{"id":41377,"date":"2025-03-10T23:46:46","date_gmt":"2025-03-10T23:46:46","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41377"},"modified":"2025-03-16T23:50:41","modified_gmt":"2025-03-16T23:50:41","slug":"citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/citta","title":{"rendered":"Citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>12 anni fa uscii al mattino presto a correre, a Knoxville. Sembra l\u2019inizio di un libro ma accadde veramente. Non conta perch\u00e9 fossi l\u00ec ma conta che ci fossi o piuttosto conta quello che notai: poche cose, in definitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Era la prima volta che vedevo una citt\u00e0 americana che non fosse New York o Chicago (al tempo anzi non ero nemmeno stato a Chicago) e ricordo che mi sembrava una vera citt\u00e0 americana. Intendo di quelle viste in certe serie TV, non quelle per antonomasia come Los Angeles o San Francisco o, appunto, Chicago o New York. Il resto dell\u2019America.<\/p>\n\n\n\n<p>Non aveva per\u00f2 la familiarit\u00e0 di New York ma aveva un altro tipo di aria: quella di qualcosa che conosci perch\u00e9 l\u2019hai vista in mille film e l\u2019hai immaginata in tutta la letteratura americana che hai letto. La provincia americana, l\u2019anonimato di certe citt\u00e0 americane, quella sensazione di non saperle mai bene collocare sull\u2019atlante.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra cosa mi parve straniante di quella citt\u00e0 che vidi poi, qualche ora pi\u00f9 tardi &#8211; quando non era pi\u00f9 mattino presto &#8211; non almeno tanto presto come quando ero andato a correre: vidi una citt\u00e0 in cui non c\u2019era quasi nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Controllai quanti abitanti avesse perch\u00e9 mi pareva irreale che sembrasse avere la vitalit\u00e0 di una cittadina di qualche migliaio di persone quando in realt\u00e0 ne contava &#8211; controllai &#8211; 190.000.<\/p>\n\n\n\n<p>Dov\u2019era tutta la gente?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv00-1024x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41380\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv00-1024x1024.jpeg 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv00-300x300.jpeg 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv00-150x150.jpeg 150w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv00-768x768.jpeg 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv00-12x12.jpeg 12w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv00-500x500.jpeg 500w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv00-1000x1000.jpeg 1000w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv00.jpeg 1456w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Camminai un po\u2019 per il centro. Incontrai qualche vecchio a passeggio. Vidi mille fotografie viste mille volte in mille film: il pickup parcheggiato dietro edifici che presentavano alla strada grandi muri ciechi (erano dei retri, del resto), vidi negozi sfitti che parevano vecchi saloon, vidi supermercati contenuti in perfetti parallelepipedi bianchi, vidi alberi che non si erano ancora accorti che fra poco sarebbe stata primavera, vidi una citt\u00e0 che mi parve un set cinematografico durante una pausa di lavorazione, o forse abbandonato. C\u2019era un bellissimo sole, questo lo ricordo bene. Un sole quasi ironico, nel suo essere beffardamente stupendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non vorrei sembrare troppo critico nei confronti di una citt\u00e0 che, in fondo, vidi solo un paio di giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che posso dire \u00e8 che da allora mi \u00e8 rimasta in mente. Ancora oggi mi chiedo ogni tanto:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Ma dove erano gli abitanti di Knoxville?