{"id":41263,"date":"2025-01-06T15:04:00","date_gmt":"2025-01-06T15:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41263"},"modified":"2025-01-13T15:07:51","modified_gmt":"2025-01-13T15:07:51","slug":"contrario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/contrario","title":{"rendered":"Contrario"},"content":{"rendered":"<p>5, 27 e 68. Sono le percentuali, rispettivamente di materia visibile, materia oscura ed energia oscura, che compongono l\u2019universo. Quello che possiamo, ragionevolmente, definire \u201ctutto\u201d. Del tutto, insomma, il 95% \u00e8 oscuro. La materia e l\u2019energia non sono oscure in senso morale n\u00e9 sinistro: il linguaggio \u00e8 cos\u00ec potente da farle apparire come forze o presenze antagoniste o malefiche ma in questo caso significa solo che non le si conosce, perch\u00e9 non le si pu\u00f2 vedere. Se ne vedono gli effetti ma non le cause, che sono intuite, supposte, immaginate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il contrario delle cose \u00e8, ancora in termini fisici o linguistici, il loro opposto. Chiaro e scuro, bello e brutto, buono e cattivo. A queste categorie assegnamo una proporzione implicita del 50%: il contrario \u00e8 la \u201cforza\u201d opposta, o almeno qualcosa che \u00e8, appunto, il contrario di qualcosa appena menzionato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La non-materia per\u00f2 non \u00e8 il 50% di tutto, ma &#8211; assieme all\u2019energia oscura &#8211; \u00e8 il 95%. Eppure ci scervelliamo solo o spesso unicamente sul 5%, trascurando il restante, o pensando che il 5% sia il 50%.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensavo al vuoto mentre guardavo una vecchia porta della mia citt\u00e0 e le case attorno e tutti i pieni e i mattoni e i muri e le auto e gli alberi e pensavo che non pensiamo &#8211; o almeno io non ci penso spesso &#8211; ai vuoti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se avesse un sindacato, il vuoto pretenderebbe giustamente il rispetto dei propri diritti. Quantomeno di essere riconosciuto per la sua importanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si bada alle case e alle cose perch\u00e9 sono fatte di materia e le possiamo vedere e toccare e possedere mentre si pensa relativamente o per niente al vuoto, all\u2019aria, alla trasparenza. Si d\u00e0 per scontato che la loro ragione d\u2019essere sia l\u2019assenza, o una presenza trascurabile: c\u2019\u00e8, esiste, ma non pu\u00f2 essere posseduta, quindi non interessa molto. Eppure i contrari legittimano i loro opposti. Il vuoto legittima il pieno, la materia legittima la non-materia, e cos\u00ec via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea del contrario in verit\u00e0 nasce da una suggestione: quella di cercare di pensare pi\u00f9 al contrario delle cose, o di esercitarsi almeno a farlo. \u00c8 un esercizio che qualcuno &#8211; lo leggevo &#8211; propone di fare. Non chiedersi il perch\u00e9 di una cosa ma il suo contrario, ed eventualmente confutarlo. Diceva \u201cNon chiedersi perch\u00e9 esiste la povert\u00e0 ma perch\u00e9 esiste la ricchezza\u201d. \u00c8 un ottimo principio da applicare anche a se stessi, per esempio: non chiedersi perch\u00e9 si detesta una persona ma chiedersi perch\u00e9 non la si ama. Pu\u00f2 aiutare a capire che ci\u00f2 che si detesta negli altri \u00e8 ci\u00f2 che si teme di scoprire in se stessi, \u00e8 quella materia oscura di cui \u00e8 fatta la nostra anima di cui si preferisce ingorare l\u2019esistenza. Ma divago.<\/p>\n\n\n\n<p>Interrogarsi in questi termini \u00e8 faticoso ma ha il pregio di condurre su strade non battute, per pigrizia o perch\u00e9 si \u00e8 sempre fatto cos\u00ec. Un po\u2019 coincide col contestare ogni conoscenza non per partito preso, ma piuttosto per metterne alla prova il fondamento. Pensare al contrario di qualcosa insomma aiuta a decidere della bont\u00e0 o meno del suo opposto, o del diritto (come lo si pu\u00f2 definire altrimenti?).<\/p>\n\n\n\n<p>Le cose sono definite da loro stesse e dal loro contrario. Gli attributi delle cose, anche. Eppure c\u2019\u00e8 una materia &#8211; quello che definiremmo il vuoto, o la non-materia, il non-essere &#8211; che \u00e8 altrettanto importante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci pensavo leggendo Stefan Zweig. Le sue sublimi descrizioni psicologiche, la sua capacit\u00e0 di creare mondi attraverso minuziose descrizioni. Nei suoi racconti succedono pochissime cose e tutto quello che succede accade nella mente dei suoi protagonisti. Ci pensavo, dicevo, in relazione all\u2019Ai. E uno penser\u00e0 \u201cCosa mai c\u2019entra l\u2019Ai adesso?