{"id":41619,"date":"2025-05-15T16:51:58","date_gmt":"2025-05-15T16:51:58","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41619"},"modified":"2025-05-15T16:51:59","modified_gmt":"2025-05-15T16:51:59","slug":"memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/memoria","title":{"rendered":"Memoria"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Mia madre mi ha detto che ho iniziato a parlare tardi, se non ricordo male dopo i due anni. Per\u00f2 quando iniziai lo feci con grande propriet\u00e0 di linguaggio. Era come se avessi passato quei primi anni di vita carpendo informazioni e rielaborandole nella mia testa, per poi usarle solo quando sentivo di averne il dominio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si impara a parlare per superare la frustrazione di non essere capiti, e forse anche perch\u00e9 si capisce quanto inefficaci siano il pianto e le urla per dire se si ha fame o se si \u00e8 a disagio. Il linguaggio \u00e8 la pi\u00f9 grande invenzione dell\u2019umanit\u00e0 perch\u00e9 unisce le persone e permette agli individui di verbalizzare emozioni, esigenze e sentimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il linguaggio pu\u00f2 essere parlato o scritto e la sua variet\u00e0 permette di esprimere idee e di comunicare in maniera proporzionale alla conoscenza dei lemmi e dello stupefacente grado di dettaglio che \u00e8 possibile raggiungere usandolo. Quanti pi\u00f9 vocaboli si conoscono, tanto pi\u00f9 \u00e8 possibile dire esattamente ci\u00f2 che si vuol dire, eliminando pertanto la frustrazione generata dal non riuscire a esprimersi con precisione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>Non riuscire a dire qualcosa riattiva la memoria dell\u2019infanzia e il ricordo dell\u2019incapacit\u00e0 di esprimersi. Non a caso l\u2019infante \u00e8 colui che non parla (perch\u00e9 non \u00e8 capace).<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 invecchio, pi\u00f9 constato che i miei pensieri gravitano sempre meno attorno a sesso e soldi (due delle ossessioni della prima fase della vita) e sempre pi\u00f9 attorno ai ricordi. Ogni giorno cerco di annotare le memorie che riaffiorano spontaneamente. Per esempio ricordo la terrazza della casa di mia nonna dove andavo con il mio triciclo o giocavo a pallone con mio fratello. Ricordo delle passeggiate in montagna, ricordo un viaggio, ricordo le prime volte. Pi\u00f9 mi allontano dalla mia origine e mi dirigo verso la mia fine, pi\u00f9 cerco di suscitare quei momenti che so essere stati fondanti. Per esempio il momento in cui iniziai a parlare, anche se ovviamente non posso ricordarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 riaffiorano certe memorie? Probabilmente per puro caso. Perch\u00e9 ne ricordiamo solo (o meglio) alcune in particolare? Credo che si tratti del loro valore fondativo: la mente vi riconosce l\u2019origine dei tratti del carattere e la giustificazione della visione del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per esempio il fatto che abbia iniziato a parlare tardi mette in luce un tratto del mio approccio alla conoscenza: voglio conoscere pi\u00f9 dettagli possibili prima di esprimermi, e se non ho niente da dire (perch\u00e9 non ho raccolto abbastanza dati) non mi esprimo, e basta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pu\u00f2 trattarsi di un\u2019insicurezza latente (che convive felicemente con mille altre pi\u00f9 esplicite) o di un ragionevole anelito alla precisione, che \u00e8 comunque un\u2019espressione di insicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quei momenti dell\u2019origine sono incapsulati nei ricordi e vengono rievocati per analizzarli. Non sempre \u00e8 facile capire perch\u00e9 si ricordano certe cose e se ne dimenticano altre. Credo che in definitiva la mente ricordi ci\u00f2 che \u00e8 utile, e dimentichi ci\u00f2 che non \u00e8 rilevante. Non posso sapere perch\u00e9 ho dimenticato certe memorie (anche perch\u00e9 le ho dimenticate e non posso pertanto rievocarle) ma sono piuttosto sicuro che ne ricordo altre per capire quali indicavano ci\u00f2 che sarei stato. Il filtro selettivo del ricordo indica insomma che solo alcuni dettagli esistenziali sono meritevoli di menzione dato che contengono il codice di funzionamento esistenziale, o almeno delle indicazioni sulla strada che si intraprender\u00e0. Capiamo insomma la direzione da intraprendere da segni poco visibili ma che si decide di seguire per un qualche irrazionale istinto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se ho atteso prima di parlare \u00e8 perch\u00e9 ho una mente che vuole raccogliere il numero pi\u00f9 grande di informazioni utili prima di elaborarne altre. Se ho osservato un dipinto o una foglia con particolare attenzione \u00e8 perch\u00e9 qualcosa evidentemente mi ha attratto. Seguiamo insomma indicazioni che sono disposte lungo il percorso esistenziale senza un\u2019apparente logica. Poi le memorizziamo per un utilizzo futuro. Nel tempo futuro capiremo &#8211; se mai lo capiremo &#8211; perch\u00e9 ricordiamo una frase o un\u2019immagine.