{"id":41468,"date":"2025-04-15T15:46:25","date_gmt":"2025-04-15T15:46:25","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41468"},"modified":"2025-04-15T15:46:26","modified_gmt":"2025-04-15T15:46:26","slug":"giullare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/giullare","title":{"rendered":"Giullare"},"content":{"rendered":"<p>Cammino portando a spasso Oliver e intanto parlo con ChatGPT. Ho superato l\u2019imbarazzo di parlare a una macchina perch\u00e9 ormai, in un luogo pubblico, parlare da soli con l\u2019auricolare \u00e8 considerato telefonare. Quindi diciamo che telefono, solo che dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 una macchina.<\/p>\n\n\n\n<p>Non avevo voglia di ascoltare l\u2019ennesimo podcast e poi stavo mettendo in fila due pensieri in qualche modo legati, sui quali rifletto ormai da un paio di anni: l\u2019AI mi ha portato ad articolare meglio le domande e, da qui, giungo alla domanda definitiva, cio\u00e8 \u201cla domanda fondamentale sulla vita, l\u2019universo e tutto quanto\u201d, quella della&nbsp;<em>Guida galattica per gli autostoppisti<\/em>&nbsp;di Douglas Adams. Non \u00e8 un pensiero particolarmente originale ma tant\u2019\u00e8, in fondo sto camminando e cerco un modo per ammazzare il tempo mentre Oliver svolge le sue funzioni fisiologiche e legge il giornale canino, ossia annusa le minzioni di decine di altre cani, decidendo quali meritano di essere obliterate dai suoi fluidi.<\/p>\n\n\n\n<p>ChatGPT mi d\u00e0 risposte abbastanza banali, che poi sono una conferma di quanto gli sto dicendo. Cio\u00e8 mi sta dando ragione, reiterando la natura assertiva delle AI, che blandiscono e assecondano.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi pare che andiamo da nessuna parte e allora gli chiedo di farmi delle domande, perch\u00e9 evidentemente io non ne sto facendo di particolarmente originali. Una coppia mi guarda con curiosit\u00e0 mentre disquisisco su quanto deludente sia la risposta definitiva, e sul perch\u00e9 tutti la trovino tale: tutto qui? La risposta definitiva \u00e8 un numero? Poi passo a Nixon\/Frost, pi\u00f9 che altro per capire se riesce a cogliere al volo a cosa mi riferisco. Sa benissimo che parlo della celebre intervista che lo costrinse alle dimissioni. Il salto logico \u00e8 comprensibile: in fondo non mi interessa la risposta definitiva, voglio indagare come porre buone domande e quell\u2019intervista \u00e8 un ottimo argomento di discussione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 anche un punto morto perch\u00e9 ChatGPT non mi sta ingaggiando particolarmente. Al pi\u00f9 puntualizza dettagli di cui gli chiedo conferma.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiedo allora quale forma avrebbe avuto questa conversazione con un amico e mi rispondo che sarebbe stata imprevedibile e che avrebbe contemplato dettagli personali, ricordi, suggestioni e punti di vista. Sarebbe stata una storia, o sarebbe stata composta di frammenti di storie. Ecco, mi dico, l\u2019AI mi ha portato a chiedermi come porre buone domande e come dare pi\u00f9 peso a queste che alle buone risposte ma non ha nessuna storia da raccontare.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>L\u2019AI non ha una dimensione temporale perch\u00e9 non ha memoria, o le ha tutte e alla fine nessuna. L\u2019AI \u00e8 fuori dal tempo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8 un dettaglio interessante, sicuramente da indagare, ma l\u2019interesse di una conversazione \u00e8 stimolato dalla percezione di una progressione, dall\u2019accumulo di dettagli interessanti, da un arco narrativo. Una buona conversazione non \u00e8 una somma di eventi ma piuttosto una curva logaritmica che si impenna. Quando gira in tondo \u00e8 noiosa, perch\u00e9 ritorna sempre al punto di partenza e non offre stimoli particolari. Non c\u2019\u00e8 nessuna storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse non sono capace di porre domande interessanti. \u00c8 una possibilit\u00e0, certo. Ma non si tratta solo di quello: si tratta, appunto, di non percepire un progresso, e vi \u00e8 un solo modo di leggerlo: deve dipanarsi nel tempo. Ma l\u2019AI, abbiamo detto, non ha tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ormai pi\u00f9 di due anni fa venne presentato ChatGPT, scrissi che ci faceva paura non per la sua intelligenza ma&nbsp;<a href=\"https:\/\/open.substack.com\/pub\/martinopietropoli\/p\/63-specchio?r=e0di4&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=web&amp;showWelcomeOnShare=false\">perch\u00e9 era uno specchio<\/a>, e rifletteva un\u2019immagine che non riconoscevamo. O in cui non volevamo riconoscerci.