{"id":41260,"date":"2025-01-13T15:03:26","date_gmt":"2025-01-13T15:03:26","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41260"},"modified":"2025-01-13T15:03:32","modified_gmt":"2025-01-13T15:03:32","slug":"responsabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/responsabilita","title":{"rendered":"Responsabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbi una prima esperienza della conseguenza delle parole quando ero al liceo. Non ricordo esattamente in che anno ma ricordo che quello che scrissi nel giornale scolastico mi procur\u00f2 un incontro molto ravvicinato con alcune persone che se ne sentirono offese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevo scritto un articolo che ironizzava sui comportamenti di un gruppo &#8211; specie in merito a come si vestivano &#8211; in maniera tutto sommato leggera. La cosa non piacque a questi gentiluomini che pensarono meritassi una punizione, nonostante non li avessi nemmeno citati per nome. Si erano sentiti chiamati in causa, autodenunciandosi ironicamente per quelli che dicevo fossero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi affrontarono in pubblica piazza &#8211; io solo e loro in 7 o 8 &#8211; e presero a tirarmi calci e minacciare punizioni indicibili. Non ricordo pi\u00f9 molto bene, ma ricordo solo un dettaglio che mi fa ancora ridere. Prima che iniziassero a menarmi dissi a un paio di loro \u201cAlmeno fatemi togliere gli occhiali\u201d. Li tolsi e me le presi finch\u00e9 un signore (che ancora ringrazio) non venne a dividerci. Cio\u00e8, a salvarmi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrei dire che da allora mi sia guardato bene dal criticare qualcuno in pubblica sede ma, ahim\u00e8, mi ripetei altre volte, anche se mi evitai la violenza fisica. Almeno quella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di certo imparai una lezione, anche se mi era stata impartita indirettamente:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>Ogni azione ha una reazione, ogni parola pu\u00f2 avere la forza di un\u2019azione e ogni opinione deve essere espressa con responsabilit\u00e0. In altre parole: le opinioni non sono gratuite e possono avere conseguenze. Ed \u00e8 giusto sia cos\u00ec.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non che quella volta le mie opinioni meritassero una punizione simile (le opinioni non meritano mai punizioni del genere) ma piuttosto che avessero una conseguenza. Le conseguenze sono proporzionate e conformate a chi le elargisce, e in quel caso non mi and\u00f2 benissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per\u00f2 imparai anche un\u2019altra cosa: che un criterio di opportunit\u00e0 nell\u2019esprimere un\u2019opinione \u00e8 se la si pronuncerebbe tale e quale di fronte all\u2019oggetto dell\u2019opinione stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 non si direbbero mai, di persona, a uno sconosciuto, parole tanto feroci quanto quelle che alcuni si sentono liberi di pronunciare online? Il motivo credo sia da ricercare nel fatto che la presenza fisica crea, fin da subito, un legame che annulla le distanze.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>In rete si ha invece la sensazione che vi sia uno spazio infinito fra aggressore e aggredito e ci\u00f2 stempera il senso di responsabilit\u00e0 e il timore delle conseguenze.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ci si preoccupa del dolore inferto o dell\u2019oltraggio: non si vede, non si sente. In questi casi, il senso di responsabilit\u00e0 dovrebbe sostituire il contatto umano che manca: se la distanza \u00e8 infinita (come accade in rete), l\u2019unico modo per stabilirla \u00e8 assumersi la responsabilit\u00e0 delle proprie azioni. Immaginare di dire quella cosa in presenza della persona, insomma.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>La responsabilit\u00e0 in fondo \u00e8 la capacit\u00e0 di immaginare che qualcosa esista anche se non sta accadendo, considerandone nel contempo le conseguenze.