{"id":41464,"date":"2025-04-10T00:11:17","date_gmt":"2025-04-10T00:11:17","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41464"},"modified":"2025-04-11T00:13:34","modified_gmt":"2025-04-11T00:13:34","slug":"ipotenusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/ipotenusa","title":{"rendered":"Ipotenusa"},"content":{"rendered":"<p>Forse il fatto che in quel momento stessi andando in bici ha influenzato il ragionamento, anche se in maniera inconscia. Mentre pedalavo ho iniziato a pensare al triangolo e quindi all\u2019ipotenusa. Come si sa, il telaio di una bici (quantomeno quelle da uomo) \u00e8 composto da due triangoli, di cui uno pi\u00f9 grande. Il tubo della bicicletta \u00e8 l\u2019ipotenusa. Che poi, tecnicamente \u00e8 solo il lato lungo, ho scoperto poi ripassando geometria, perch\u00e9 l\u2019ipotenusa \u00e8 il nome che prende il lato maggiore di un triangolo, ma solo nel caso del triangolo rettangolo. Quindi, se il telaio di una bici \u00e8 composto da un triangolo rettangolo, allora il tubo \u00e8 un\u2019ipotenusa, altrimenti \u00e8 solo un lato maggiore, che potremmo definire anche \u201cun\u2019ipotenusa che non ce l\u2019ha fatta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei pensieri non c\u2019entravano per\u00f2 con la bici in s\u00e9 ma chiss\u00e0, magari il mio cervello aveva registrato quella forma geometrica mentre la inforcavo e aveva iniziato ad arrovellarvicisi attorno, come se non avessi avuto altre cose a cui pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che l\u2019evoluzione del ragionamento aveva raggiunto in poche pedalate una sintesi perfetta:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:41px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Scegli sempre l\u2019ipotenusa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:41px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><\/p>\n\n\n\n<p>So che pu\u00f2 sembrare un po\u2019 criptica ma ha un senso. Basta ricordarsi qualche lezione di geometria elementare per riportare alla mente una delle constatazioni pi\u00f9 sorprendenti che si possano fare in et\u00e0 scolare: la somma dei cateti \u00e8 sempre superiore alla lunghezza dell\u2019ipotenusa. Cos\u00ec come la somma di due lati di un triangolo \u00e8 sempre superiore alla lunghezza del lato rimanente. Non so se si dica cos\u00ec, ma insomma.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci stavo pensando da decenni, eppure \u00e8 un ragionamento bellissimo, \u00e8 una verit\u00e0 splendente. Una di quelle cose controintuitive ma che poi ci pensi e dici \u201cCerto che \u00e8 cos\u00ec!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti vorremmo che vincesse l\u2019ipotenusa e invece lei esiste solo nei triangoli rettangoli (il che gi\u00e0 riduce le sue possibilit\u00e0 di essere pi\u00f9 lunga &#8211; almeno una volta! &#8211; della somma dei due cateti).<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 avevo pensato \u201cScegli sempre l\u2019ipotenusa\u201d? Perch\u00e9, se un triangolo ha vertici A, B e C e l\u2019ipotenusa \u00e8 BC, percorrendola si possono raggiungere i punti B o C in modo pi\u00f9 semplice che trovandosi sui lati AB o AC. Metti che sei un punto su AC: puoi solo andare da A a C ma non potrai mai andare a B. Viceversa per AB, che non potr\u00e0 mai andare a C. Un punto su BC &#8211; cio\u00e8 sull\u2019ipotenusa &#8211; pu\u00f2 andare sia ad A che a B. Molto meglio, no?<\/p>\n\n\n\n<p>Ok, non pu\u00f2 andare mai ad A ma cosa gli interessa in fondo? Ha gi\u00e0 il doppio di possibilit\u00e0, facciamo che si accontenta: ha B e C e pu\u00f2 tranquillamente snobbare A, che se ne stia l\u00e0, lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 mi dicevo, pedalando, che in fondo \u00e8 meglio stare su un\u2019ipotenusa, o sul lato lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il triangolo \u00e8 anche l\u2019equivalente dell\u2019existenz-minimum della figura piana: voglio dire, ha il numero minimo di lati per essere considerata tale, dato che un lato in meno non gli consentirebbe di essere tale, e uno in pi\u00f9 lo renderebbe un rettangolo o un quadrato. Oltre i tre lati ci sono solo figure che per forza sono piane, nel senso che fanno poca fatica a esserlo. In un certo senso, ogni figura piana con pi\u00f9 di tre lati ne ha sempre in eccesso, perch\u00e9 gliene basterebbero solo tre per essere una figura piana. Il triangolo \u00e8 il primo della serie, fra tutte le figure pu\u00f2 vantare questo suo primato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il triangolo \u00e8 inoltre una figura che contiene una singolarit\u00e0 (che so poter essere anche altro, ma in questo caso sta a indicare una cosa solitaria) e una coppia. E si badi e ci si meravigli di fronte alla potenza di una cosa che esiste sola, in contrasto con altre due che stanno in coppia. I cateti stanno in coppia e solo da questa condizione di duplicit\u00e0 traggono il senso della loro esistenza, mentre l\u2019ipotenusa (o il lato lungo) pu\u00f2 giustificare da solo la propria esistenza. Ha bisogno solo di se stesso, o meglio: da solo vale tanto quanto una coppia. Essendo pure pi\u00f9 corto della somma dei segmenti di questa coppia! Che cosa straordinaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Trascurando il fatto che i lati siano tre come la Trinit\u00e0 e non volendo quindi per ora scivolare in affabulazioni mistico-religiose, \u00e8 opportuno tornare per un attimo a quel suo essere luogo dei punti lungo il quale si possono raggiungere ben due vertici. Ecco perch\u00e9 dicevo che, nel dubbio, \u00e8 sempre meglio scegliere l\u2019ipotenusa: perch\u00e9 per la sua strada si giunge a due estremit\u00e0. L\u2019ipotenusa insomma contiene infiniti punti interessanti, contiene