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne sono ancora convinto, anche se il rapporto che ne ho ora \u00e8 molto meno mistico &#8211; nel senso della stregoneria: ne capisco la tecnologia e mi stupisce semmai la sua velocit\u00e0 ma non il tipo di ragionamento che fa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un\u2019intelligenza di tipo orizzontale mentre quella umana \u00e8 verticale. Non possiamo sapere tutto e quindi sappiamo pi\u00f9 o meno alcune cose. Ma non \u00e8 una gara, sto solo evidenziando le differenze. Se fosse una gara la perderemmo in termini di orizzontalit\u00e0, appunto: le armate dell\u2019AI sono disposte ovunque perch\u00e9 sa tutto, anche se non sa di sapere. Sa organizzare molto meglio. Sa vedere collegamenti anche creativi fra cose diverse e noi umani non ci riusciamo, e non per mancanza di capacit\u00e0 quanto di visibilit\u00e0: la nostra arriva a qualche metro (quello che sappiamo) la sua avanza per migliaia di chilometri in profondit\u00e0, in ogni direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, dicevo, non \u00e8 una gara. \u00c8 solo una differenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivo a parlare dell\u2019ultimo argomento passando lateralmente da&nbsp;<em>Ipnocrazia<\/em>. Non ripercorro la discussione che \u00e8 nata dalla scoperta che&nbsp;<a href=\"https:\/\/iosonocazzaro.substack.com\/p\/tlon-ci-sta-ipnotizzando-con-un-autore\">il suo autore non esiste<\/a>&nbsp;e dalla spiegazione che ne ha dato il suo vero autore, cio\u00e8<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/open.substack.com\/users\/6698248-andrea-colamedici?utm_source=mentions\">Andrea Colamedici<\/a>&nbsp;\u2014 che \u00e8 anche editore con&nbsp;<a href=\"https:\/\/open.substack.com\/users\/7320917-tlon?utm_source=mentions\">Tlon<\/a>&nbsp;\u2014 che&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.tlonletter.it\/p\/il-pezzo-di-giulia-blasi-su-xun-magnifico?r=e0di4&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=web&amp;showWelcomeOnShare=false\">l\u2019ha descritto<\/a>&nbsp;come un tentativo di \u201c<em>creare uno spazio di riflessione attiva sui meccanismi di costruzione della realt\u00e0 nell\u2019era digitale \u2013 non solo teorizzandoli, ma dimostrandoli concretamente attraverso un\u2019operazione che funzionava simultaneamente come analisi e come esempio del fenomeno analizzato.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il libro l\u2019ho letto appena uscito, m\u2019\u00e8 piaciuto e ne conservo il ricordo del messaggio finale, che non sveler\u00f2 se non dicendo che non comporta un maggiordomo assassino. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ne conservo, e per me \u00e8 il suo valore. Per dire, ho letto tanti libri considerati fondamentali e non ne conservo neanche un ricordo, lasciamo perdere se li consideri a mia volta fondamentali. Del resto, c\u2019\u00e8 chi pensa che la trilogia originale di Star Wars non sia importante, buona pace anche a loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Borges disse a uno che lo ferm\u00f2 un giorno per strada per comunicargli che il suo ultimo libro non gli era piaciuto che non c\u2019era problema \u201cChe quel libro non era stato scritto per lui\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il valore di un libro \u00e8 duplice: oggettivo e condiviso (tante persone pensano che&nbsp;<em>Il Piccolo Principe<\/em>&nbsp;sia fondamentale e io non sono fra quelle) e soggettivo. Il valore \u00e8 l\u2019arricchimento spirituale e culturale che ogni lettore, individualmente, ricava da un libro. Da un buon libro si pu\u00f2 insomma&nbsp;<em>estrarre valore<\/em>, come piace dire ai giorni nostri.