{"id":41072,"date":"2024-10-21T23:23:43","date_gmt":"2024-10-21T23:23:43","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41072"},"modified":"2024-10-29T23:29:17","modified_gmt":"2024-10-29T23:29:17","slug":"sogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/sogno","title":{"rendered":"Sogno"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">La teoria pi\u00f9 affascinante che ho sentito ultimamente riguardo ai sogni \u00e8 dello psicologo Robert Epstein. Sostiene che i sogni non ci appartengono e che ci vengono trasmessi da qualche altra dimensione. Lo dimostrerebbe il fatto che, al risveglio, non li ricordiamo pi\u00f9 se non per pochi secondi. Basta il tempo di andare in bagno e, anche chiudendo gli occhi per cercare di trattenerne qualche brandello, quelli sono gi\u00e0 svaniti, lasciandoci con, al pi\u00f9, la sensazione che avevano suscitato.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>Perch\u00e9 non ricordiamo i sogni? Perch\u00e9 non possiamo suscitarli? Perch\u00e9 non possiamo decidere prima di addormentarci che sogni fare, come se fossero un programma televisivo che si pu\u00f2 scegliere?<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Epstein insomma, i sogni non possono sedimentare nella memoria ed essere ricordati perch\u00e9 non sono prodotti dalla nostra mente ma provengono da altrove. Come uno streaming televisivo insomma, una volta terminata la trasmissione dei dati non ne rimane traccia sull\u2019hard disk biologico, cio\u00e8 nel nostro cervello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io ricordo pochi dettagli dei sogni che ho fatto e che faccio. Amo molto dormire proprio perch\u00e9 so che vivr\u00f2 in un\u2019altra dimensione totalmente surreale per qualche ora. Quando ne trattengo alcuni dettagli (probabilmente solo dei fermo immagine) ne cerco il significato in antichi o pi\u00f9 moderni testi sull\u2019interpretazione dei sogni. Cerchiamo significati ovunque ed \u00e8 un paradosso che lo facciamo nell\u2019esperienza pi\u00f9 surreale che possiamo vivere e non nel contingente e nel reale, cio\u00e8 nella vita cosciente. Ma quanto cosciente \u00e8, poi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Salvador Dal\u00ed utilizzava una tecnica per catturare immagini dal suo subconscio mentre si addormentava. Si sedeva su una sedia tenendo in mano un pesante mazzo di chiavi sopra un piatto capovolto posizionato sul pavimento. Mentre si addormentava, le chiavi cadevano facendo rumore e svegliandolo, permettendogli cos\u00ec di ricordare e annotare le immagini oniriche che aveva appena sperimentato. In altri frangenti l\u2019ho sentito descritto diversamente: al posto del mazzo di chiavi usava un cucchiaio, che svolgeva sempre la funzione di scivolargli di mano e di svegliarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">William S. Burroughs restava con gli occhi chiusi dopo il risveglio, come se le palpebre potessero impedire alle immagini oniriche di sfuggire ed essere dimenticate. Quindi ne annotava i dettagli che riusciva a ricordare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapporto col ricordo dei sogni sembra il racconto di un inseguimento, in cui non si raggiunge mai ci\u00f2 che si insegue: \u00e8 troppo veloce ed effimero e, quando crediamo di averlo afferrato, svanisce fra le mani come una nuvola di polvere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse per questo siamo sempre stimolati a inseguirlo, specie quando \u00e8 un sogno di rara bellezza o quando pensiamo che contenga indizi e indicazioni. Pensiamo (o penso, parlo per me) che siano l\u2019espressione di una voce pi\u00f9 saggia che insegna, conosce, consiglia. Ma non riesco mai ad ascoltarla con chiarezza, oppure parla una lingua incomprensibile.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>Pi\u00f9 che chiedersi perch\u00e9 scompaiono o perch\u00e9 non li ricordiamo, dovremo forse chiederci perch\u00e9 ci sembra cos\u00ec importante ricordarli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da sempre l\u2019umanit\u00e0 cerca di interpretare i sogni. Ho il sospetto che la loro natura cos\u00ec surreale abbia sempre suggerito alla mente che dovessero essere latori di un messaggio da decifrare. Pi\u00f9 assurdi e irreali sono, pi\u00f9 immaginiamo che nascondano qualcosa: qualcosa che non si pu\u00f2 dire esplicitamente, e allora usa la metafora. Ho anche letto che ogni sogno \u00e8 una metafora e che, se si sogna che qualcuno muore, l\u2019atto del morire non \u00e8 mai riferito a quella particolare persona ma \u00e8 allegorico di qualcosa che nella vita personale sta morendo o che si teme che possa morire. I sogni insomma sarebbero rielaborazioni figurate (forse allegoriche?) del vissuto reale, opera del cervello che non riposa mai. Dato che diamo funzioni a ogni cosa, quella dei sogni sarebbe quella di mettere ordine nelle esperienze reali o di far pulizia degli scarti e dei detriti, da cui l\u2019importanza di dormire a lungo: non solo per riposare le membra ma anche per permettere una pulizia pi\u00f9 approfondita. Da questo punto di vista sono spacciato, dato che dormo 4-5 ore al giorno. Ma procediamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se l\u2019unico strumento che hai \u00e8 un martello, tutto il mondo ti sembrer\u00e0 fatto di chiodi. \u00c8 un detto a cui penso spesso, e per me indica la pericolosit\u00e0 dell\u2019avere un