{"id":41288,"date":"2025-02-17T01:19:06","date_gmt":"2025-02-17T01:19:06","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41288"},"modified":"2025-02-18T01:25:19","modified_gmt":"2025-02-18T01:25:19","slug":"foglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/foglia","title":{"rendered":"Foglia"},"content":{"rendered":"<p>Nel mio diario quotidiano appunto sempre pi\u00f9 spesso che ho notato una foglia. Non la stessa, mai la stessa. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 sempre pi\u00f9 spesso una foglia. Penso che sia il dettaglio pi\u00f9 minimo e irrilevante che si possa notare ogni giorno, e forse per quello la noto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una foglia bagnata dalla rugiada notturna, una foglia secca chiss\u00e0 da quanto su quel marciapiede, una foglia che \u00e8 caduta giorni fa, una che \u00e8 appena caduta.<\/p>\n\n\n\n<p>Le foglie, mentre se ne stanno sui rami, sono foglie di un fogliame, sono elementi meno importanti del tutto (il fogliame) ma quando planano dolcemente a terra &#8211; e lo fanno per mesi, da quando iniziano a cadere &#8211; acquistano una diversa dignit\u00e0: sono singole foglie meritevoli di essere notate, l\u2019una diversa dall\u2019altra, ognuna con una sua storia e una sua forma e una sua decomposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>La decomposizione lascia qualcosa, \u00e8 pi\u00f9 importante ci\u00f2 che rimane di ci\u00f2 che se ne va, che scompare. Le foglie che si accumulano sui marciapiedi a un certo punto scompaiono. Le hanno rimosse o si sono decomposte: sono diventate altro. A volte penso di conoscerne una per una. Le noto al mattino presto quando &#8211; ogni tanto &#8211; mi capita di prendere un treno. O pi\u00f9 tardi, quando ne vedo una che \u00e8 sfuggita alle pulizie del mattino, alla rimozione dell\u2019eccesso, del non pertinente. \u00c8&nbsp;sfuggita alla scopa o alle spazzole rotanti del mezzo meccanico che la scosta, la avvinghia, la inghiotte. Resiste, come un\u2019idea. Era un elemento del fogliame e ora \u00e8 una foglia, anche se \u00e8 nella sua ultima palpitazione vitale. Cambia colore, inscurisce, diventa fragile come carta. Eppure \u00e8: una foglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Le foglie sono come idee: prese insieme sono tante idee indistinte, considerate nella loro singolarit\u00e0 sono idee. Buone, brutte, splendenti, oscure, bagnate, secche. A un\u2019idea si possono applicare gli attributi di una foglia, ecco perch\u00e9 dico che le idee sono foglie, e viceversa. Sono fragili, leggere, sanno volare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ascoltavo una conferenza. La relatrice diceva \u201cDi questa cosa [un fatto, i cui dettagli non sono importanti, ora] s\u2019\u00e8 raccontata solo una parte della storia. Di come poi \u00e8 finita nel nulla ed \u00e8 anzi stata sovvertita e annullata se ne parla di meno o per niente\u201d. E invece di pensare che fosse odioso che una bella idea fosse stata negata e sovvertita, ho pensato che aveva un senso &#8211; era pure meglio, molto meglio &#8211; che non si sapesse che quell\u2019idea era morta e che qualcuno l\u2019aveva uccisa.<\/p>\n\n\n\n<p>A essa era sopravvissuta l\u2019illusione che avesse funzionato, che l\u2019avessero adottata anche altri, altrove, distante migliaia di chilometri. Quello contava della storia. Di ogni storia conserviamo le parole che ci parlano. Della fine di quella storia, di cosa sia diventata, se sia diventata una storia diversa possiamo anche non curarci. Le idee galleggiano sulle onde delle storie, e alcuni le notano e le portano in salvo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune persone ne vedono il decadere e il morire, altri ne conservano un ricordo che genera altre idee. Non sanno come \u00e8 finita quella storia, ma una parte del racconto &#8211; quello che precedeva il tracollo &#8211; le ha rapite ed \u00e8 entrato nel circolo di quei ragionamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo si pu\u00f2 guardare una foglia sul selciato e non trovarla interessante, oppure vederla e iniziare a ragionarci attorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro dei pensieri che mi accompagnano da sempre \u00e8 quello della consequenzialit\u00e0 delle scelte che facciamo. Se adesso sto scrivendo queste parole \u00e8 perch\u00e9 tutta la mia vita e le scelte che ho fatto mi han condotto esattamente in questo punto, a scrivere queste cose. \u00c8 un esempio molto potente che mi \u00e8 tornato alla mente giorni fa quando ho visto un meme che diceva pressapoco questo:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Ogni decisione che hai preso nella tua vita ti ha condotto a guardare questa immagine oggi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>E l\u2019immagine era quella di Bombur, un personaggio del Signore degli Anelli che osservava famelico una pila di formaggi. Puoi trovarti a fare la cosa pi\u00f9 stupida o pi\u00f9 epica del mondo e il senso della tua vita fino a quel momento era arrivare esattamente in quel punto della storia, alto o basso, sacro o profano che sia. Deprimente ma anche entusiasmante.