{"id":41266,"date":"2025-01-20T01:21:40","date_gmt":"2025-01-20T01:21:40","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41266"},"modified":"2025-01-21T01:25:50","modified_gmt":"2025-01-21T01:25:50","slug":"ricerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/ricerca","title":{"rendered":"Ricerca"},"content":{"rendered":"<p>Le parole che seguono potrebbero essere molto personali, nel senso che riguardano fatti che mi sono accaduti e mi stanno accadendo. Se li narro \u00e8 perch\u00e9 sono funzionali a un discorso che spero sia pi\u00f9 generale. Sono una persona riservata e non parlo di me e della mia vita, soprattutto perch\u00e9 non penso sia cos\u00ec interessante, o quanto meno non abbastanza da essere raccontata. Cominciamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un anno e qualche mese ho ricominciato a studiare. Nello specifico: sono un dottorando. Studiare mi \u00e8 sempre piaciuto, anche se quando ero obbligato a farlo non lo sapevo e anche se negli anni, e per lunghi periodi, avevo dimenticato quanto mi piacesse farlo. Poi ho insegnato e, per farlo, ho dovuto riprendere a studiare. Dovevo parlare agli studenti, dovevo spiegarmi e spiegare loro. Mentre ripassavo o approfondivo argomenti che conoscevo, anche se solo superficialmente, ho dovuto ammettere che farlo mi piaceva molto. Del resto sono sempre stato curioso: se avevo abbandonato (momentaneamente) lo studio era per altri motivi, in particolare per il lavoro, l\u2019altro lavoro, anzi gli altri lavori (fare l\u2019architetto, scrivere ed essere editor di Runlovers).<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, si dir\u00e0, un dottorato a 50 anni non sembra l\u2019idea migliore. Quello \u00e8 un passo che si compie mentre si inizia a pianificare una carriera, e infatti lo si fa dopo la laurea, con l\u2019intenzione di tentare la strada dell\u2019accademia o di diventare esperti in qualche materia. Per\u00f2 ho questo vizio: quando mi trovo di fronte a un bivio da cui si dipartono una strada nota e una sconosciuta, scelgo sempre la seconda. Sono curioso, l\u2019ho detto, e le strade note non mi interessano, o mi interessano solo quando devo percorrerle distrattamente, perch\u00e9 sto pensando ad altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Essere dottorandi significa studiare ed elaborare: nuove teorie, nuovi studi, innestandoli su altri esistenti (proseguendo su strade gi\u00e0 iniziate ma costruendone la prosecuzione) o creandone di nuovi (di certo la parte pi\u00f9 difficile, dato che si tratta di elaborazione di alto livello e di invenzione di ci\u00f2 che ancora non esiste).<\/p>\n\n\n\n<p>Si pensa che chi studia debba imparare ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato scoperto, scritto, codificato. Lo studio invece pu\u00f2 essere anche qualcosa di diverso e pi\u00f9 radicale: almeno a un certo livello, esso comporta la conoscenza delle scoperte pregresse e l\u2019elaborazione o creazione di nuove.<\/p>\n\n\n\n<p>Esiste insomma uno studio autoreferenziale (lo studio per lo studio in s\u00e9) e uno creativo, non nel senso che inventi fatti e cose che non esistono, ma nel senso che elabora e crea nuove conoscenze e nuove connessioni. Questo studio si basa sulla ricerca, sulla capacit\u00e0 analitica e sulla creativit\u00e0 (oltre che sul metodo scientifico, naturalmente). Alla base di tutto, ho capito alla fine, vi \u00e8 qualcosa di molto semplice:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Fare ricerca significa sapere fare buone domande.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Partiamo dall\u2019inizio, cio\u00e8 da quando ho iniziato il dottorato. Non so se sia comune quello che mi \u00e8 accaduto (o che ho fatto accadere) ma la materia di studio &#8211; su cui non mi dilungher\u00f2 perch\u00e9 non c\u2019entra con la trattazione (altra cosa che ho imparato in questi mesi) &#8211; era attinente ai miei studi ma non ne avevo una conoscenza particolare. A dirla tutta non ne avevo quasi nessuna. Il che potrebbe configurare il panico o l\u2019incoscienza pi\u00f9 totale o il pi\u00f9 fertile contesto per iniziare una ricerca fruttuosa: quella senza preconcetti e senza rigidit\u00e0 mentali. Un pensiero che si presta a essere plasmato in massimo grado, dato che \u00e8 materia grezza.<\/p>\n\n\n\n<p>A dirla tutta, e per indugiare sulle note autobiografiche, uno dei crucci iniziali era quello che riguardava la mia et\u00e0, anche se \u00e8 durato poco e si \u00e8 concluso con un chissenefrega. Non c\u2019\u00e8 un\u2019et\u00e0 e semmai \u00e8 ispirante che anche a 50 anni uno si rimetta a studiare. Quando viene meno la curiosit\u00e0 manca lo stimolo a chiedersi cosa pu\u00f2 riservare la giornata, il mese, l\u2019anno. Avevo deciso di andare a tutta velocit\u00e0 contro l\u2019abbraccio della pura ricerca: ne sapevo poco, avrei dovuto imparare tutto e tutto rielaborare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un fatto che mi \u00e8 rimasto impresso di quei primi tempi fu una cosa lessi: Brian May &#8211; esatto: il chitarrista dei Queen &#8211; aveva ottenuto un dottorato in astrofisica nel 2007, quindi a 60 anni. Ora: