quella immagine.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La vera intelligenza artificiale \u2013 quando e se mai esister\u00e0 \u2013 sapr\u00e0 esattamente cos\u2019\u00e8 una mela, che consistenza ha, di che colore \u00e8. Di conseguenza, assocer\u00e0 alla parola &#8220;mela&#8221; un concetto reale e vissuto, proprio come fa un umano. Per ora non \u00e8 cos\u00ec. L\u2019AI generativa usa una tecnologia molto dispendiosa in termini energetici, inefficiente e poco sostenibile, data la sproporzione fra lo sforzo richiesto e il risultato conseguito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Detto ci\u00f2, si tratta comunque di una tecnologia impressionante che \u00e8 opportuno conoscere. Gli argomenti a favore e contro sono svariati e non li riassumer\u00f2 qui. Questa introduzione \u00e8 pi\u00f9 che altro rivolta ad amici e conoscenti contrari a questo strumento: potrei dire che a spingermi verso di esso sia stata la curiosit\u00e0 per le nuove tecnologie. \u00c8 il vero motivo, oltre ad altri che esporr\u00f2, ma di certo non l&#8217;ho mai usata per ingannare o per delegare a una macchina ci\u00f2 che so fare da me. Continuo a disegnare a mano e a scattare fotografie. Tutte le grafiche de Il Pensiero Lungo sono analogiche, ottenute senza alcun intervento digitale, a parte il supporto su cui sono state realizzate o catturate.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;inizio: tradurre i sogni<\/h3>\n\n\n\n<p>Tutto \u00e8 iniziato dopo aver terminato&nbsp;<a href=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/portfolio\/petali\">il progetto dei 100 Petali<\/a>. il progetto dei&nbsp;<em>100 Petali<\/em>. Non avevo voglia di cominciare un altro, n\u00e9 avevo idee particolari. Me ne \u00e8 per\u00f2 tornata in mente una che coltivavo da tempo: disegnare i miei sogni, o almeno quelli che ricordavo. Faccio sogni che spesso si svolgono in ambienti complessi, a tratti piranesiani (del resto, sono architetto). Se avessi tentato di disegnarli a mano, avrei abbandonato dopo poco: non ne sono capace e non ho la pazienza necessaria.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019AI mi \u00e8 parsa un buon martello, e io avevo un chiodo da piantare.<\/p>\n\n\n\n<p>ChatGPT<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/72ca63b8-753c-4e2d-9b75-01c678820ad5_1536x1024-1024x683.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41712\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/72ca63b8-753c-4e2d-9b75-01c678820ad5_1536x1024-1024x683.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/72ca63b8-753c-4e2d-9b75-01c678820ad5_1536x1024-300x200.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/72ca63b8-753c-4e2d-9b75-01c678820ad5_1536x1024-768x512.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/72ca63b8-753c-4e2d-9b75-01c678820ad5_1536x1024-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/72ca63b8-753c-4e2d-9b75-01c678820ad5_1536x1024.webp 1456w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ChatGPT<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La prima difficolt\u00e0 \u00e8 descrivere esattamente l&#8217;immagine che si vuole creare. Raccontare una visione \u00e8 molto pi\u00f9 difficile di quanto si creda: una descrizione generica trascura i dettagli e una dettagliata pu\u00f2, a sua volta, omettere particolari determinanti. A questo si aggiungeva, nel mio caso, il fatto che le immagini derivassero da sogni: erano &#8220;impressioni&#8221;, pi\u00f9 che scene definite.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto il prompt sia accurato, il risultato \u00e8 imprevedibile. Dipende dalla facolt\u00e0 umana di spiegare a parole ci\u00f2 che \u00e8 visivo e da quella di una macchina di tradurre quelle parole in elementi grafici.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Suggerimento: un amico mi ha consigliato di descrivere le immagini come fossero storie. Funziona, specialmente se i soggetti sono umani; \u00e8 pi\u00f9 complicato con scene statiche, come una citt\u00e0 o un&#8217;architettura. Per\u00f2 ha un senso. L&#8217;AI sembra interpretare bene l&#8217;atmosfera di una storia, specie se narrata con cura. Oserei dire che a volte pare comprendere meglio il linguaggio della letteratura di quello tecnico).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli strumenti che ho usato sono stati due: ChatGPT e Gemini. Le immagini che producono sono sensibilmente diverse, ma di questo parler\u00f2 magari in un&#8217;altra occasione. Non sono nemmeno post-prodotte: le presento cos\u00ec come sono state generate, al pi\u00f9 con piccole modifiche alla saturazione o alla luminosit\u00e0, cio\u00e8 modifiche minime.