<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Le citt\u00e0 sono delle macchine abitate da umani. Sono gli organismi pi\u00f9 complessi mai creati dall\u2019umanit\u00e0. A volte, mentre cammino, guardo i palazzi e le case. Se \u00e8 sera sono attratto dalle finestre illuminate e allora immagino le vite degli altri &#8211; per citare quel bellissimo film con un bellissimo titolo. Poi mi sforzo e tento di immaginare una radiografia di quegli edifici e allora vedo i mobili e le persone e i tubi e i cavi che corrono lungo i muri e sotto i pavimenti e poi scendono e si innestano nella base, sotto il marciapiede. Altri scendono ancora pi\u00f9 in fondo, metri sotto il marciapiede, e portano fluidi o gas o dati o elettricit\u00e0 che corrono altrove e deviano e hanno una meta o una provenienza. Poi moltiplico questa immagine per le centinaia o le migliaia di edifici di una citt\u00e0 e poi non riesco a immaginare oltre, perch\u00e9 quello \u00e8 un organismo ed \u00e8 governato da migliaia di processi e algoritmi e da codice e consuetudini, leggi e pratiche.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La citt\u00e0 \u00e8 la cosa pi\u00f9 complicata mai creata dall\u2019umanit\u00e0. La citt\u00e0 cattura il tempo: in una citt\u00e0 c\u2019\u00e8 il tempo presente (quello che succede) ma c\u2019\u00e8 anche il passato e pure il futuro, mentre germoglia. La citt\u00e0 \u00e8 tempo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Forse Knoxville mi era sembrata strana perch\u00e9 non assomigliava a nessuna citt\u00e0 che mi fosse nota. Non solo per il fatto che non vedessi in giro nessuno ma anche perch\u00e9 non aveva ancora accumulato il tempo passato a cui ero abituato da sempre: quello delle citt\u00e0 italiane o europee, quello delle citt\u00e0 che hanno secoli o millenni di storia.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte guardo una piazza o un palazzo delle nostre citt\u00e0 e penso che \u00e8 cos\u00ec da centinaia di anni. Nelle nostre citt\u00e0 il passato \u00e8 una fuga prospettica infinita, \u00e8 una profondit\u00e0, \u00e8 temporalmente tridimensionale. Knoxville era bidimensionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le citt\u00e0 insomma si inseriscono perfettamente in una delle mie riflessioni ricorrenti: quella sul tempo. Contengono le sue tre dimensioni e le manifestano contemporaneamente: il passato \u00e8 sempre presente, il presente \u00e8 presente, il futuro sta nascendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il tempo \u00e8 composto da tre dimensioni &#8211; o almeno cos\u00ec lo immaginiamo, per semplicit\u00e0 &#8211; \u00e8 altrettanto vero che ha, come dire, dei <em>modi di essere.<\/em> I due principali sono: il <em>tempo lineare<\/em> e il <em>tempo circolare<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 quello in cui pensiamo di vivere immersi, tanto da non porci il problema della sua validit\u00e0: secondo questa modalit\u00e0, siamo collocati su una dorsale evolutiva che ha un andamento, appunto, lineare e incrementale. Per questo misuriamo il progresso in termini di accumulo. In fondo una funzione lineare \u00e8 positiva solo se i valori che esprime in funzione del tempo sono crescenti, tipo: pi\u00f9 capitale, pi\u00f9 case, pi\u00f9 cose, pi\u00f9 abitanti.<\/p>\n\n\n\n<p>I valori negativi sono un\u2019espressione di fattori regressivi lungo la linea evolutiva (il modello lineare \u00e8 presto messo in crisi, dato che l\u2019andamento pu\u00f2 esserlo &#8211; lineare &#8211; ma non necessariamente la curva, che pu\u00f2 flettere, esprimendo quindi valori relativi negativi, come le recessioni, le contrazioni demografiche, le guerre ecc.). Esiste per\u00f2 una fiducia quasi acritica nel suo andamento progressivo e lineare. E soprattutto una solida convinzione che il genere umano sia in costante evoluzione. Magari non condivisa da tutti, ma non sottilizziamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non critico questa visione, alla quale poi aderisco anche io, in parte per inerzia, in parte perch\u00e9 \u00e8 abbastanza vera.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un\u2019altra modalit\u00e0, ed \u00e8 quella del <em>tempo circolare<\/em>. C\u2019\u00e8 una differenza sostanziale non solo nel loro svolgimento (il tempo lineare non ha pausa, non si ripete mai uguale; quello circolare \u00e8 iterativo, finisce e ricomincia in continuazione): \u00e8 la fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo non ha fine, o la colloca in un punto indefinito, all\u2019infinito. In quanto modalit\u00e0 progressiva e lineare, tende al miglioramento continuo e quindi, paradossalmente, il raggiungimento della perfezione coinciderebbe anche con la sua fine. Qualora fosse raggiunto, verrebbe meno la sua natura lineare, poich\u00e9 avrebbe conquistato il fine, cio\u00e8 la perfezione, oltre la quale qualsiasi miglioramento non avrebbe senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo \u00e8 determinato dalla ripetizione e dall\u2019alternarsi di vita e morte, di inizio e di fine. Il tempo circolare non inizia e non finisce ma si ripete. \u00c8 quello delle stagioni, \u00e8 quello della rivoluzione terrestre attorno al sole.