{"id":41124,"date":"2024-12-09T10:19:00","date_gmt":"2024-12-09T10:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41124"},"modified":"2024-12-10T22:29:33","modified_gmt":"2024-12-10T22:29:33","slug":"bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/bellezza","title":{"rendered":"Bellezza"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cUn giorno mi sono svegliato e mi sono guardato allo specchio. Era una cosa che facevo ogni giorno fino al giorno prima e non mi trovavo mai particolarmente diverso: mi sembrava di avere un po\u2019 sempre la stessa et\u00e0. Quel giorno invece pensai fra me e me terrorizzato a cosa mi era successo improvvisamente: avevo la faccia di un pesce che aveva nuotato troppo vicino agli scarichi di una centrale nucleare\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Queste parole, che potrebbero sembrare l\u2019inizio de La Metamorfosi di Kafka aggiornato ai tempi correnti, sono di Scott Galloway. Non importa dire qui chi \u00e8 e cosa fa nella vita. Importano le parole in s\u00e9. Sono ironiche e mi fanno sempre molto ridere ma, a ben pensarci, anche la situazione di dislocamento fisico in cui si trov\u00f2 un giorno il Gregor Samsa di Kafka era molto ironica.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:41px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>L\u2019ironia non \u00e8 gentile, l\u2019ironia \u00e8 spietata. Ma si veste di un sorriso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:41px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Oggi abbiamo un rapporto strano con il corpo. Lo veneriamo o ne siamo terrorizzati. Lo curiamo o lo trascuriamo. Lo dimentichiamo, molto spesso, almeno finch\u00e9 non ci duole in qualche sua parte. Eppure il corpo ci fa muovere nello spazio tridimensionale a cui diamo &#8211; forse frettolosamente &#8211; il nome di realt\u00e0. Dovremmo tributargli l\u2019importanza che ha e invece ne abbiamo spesso un rapporto schizofrenico: lo esibiamo o lo nascondiamo, ce ne sentiamo rappresentati o non ci riconosciamo in esso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8, spesso, un rapporto sano: quando l\u2019immagine che ne abbiamo collima con la realt\u00e0 mentale ne siamo compiaciuti o pensiamo che abbia fatto il suo lavoro &#8211; in fondo lo abbiamo nutrito e fatto muovere, di cosa pu\u00f2 lamentarsi? &#8211; mentre lo allontaniamo o non vogliamo vederlo quando immagine e realt\u00e0 si dissociano. Il corpo \u00e8 una proiezione della mente, \u00e8 la forma che essa crede di avere. Quando lo specchio restituisce l\u2019immagine di un pesce che ha nuotato troppo vicino allo scarico di una centrale nucleare non siamo pi\u00f9 sicuri dell\u2019appartenenza di quel volto: cosa \u00e8 successo? Cosa&nbsp;<em>mi<\/em>&nbsp;\u00e8 successo?<\/p>\n\n\n\n<p>Niente e tutto: \u00e8 passato il tempo e ha fatto quello che doveva fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Jia Tolentino \u00e8 una scrittrice statunitense e autrice del New Yorker. Ha coniato un termine: con \u201cInstagram Face\u201d ha definito un tipo di volto che le capitava di vedere sempre pi\u00f9 spesso scorrendo fra i vari post. Lo descrive come un viso caratterizzato da pelle senza pori, zigomi alti e pieni, occhi a mandorla, ciglia lunghe, naso piccolo e labbra carnose. \u00c8 \u201cdistintamente bianco ma etnicamente ambiguo\u201d, nel senso che \u00e8 una miscela di diverse etnie senza rappresentarne nessuna in particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un volto specialmente femminile che mi capita di vedere sempre pi\u00f9 spesso e che mi ha portato a non distinguerne pi\u00f9 nessuno in particolare: mi pare di vedere sempre la stessa faccia. \u00c8 disorientante e interessante, come assistere a un sogno lucido in cui le identit\u00e0 sono azzerate ed esiste solo un unico fenotipo. \u00c8 un po\u2019 come trovarsi di fronte a qualcuno ma anche a nessuno in particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta inoltre di un fenotipo immutabile, nel senso che supera il concetto del tempo, negandolo. \u00c8 un volto che non invecchia n\u00e9 ringiovanisce: \u00e8 congelato in un eterno presente che non evolve e quindi non pu\u00f2 essere segnato da rughe, macchie, mutazioni particolari.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:41px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Il sogno della bellezza contemporanea \u00e8 di assomigliare a qualcuno che non esiste, o a un tipo assoluto e universale. Non esiste nella realt\u00e0 ma esiste nelle infinite sue reiterazioni: tutte digitali, tutte sintetiche, tutte perfettamente replicabili e indistinguibili.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:41px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Inutile specificare che realizza una condizione in cui l\u2019identit\u00e0 non esiste pi\u00f9: essere uguali a milioni di altri e, a loro volta, uguali a un ideale estetico che aderisce perfettamente a un archetipo sintetico, significa negare le imperfezioni e gli accidenti. Gli inciampi del tempo e la scrittura della realt\u00e0, visto da un altro punto di osservazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Aspirare a un ideale estetico tradisce un\u2019insicurezza di fondo: quella di non sapere nemmeno chi si \u00e8, che quindi rende incapaci di realizzare la condizione esistenziale dell\u2019identit\u00e0: assomigliare almeno a se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo ideale coincide con il concetto di bellezza corrente: \u00e8 una bellezza condivisa poich\u00e9 acriticamente accettata come tale, ma \u00e8 anche definita dall\u2019assenza di