<\/p>\n\n\n\n<p>ChatGPT<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/3310cd0d-6d90-4582-a105-a5cb9324c59e_1536x1024-1024x683.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41713\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/3310cd0d-6d90-4582-a105-a5cb9324c59e_1536x1024-1024x683.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/3310cd0d-6d90-4582-a105-a5cb9324c59e_1536x1024-300x200.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/3310cd0d-6d90-4582-a105-a5cb9324c59e_1536x1024-768x512.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/3310cd0d-6d90-4582-a105-a5cb9324c59e_1536x1024-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/3310cd0d-6d90-4582-a105-a5cb9324c59e_1536x1024.webp 1456w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ChatGPT<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il processo<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il processo \u00e8 semplice solo in apparenza. Scrivo un prompt che descrive una situazione pi\u00f9 o meno specifico su ci\u00f2 che voglio ottenere. La prima immagine generata quasi mai va bene, quindi proseguo per iterazioni continue. Il processo pu\u00f2 durare anche decine di minuti, nel mentre faccio altro, ma lo specifico per dire che non \u00e8 immediato e il ruolo umano non \u00e8 passivo. \u00c8 un dialogo, durante il quale accade qualcosa di imprevisto che mi ha fatto riflettere su un aspetto del tutto inatteso.<\/p>\n\n\n\n<p>La sintografia non \u00e8 solo una nuova tecnica produttiva, ma un mezzo espressivo a s\u00e9 stante. Non \u00e8 una foto, non \u00e8 un disegno: \u00e8 un\u2019altra cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Una foto pu\u00f2 essere costruita o spontanea, ma gli spazi d\u2019azione sono limitati: anche se \u00e8 fatta in studio, \u00e8 probabile che, per ragioni pratiche ed economiche, non sia possibile modificare il set pi\u00f9 di tanto. Con l\u2019AI, le iterazioni sono infinite. Ma l&#8217;aspetto pi\u00f9 interessante \u00e8 che si tratta di iterazioni&nbsp;<em>attive<\/em>, capaci di far emergere significati e messaggi latenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 capitato, per esempio, di generare l&#8217;immagine di copertina: una suora e una bambina in una strada inglese di sapore brutalista. In origine c&#8217;era solo la suora con i guantoni da boxe. Era un&#8217;immagine inconsueta, ma niente di pi\u00f9. Poi \u00e8 arrivata la bambina, emersa dall&#8217;immagine stessa e dalla mia immaginazione. Quella bambina era gi\u00e0 l\u00ec, da qualche parte, e ha chiesto di manifestarsi di fronte alla suora. Cosa \u00e8 cambiato? Che ora c\u2019\u00e8 tensione. Cosa ci fanno una davanti all\u2019altra? Perch\u00e9 la suora ha i guantoni? Che si tratti forse di qualche inaccettabile punizione da impartire alla bambina? Eppure sembra cos\u00ec innocente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando c\u2019\u00e8 tensione, c\u2019\u00e8 anche \u2013 almeno in fieri \u2013 una storia. Alcune immagini sono capaci di evocarla perch\u00e9 lasciano intuire cosa \u00e8 accaduto prima e cosa accadr\u00e0 dopo. La storia non si vede, ma \u00e8 intuita dall\u2019osservatore e ricostruita con i soli elementi a disposizione. L\u2019osservatore diventa attivo, integrando con la propria immaginazione ci\u00f2 che non si vede.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho scoperto allora che le sintografie sono un tipo di immagini in cui si \u00e8 creatori e osservatori allo stesso tempo, perch\u00e9 integrano non solo l\u2019atto della creazione ma anche la memoria delle osservazioni sulle versioni precedenti. In altre parole, la sintografia, come esito finale di un dialogo fatto di descrizioni e modifiche, porta con s\u00e9 l&#8217;eco della parola che l&#8217;ha generata e delle riflessioni scaturite da ogni versione intermedia.<\/p>\n\n\n\n<p>La sintografia \u00e8 un tipo particolare d&#8217;immagine speciale: contiene le parole e le storie che l\u2019hanno generata.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 darsi che queste osservazioni siano dovute all\u2019origine di queste immagini, ossia dai sogni: siccome raccontano mondi che esistono solo in uno stato onirico, sono direttamente collegate al mio Io pi\u00f9 profondo, e in questo senso mi rivelano e mi espongono. Ma anche le storie che, poco alla volta, si esprimono nel risultato finale per continue addizioni e aggiustamenti del prompt provengono da qualche parte di me, del creatore. In questo senso le sintografie sono ancor pi\u00f9 rivelatrici del personale del creatore di una foto, poich\u00e9 sono il risultato di un\u2019intenzione (lo scatto) e di un racconto interiore (logos).