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tempo circolare la vita \u00e8 una componente essenziale, necessaria: non potrebbero innescarsi azione e movimento senza di essa. Eppure anche la morte lo \u00e8, poich\u00e9 la fine \u00e8 solo l\u2019attimo che precede un nuovo inizio. Non c\u2019\u00e8 soluzione di continuit\u00e0 fra inizio e fine nel tempo circolare: ogni attimo \u00e8 sia un inizio che una fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che le citt\u00e0 siano gli organismi pi\u00f9 complessi mai creati dall\u2019umanit\u00e0 non dovrebbe per\u00f2 far pensare che siano anche i pi\u00f9 intelligenti. O meglio: lo sono rispetto all\u2019intelligenza umana, ma quella &#8211; come nota con grande efficacia James Bridle in <a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/fcs06Al\">Modi di essere<\/a> &#8211; \u00e8 solo una intelligenza. Ve ne sono molte di pi\u00f9, che noi umani derubrichiamo a inferiori, mentre sono solo diverse. Le piante hanno un\u2019intelligenza, gli animali ne hanno un\u2019altra, anche le pietre, a modo loro, hanno un\u2019intelligenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Se viviamo immersi in un tempo lineare nelle citt\u00e0, esiste un altro ambito in cui possiamo sperimentare il tempo circolare, ed \u00e8 quello non mediato dall\u2019intelligenza umana. \u00c8 sottoposto a un altro tipo di intelligenza, forse una pan-intelligenza (quella di tutte le cose, e delle loro connessioni, governate da leggi non razionali o che non sono riducibili alla razionalit\u00e0 umana): \u00e8 l\u2019ambito della natura.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 infatti una differenza sostanziale fra il tempo delle citt\u00e0 e quello della natura. Come dicevamo, il primo \u00e8 lineare, il secondo \u00e8 circolare.<\/p>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0 ci mette costantemente sotto gli occhi il tempo e il suo svolgimento: il passato \u00e8 sempre visibile (ed \u00e8 sopravvivenza, preesistenza ma anche come degrado, obsolescenza, morte); nel presente viviamo e infine progettiamo il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura invece \u00e8 un continuo presente, oppure vive in un tempo che non ha n\u00e9 passato n\u00e9 un futuro definito o definibile: \u00e8, e basta. Infatti \u00e8 circolare e non necessariamente progressivo. Si obietter\u00e0 a questo punto che pure il tempo circolare ha elementi di crescita: in fondo gli alberi crescono e invecchiano ma poi muoiono, e morendo vengono riassorbiti nel ciclo vitale e cambiano forma.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura \u00e8 sostenibile in s\u00e9, o di certo \u00e8 in grado di esserlo in modo da mantenere il sistema in equilibrio. Un sistema evolutivo lineare come quello delle citt\u00e0, \u00e8 facile capire, ha pi\u00f9 difficolt\u00e0 a essere anche sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non volevo addentrarmi oltre nell\u2019argomento, quanto osservare che i due tempi comportano reazioni diverse nell\u2019osservatore\/cittadino:<\/p>\n\n\n\n<p>Vivere in un ambito che ci pone in costante relazione con il tempo d\u00e0 delle coordinate ma \u00e8 anche sfiancante: non si pu\u00f2 mai dimenticare che esiste un passato, specie se si vive in Europa. Il confronto con ci\u00f2 che era e la proiezione verso ci\u00f2 che sar\u00e0 (o potrebbe essere) \u00e8 costante e ineludibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, la presenza costante del passato (l\u2019essere presente del passato, per usare un gioco di parole) \u00e8 una misura sia del progresso che del regresso, e pone continuamente nella condizione di misurarsi con quanto o chi \u00e8 venuto prima. Cosa ha creato, cosa ha distrutto, cosa ha lasciato.