<\/p>\n\n\n\n<p>La differenza, come succede con la foglia, la fa l\u2019accorgersene. Ridere di quel meme e non pensare che sia poca cosa (o anche deprimente il farlo) rispetto ai magnifici programmi che si avevano. Non \u00e8 poca cosa: dice quanto si sa cogliere l\u2019ironia, il lato divertente delle cose, la delicata leggerezza di una foglia.<\/p>\n\n\n\n<p>A me non pare cosa da poco ed \u00e8 di ognuno, basta esercitarla. Osservare, annotare, vedere le cose e non attraversare la vita prendendosi i pugni del destino in testa restando quieti.<\/p>\n\n\n\n<p>E soprattutto: vedere anche quello che \u00e8 non esplicito ed evidente: la volont\u00e0 della foglia di essere, la forza di una idea che sopravvive alla distruzione di ci\u00f2 che ha generato.<\/p>\n\n\n\n<p>E questa osservazione conduce a tre (quattro, anzi) considerazioni finali, un po\u2019 pi\u00f9 globali ed estese. Mi \u00e8 capitato di farle in questi giorni, assistendo all\u2019accelerazione cui \u00e8 sottoposta la realt\u00e0 politica (che nasconde, pi\u00f9 che rivelare la sua forza di cambiamento &#8211; anzi, rivela semmai la debolezza intellettuale di chi la mette in pratica).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. La crisi della responsabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non entro nel dettaglio politico perch\u00e9 \u00e8 noto e non mi interessa approfondirlo o aggiungere rumore al rumore. Noto gli effetti sistemici: l\u2019annunciare cose, il farne mille uccidendo nel frattempo qualsiasi forma &#8211; anche minima &#8211; di empatia, non curarsi di niente se non di un programma di distra(u)zione di massa giustificato da un mandato popolare impugnato come una clava.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Il fatto che si possa fare qualcosa non significa che la si debba fare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Il che conduce alla seguente considerazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. La mancanza di idee<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Prima o poi il fatto di non avere idee si nota. All\u2019inizio il sospetto che vi sia una strategia aiuta a confondere, ammantando l\u2019implacabile avanzare del programma come, appunto, aderente alla strategia. Quale, non \u00e8 molto chiaro o forse \u00e8 meglio che non sia chiaro.<\/p>\n\n\n\n<p>I politici odierni &#8211; specie quelli di destra, quelli di sinistra sono ancora l\u00e0 a commentarsi l\u2019ombelico e chi ce l\u2019ha pi\u00f9 bello &#8211; sono come molti libri di saggistica americani: una sola idea (un paio, quando va bene) ripetuta all\u2019infinito. Ne capisco il motivo: per la soglia di attenzione media oggi, anche una sola idea \u00e8 troppo, e se ha la forma di una clava \u00e8 pure meglio, si capisce con pi\u00f9 facilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Le ideologie non hanno reso un buon servizio alle idee, e il peggiore \u00e8 stato confondere ideologie e idee, che non sono la stessa cosa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>3. Cos\u2019\u00e8 l\u2019intelligenza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esistenza di una strategia \u00e8 sempre pi\u00f9 letta come un\u2019evidente dimostrazione di intelligenza. Chi ha una strategia \u00e8 anche intelligente, o almeno cos\u00ec si pensa. Ora: non \u00e8 scontato averne una e il pi\u00f9 delle volte si \u00e8 talmente occupati a restare a galla che l\u2019unica strategia \u00e8, appunto, restare a galla. In questo mondo di sommersi, avere un piano sembra gi\u00e0 qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Esplicito o meno, quelli che hanno il potere sembrano averne uno, e un piano \u00e8 la forma di una strategia. Parte della confusione imperante &#8211; al di l\u00e0 della velocit\u00e0 con cui fanno avvenire le cose (che \u00e8 una tattica, se vogliamo scomodare ancora Sun Tzu) deriva dal fatto che la strategia non \u00e8 esplicita, o pare puntare ad altro, o adombra il sospetto che non vi sia strategia, se non rompere tutto &#8211; ops, pardon,&nbsp;<em>disrupt<\/em>&nbsp;&#8211; e vedere cosa resta in piedi. L\u2019assunto \u00e8, immagino, constatare che quello che rimane in piedi \u00e8 quello che serve. Che \u00e8 un po\u2019 come segare un pilastro alla volta a un grattacielo per vedere quanti ne servivano alla fine. Auguri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che nessuno con un minimo di intelligenza sa davvero che forma ha il futuro e, altrettanto, sa che immaginarlo \u00e8 un modo per dargli forma, pur conservando una dose abbondante di aleatoriet\u00e0. Non \u00e8 che pi\u00f9 ci pensi, pi\u00f9 quello prende la forma che vuoi. Non funziona cos\u00ec. Poi c\u2019\u00e8 quella cosa dei sistemi complessi e del fatto che governarli \u00e8 impossibile e, insomma: non \u00e8 facile, \u00e8 quasi impossibile.