variazioni e vibrazioni. Se la si potesse guardare al microscopio &#8211; dimenticandosi per un attimo che un segmento non ha spessore, la si vedrebbe vibrare e agitarsi impercettibilmente, animata dal caos dei punti che la compongono che non hanno ancora deciso da quale dei due vertici sono pi\u00f9 attratti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa in definitiva mi attirava dell\u2019ipotenusa? Il fatto che sia un meno (in lunghezza) pur traducendosi in un pi\u00f9, perch\u00e9 in definitiva misura meno di una somma (dei cateti) che, considerati singolarmente, non sarebbero in grado di superarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mentre di questi ragionamenti, pensavo a cosa mi avesse attirato di essa, e poi sono giunto a una spiegazione: l\u2019ipotenusa \u00e8 quella che dovrebbe avere meno potere (\u00e8 sola, \u00e8 pi\u00f9 corta della somma degli altri due lati) eppure \u00e8 in grado di far della sua debolezza un punto di forza.<\/p>\n\n\n\n<p>Allontanandoci dalla metafora geometrica, la condizione dell\u2019ipotenusa mi ha portato a riflettere su qualcosa di pi\u00f9 aderente e utile alla vita, e cio\u00e8 a un esercizio che bisognerebbe abituarsi a fare (lo dico soprattutto a me stesso). Si tratta di invertire le categorie e i giudizi, pensando attivamente al fatto che una debolezza potrebbe essere una forza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un po\u2019 quella formula che sento ripetere spesso, e cio\u00e8 \u201cIt\u2019s a feature, not a bug\u201d, per dire di qualcosa che potrebbe apparire come un difetto e invece \u00e8 un pregio. Tipo una cosa che si dice spesso dell\u2019intelligenza artificiale, ossia che non d\u00e0 risposte esatte. Il bug (difetto) \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di darne, che pu\u00f2 anche essere letto come una feature, cio\u00e8 una caratteristica positiva, ossia quella di essere creativa e imprevedibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Certi discorsi fatti in questi giorni (da me con altre persone) mi hanno fatto riflettere sul fatto che la visione dicotomica del mondo (bianco\/nero, giusto\/sbagliato) porta pigramente alla constatazione che \u00e8 pi\u00f9 diretto e sbrigativo (cio\u00e8 pi\u00f9 efficiente in termini di calcolo mentale) pensare per associazioni mentali, giungendo contemporaneamente alla conclusione che il giusto stia solo da una parte. Esempio: caldo\/freddo, comunicazione\/incomunicabilit\u00e0, bello\/brutto. Intendiamoci: sono letture comprensibili che per\u00f2 indugiano troppo su una visione moralistica. Se il freddo \u00e8 sbagliato, il caldo \u00e8 il giusto? Dipende. Se comunicare \u00e8 giusto, non farlo \u00e8 sbagliato? Non \u00e8 detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi trovo sempre pi\u00f9 spesso a chiedermi se gli aspetti negativi o sottovalutati delle cose non si possano invece leggere diversamente. A ben pensarci sono delle potenzialit\u00e0 inespresse. Uno studente con un rendimento negativo ha un potenziale inespresso (molto). Un\u2019auto lenta ha molti margini di miglioramento in termini di velocit\u00e0. No, in questo caso non funziona.<\/p>\n\n\n\n<p>Per funzionare, il capitale inutilizzato deve esistere in primo luogo, solo che \u00e8 trascurato o non esplicito. Lo studente del caso precedente deve avere un minimo di intelligenza, pur se sotterrata sotto metri di mancanza di motivazione o voglia di studiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma torniamo all\u2019ipotenusa: il suo \u201cdifetto\u201d \u00e8 di essere pi\u00f9 corta della somma dei cateti ma la sua caratteristica \u00e8 di unire due punti senza soluzione di continuit\u00e0. \u00c8 un luogo delle possibilit\u00e0, ecco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un tubo di bicicletta, che risolve elegantemente la distribuzione delle forze al suo interno, tanto che la versione da donna (senza tubo) necessita di un raddoppio della struttura per essere altrettanto rigida. Pesando alla fine di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019eleganza e pulizia di una soluzione statica si traduce anche in efficienza, e una definizione di efficienza \u00e8 fare il massimo col minimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che voglio dire alla fine \u00e8 che l\u2019ipotenusa non sarebbe tale senza i cateti, che siamo definiti per contrasto e che siamo poliedrici: non ci descrive un solo aggettivo, e sembriamo e siamo tutti diversi sotto a diverse luci, sia reali che metaforiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerco di ricordarmelo, niente di pi\u00f9. Certo di non vedere sempre e solo un aspetto della questione, forse \u00e8 una forma di ottimismo, forse \u00e8 un rantolo di disperazione consapevole, che cerca del buono anche nelle blatte. Che serviranno a qualcosa nella catena alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p>E volevo solo parlare dell\u2019ipotenusa.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imparare da questo lato del triangolo<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41465,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415],"tags":[729,730],"class_list":["post-41464","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","tag-opposti","tag-pensiero-laterale"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41464","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41464"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41464\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41466,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41464\/revisions\/41466"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41465"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41464"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}