{"id":41274,"date":"2025-01-27T15:41:45","date_gmt":"2025-01-27T15:41:45","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41274"},"modified":"2025-01-27T15:41:51","modified_gmt":"2025-01-27T15:41:51","slug":"portale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/portale","title":{"rendered":"Portale"},"content":{"rendered":"<p>\u201cChe ci faccio qui?\u201d. Mi \u00e8 tornato in mente quel libro notevole di Bruce Chatwin. In certi giorni sembra essere descrittivo di una condizione esistenziale molto personale, oltre che un (ottimo) titolo di un libro. Potrebbe essere un buon esercizio: quello di chiedersi ogni giorno, pi\u00f9 volte al giorno \u201cChe ci faccio qui?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune situazioni offrono una risposta ragionevole, tipo al supermercato. Spero sia ovvio per chiunque si trovi al supermercato sapere perch\u00e9 ci si trova. Altre volte la risposta \u00e8 meno immediata e, altre volte ancora, offre una risposta difficile da dare. \u201cNon so bene cosa ci faccio qui, e non so nemmeno perch\u00e9 sono qui.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Altre volte, infine, \u00e8 meglio nemmeno porsela. Meglio non sapere, meglio non mettersi volutamente in difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho notato per\u00f2 che le situazioni in cui so rispondermi con pi\u00f9 facilit\u00e0 sono quelle meno prevedibili. Che ci faccio a teatro? Che ci faccio a questa mostra? Che ci faccio con un libro in mano? Credo di sapere rispondere a domande del genere. In quei momenti mi trovo in situazioni che mi permettono di essere fisicamente in un luogo ma mentalmente altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono insomma condizioni che costringono corpo e mente a essere in un luogo e in una costrizione molto definita, e altre in cui si incontrano diverse dimensioni: si \u00e8 l\u00ec e anche altrove, contemporaneamente. Succede con l\u2019arte. Io li chiamo portali e mi ci trovavo giorni fa, a una mostra.<\/p>\n\n\n\n<p>Se dovessi dire quali sono i luoghi in cui sono pi\u00f9 a mio agio, direi i musei, le gallerie d\u2019arte, al cinema, a un concerto.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni sono luoghi in cui si celebrano eventi collettivi (e quindi non ci si pu\u00f2 definire davvero soli, standoci), altri sono spazi fisici in cui sentirsi soli, ma piacevolmente. In un museo ci sono altre persone, ovvio, ma quello che intendo \u00e8 che l\u2019esperienza che vi si vive \u00e8 individuale. Sono da solo di fronte a un quadro, sono da solo di fronte a un palco. Il rapporto che si crea fra l\u2019osservatore e l\u2019opera d\u2019arte \u00e8 particolare e singolare: lo dimostra il fatto che alcuni lo percepiscono e altri affatto.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 il fenomeno a cui si assiste in questi frangenti \u00e8 ben pi\u00f9 affascinante: certo, ci si trova al cospetto di un\u2019opera dell\u2019ingegno e della creativit\u00e0 ma ci si trova soprattutto di fronte a un portale dimensionale, che inoltre contiene diverse dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha una dimensione simbolica e un significato (se ce li ha), ne ha una storica, ne ha una umana. E sono solo le prime che mi vengono in mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella simbolica e di significato attinge alla lettura culturale che un\u2019opera riceve, comprensibilmente condizionata dal contesto storico in cui avviene. Opere oltraggiose al loro concepimento sono pudiche oggi e viceversa, opere popolari allora sono sconosciute oggi. Le reazioni che suscitano nell\u2019osservatore contemporaneo dipendono insomma dal tempo e dall\u2019evoluzione o involuzione della cultura. E quanto detto concerne anche la dimensione storica delle opere d\u2019arte, ossia ci\u00f2 che dicono rispetto al tempo in cui sono osservate. Che \u00e8 poi la differenza fra senso e significato, ma non mi ci addentro ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella umana \u00e8 la pi\u00f9 sfumata ma crea un legame fra chi ha creato e chi osserva la creazione. Lo notavo parlando della <a href=\"https:\/\/martinopietropoli.substack.com\/p\/142-flagellazione\">Flagellazione<\/a> di Piero Della Francesca, quando mi ci trovai di fronte anni fa. In quel caso l\u2019opera d\u2019arte \u00e8 un portale che mette in contatto una dimensione passata con quella presente. Io osservo oggi un\u2019opera dipinta, scritta, scolpita 10, 100, 1000 anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un rapporto che si immagina abbastanza scontato: \u00e8 ovvio che pu\u00f2 esistere, c\u2019\u00e8, lo si vede ma cosa dice di pi\u00f9 di una constatazione ovvia il fatto che oggi possiamo godere di una pala d\u2019altare dipinta nel 1480?<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto potremmo dire che \u00e8 notevole il fatto che se ne possa godere, e gi\u00e0 questo \u00e8 qualcosa. Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante \u00e8, appunto, che esistendo e, nel farlo, aprendo un portale che connette dimensioni temporali diverse, la cornice del quadro \u00e8 lo stipite e l\u2019architrave e la soglia di una porta.