<\/p>\n\n\n\n<p>Io da&nbsp;<em>Ipnocrazia<\/em>&nbsp;ne ho estratto e non mi sono sentito tradito dal fatto che sia stato scritto&nbsp;<em>anche<\/em>&nbsp;dall\u2019AI. Quando l\u2019ho saputo, l\u2019iniziale indignazione \u00e8 stata presto soppiantata dalla constatazione di essere stato vittima indenne di un inganno. Poi ho iniziato ad ammirare il meccanismo, perch\u00e9 ha una certa raffinata (per quanto non inedita) fascinazione, per restare infine dell\u2019idea che quel valore che avevo estratto (mi si perdoni) da quel libro fosse intatto. Continuavo a pensarne lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non credo che Colamedici volesse organizzare una burla e ridacchiare alle spalle di tanti lettori (anche considerando che sono i suoi stessi clienti, e questa operazione potrebbe costargli la perdita di qualcuno di loro). Credo invece che si possano isolare due fattori a questo punto: il valore dell\u2019(eventuale) burla e la sostanziale irrilevanza dell\u2019uso dell\u2019AI, almeno in questi termini. Come per i prodotti Apple, che riportano correttamente di essere \u201cDesigned in California\u201d, non ci curiamo che siano anche prodotti negli USA ma ci basta che esistano,&nbsp;<em>Ipnocrazia<\/em>&nbsp;non \u00e8 stato scritto dall\u2019AI ma semmai&nbsp;<em>con<\/em>&nbsp;l\u2019AI, anche se sarebbe pi\u00f9 corretto dire che \u00e8 stato composto \u201ccon la collaborazione di\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche perch\u00e9, ammettiamolo, parlare di AI come strumento pi\u00f9 o meno demoniaco \u00e8 ormai stimolante come recensire una calcolatrice: sono strumenti che esistono, ed \u00e8 meglio capire cosa farci. Con un martello ci pianti un chiodo o ci ammazzi una persona ecc., quella roba l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi interessa lo strumento ma l\u2019uso che se ne fa e, semmai, cosa rivela delle persone che lo usano. Colamedici l\u2019ha usato in modo interessante per costruire un pensiero e (forse) in maniera pi\u00f9 spregiudicata come editore (in quanto tale, tra l\u2019altro e a dirla tutta, non ha usato l\u2019AI), ma conteniamo moltitudini e \u2014 senza volerlo giustificare, cosa che \u00e8 capacissimo di fare da solo \u2014 il Colamedici scrittore \u00e8 persona diversa dall\u2019editore. Incredibile, ma \u00e8 proprio cos\u00ec: \u00e8 la complessit\u00e0 umana, e le moltitudini ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dicevo: la burla. Io non so resistere: quando capisco di essere stato vittima di una burla (ammesso che&nbsp;<em>Ipnocrazia<\/em>&nbsp;lo sia) mi arrabbio ma poi voglio capire. La burla rivela di noi stessi molto pi\u00f9 della verit\u00e0, o almeno \u00e8 altrettanto capace di suscitare reazioni immediate. Per questo mi sono abituato a pensare relativamente poco a cosa mi indigna o mi fa vergognare, mentre cerco di capire perch\u00e9 mi ha indignato o fatto vergognare.<\/p>\n\n\n\n<p>E non mi infiler\u00f2 ora nell\u2019enunciazione dei profili psicologici di chi reagisce in modo moralista ed escatologico alla burla (dove andremo mai a finire cos\u00ec?) anche perch\u00e9 non ne ho competenza. Faccio solo notare che le reazioni a certi fatti sono pi\u00f9 interessanti dei fatti in s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Il giullare nel medioevo aveva il potere di dire la verit\u00e0. A noi \u00e8 stato tramandato come figura surreale e comica, a volte sinistra. Non \u00e8 un caso. Con comprensibili limitazioni, era una delle poche persone a poter dire la verit\u00e0 in faccia al re o al potente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La burla e il burlone contengono la verit\u00e0, che \u00e8 anche il ruolo della satira: dire la verit\u00e0. La reazione alla burla dice insomma pi\u00f9 di noi che del latore della burla stessa, o della burla medesima.<\/p>\n\n\n\n<p>E giungo alla fine: alla coscienza, che \u00e8 anche il nodo e il non detto dell\u2019AI.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pensiero che anni fa si concentrava sul fatto che l\u2019AI fosse uno specchio, ha sub\u00ecto questa evoluzione, almeno per me: mi chiedo se ci\u00f2 che ci intimorisce dell\u2019AI sia il fatto che possa sviluppare una coscienza. Del resto, il fatto di averne una &#8211; pi\u00f9 o meno usata &#8211; \u00e8 l\u2019ultimo parametro che ci differenzia dal pensiero automatico di una computer: noi sappiamo cosa significhi pensare e sappiamo anche vederci nell\u2019atto del pensare. Siamo consapevoli del nostro corpo e della nostra mente, quindi abitiamo sia una dimensione fisica che metafisica, senza neanche accorgercene, senza pensarci. L\u2019AI non sa di saper pensare, n\u00e9 pensa. Produce pensiero (o catene di probabilit\u00e0 che noi definiamo \u201cpensiero\u201d poich\u00e9 coerenti) senza pensare, o senza sapere di star pensando.