le nostre due condizioni erano completamente diverse e, per metterle in comunicazione avrei dovuto prima diventare il famoso chitarrista di una famosa rock band, e avrei dovuto averlo gi\u00e0 fatto qualche decennio fa. La cosa divenne un dettaglio curioso che mi piace raccontare, pensando che May l\u2019affront\u00f2 quando era pure pi\u00f9 vecchio di me. Non c\u2019\u00e8 et\u00e0 per fare un dottorato, anche se farlo da milionario e, probabilmente, per puro diletto e amor di scienza \u00e8 un po\u2019 diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure una cosa in comune io e May ce l\u2019abbiamo, dottorato a parte: evidentemente ci piace studiare e ci piace la ricerca. Che \u00e8 un altro modo per dire che siamo curiosi e siamo attratti dal creare sistemi di conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Una delle cose che ho capito in questi mesi \u00e8 che non mi interessa la conoscenza, ma sono attratto dal capire perch\u00e9 voglio conoscere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>E qui inizia a prendere forma la seconda e pi\u00f9 importante cosa che ho imparato: mi sono accorto che fare ricerca significa ricercare dentro se stessi. E per trovare qualcosa devi accettare di perderti. Molte, tantissime volte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero che ricerchi dati, storie, casi studio, contatti e teorie ma ogni scoperta e soprattutto ogni strada che finisce nel nulla (e ne percorri svariate) sono delle perfette metafore della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni percorso che si intraprende nasce da una domanda, a volte anche la pi\u00f9 semplice: dove vado?<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda \u00e8 elementare ma spesso si trascura il senso nascosto che ha: non c\u2019\u00e8 una destinazione precisa ma si conosce solo la direzione. Ci si muove concentrando l\u2019attenzione su determinate linee e si cerca di andare in certe direzioni, confidando che portino da qualche parte. Pensando che quella destinazione sia poi importante per la ricerca, e capendo solo nel tempo che anche le direzioni sbagliate hanno un senso: servono a rendere pi\u00f9 evidenti quelle giuste, dato che le rendono pi\u00f9 brillanti, pi\u00f9 inequivocabili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 possibile sapere se si \u00e8 sulla strada giusta solo avendo percorso anche quelle sbagliate, o quelle che non portano a illuminazioni particolari.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo discorso parrebbe relegato in particolare alla ricerca accademica eppure pi\u00f9 procedevo, pi\u00f9 mi accorgevo che quello che facevo assomigliava sempre di pi\u00f9 alla vita: non sai dove stai andando ma sai che per arrivarci devi muoverti e per farlo, almeno nel campo del sapere, devi imparare ogni giorno qualcosa, con umilt\u00e0 e determinazione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La ricerca \u00e8 movimento, \u00e8 un cammino che procede lentamente o speditamente, a seconda dei tempi e delle contingenze. \u00c8 un lento e a volte ossessivo lavorio. Un po\u2019 come la vita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 che la si pu\u00f2 sospendere: si vive ogni giorno finch\u00e9 si \u00e8 vivi e, se si smette di farlo, \u00e8 perch\u00e9 si \u00e8 morti o perch\u00e9 si \u00e8 persa la curiosit\u00e0 per capire e scoprire.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi la ricerca \u00e8 ambivalente: ha un valore oggettivo (si spera) e uno soggettivo e personale, perch\u00e9 diventa uno specchio su cui rifletti le tue capacit\u00e0: di analisi, di sintesi, di critica, di applicazione della creativit\u00e0. E non solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma: ho iniziato questo dottorato pensando che riguardasse un aspetto di me &#8211; se vogliamo quello pi\u00f9 intellettuale &#8211; e man mano che procedevo capivo che riguardava anche il resto, cio\u00e8 un po\u2019 tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non che sia stato e sia tutt\u2019ora molto diverso dalla mia vita sin qui: se dovessi dire un pregio che mi riconosco e, allo stesso tempo, un difetto, direi la stessa cosa, cio\u00e8 che uno dei miei principali difetti \u00e8 anche uno dei miei principali pregi. Sono dispersivo, spazio e sono attratto da argomenti diversi fra di loro, e appartenenti a campi spesso distanti. Pittura, arte, architettura, urbanistica, comunicazione, tecnologia, economia, politica, letteratura, musica, finanza, fotografia, autobiografie, storie. Cosa li tiene tutti insieme? Forse la mia innata e dissennata capacit\u00e0 di appassionarmi a tutti, magari contemporaneamente. Che, si capir\u00e0, \u00e8 il modo migliore per non saperne di nessuno niente di particolarmente approfondito.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un vantaggio nel procedere nella ricerca &#8211; esistenziale &#8211; in questo modo, ed \u00e8 quello di poter collegare punti che i saperi verticali non permettono. A volte, non sempre ma spesso, vedo connessioni fra modalit\u00e0 appartenenti a discipline diverse e colgo similitudini fra campi non contigui.