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>L\u2019intelligenza significa sapere di non sapere, e agire partendo da questo presupposto. Quelli considerati intelligenti sono solo furbi e astuti, che \u00e8 anche una forma di intelligenza &#8211; non discuto &#8211; ma di qualit\u00e0 un po\u2019 pi\u00f9 spiccia, diciamo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>In sintesi: essere astuti non significa essere intelligenti. Il che non toglie che si possa essere intelligenti e anche astuti, ma l\u2019astuto pensa sempre di saperne una in pi\u00f9 della volpe, o pensa di essere la volpe. La volpe invece \u00e8 intelligente, e sa che sei astuto, ed \u00e8 talmente pi\u00f9 astuta da far credere di essere stupida. Ma basta con Esopo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4. Il ragionamento socratico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ironia, la confutazione, il dialogo, la maieutica. Si potrebbe partire dall\u2019ironia per capire quanto i tempi correnti &#8211; o i potenti dei tempi correnti &#8211; ne siano privi. Socrate partiva da quella e dall\u2019ingenuit\u00e0 (vecchia volpe) per poi giungere &#8211; o tentare di &#8211; a una forma di verit\u00e0 condivisa, attraverso la confutazione e il dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi pare si usi molto pi\u00f9, specie in un\u2019era storica appropriatamente definita \u201cdella post-verit\u00e0\u201d o dell\u2019ipnocrazia (come la chiamerebbe Jianwei Xun, e come la descrive magnificamente&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Ipnocrazia-Trump-architettura-realt%C3%A0-Hronir-ebook\/dp\/B0DQYR7ZBR\/ref=sr_1_1?crid=3PD981G2KQM3U&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.BeN3XGuFJ9XnIwc41iYvuTS7keI_utcW30FgQzD-vdLNFhKIOb9ahDhNTGNoAIbMwZab0Vp_raOSDr4pSoZFIvzgidl0FCdcI4cXhd_orMKk-mfNebs6LU8N8OW2r4zQAxEB07E5Dn8ZrRBCCYl67w.KjKPXJM8KHjTqRoPuBILbgRWy6MkBmHcOQY-usFniGE&amp;dib_tag=se&amp;keywords=ipnocrazie&amp;qid=1739806485&amp;sprefix=ipnocra%2Caps%2C214&amp;sr=8-1\">nel suo omonimo libro<\/a>). Oggi Socrate sarebbe impegnato a discutere della validit\u00e0 di infinite definizioni alternative della verit\u00e0, e impazzirebbe. Figurati noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma torno sull\u2019ironia, che \u00e8 una parte del metodo socratico: fingersi ignoranti, fare domande apparentemente stupide, cercare in fondo di capire. A me pare che di domande se ne facciano sempre di meno e che le persone siano sempre meno disposte a dare risposte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho pensato insomma che l\u2019ironia \u00e8 un\u2019arma e una salvezza, ed \u00e8 particolarmente potente verso chi non la possiede. Non sar\u00e0 definitiva, non sar\u00e0 risolutiva ma promette di far divertire. Farli impazzire, prima che facciano impazzire te. Gli intelligenti lo sanno fare, gli astuti meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardo la foglia, annoto che l\u2019ho guardata. \u00c8 pi\u00f9 importante il fatto che esista o che io scriva di averla notata? Sono indifferente alla natura (la natura non si cura di me, come di tutti) e la foglia sta, incurante.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ha parlato, a modo suo. E tant\u2019\u00e8.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;1.18 di certi giorni &#8211; senza particolare premeditazione &#8211; metto le cuffie e ballo<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41290,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415,429],"tags":[131,677],"class_list":["post-41288","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-idee","tag-responsabilita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41288","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41288"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41288\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41292,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41288\/revisions\/41292"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41290"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41288"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41288"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41288"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}