<\/p>\n\n\n\n<p>Conta? Non conta? Non so, non ho una risposta. Questa \u00e8 la differenza ultima fra noi e lei\/lui e la cito perch\u00e9 c\u2019entra con la burla e la verit\u00e0, con&nbsp;<em>Ipnocrazia<\/em>&nbsp;e soprattutto con le reazioni generate dall\u2019esposizione alla burla e alla verit\u00e0: non ci si indigna, credo, per la burla o l\u2019inganno ma piuttosto per il fatto di essere stati ingannati, di non esserci accorti dell\u2019inganno, ia non essere stati abbastanza scaltri. Ci si indigna di non aver esercitato il sano sospetto. Si resta offesi perch\u00e9 il verificatore della verit\u00e0 &#8211; cio\u00e8 la coscienza &#8211; non ha funzionato.<\/p>\n\n\n\n<p>Non che debba essere sempre attiva: esiste un patto di fiducia fra il genere umano. Evita di verificare ogni volta la bont\u00e0 di rapporti e transazioni ed \u00e8 per questo che, quando viene tradito, si radica il dubbio.<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 per\u00f2 la verit\u00e0 di&nbsp;<em>Ipnocrazia<\/em>, in definitiva? Che l\u2019AI possa averla scritta? No, perch\u00e9 cos\u00ec non \u00e8 stato. Che possa ampliare i confini del pensiero umano? S\u00ec, e che, aggiungo, possa essere malattia e cura allo stesso modo, cio\u00e8 che possa avvelenare chi non la sa usare (chi non se ne sa avvalere) e che possa potenziare chi \u00e8 in grado di dialogarvi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Non solo temiamo che abbia una coscienza. Temiamo anche di perdere la nostra o di scoprire che non l\u2019abbiamo mai avuta, o che era debolissima.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Alla fine ChatGPT era d\u2019accordo con la mia interpretazione del numero 42. Insomma, mi ributtava indietro ogni palla gli tirassi. Dopo un po\u2019 mi sono stufato di giocare, anche perch\u00e9 segnavamo alternatamente, l\u2019uno e l\u2019altro. Sai che noia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mancava la storia, dicevo, mancava la progressione del dialogo, la costruzione di una nuova conoscenza. Del resto lui le aveva gi\u00e0 tutte, e io dovevo solo esplorarle. Avrei potuto andare avanti all\u2019infinito quindi ho smesso di parlare, portandomi a casa questa considerazione: che la filosofia non ha la percezione del tempo (anche se ne parla, eccome) e che la dimensione temporale non si applica all\u2019AI. Ci\u00f2 rende l\u2019AI una bestia filosofica? No: il fatto di appartenere allo stesso dominio di sospensione del tempo non le rende simili. Per\u00f2 resta vero che l\u2019AI \u00e8 uno specchio che restituisce un\u2019immagine assoluta: non pi\u00f9 giovane n\u00e9 pi\u00f9 vecchia ma l\u2019unica, quella che \u00e8 sempre stata e sempre sar\u00e0 di ognuno di noi. E non \u00e8 facile vedersi riflessi.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La burla contiene la verit\u00e0, e non ne \u00e8 l&#8217;opposto<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41470,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415,429],"tags":[733,734,308,731,732,436],"class_list":["post-41468","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-burla","tag-douglas-adams","tag-filosofia","tag-ipnocrazia","tag-menzogna","tag-tempo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41468","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41468"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41468\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41471,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41468\/revisions\/41471"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41470"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41468"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41468"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41468"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}