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mantenere comportamenti corretti anche senza che nessuno li noti (non infrangere le regole della strada, non rubare, pur nella consapevolezza di poter restare impuniti). Essere responsabili significa avere coscienza della conseguenza delle proprie azioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cResponsabilit\u00e0\u201d deriva del resto dal latino \u201crispondere di qualcosa\u201d, evoluto poi in \u201cpoter dare conto di qualcosa\u201d, assumersi insomma l\u2019onore di un\u2019azione. \u00c8 evidente che questa viene meno quando non esiste autorit\u00e0 a cui rendere conto n\u00e9 \u00e8 visibile (vicina) la persona a cui l\u2019offesa \u00e8 rivolta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I social hanno polverizzato le distanze. Tutto e tutti sono a distanza nulla da tutti (tutti sono ugualmente raggiungibili, o quasi) ma tutti sono altrettanto distanti, all\u2019infinito, dato che non c\u2019\u00e8 prossimit\u00e0 corporea. Non si occupa lo stesso spazio e chi offende e chi \u00e8 offeso non respirano lo stesso ossigeno. Per non citare poi il fatto che ci si sente protetti dall\u2019anonimato, che ha un senso nel caso si scontrino due poteri di forma e peso diversi (il singolo cittadino e il governo, per dirne una), da cui potrebbe scaturire una reazione eccessivamente punitiva per il singolo. Nel caso invece di due individui che conversano e le cui opinioni hanno lo stesso peso, l\u2019anonimato \u00e8 piuttosto un bieco strumento dietro cui il violento pavido si nasconde, per restare impunito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esito dell\u2019azione (dell\u2019offesa) non \u00e8 percepibile se non attraverso l\u2019eventuale reazione. Non intendo con ci\u00f2 dire che la persona verbalmente violenta \u00e8 da assolvere, quanto che se avesse senso di responsabilit\u00e0 molto probabilmente non offenderebbe mai, o non di certo in presenza dell\u2019altra persona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 trovo che al discorso sulla libert\u00e0 di espressione manchi spesso un dettaglio: la libert\u00e0 di esprimersi non dovrebbe mai venir sola ma dovrebbe essere accompagnata dalla responsabilit\u00e0 nel farlo. \u201cPuoi dire ci\u00f2 che vuoi, assumendoti la responsabilit\u00e0 di quanto dici\u201d, che \u00e8 poi quello che accade quando si esprime un\u2019opinione o si profferisce un\u2019offesa in presenza dell\u2019oggetto o della persona cui questa \u00e8 rivolta.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>Una libert\u00e0 deresponsabilizzata \u00e8 troppo comoda: pu\u00f2 ferire e non venir mai sanzionata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Storicamente, la condanna per chi si macchia della gratuita offesa a un membro della comunit\u00e0 \u00e8 l\u2019esclusione dalla societ\u00e0. Millenni dopo la formazione dei primi nuclei di societ\u00e0 &#8211; le trib\u00f9 e i villaggi &#8211; continuiamo a confrontarci con il terrore di essere esclusi dalla vita comune per un reato o perch\u00e9 ci si \u00e8 macchiati di un\u2019azione non commendabile. Se tutti lo facessero, non servirebbero controlli o censure per arginare i discorsi d\u2019odio, perch\u00e9 non esiste altro strumento \u2013 o perlomeno non ne conosco altri \u2013 quando mancano la distanza fisica e la paura di ripercussioni immediate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il timore di essere esclusi &#8211; che ha un riferimento neanche troppo velato nell\u2019atavica paura di non essere amati e quindi accettati &#8211; \u00e8 ancora un potentissimo motivo che informa i comportamenti umani. Spesso anche quelli di chi ne pare pi\u00f9 immune: anche chi ha un potere inusuale &#8211; come politici, militari, miliardari &#8211; \u00e8 terrorizzato dall\u2019idea di non essere amato, anche se non lo ammetterebbe mai. Tanti comportamenti razionalmente incomprensibili di queste persone hanno spesso una ragione d\u2019essere se interpretati come richieste di attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ostentazione del denaro \u00e8 una disperata richiesta di accettazione e una dimostrazione di capacit\u00e0 di provvedere al fabbisogno e alla salute della famiglia. L\u2019ostentazione del potere segnala la capacit\u00e0 di difendere i pi\u00f9 deboli dai nemici e dai pericoli. L\u2019ostentazione della violenza segnala la capacit\u00e0 di sopraffare chi minaccia la comunit\u00e0. Uso il termine \u201costentazione\u201d per dire di un comportamento eccessivo che non nasconde nemmeno bene le reali intenzioni: c\u2019\u00e8 differenza fra l\u2019esercizio del potere e l\u2019ostentazione dello stesso, ed \u00e8 facile capire quale azione abbia risvolti positivi per la societ\u00e0 e quale sia una manifestazione degenere. Uso e abuso