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>Siamo casse di risonanza, siamo corpi che producono suoni se stimolati da certe frequenze. Risuoniamo solo se attraversati da certe onde, fisiche o mentali. Non ne capiamo subito il motivo, ma intanto ne conserviamo una traccia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Io del passato comprende pertanto molti elementi che anticipano il futuro di ogni individuo, dato che svelano le inclinazioni individuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia, principale, \u00e8 il desiderio di comunicare. Per riuscirvi adotto diversi sistemi: la parola, il disegno, la fotografia. Ogni prodotto di questi domini serve a dire chi si \u00e8. Vivendo produco (produciamo) memorie. Le memorie hanno la funzione di contenere indizi. Un criterio individuale decide di archiviarne certe e di dimenticarne altre, poich\u00e9 evidentemente non le reputa importanti. Vivendo produciamo memorie. Solo quelle che contengono indizi vengono memorizzate e archiviate, per utilizzi futuri.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>Le memorie formano una mappa di un territorio esplorato ma contemporaneamente contengono tracce di future esplorazioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il territorio \u00e8 la vita o il tempo (la vita si esprime nella dimensione temporale) e, secondo i greci, il tempo \u00e8 sia <em>chronos<\/em> (ossia la successione degli istanti, la loro durata) che <em>kairos<\/em>, ossia i momenti decisivi, significativi. Il tempo \u00e8 insomma un continuum (chronos) su cui si elevano picchi di kairos.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 impossibile contenere una memoria di chronos (\u00e8 troppo vasta e indiscreta, quindi non contenibile) mentre \u00e8 possibile una forma discreta, ossia quella di kairos. Le memorie sono file che descrivono (spesso distorcendoli) avvenimenti accaduti. Vi \u00e8 quindi un\u2019identit\u00e0 fra kairos e memorie, o meglio: le memorie sono forme di kairos, anche definiti come momenti significativi, ossia densi di senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come detto, non sempre si capisce perch\u00e9 si memorizzano certi dettagli, o lo si capisce a posteriori. Ricordare \u00e8 una manifestazione di kairos: un ricordo viene richiamato per un certo motivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I ricordi sono anche storie. Il pensiero del sesso o dei soldi \u00e8 un racconto astratto o una proiezione di una storia non ancora successa, che quindi non ha elementi di realt\u00e0 a cui legarsi. Non contiene indizi ma desideri o proiezioni: voler godere, volere una certa forma di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I ricordi di fatti passati sono invece la ricerca di un significato a posteriori, sono memorie passate (soldi e sesso &#8211; per dire due dei possibili domini di pensiero &#8211; sono ricordi del futuro).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo le malattie come la demenza o l\u2019Alzheimer sono cos\u00ec temute: dimenticando chi si \u00e8, si smarrisce la via. Se la memoria tace, l\u2019identit\u00e0 si polverizza. Il buio avvolge la vista e non si sa pi\u00f9 dove andare. Sappiamo dove andare (o se abbiamo una sensazione) perch\u00e9 qualcosa ci indica la direzione. \u00c8 la raccolta di indizio contenuta nella memoria, sono appunti pi\u00f9 o meno strutturati ma conservati.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>Perdere la memoria significa perdere sia l\u2019Io passato, che quello futuro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire dove andare bisogna guardare dove si \u00e8 gi\u00e0 stati. O ricordarlo, almeno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricordiamo per capire come il percorso passato ci ha indicato quello futuro.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41620,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415,429],"tags":[163,436],"class_list":["post-41619","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-memoria","tag-tempo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41619","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41619"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41619\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41621,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41619\/revisions\/41621"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41620"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41619"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41619"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41619"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}