<\/p>\n\n\n\n<p>E giungo a un finale, ossia a quelli che definisco i pilastri.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrebbero essere le direzioni ma preferisco immaginarli come dei centri di gravit\u00e0 attorno a cui tutto ruota e da cui si allontana, per poi tornare, in eleganti orbite ellittiche. I pilastri non sono direzioni ma sono suggestioni e suggerimenti del destino che appaiono fulgidi nella loro importanza, ma meno nella loro ragione d\u2019essere. Perch\u00e9 penso siano importanti? Perch\u00e9 cerco di girarci attorno e avvicinarmici? Non lo so, posso scoprirlo solo facendolo. Non \u00e8 dato di capire perch\u00e9 siano importanti: si sa solo che lo sono.<\/p>\n\n\n\n<p>Le definisco suggestioni perch\u00e9 &#8211; nella ricerca e nella vita &#8211; mi sono accorto che ho sempre vissuto (e studiato) girando attorno ad argomenti pi\u00f9 grandi. A pensieri lunghi, appunto. Potrei anche chiamarli <em>demoni<\/em>, perch\u00e9 tali sono, ma non in senso negativo, non sono emissari di forze oscure. Sono domande che pretendono una risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho mai saputo cosa ci stessero a fare e che funzione avessero ma c\u2019erano e ci sono. Un motivo ce l\u2019avranno.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>I pilastri li vedi ma non sai cosa reggono o se reggono qualcosa. Ma ci sono.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ritornando ciclicamente all\u2019inizio: la ricerca non \u00e8 trovare, o non lo \u00e8 in primo luogo, ma \u00e8 farsi domande, possibilmente quelle giuste, sapendo che forse non hanno una risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi mesi mi sono spesso ritrovato a chiedermi dove stavo andando e che senso aveva quello che stavo facendo. La ricerca ha spesso questa componente di oscurit\u00e0, del resto il suo senso \u00e8 di rischiarare con la conoscenza, cio\u00e8 di illuminare parti del territorio, di conoscerlo, finalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricercare non \u00e8 insomma aggiungere conoscenze alla contabilit\u00e0 nozionistica ma usare ci\u00f2 che si \u00e8 scoperto come appoggio per scoprire dell\u2019altro, costruendo un gradino alla volta, usando un nuovo gradino come base per quello successivo. A volte questi gradini vengono costruiti attorno ai pilastri, altre volte in luoghi sbagliati, che non conducono a nessuna sommit\u00e0 ma che, semmai, fan vedere i pilastri da una posizione pi\u00f9 sopraelevata. Allora si scende, si ritorna verso i pilastri e si ricomincia a salire.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho scelto a caso la metafora dei pilastri per definire queste domande fondamentali. In un certo sono loro stesse a porsi &#8211; o le pone qualche forza di cui non si conosce l\u2019origine, e magari sono importanti per noi ma non per altri &#8211; e, nel farlo, suggeriscono una risposta o almeno una direzione di indagine. Appaiono importanti senza un motivo particolare, ma fanno capire che per loro passa la via maestra. Allora la segui, poi ti allontani, poi ci ritorni e ricominci a salire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo per esempio \u00e8 uno dei miei pensieri lunghi\/pilastri\/demoni. \u00c8 un enigma che non ha una soluzione ma attorno a cui mi arrovello da decenni. Perch\u00e9 esiste? Che senso ha? \u00c8 una forza positiva o negativa? \u00c8 una dimensione, un\u2019illusione? La fisica lo spiega in un modo, la filosofia in un altro, l\u2019umanit\u00e0 lo subisce o lo mette a frutto.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca &#8211; in senso esistenziale &#8211; non ha una risposta. Ne pu\u00f2 e ne deve avere quella accademica ma, si sar\u00e0 capito a questo punto, son partito da quella per parlare di altro. Perch\u00e9 mi sono accorto che studio per capire meglio la vita, studio altro per studiare me stesso, sapendo che non ci sono risposte definitive ma, semmai, solo buone domande.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse alla fine la risposta sar\u00e0 qualcosa che non si pu\u00f2 esprimere a parole, qualcosa di cos\u00ec evidente da poterla contemplare solo pensando \u201c\u00c8 sempre stato cos\u00ec, era cos\u00ec evidente, tutto \u00e8 chiaro ora\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, continuo a cercare.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche nota personale, Brian May e la curiosit\u00e0, che \u00e8 la miglior amica che si pu\u00f2 avere<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41268,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[415,429],"tags":[],"class_list":["post-41266","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pensiero-lungo","category-umanesimo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41266","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41266"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41266\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41268"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41266"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41266"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41266"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}