\u201d. C\u2019entra eccome, o almeno c\u2019entra una sua applicazione, che \u00e8 quella della sintesi. Nell\u2019impeto iperproduttivo di questi anni non stupisce che sia uno dei suoi utilizzi pi\u00f9 diffusi: farle dire l\u2019essenza delle cose, tagliare tutto il resto. Non c\u2019\u00e8 tempo per i dettagli, vogliamo la sostanza, o almeno ci accontentiamo di credere che stia tutto l\u00ec: nella sintesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sintesi \u00e8 pratica, \u00e8 veloce, ottimizza, non c\u2019\u00e8 dubbio. Ma annienta il 95% delle parole. Con ci\u00f2 non voglio dire che gran parte di ci\u00f2 che viene scritto oggi non sia in effetti altrettanto comunicabile per il suo solo 5% (lo \u00e8, molto spesso) ma cosa rimarrebbe dei racconti di Zweig se li leggesse un\u2019Ai? Accadono pochissime cose eppure in quel 95% c\u2019\u00e8 il tutto. Il senso di quei racconti sta in ci\u00f2 che non si vede (anche se si pu\u00f2 leggere) e non in ci\u00f2 che accade, che \u00e8 poca cosa, alla fine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel vuoto, quel contrasto, quel ci\u00f2 che non \u00e8 la sostanza dell\u2019azione, quel vapore &#8211; come amo chiamarlo &#8211; d\u00e0 il senso a tutto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi \u00e8 un contrario non nel senso di essere&nbsp;<em>opposto a<\/em>&nbsp;ma nel senso di&nbsp;<em>diverso da<\/em>, di diversa natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 5% \u00e8 il dominio dell\u2019utile, della materia. \u00c8 ci\u00f2 che si pu\u00f2 possedere perch\u00e9 lo si vede. \u00c8 il piano su cui opera l\u2019economia: della finanza, delle relazioni, dei sentimenti. Una transazione in cui la merce \u00e8 esplicita e ha un valore e un valore pu\u00f2 solo essere monetario, dato che la moneta si esprime con i numeri. La matematica diventa reale quando \u00e8 transazione economica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non so: mi chiedo se non abbiamo dato troppa importanza a quel 5% del senso del tutto. Se ignorare il 95% restante sia intelligente o utile, ma non utile in termini economici: per una volta, \u201cutile\u201d in termini umani, esistenziali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se a Zweig si toglie quel 95% di affabulazione psicologica si toglie tutto, il 5% che resta non \u00e8 interessante o sono storie comuni che finirebbero per non essere nemmeno notate. Quel che importa \u00e8 quel che non si vede, \u00e8 la non-materia delle cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 68% di quel 95% \u00e8 energia oscura. Forze che agiscono e muovono intere galassie, facendo respirare l\u2019universo. Contrazione e dilatazione, stelle che esplodono, orizzonti degli eventi, buchi neri, un coagulo cosmico di tutto ci\u00f2 che non possiamo ancora capire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Quando medito vado in quel 95%.<br>Quando leggo Zweig sento parlare quel 95%.<br>Quando dipingo esploro la porzione del 95% che contengo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019arte \u00e8 l\u2019esito delle incursioni in quel 95%. Gli artisti sono esploratori che riportano da quella dimensione frammenti e immagini di ci\u00f2 che non si pu\u00f2 vedere. E lo fanno vedere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi l\u2019economia d\u00e0 un valore a quei frammenti o non ne d\u00e0 alcuno. Decide di apprezzare o ignorare a seconda di calcoli banalmente pratici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bisognerebbe considerare il valore economico delle cose e delle persone come l\u2019aspetto meno interessante, o di certo non il pi\u00f9 importante. Nella societ\u00e0 corrente \u00e8 tutto, nell\u2019ordine delle cose \u00e8 irrilevante. Le ricchezze materiali sono indifferenti al cosmo e alla vastit\u00e0 dell\u2019universo. Hanno senso solo nella finitezza delle menti umane. Sono utili, certo, ma niente pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019universo \u00e8 fatto del 95% di qualcosa che non si conosce. Si pu\u00f2 immaginarlo come un abisso infinito dentro cui cadere e perdersi o come un\u2019immensa possibilit\u00e0 di espansione.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensando a ci\u00f2 che non si vede delle cose e delle persone, al resto, a ci\u00f2 che sta oltre il 5%. Che non \u00e8 solo il contrario o il vapore o il vuoto: \u00e8 il tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedere ci\u00f2 che non si pu\u00f2 vedere, o cercare, almeno. Immaginare che c\u2019\u00e8 sempre qualcosa di altro e diverso e infinitamente pi\u00f9 grande. Partendo dal non vedere le cose in s\u00e9 ma tutto ci\u00f2 che sta loro attorno. Che \u00e8 immenso e arriva ai confini dell\u2019universo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E se camminare al contrario fosse una buona idea?<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41264,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[349,720,719],"class_list":["post-41263","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized","tag-meditazione","tag-non-materia","tag-universo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41263","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41263"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41263\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41264"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}