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Guardando un quadro guardiamo altrove, dietro un quadro non c\u2019\u00e8 un muro ma c\u2019\u00e8 un altro universo o un altro tempo storico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Il fatto che l\u2019arte attraverso la sua espressione (cio\u00e8 le opere d\u2019arte) possa annullare il tempo, comprimendolo e rendendolo adimensionale (se il passato diventa presente, il tempo trascorso \u00e8 diventato irrilevante, non esiste pi\u00f9) mi sembra un fatto notevole, che tra l\u2019altro definisce una propriet\u00e0 non trascurabile dell\u2019arte, che \u00e8 quella di non essere condizionabile dal tempo. Con ci\u00f2 non intendo che non lo siano le letture che ne se d\u00e0 (come visto, quelle dipendono dal contesto storico) ma la sua essenza.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>L\u2019opera d\u2019arte appartiene a una dimensione indifferente al tempo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8, infine, un altro aspetto interessante della questione. L\u2019opera d\u2019arte deve essere attivata nel tempo corrente, dato che, altrimenti, resterebbe materia o concetto, quindi parte indifferente e trascurabile del panorama. Un dettaglio marginale, significativo come un sasso in un torrente (che io, a dirla tutta, trovo molto significativi).<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque. Il fenomeno straordinario \u00e8 che i quadri\/le opere d\u2019arte sono portali che si attivano solo attraverso gli esseri umani. La chiave \u00e8 evidentemente il significato che hanno ma non \u00e8 nemmeno questo l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, camminavo a una mostra fra queste tele e tavole di 500 anni fa e ho capito che noi &#8211; io, tu, noi, loro &#8211; siamo i portali attraverso cui il loro significato si riaccende oggi. C\u2019\u00e8 insomma un rapporto di co-dipendenza fra un Cristo in croce e noi, per quanto e in che misura lo possiamo cogliere. Fatto da uomini per gli uomini, la sua esistenza e persistenza dipendono da noi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2830-1024x683.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41276\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2830-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2830-300x200.jpeg 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2830-768x512.jpeg 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2830-1536x1024.jpeg 1536w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2830-2048x1365.jpeg 2048w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2830-18x12.jpeg 18w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Siamo i custodi del passato e non ne siamo solo il risultato n\u00e9 le vittime, se tali ci sentiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo una responsabilit\u00e0 verso i vascelli che sono giunti alle spiagge del presente attraverso il mare del tempo. Di conservarli e preservarli, di interpretarli e di parlarci. Specie nella dimensione di eterno presente in cui oggi viviamo, quella in cui tutto sembra ugualmente prossimo e importante perch\u00e9 raggiungibile con la mano o con la mente, che giungano questi messaggeri da un\u2019altra dimensione \u00e8 ancora pi\u00f9 importante.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora guardo le loro mani, i loro occhi. Hanno guardato quelli che li hanno ritratti, hanno guardato la loro vita. Sono ancora vivi e hanno superato il tempo. Sono ancora fra di noi. Ci parlano. Il portale \u00e8 aperto, basta vederlo e attraversarlo. Sta in una cornice, supera il tempo, \u00e8 la risposta che cerchiamo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2841-1024x683.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41277\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2841-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2841-300x200.jpeg 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2841-768x512.jpeg 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2841-1536x1024.jpeg 1536w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2841-2048x1365.jpeg 2048w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_2841-18x12.jpeg 18w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Portali verso altre dimensioni e annullamento del tempo, il tutto senza uso di sostanze stupefacenti<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41275,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[90,91,415,429],"tags":[80,241,436],"class_list":["post-41274","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-art","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-arte","tag-rinascimento","tag-tempo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41274","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41274"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41274\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41275"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41274"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41274"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41274"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}