<\/p>\n\n\n\n<p>Gemini<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"558\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0c76d968-7442-4aae-af67-ad7f4b7738ce_2816x1536-1024x558.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41714\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0c76d968-7442-4aae-af67-ad7f4b7738ce_2816x1536-1024x558.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0c76d968-7442-4aae-af67-ad7f4b7738ce_2816x1536-300x164.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0c76d968-7442-4aae-af67-ad7f4b7738ce_2816x1536-768x419.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0c76d968-7442-4aae-af67-ad7f4b7738ce_2816x1536-18x10.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0c76d968-7442-4aae-af67-ad7f4b7738ce_2816x1536.webp 1456w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gemini<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fotografia, sintografia e&nbsp;<em>logos<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>La fotografia tradizionale (ormai \u00e8 il caso di chiamarla cos\u00ec) rivela il punto di vista dell&#8217;autore e la sua reazione al reale. Gli elementi che la generano sono la realt\u00e0 e la lettura che l\u2019autore ne fa. \u00c8 per sua natura un&#8217;arte indicale, una &#8220;traccia&#8221; diretta della luce riflessa da un oggetto esistente. Il fotografo (salvo chi lavora in studio) non crea la scena dal nulla: la trova, la seleziona dal flusso della realt\u00e0. La sua abilit\u00e0 non risiede nel costruire una realt\u00e0, ma nel prevederla e reagire ad essa. La sua \u00e8 un\u2019arte (o una tecnica) istintiva, non meditata. Certo, il fotografo non agisce solo d\u2019istinto: la sua \u00e8 una reazione educata, addestrata da anni di pratica. Esiste quindi un&nbsp;<em>logos<\/em>&nbsp;anche nella fotografia (la composizione, la tecnica, la post-produzione), ma agisce su una materia prima che \u00e8 data: il mondo. Il&nbsp;<em>logos<\/em>&nbsp;del fotografo organizza una realt\u00e0 pre-esistente, non la genera.<\/p>\n\n\n\n<p>ChatGPT<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0d7e6ca5-feff-41c8-aa9f-282a351775c9_1536x1024-1024x683.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41715\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0d7e6ca5-feff-41c8-aa9f-282a351775c9_1536x1024-1024x683.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0d7e6ca5-feff-41c8-aa9f-282a351775c9_1536x1024-300x200.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0d7e6ca5-feff-41c8-aa9f-282a351775c9_1536x1024-768x512.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0d7e6ca5-feff-41c8-aa9f-282a351775c9_1536x1024-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/0d7e6ca5-feff-41c8-aa9f-282a351775c9_1536x1024.webp 1456w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ChatGPT<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La sintografia invece deve essere costruita attraverso la descrizione e le iterazioni successive, quindi \u00e8 l\u2019esito di una addizione e sottrazione continua, mentre la fotografia \u00e8 davvero uno sparo (dall\u2019inglese \u201cto shoot\u201d, che indica sia l\u2019atto dello sparare con un\u2019arma che quello di scattare una foto): \u00e8 un gesto immediato, istintivo (per quanto allenato, come si diceva).<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;immagine sintografica non pu\u00f2 esistere senza il prompt. Il punto di partenza non \u00e8 la realt\u00e0 esterna, ma il linguaggio, cio\u00e8 il&nbsp;<em>logos<\/em>&nbsp;nella sua forma pi\u00f9 esplicita: la parola scritta. L&#8217;immagine \u00e8 una traduzione diretta, una visualizzazione di un concetto espresso verbalmente.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Logos,<\/em>&nbsp;cio\u00e8 la parola stessa, ha un significato pi\u00f9 ampio di \u201cparola\u201d, dato racchiude in s\u00e9 sia il concetto di &#8220;parola&#8221; che quello di &#8220;pensiero&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Riassumendo: il logos della fotografia \u00e8 la tecnica e la conoscenza, quello della sintografia \u00e8 la parola che si fa pensiero e quindi immagine. Non intendo dire che una sia superiore all\u2019altra ma voglio solo capire le differenze e perch\u00e9 la seconda sia cos\u00ec affascinante (al netto di tutti i discorsi fatti nell\u2019introduzione).<\/p>\n\n\n\n<p>ChatGPT<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/e2ef37f4-5217-4318-b18f-25b215c37f9a_1536x1024-1024x683.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41716\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/e2ef37f4-5217-4318-b18f-25b215c37f9a_1536x1024-1024x683.