{"id":41284,"date":"2025-02-12T21:02:32","date_gmt":"2025-02-12T21:02:32","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41284"},"modified":"2025-02-15T21:20:47","modified_gmt":"2025-02-15T21:20:47","slug":"sintesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/sintesi","title":{"rendered":"Sintesi"},"content":{"rendered":"<p>Lo psicologo Jacques Lacan a volte usava una modalit\u00e0 terapeutica che consisteva in sedute di durata ridotta. Mentre una seduta tradizionale dura dai 45 ai 60 minuti, alcune sue duravano anche solo 15 secondi. Erano definite \u201ca tempo variabile\u201d, nel senso che decideva lui quanto dovessero durare, in genere in funzione del grado di consapevolezza del paziente. Lo scopo di quelle da 15 secondi era di concentrare l\u2019azione terapeutica in un lasso di tempo che permetteva solo di pronunciare poche parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il paziente &#8211; consapevolmente o meno &#8211; giungeva a un punto nodale del discorso, Lacan lo interrompeva, congedandolo. Facile immaginare che questo restasse appeso a quanto aveva appena detto, chiedendosi perch\u00e9 fossero cos\u00ec importanti le parole pronunciate.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 proprio su quelle Lacan l\u2019aveva interrotto? Dovevano essere davvero fondanti, e su quelle Lacan voleva che i suoi assistiti fossero portati a riflettere. Vi sono poi altri motivi che giustificavano quella modalit\u00e0 terapeutica ma non \u00e8 questo il punto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dire le cose con il minor numero di parole \u00e8 la definizione pi\u00f9 lineare di sintesi.<\/p>\n\n\n\n<p>La sintesi del discorso \u00e8 la sua forma economica: n\u00e9 una parola di troppo, n\u00e9 una parola in meno. Solo quelle che servono a dire qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un esercizio che si pu\u00f2 fare quando si vuole esprimere sinteticamente un concetto. Non ricordo se l\u2019avesse inventato qualcuno o se l\u2019avessi rielaborato io, indipendentemente. Non vorrei mai dire che \u00e8 mio ci\u00f2 che \u00e8 di altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque: l\u2019esercizio consiste in questo, e cio\u00e8 nel dire con pochissime parole qualcosa di grande, importante, anche complicato. \u00c8 formulato cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Sei appeso a un precipizio e una persona ti pu\u00f2 salvare. Lo far\u00e0 per\u00f2 solo se riuscirai a spiegargli nel minor tempo possibile perch\u00e9 \u00e8 importante che ti salvi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La condizione di urgenza generata da questo esercizio porta l\u2019attenzione solo sui fatti salienti, e allo stesso tempo comporta l\u2019eliminazione di ci\u00f2 che \u00e8 superfluo. Chi pu\u00f2 salvarti dal precipizio deve capire perch\u00e9 valga la pena farlo, non vuole sentirsi raccontare una storia n\u00e9 che venga stimolata la sua compassione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un ottimo sistema per essere convincenti quando si deve arrivare al nocciolo della questione, che molto spesso &#8211; sempre, direi &#8211; \u00e8 descritto da poche parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Intesa in questo senso estremo, la sintesi \u00e8 l\u2019essenziale, il concetto centrale, ci\u00f2 che \u00e8 imprescindibile.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La sintesi \u00e8 difficile perch\u00e9 non si tratta solo di dire di meno, anzi. Si tratta di dire tutto, con meno. Anzi: si tratta di dire tutto con il numero giusto di parole.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Allora mi sono chiesto perch\u00e9 ne aggiungiamo cos\u00ec spesso tante, evidentemente di inutili (come l\u2019avverbio \u201cevidentemente\u201d, che potevo anche evitare).<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fa tornare in mente il gioco della vendita della penna in&nbsp;<em>The Wolf of Wall Street<\/em>, quando Di Caprio chiede ai suoi amici di vedergli un oggetto umile e di nessun valore economico come una penna. L\u2019abilit\u00e0 sta ovviamente nel riuscirvi, e non tanto nel minor tempo possibile. Il successo della vendita (anche convincere quello che ti pu\u00f2 salvare dal precipizio \u00e8 una vendita) si fonda sulla capacit\u00e0 di creare un bisogno. Di Caprio allunga la penna all\u2019amico e gli dice \u201cVendimela\u201d e quello gli fa \u201cFammi un favore, scrivi il tuo nome su quel fazzoletto\u201d \u201cNon ho la penna\u201d \u201cEccotela. Boom: domanda e offerta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scambio di battute \u00e8 talmente fulmineo che ci si impiega un attimo a capire cosa \u00e8 successo. \u00c8 successo che la sintesi ha messo a nudo il meccanismo: non servivano parole che descrivessero i pregi di una penna da pochi cent, bastava creare il bisogno di averla, per fare qualcosa, tipo firmare un fazzoletto di carta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa non \u00e8 una lezione di economia, che non sarei neanche in grado di fare poi. Quello che \u00e8 pi\u00f9 interessante \u00e8 invece l\u2019economia, nel senso dell\u2019utilizzo ottimale delle parole. Quelle che servono, quelle che bastano.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 difficile capire perch\u00e9 mi interessi cos\u00ec tanto la sintesi: perch\u00e9 non ce l\u2019ho, o ce l\u2019ho a tratti. Ma ora non voglio essere sintetico, voglio solo dire cose che riguardano la sintesi, voglio ragionarci attorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che la sintesi non sia solo un possibile tipo di comunicazione &#8211; un vascello di informazioni &#8211; ma sia il pi\u00f9 efficace modo per depositare un seme.