{"id":41413,"date":"2025-03-25T22:21:33","date_gmt":"2025-03-25T22:21:33","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41413"},"modified":"2025-03-25T22:21:34","modified_gmt":"2025-03-25T22:21:34","slug":"megahertz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/megahertz","title":{"rendered":"Megahertz"},"content":{"rendered":"<p>Quando compose <a href=\"https:\/\/youtu.be\/R9982wYPPm0?si=WAjh4Ixi5Cj4rMZX\"><em>I trawl the Megahertz<\/em><\/a>, Paddy McAloon &#8211; il leader dei Prefab Sprout &#8211; era convalescente da un distacco della retina. Non poteva usare gli occhi e quindi scansionava le onde radio, ascoltando ci\u00f2 che il suo apparecchio raccoglieva. La radio \u00e8 una voce e un suono ma \u00e8 prima di questo un orecchio. In quel tempo in cui poteva affidarsi solo a quel senso, fu il suo orecchio. Ascoltava, annotava, registrava.<\/p>\n\n\n\n<p>Porzioni di quanto colp\u00ec la sua attenzione in quel tempo divennero parte di <em>I Trawl the Megahertz<\/em> &#8211; cio\u00e8 \u201cscansiono i megahertz\u201d -, pubblicato nel 2003. Accadeva qualche anno dopo la malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima traccia \u00e8 una lunga suite di 22 minuti composta da ampi e ariosi archi e da una voce di donna che parla al figlio. Si sente solo lei e si intuisce che stia rivolgendosi a un bambino o a una bambina. \u00c8 rassicurante e rasserenante, dolce e materna, anche se tradisce un\u2019apprensione che non vuole trasmettere ma che affiora. La fusione fra voce e arrangiamento orchestrale \u00e8 perfetta.<\/p>\n\n\n\n<p>22 minuti \u00e8 quanto ci metto a piedi dalla stazione di Bologna alla facolt\u00e0. Circa. Scoprii questa composizione casualmente mentre ascoltavo altro. Ricordo che sentii i primi archi passato il semaforo, quello di fronte all\u2019uscita secondaria della stazione verso Corso Marconi. Quel semaforo pedonale dura sempre troppo ma <em>I Trawl the Megahertz<\/em> inizi\u00f2 durante l\u2019attesa e finii mentre attraversavo i viali ai piedi dei colli, a sud. Fu un viaggio magnifico e inaspettato.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo noi stessi delle radio?\u201d mi chiedo a volte. Mi chiedo se prestiamo ascolto a voci e stimoli che provengono da ovunque per tentare di carpirne una udibile, una che porta un messaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019era dell\u2019informazione &#8211; <a href=\"https:\/\/martinopietropoli.substack.com\/p\/157-contesto\">ritorno sull\u2019argomento<\/a> &#8211; \u00e8 ricca di stimoli e povera di significati. L\u2019abbondanza di segnali non aiuta la comprensione del mondo. O almeno non aiuta me. Se leggo e ascolto &#8211; se scandaglio le onde dell\u2019informazione, non capisco niente di pi\u00f9, mi riempio solo come un vaso che tracima ben presto. Resto vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>I Trawl the Megahertz<\/em> era &#8211; posso immaginare &#8211; un modo per cercare un senso ma anche, curiosamente, l\u2019esito della privazione di uno dei sensi. Vedendo meno o affatto con la vista, McAloon aveva iniziato a vedere con l\u2019udito. Quella traccia \u00e8 il racconto di quel viaggio, dell\u2019esplorazione dello spettro delle onde radio.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte mi dico che solo due angeli come Damiel e Cassiel potevano sopportare di ascoltare tutti i pensieri dei berlinesi in <em>Il cielo sopra Berlino<\/em>. Come si potevano sostenere i lamenti, i ragionamenti disarticolati, i frammenti di discorsi amorosi e odiosi, i mozziconi di frasi, le esplosioni lessicali di ira o i sussurri di milioni di persone, contemporaneamente?<\/p>\n\n\n\n<p>Come sempre, le opere d\u2019arte anticipano i tempi. Non so se Wenders volesse parlare di quelli che sarebbero venuti dopo qualche decennio, quando avremmo ascoltato e letto i borbottii del mondo, i pensieri lineari e cristallini di pochissimi e i rigurgiti di fastidio di moltissimi, i cigolii e i rantoli di milioni: quello che possiamo leggere tutti i giorni, se frequentiamo certi luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vogliono degli angeli per avere la compassione di ascoltare e lasciare che certe parole nuotino nell\u2019etere, alcune per chilometri e dimensioni, altre schiantandosi a terra, dopo poco. Chiss\u00e0 come ascoltavano le suppliche e le richieste di quelle moltitudini, Damiel e Cassiel. Cosa fecero poi? Non lo ricordo pi\u00f9, vidi troppo tempo fa quel film.