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Il tempo lineare pone di fronte alla possibilit\u00e0 costante del progresso ma anche del fallimento. Quello circolare \u00e8 una dimensione di sole possibilit\u00e0, dato che si rinnova, a ogni giro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Infine: una citt\u00e0 e la sua immagine possono essere costruite o distrutte ma non possono mai essere ricostruite uguali a se stesse, quindi pone di fronte a una fine definitiva, che non ha appello.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dir\u00e0 che anche una foresta pu\u00f2 essere distrutta ed \u00e8 vero, ma pu\u00f2 anche essere rigenerata e rinascere, e inoltre la sua possibile fine \u00e8 parte del processo circolare che la governa. Il tempo lineare invece non ammette interruzioni o fini, quindi non contempla la morte se non come accidente inevitabile, che di certo non interrompe il processo evolutivo.<\/p>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0 ricorda sempre che esiste un passato che, esistendo, \u00e8 costantemente un presente. La natura invece concede sempre &#8211; circolarmente &#8211; la possibilit\u00e0, o un\u2019altra possibilit\u00e0, almeno.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 continuavo a ripensare a Knoxville? Perch\u00e9 mi chiesi dove erano finiti i suoi abitanti? 190.000 persone dovevano pure essere da qualche parte, o no?<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche anno credo che mi avesse stupito quanto l\u2019avessi trovata diversa da una citt\u00e0 europea &#8211; e fin qui niente di sconvolgente: in fondo non era una citt\u00e0 europea &#8211; e soprattutto come negava il tempo lineare. Era un tempo sospeso, quello. Sembrava un set cinematografico abbandonato o un luogo che era stato collocato fuori dalla linea del tempo. Non c\u2019erano pi\u00f9 esseri umani quindi non avrebbe progredito pi\u00f9. Forse stava per essere sopraffatta dal tempo circolare e presto la natura se ne sarebbe riappropriata. Non credo, o almeno non ho ricevuto notizia che Knoxville sia scomparsa dall\u2019atlante.<\/p>\n\n\n\n<p>Era qualcosa in mezzo: non si trovava n\u00e9 nel tempo circolare, n\u00e9 in quello lineare. Era un errore di programmazione, un glitch, ed essendolo rivelava una verit\u00e0: il tempo \u00e8 una chiave di lettura della realt\u00e0. Se non esiste il tempo o se \u00e8 sospeso, ogni riferimento viene meno e manca un elemento di comprensione del reale.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora ho capito che il tempo \u00e8 sia la dimensione in cui esistiamo, sia la lente attraverso cui diamo un senso all\u2019esistenza. Che sia circolare o lineare, progressivo o regressivo. Il tempo ci colloca nella realt\u00e0 e le d\u00e0 un senso, o almeno una plausibile lettura.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era un bellissimo sole a Knoxville quel giorno, e la Terra gli girava attorno. Ha continuato a farlo e continuer\u00e0, per qualche miliardo di anni ancora.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"566\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv01-1024x566.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41379\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv01-1024x566.jpeg 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv01-300x166.jpeg 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv01-768x424.jpeg 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv01-18x10.jpeg 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Knv01.jpeg 1050w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 la macchina pi\u00f9 complicata mai costruita dall&#8217;umanit\u00e0, \u00e8 una metafora del tempo ed \u00e8 l&#8217;opposto della natura<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41378,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91],"tags":[365,724,229,436],"class_list":["post-41377","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-citta","tag-knoxville","tag-natura","tag-tempo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41377","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41377"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41377\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41381,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41377\/revisions\/41381"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41378"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}