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/e2ef37f4-5217-4318-b18f-25b215c37f9a_1536x1024-300x200.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/e2ef37f4-5217-4318-b18f-25b215c37f9a_1536x1024-768x512.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/e2ef37f4-5217-4318-b18f-25b215c37f9a_1536x1024-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/e2ef37f4-5217-4318-b18f-25b215c37f9a_1536x1024.webp 1456w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>ChatGPT<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/edc183f3-dd4f-4239-b8e9-696f21c27f9e_1536x1024-1024x683.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41717\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/edc183f3-dd4f-4239-b8e9-696f21c27f9e_1536x1024-1024x683.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/edc183f3-dd4f-4239-b8e9-696f21c27f9e_1536x1024-300x200.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/edc183f3-dd4f-4239-b8e9-696f21c27f9e_1536x1024-768x512.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/edc183f3-dd4f-4239-b8e9-696f21c27f9e_1536x1024-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/edc183f3-dd4f-4239-b8e9-696f21c27f9e_1536x1024.webp 1456w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ChatGPT<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Concludo: si pu\u00f2 pensare in parole o immagini. C\u2019\u00e8 chi lo fa anche in numeri, ma non ne son capace e pure i numeri, in un certo senso, sono segni e quindi parole. La sintografia \u00e8 la sintesi di pensiero e parole, \u00e8 la parola che diventa immagine. Si tratta di un processo per niente trascurabile, o almeno lo colgo come tale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ho deciso di far diventare i miei sogni immagini, ho trovato nella sintografia il modo per tradurre le parole che avevo in testa (le storie) e le immagini oniriche, o meglio: attraverso di essa ho estratto dalla mente le immagini, usando le parole. Che hanno rivelato altre storie, mentre le raccontavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta di interpretazioni di sogni ma di traduzioni, che, come tali, tradiscono il testo originale (il sogno) ma ne espandono i significati.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo queste immagini e mi ci riconosco solo in parte, Sono davvero i miei sogni? Sono elaborazioni, sono diventati altre cose, definite da parole che provenivano dalla mia mente. Sono comunque parte di qualcosa che ho all\u2019interno. Quindi sono me, comprese le parti che non conosco ma che ora hanno voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Non posso dire con sicurezza di conoscerle ma di riconoscermici, s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta, l\u2019AI \u00e8 uno specchio, e non \u00e8 sempre facile accettare la propria immagine riflessa. O non lo \u00e8 per tutti: a me va benissimo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/df519211-aef2-4f95-ab91-b192edd7122f_1536x1024-1024x683.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41718\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/df519211-aef2-4f95-ab91-b192edd7122f_1536x1024-1024x683.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/df519211-aef2-4f95-ab91-b192edd7122f_1536x1024-300x200.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/df519211-aef2-4f95-ab91-b192edd7122f_1536x1024-768x512.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/df519211-aef2-4f95-ab91-b192edd7122f_1536x1024-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/df519211-aef2-4f95-ab91-b192edd7122f_1536x1024.webp 1456w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche pensiero sull&#8217;Ai per la generazione di immagini e cosa mi ha fatto scoprire, sin qui<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41711,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,150,94],"tags":[505,750,751],"class_list":["post-41710","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-design","category-fotografia","tag-ai","tag-ai-generativa","tag-sintografia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41710","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41710"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41710\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41719,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41710\/revisions\/41719"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41711"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41710"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41710"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41710"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}