{"id":41115,"date":"2024-11-19T00:54:00","date_gmt":"2024-11-19T00:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41115"},"modified":"2024-12-10T22:38:20","modified_gmt":"2024-12-10T22:38:20","slug":"selvaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/selvaggio","title":{"rendered":"Selvaggio"},"content":{"rendered":"<p>Ho un caro amico che ogni tanto chiamo \u201cselvaggio\u201d. Lo definisco tale in un ambito specifico e con una accezione assolutamente positiva. L\u2019ambito \u00e8 quello professionale: lui \u00e8 un architetto e l\u2019essere selvaggio descrive il suo approccio all\u2019architettura e alla professione. Il fatto che, per me, lui sia un selvaggio non ha una declinazione negativa, infatti lui non se la prende affatto quando lo chiamo cos\u00ec. Ci ride sopra e non lo fa con sufficienza n\u00e9 per gentilezza: lo fa perch\u00e9, voglio pensarlo, anche lui si ritiene un selvaggio, oppure non pensa sia offensivo che io lo definisca cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Per me il suo essere selvaggio ha pi\u00f9 a che fare con l\u2019energia che mette nell\u2019atto creativo piuttosto che nell\u2019esito. Quello che crea non \u00e8 selvaggio nel senso di non educato e civile: lo \u00e8 eccome. \u00c8 l\u2019atto della creazione a essere selvaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo modo di progettare &#8211; non solo l\u2019architettura ma anche la vita &#8211; \u00e8 energico e sfrontato. L\u2019ho sempre guardato con ammirazione per la naturalezza con cui sembra ignorare che esistono regole e schemi e codici e linguaggi. Mi spiego meglio: conosce alla perfezione la statica e gli stili, la tecnologia e la tecnica ma il suo gesto creativo pare sempre poterne fare a meno. Mi piace pensare che sia una specie di araba fenice che ogni mattino si risveglia ed \u00e8 rigenerata. Non ricorda il peso portato il giorno prima e gli anni precedenti: \u00e8 l\u2019esito di una partenogenesi notturna ed \u00e8 pronta a volare.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui invece \u00e8 pronto a progettare e teorizzare. \u00c8 attratto dalla natura della sua terra, la Sardegna. Col tempo ho capito che non si trattava di un legame culturale o non solo: era pi\u00f9 qualcosa di genetico, di primitivo: ce l\u2019aveva dentro, la sua terra. Non so se io ho dentro la mia ma lui pare sempre portarla con s\u00e9, selvaggia pure lei e primitiva. E mi ripeto: uso questi termini con il desiderio di chi vorrebbe poterli applicare a s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse narrare brevemente le nostre storie pu\u00f2 far capire meglio di cosa parlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo incontrai per la prima volta all\u2019universit\u00e0, in Erasmus. Al contrario di me, figlio di architetto e, almeno fino a quel punto, architetto per osmosi &#8211; dato che mi era stata somministrata da quando ho memoria &#8211; lui non ne sapeva niente. Aveva scelto quella facolt\u00e0 perch\u00e9 era a Venezia, e Venezia lo attraeva. C\u2019era da disegnare e poi era distante dalla sua isola. A sua detta, vi arriv\u00f2 non sapendo neanche bene cosa si studiasse in quella facolt\u00e0. Di studi classici e vorace di vita, lo incontrai che era gi\u00e0 qualche anno che la studiava. Io ero predestinato all\u2019architettura: non ero stato in alcun modo consigliato di proseguire su quella strada ma non mi dispiaceva e non mi immaginavo a fare altro. Mi piaceva e mi piace tuttora, anche se alla fine la pratico poco o diversamente da come immaginavo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se io fossi un romanziere dovrei specificare che, in quel preciso momento della storia, ero io quello che doveva fare l\u2019architetto e pure con un certo successo. Almeno nella mia giovane e inesperta testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi la vita prende altre strade, e tu ti ci adatti. Il fatto \u00e8 che, al tempo, non immaginavo che cosa ne sarebbe stato di lui. Lo trovavo molto intelligente ed entusiasta e trascinante. Non avrei saputo dire se l\u2019architettura gli interessasse davvero ma c\u2019era qualcosa che mi legava a lui. Ora capisco, dopo qualche decennio, che lui \u00e8 diventato quello che avevo pensato sarei stato io.<\/p>\n\n\n\n<p>Di certo sto caricando questa vicenda di un significato eccessivo, ed \u00e8 probabile che ce lo veda solo io ma la prima volta che lo incontrai (e ricordo benissimo dove e in quali circostanze &#8211; anche se non sono importanti nel racconto) le nostre strade si incrociarono e la mia devi\u00f2. \u00c8 stupido forse pensare che accadde proprio allora ma pi\u00f9 ci penso e pi\u00f9 credo sia andata cos\u00ec. Nessuno dei due lo sapeva e nemmeno dipende n\u00e9 da me n\u00e9 da lui ma accadde, ora lo so. Allora capii &#8211; col senno di poi, e cio\u00e8 me ne accorgo solo ora &#8211; che era lui quello destinato a diventare quello che pensavo sarei diventato io.