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi spiego. La sintesi di un discorso sono i punti salienti, ammesso che esistano. L\u2019Ai sintetizza bene perch\u00e9 \u00e8 capace di coglierli e restituirli. L\u2019intelligenza umana incapsula i concetti in matasse di parole che servono a specificare, dettagliare, puntualizzare, nascondere, confondere, distrarre.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono chiesto quale sia il contrario della sintesi. Il dizionario dei sinonimi e dei contrari direbbe che \u00e8 l\u2019analisi, la scomposizione o la divergenza. L\u2019analisi \u00e8 l\u2019esplosione e l\u2019approfondimento di un concetto: serve ad aggiungere dettagli che sostanziano la natura della sintesi. Ci sta.<\/p>\n\n\n\n<p>La scomposizione \u00e8 l\u2019atto di dividere gli elementi, mentre la sintesi \u00e8 l\u2019esito dell\u2019unirli. Anche questa \u00e8 interessante.<\/p>\n\n\n\n<p>La divergenza mi piace particolarmente: se la sintesi \u00e8 la convergenza verso un\u2019unit\u00e0 di significato, la divergenza \u00e8 il suo opposto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se la si possa a questo punto definire attraverso i suoi contrari ma la sostanza \u00e8 che la sintesi \u00e8 la freccia e l\u2019analisi \u00e8 l\u2019aria che questa sposta, una volta scoccata. La sintesi \u00e8 la materia e l\u2019analisi (o la divergenza) \u00e8 il vuoto che le sta attorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei discorsi, dicevo, ricordiamo i punti nodali. Del resto delle parole dette in certe occasioni non conserviamo memoria: sarebbe impossibile e anche inutile. Quello che ricordiamo \u00e8 ci\u00f2 che ci interessa ricordare, ci\u00f2 che per noi ha senso ricordare. La sintesi \u00e8 la forma del bisogno che abbiamo di ricordare qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La sintesi \u00e8 una funzione della memoria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La memoria. Lo sapevo che andavo a finire l\u00ec (quando scrivo non so mai dove vado a parare, per quello scrivo: per stupirmi). La memoria non \u00e8 statica, per quanto ci piaccia pensarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>I ricordi non sono parole scolpite nella roccia e non sono nemmeno file che possono essere letti e conservarsi immutati nei secoli. Ogni volta che si richiama alla mente un ricordo, lo si filtra attraverso le esperienze vissute tra la formazione dei quel ricordo e l\u2019esperienza di riviverlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un aspetto paradossale del rapporto con i ricordi \u00e8 che pi\u00f9 spesso vengono evocati, pi\u00f9 vengono modificati. A ogni evento (di richiamo alla mente) la loro forma subisce una modifica: si aggiungono dettagli che non esistevano e se ne omettono inconsciamente o meno altri che non si ritengono interessanti. Una volta archiviato dopo la consultazione, il file della memoria \u00e8 modificato. L\u2019uso dei ricordi (il rievocarli) li logora, o almeno ne cambia la forma.<\/p>\n\n\n\n<p>La sintesi \u00e8 ci\u00f2 che resta di quei ricordi, \u00e8 il nome del file, \u00e8 la sua collocazione e i fatti o le parole salienti accaduti o pronunciate in quel frammento di passato.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Per questo \u00e8 ancora pi\u00f9 importante. La sintesi \u00e8 l\u2019unit\u00e0 minima di informazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Questa che ho raccontato \u00e8 la sintesi funzionale, nel senso che ha la forma e la sostanza che serve a dire o ricordare qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi la sintesi poetica, altrimenti detta&nbsp;<em>poesia<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non leggo molta poesia eppure amo la poesia. Un po\u2019 come la danza: non la guardo mai ma quando mi capita penso che sia una cosa stupenda. E poi me ne dimentico.<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia \u00e8 la forma pi\u00f9 sublime di sintesi. La buona poesia \u00e8 un\u2019esperienza lisergica perch\u00e9 riesce ad accendere nella mente sequenze pirotecniche di immagini e ricordi e mondi. Ma \u00e8 faticosa: fa godere la mente ma la obbliga a gorgogliare di un magma di immagini e concetti che si fanno azione, di definizioni che diventano origami colorati che si trasformano in uccelli che volano via, spostando masse d\u2019aria profumata e calda.<\/p>\n\n\n\n<p>A me la poesia fa questo effetto ma dopo un po\u2019 che la leggo mi sento esausto.<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia \u00e8 sintesi suprema perch\u00e9 dice solo quello che deve dire, \u00e8 solo se stessa, eppure allude ad altre immagini e ad altre dimensioni. La buona poesia \u00e8 come una lama che divide l\u2019essenziale dal superfluo. \u00c8 quel che c\u2019\u00e8 da dire e nulla di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Se fossi appeso a quel precipizio potrei dire una poesia, e magari mi salverei. O mi salverebbe quello che mi tiene per un polso. Direbbe \u201cHo capito\u201d. Lo spero, almeno.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E non sar\u00f2 sintetico.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41285,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,114,415,429],"tags":[],"class_list":["post-41284","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-featured","category-pensiero-lungo","category-umanesimo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41284"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41286,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41284\/revisions\/41286"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41285"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}