imperfezioni. La bellezza, e mi ripeto avendolo gi\u00e0 detto mille volte, \u00e8 noiosa. Anzi, mi correggo: la perfezione \u00e8 noiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono inciampato in un errore piuttosto comune: confondere bellezza e perfezione, che sono invece due cose diverse. La perfezione \u00e8 l\u2019assenza di difetti (ed \u00e8 un costrutto immutabile) mentre la bellezza \u00e8 un costrutto sociale e antropologico e cambia nel tempo. Nel Rinascimento, per dire, piaceva la donna pasciuta perch\u00e9 era simbolo di ricchezza e prosperit\u00e0 mentre oggi piace quella longilinea o moderatamente generosa di forme. Non si tratta di un giudizio morale n\u00e9 estetico questo: \u00e8 una constatazione e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la bellezza e la perfezione fossero delle storie, la prima sarebbe interessante perch\u00e9 varia e propone colpi di scena (ci\u00f2 che \u00e8 bello oggi non lo sar\u00e0 pi\u00f9 domani) mentre la seconda sarebbe noiosissima. Nella storia della perfezione non succede mai niente. Infatti non \u00e8 una storia ma un concetto immutabile, come dicevamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 imperfetto &#8211; ci\u00f2 che non \u00e8 perfettamente perfetto &#8211; allude invece a una storia, cio\u00e8 a un oggetto mentale che si dipana in un prima e un dopo. L\u2019imperfezione non \u00e8 un difetto ma \u00e8 la rappresentazione di qualcosa che pu\u00f2 diventare: appare, non \u00e8, come la bellezza. Ha una certa dinamica, non appare in ogni suo risvolto in un attimo ma richiede tempo e osservazione e attiva la mente a chiedersi cosa c\u2019\u00e8 stato prima o cosa ci sar\u00e0 dopo. Le fa immaginare una storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti questi discorsi valgono per l\u2019estetica corrente e comune: parliamo insomma del condiviso concetto di bellezza. Temporaneo e transeunte ma almeno corrente.<\/p>\n\n\n\n<p>Se parliamo invece di arte contemporanea il discorso \u00e8 diverso. L\u2019estetica e la bellezza non c\u2019entrano pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Se infine dovessimo far risalire a un preciso evento storico la nascita del discorso contemporaneo dell\u2019arte, dovremmo dire che \u00e8 figlia della Vienna decadente e secessionista. \u00c8 un parto della crisi della filosofia e delle scienze e si \u00e8 forgiata attraverso due conflitti mondiali. \u00c8 l\u2019esito di una cultura che ha capito che se la bellezza non avrebbe salvato il mondo, almeno avrebbe dato una forma al caos.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che ascoltiamo oggi, ormai da decenni, \u00e8 il borbottio del caos, e l\u2019arte gli d\u00e0 forma e lo rende evidente. L\u2019esplosione della cultura e la sua frammentazione non poteva insomma produrre bellezza classica perch\u00e9 aveva decretato la morte proprio di quel linguaggio (la sua incapacit\u00e0 di spiegare la realt\u00e0, soprattutto). Quindi decise di spiegare altro, persino il caos.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:41px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Il caos non \u00e8 bello, non \u00e8 estetico. Per\u00f2 \u00e8 uno spettacolo a cui \u00e8 impossibile restare indifferenti. Un\u2019arte che lo spiega non \u00e8 semplice, non \u00e8 bella ma tenta di creare un nuovo senso delle cose.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:41px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Il caos disorienta ma pone domande, o almeno mette nella condizione di farne. Non \u00e8 definito e quindi costringe a ricollocarsi in continuazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La forma del caos \u00e8 l\u2019imperfezione ed \u00e8 nel suo manifestarsi che ho trovato la chiave per seguire una traccia che mi incuriosiva di pi\u00f9 della risposta della bellezza (la bellezza \u00e8 sempre una risposta, ed \u00e8 sempre quella). Mi sono trovato a essere attratto dalle imperfezioni dei volti, dalle dissonanze, dalla mancanza di somiglianza con la Instagram Face.<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto l\u2019estetica \u00e8 sempre stata uno stato della conoscenza che, attraverso la forma, veicolava significati. Venuta meno la forma dopo l\u2019avvento del caos, sono rimasti solo i significati. Quella che vediamo \u00e8 l\u2019interno dell\u2019involucro dell\u2019estetica, forse in una sua forma ancora pi\u00f9 pura.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel pesce che ha nuotato troppo vicino allo scarico della centrale nucleare ha dato una storia a quel volto: sospeso in un presente eterno sarebbe stato una maschera; mutato e imperfetto, segnato e invecchiato, \u00e8 diventato la forma dell\u2019imperfezione. \u00c8 diventato una storia interessante che ha trovato un significato.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bellezza \u00e8 sempre una risposta, ed \u00e8 sempre quella<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41125,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415,429],"tags":[80,356,357],"class_list":["post-41124","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-arte","tag-bellezza","tag-perfezione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41124","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41124"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41124\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41125"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41124"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41124"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41124"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}