del potere, insomma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cambiano gli strumenti con i quali si cerca di ottenere attenzione e amore, che possono essere l\u2019esercizio del potere o la leva economica. Alla base del nostro codice genetico c\u2019\u00e8 qualche riga di istruzioni che ci porta ad agire in modo da non essere esclusi, perch\u00e9 nell\u2019antichit\u00e0 essere allontanati dalla comunit\u00e0 significava quasi sicuramente morire. Si pu\u00f2 cercare l\u2019accettazione nell\u2019essere accondiscendenti o imporla, esercitando potere e sopraffazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altre parole, vogliamo essere amati per paura di morire. O per timore che, non essendolo, potremmo morirne. Gli strumenti per riuscirvi sono spesso sbagliati: si ottiene amore con l\u2019amore, ma molti pensano &#8211; magari inconsciamente &#8211; che il potere e il denaro siano mezzi altrettanto efficaci. Ma sono mezzi, strumenti, appunto: non sono fini. Se gli strumenti vengono travisati per fini, finiscono per governare chi li usa e chieder loro pegno. Potere, denaro, violenza e sopraffazione alimentano s\u00e9 stesse e non producono amore, comprensione e accettazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La responsabilit\u00e0 nell\u2019esprimere opinioni, nel dire le cose, \u00e8 inoltre proporzionale al ruolo ricoperto nella societ\u00e0. Siamo tutti idealmente uguali ma la mia opinione \u00e8 diversa (ha conseguenze diverse) da quella di X o Y, infinitamente pi\u00f9 potenti di me.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un fenomeno pericoloso ma ormai consolidato che si osserva \u00e8 invece la totale deresponsabilizzazione di chi ha potere ed esprime opinioni oppure offende, non curante del potere che ha, o anzi, esaltato e accecato da questo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanti politici, imprenditori e figure pubbliche che ricoprono incarichi che richiederebbero una gestione molto attenta della responsabilit\u00e0 si comportano in maniera dissennata e incurante delle reazioni e delle conseguenze che le loro parole provocano?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La responsabilit\u00e0 ha insomma divorziato sia dall\u2019onore che dall\u2019onere di poter esprimere opinioni, e dal dovere di conoscerne le conseguenze quando si ricopre una carica di potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La responsabilit\u00e0 \u00e8 un principio di realt\u00e0: limita la possibilit\u00e0 di esprimersi dato che rende manifeste le conseguenze dell\u2019espressione individuale. D\u00e0 una forma alla reazione al punto di vista individuale. Definisce ci\u00f2 che \u00e8 offensivo e lecito dire in societ\u00e0, ci definisce come membri di una comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essere preso a calci in piazza non \u00e8 una reazione proporzionale alla libera espressione di un\u2019opinione, siamo d\u2019accordo, ma non assumersi la responsabilit\u00e0 del proprio pensiero e della sua manifestazione \u00e8 un\u2019altra risposta sbagliata a un problema reale e atavico: non si pu\u00f2 vivere armoniosamente in una comunit\u00e0 senza accettarne le regole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 esserne fuori e quindi non esserne protetti. Accettare e includere \u00e8 un modo per distribuire sostegno e amore, escludere non \u00e8 un\u2019espressione di vendetta ma piuttosto \u00e8 un meccanismo di difesa della comunit\u00e0. Chi vuole esserne parte deve farlo responsabilmente e accettarne le conseguenze. Le parole pesano, le parole creano la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cosa c&#8217;entrano libert\u00e0 di espressione, potere, denaro e amore<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41261,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[415,429],"tags":[717,718,677],"class_list":["post-41260","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-liberta-di-espressione","tag-potere","tag-responsabilita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41260","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41260"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41260\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41261"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41260"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41260"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}