<\/p>\n\n\n\n<p>Io dovevo fare l\u2019architetto inteso in senso classico: quello che progetta, quello che costruisce, quello che disegna le citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi \u00e8 lui che lo fa e pure bene e con grande successo, e io sono architetto in modo diverso: studio le citt\u00e0 da un altro punto di vista. Non le disegno ma le immagino, ne analizzo le dinamiche, le fotografo e ne scrivo. Sono diventato una cosa diversa e non me ne dispiace affatto. Per molti versi siamo diventati esattamente quelli che dovevamo diventare e se oggi sono qui a scrivere queste righe \u00e8 perch\u00e9 ogni passo fatto sin a ora mi ha portato esattamente a scriverle.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Siamo i risultati precisi di scelte pregresse.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Oggi amo ancora l\u2019architettura ma sono giunto a non amarne affatto il processo. Amo l\u2019atto progettuale creativo ma molto meno quello esecutivo. Ci sono troppe variabili coinvolte, il processo \u00e8 lungo in maniera straziante e fare l\u2019architetto \u00e8 difficile. Forse troppo per me. Decisamente troppo per me.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando me lo chiedono, rispondo che amo l\u2019architettura ma molto meno farla. Amo vedere il risultato e fotografarlo e dargli valore (quando ne ha) ma non amo tutto ci\u00f2 che ha portato a quel risultato, pur comprendendolo e rispettandolo. Anzi: proprio perch\u00e9 lo comprendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma parlavo di altro, cio\u00e8 dell\u2019essere selvaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui lo \u00e8 e ogni volta che ho avuto occasione di parlare con lui &#8211; ci vediamo qualche volta all\u2019anno e parliamo a lungo, a volte per ore e ore &#8211; ho cercato di capire come riuscisse a essere ci\u00f2 che \u00e8, cio\u00e8 un selvaggio. La risposta \u00e8 che non deve sforzarsi di esserlo, perch\u00e9 lo \u00e8 e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui canalizza una forza primitiva e le d\u00e0 forma, ecco quello che fa. Lui sa dominare una certa energia brutale e la plasma con la ragione, le d\u00e0 una forma economica, le conferisce un senso statico ed estetico. Quindi potrei dire che lui sa come imbrigliare certe forze creative telluriche, traducendole in oggetti umani e abitabili, estetici e sofisticati. Non vi \u00e8 quasi traccia della natura selvaggia che li ha originati ma io so che c\u2019\u00e8, perch\u00e9 lui \u00e8 selvaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Se lui \u00e8 selvaggio, io sono civile, anche se non sono sicuro che sia il preciso opposto. Per <em>civile<\/em> intendo che sono educato, ma in una maniera particolare. Mi spiego meglio: avendo sempre vissuto l\u2019architettura e il farla e il soffrirla pure, io iniziai a fare l\u2019architetto essendo gi\u00e0 vecchio. Avevo gi\u00e0 visto quante e quali cose potevano andare storte. E spesso lo facevano, come se si divertissero a farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui ne era ignaro, e per questo &#8211; oltre alle sue indubitabili, non trascurabili ed evidenti qualit\u00e0 professionali &#8211; la affrontava come chi la inventa ogni giorno, perch\u00e9 il carattere lo porta a essere riflessivo in altri ambiti ma non in quello creativo. Se una cosa si pu\u00f2 pensare &#8211; voglio immaginare abbia sempre pensato &#8211; allora si pu\u00f2 fare. Io invece pensavo che una cosa la si pu\u00f2 pensare e quindi fare, a patto che si verifichino le condizioni a, b, c e pure 1, 2 e 3.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse mi autosabotavo, forse giustificavo le mie inadeguatezze dimostrando quanto fossero complicate le condizioni a margine, eppure lui mi dimostrava che si poteva fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Semplifico molto e non voglio sminuire le difficolt\u00e0 che ha saputo superare. Merita tutto quello che ha e forse merita anche di pi\u00f9, e queste mie parole sono un modo indiretto per dirglielo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai otto anni fa ripresi a disegnare, o forse dovrei dire che iniziai, dato che non mi ero mai dedicato particolarmente a farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il disegno o la pittura sono strumenti espressivi incredibili per purezza e potenza: eliminano ogni filtro e permettono all\u2019interno di diventare esterno. Si possono disegnare mostri o composizioni astratte, realt\u00e0 immaginate o macchie di colore, si possono usare decine di tecniche diverse, si pu\u00f2 canalizzare un flusso di coscienza purissimo e dargli una forma.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma parlavamo di me.