<\/p>\n\n\n\n<p>Delle storie ricordiamo dettagli, meno spesso l\u2019arco narrativo. Ai dettagli ci appigliamo come alle sporgenze di una parete rocciosa, se scalassimo. Ricordiamo ci\u00f2 che ci pu\u00f2 salvare, salviamo il ricordo di un particolare di una storia che ce la fa ricordare. Quello che ricordiamo \u00e8 quello che ha un significato, ci\u00f2 che ha risuonato in noi. A volte lo ricordiamo perch\u00e9 ha risposto a una domanda, a volte lo ricordiamo e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli angeli stavano sulla Colonna della Vittoria, a Berlino, e offrivano le loro orecchie a milioni di voci. Solo i bambini e gli ex-angeli (come Peter Falck, che li poteva per\u00f2 solo percepire) li vedevano, perch\u00e9 gli angeli sono bambini, o viceversa. Sar\u00e0 stato questo il motivo, poi? L\u2019ho ricordato cos\u00ec, e ogni attimo del presente diventa un ricordo individuale per chi l\u2019ha vissuto. La verit\u00e0 ontologica esplode in mille frammenti e chi vi \u00e8 stato immerso ( ha vissuto) ne conserva uno diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 questo il motivo per cui si parla di post-verit\u00e0, anche perch\u00e9 ci viviamo da molti anni ormai, forse di pi\u00f9 di quanti immaginiamo. La verit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 da tempo uno splendente cristallo ma piuttosto un opaco manufatto, che trascina con s\u00e9 il suo contrario e le sue negazioni. L\u2019evidenza dei fatti non ha pi\u00f9 alcun valore perch\u00e9 di fronte alla loro ineluttabilit\u00e0 non si nega nemmeno che siano veri e presenti: si nega che esistano, non li si considera pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>I frammenti in cui esplode la realt\u00e0 ontologica, diventando esperienza e ricordo individuali, non riconducono pi\u00f9 alla sua interezza: non \u00e8 pi\u00f9 possibile ricostruire la verit\u00e0 dalle sue parti, ma pu\u00f2 essere invece negata, o meglio ignorata.<\/p>\n\n\n\n<p>Da tempo, accettato che viviamo nell\u2019et\u00e0 della post-verit\u00e0, non mi chiedo pi\u00f9 cos\u2019\u00e8 e che danni provoca ma voglio capire cosa ci sar\u00e0 dopo. Se ogni sistema di valori non ha pi\u00f9 senso, che senso si pu\u00f2 costruire? I valori sono condivisi, devono esserlo ma per affermarsi e dare una forma alla realt\u00e0 chiedono responsabilit\u00e0. Ecco come \u00e8 morta la verit\u00e0: scollando le azioni dalla responsabilit\u00e0 di chi le compie, non curandosi delle conseguenze di ci\u00f2 che si \u00e8 operato.<\/p>\n\n\n\n<p>Si accusa, si denuncia, si fa e si agisce e poi, quando l\u2019azione produce una reazione, si ignora che \u00e8 l\u2019esito di un gesto individuale o collettivo. La morte della verit\u00e0 esiste solo quando azione e responsabilit\u00e0 sono separate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente non posso sapere cosa verr\u00e0 dopo. La post-verit\u00e0 sar\u00e0 (\u00e8 gi\u00e0, forse) il fondamento del dominio della menzogna? Del crollo di qualsiasi valore? Dell\u2019atomizzazione di un sistema di riferimento condiviso chiamato \u201crealt\u00e0\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p>Per molti versi attendo un altro scenario: la Vendetta della Verit\u00e0. Attendo che torni a ristabilire almeno la linea di base, cio\u00e8 il Principio di Realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sempre un inguaribile ottimista, che, secondo \u010cechov, \u201c\u00e8 un pessimista mal informato\u201d.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verit\u00e0, post-verit\u00e0, principio di realt\u00e0<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41415,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415,429],"tags":[145,727,187,137],"class_list":["post-41413","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-cinema","tag-il-cielo-sopra-berlino","tag-musica","tag-verita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41413","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41413"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41413\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41416,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41413\/revisions\/41416"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41415"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41413"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41413"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41413"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}