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-default\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image03-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41129\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image03-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image03-300x225.jpeg 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image03-768x576.jpeg 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image03-16x12.jpeg 16w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image03.jpeg 1456w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Disegnando ho avuto una rivelazione: ero selvaggio anche io, o almeno potevo attingere alla mia natura selvaggia. Delle centinaia di disegni fatti da allora so indicare con certezza quelli che sento pi\u00f9 vicini alla mia essenza, e sono quelli pi\u00f9 primitivi, pi\u00f9 brutali, pi\u00f9 imprecisi e forse elementari. Ma sono anche i pi\u00f9 espressivi, o almeno per me lo sono.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora ho capito che l\u2019essere selvaggi significa trovare il codice primario, il nostro kernel. Il linguaggio di base, quello che sapremmo parlare anche se dimenticassimo tutte le parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver dimenticato il linguaggio umano possiamo disegnare. Possiamo disegnarci.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho disegnato sogni, ho disegnato immagini della memoria, ho disegnato quadri che avevo visto e dimenticato, ho disegnato l\u2019interno della mia mente e i ricordi che conserva. Non ho avuto e non ho regole e mi esprimo con tecniche e linguaggi diversi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"719\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image_02-719x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41128\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image_02-719x1024.jpeg 719w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image_02-211x300.jpeg 211w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image_02-768x1095.jpeg 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image_02-1078x1536.jpeg 1078w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image_02-1437x2048.jpeg 1437w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image_02-8x12.jpeg 8w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/image_02.jpeg 1456w\" sizes=\"(max-width: 719px) 100vw, 719px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Non riuscivo a esprimermi con l\u2019architettura (perch\u00e9 non ne ero in grado, lo ammetto) ma ci riesco col disegno. E alla fine, mi dicevo, ho scoperto che i selvaggi parlano un linguaggio pi\u00f9 puro perch\u00e9 originale e io volevo capire proprio quello. Volevo tirarlo fuori dalla mia testa e vedere che forma aveva.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno ho letto una frase di Wittgenstein. Diceva:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8 breve e apparentemente semplice. Per me significa che il linguaggio definisce ci\u00f2 che si pu\u00f2 conoscere, perch\u00e9 il linguaggio nomina, e ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere nominato non pu\u00f2 essere conosciuto. Eppure esiste, solo che non c\u2019\u00e8 modo di dirlo. Sta fuori dalla mia capacit\u00e0 di dirlo, \u00e8 oltre certi confini.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora mi sono detto che il disegno serviva a quello: a superare i confini e lasciare che fossero altre le parole a uscire dalla mente e a prendere una forma: erano segni, colori, campiture.<\/p>\n\n\n\n<p>Disegnando sono un selvaggio. O ritorno a esserlo, o ricordo di esserlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi piace essere selvaggio. Mi piace essere quello che sono, che non \u00e8 quello che faccio n\u00e9 la posizione che occupo nella societ\u00e0. Essere selvaggi significa essere a prescindere da tutto, nonostante tutto. \u00c8 un ritorno all\u2019origine.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se ci sono arrivato ma continuo ad andare verso quel punto. Capir\u00f2 chi sono, o forse il senso non \u00e8 questo: il senso \u00e8 muoversi e procedere, il senso \u00e8 il viaggio, non la destinazione.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo i risultati precisi di scelte pregresse<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41127,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[90,150,415],"tags":[80,129,78],"class_list":["post-41115","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-art","category-design","category-pensiero-lungo","tag-arte","tag-societa","tag-vita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41115"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41115\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41127"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}