unico punto di vista. Guardando le cose da una soggettiva ossessiva non le si vede bene. Io ho un martello, e si chiama tempo. Specifico meglio: cerco di capire come tutto si possa ricondurre all\u2019influenza che il tempo ha sulla mia vita. Del resto vivo &#8211; come tutti &#8211; immerso nella dimensione temporale, quindi mi sono scelto bene il mio martello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dico questo perch\u00e9 riflettendoci mi sono accorto che la mia speculazione sui sogni ruota proprio attorno alla loro capacit\u00e0 di sospenderlo, invertirlo, comprimerlo, dilatarlo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>I sogni fanno una cosa che io non posso fare: giocano con il tempo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sogni insomma indicano desideri repressi e portano in superficie paure e speranze. Denudano un universo emotivo che \u00e8 normalmente sopito o a cui \u00e8 data poca voce nella fase cosciente. Nel sonno possono esprimersi ed esplodere in complesse azioni e nella negazione della fisica. Nei sogni voliamo, ringiovaniamo, moriamo senza morire, facciamo le cose che non avremmo il coraggio di fare davvero, siamo intimoriti da quelle che non ci spaventano nella realt\u00e0, o a cui nemmeno pensiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sogni sono insomma la nostra immagine nascosta: non quella speculare, ma quella che non vediamo e che non vogliamo vedere.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>I sogni sono la faccia oscura della Luna.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dicendo \u201coscura\u201d non intendo che siano un\u2019espressione maligna: dico solo che appartengono a una dimensione che non pu\u00f2 essere osservata n\u00e9 evocata. Se non in sogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dicevo: il tempo. Nei sogni il tempo non ha uno svolgimento lineare e non assomiglia all\u2019esperienza cosciente che ne abbiamo. Il tempo nei sogni si dipana, si riavvolge, accelera, decelera. Segue una logica illogica. Eppure tutto ha senso nei sogni perch\u00e9, quando vengono sognati, prevedono l\u2019abbandono a una razionalit\u00e0 diversa, che risponde a leggi non fisiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempo \u00e8 una dimensione fisica, quindi cede il suo dominio solo in una dimensione non fisica, e quindi onirica. Nel sogno il tempo perde la sua fisicit\u00e0 e non pu\u00f2 pi\u00f9 ordinare le cose in una costruzione logica. Lo spazio stesso, una dimensione ancillare del tempo, \u00e8 stravolto: \u00e8 compresso e dilatato, \u00e8 capovolto e invertito. Nello spazio deli sogni ci sta tutto mentre lo spazio reale risponde a un principio di scarsit\u00e0: le cose devono rispettare una legge che impone che ognuna occupi uno spazio, e che non possano compenetrarsi senza modificare la propria struttura. Nei sogni possono farlo: possono mutare, diventare altre cose, dare forma ai pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I pensieri che stanno nella mente, a ben vedere, rispondono alla stessa logica: pare che ve ne possano stare un numero infinito, anche se poi non li si pu\u00f2 evocare tutti contemporaneamente. Ogni giorno pensiamo decine di migliaia di pensieri: da qualche parte staranno, per esempio in uno spazio infinito, che li contiene tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spazio e tempo sono le due dimensioni in cui siamo immersi e sono le stesse che sono stravolte nel sogno. Ecco che il sogno \u00e8 una fuga dalla dimensione fisica: sogniamo per non essere corpi materiali, sogniamo per ritornare a una dimensione infinita da cui forse proveniamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa da cui secondo Epstein riceviamo il segnale della trasmissione del nostro sogno, la stessa da cui proveniamo e a cui cerchiamo di tornare ogni notte, o almeno quando dormiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un altro numero de Il Pensiero Lungo ragionavo attorno a un\u2019illuminazione che ebbi un giorno, come sempre passeggiando: che cio\u00e8 la veglia fosse il sogno e il sogno fosse la vita reale. Che il risveglio fosse un addormentamento e che il l\u2019addormentamento fosse il ritorno alla vita reale. In questo sovvertimento speculare, ci\u00f2 che \u00e8 sognato \u00e8 reale ma non viene ricordato e ci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 sognato, e resta impresso nella mente. Per questo ricordiamo al risveglio\/addormentamento chi siamo, mentre dimentichiamo chi siamo nel sogno, cio\u00e8 la nostra reale natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In verit\u00e0, ne convengo, forse la mia \u00e8 una risposta ad almeno due domande:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Qual \u00e8 la nostra reale natura?<\/li>\n\n\n\n<li>Si pu\u00f2 fuggire al dominio della fisica?<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 i vari corollari, riassumibili nella domanda:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>\u00c8 possibile esistere in un dominio non fisico?<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non lo so. Non so se la dimensione in cui scrivo queste parole sia quella reale o se sia un elaborato sogno che poi dimentico quando sogno davvero, dato che in sogno non ho memoria: non ricordo di aver scritto queste parole e a malapena ricordo chi sono. In sogno non ci sono specchi, non posso controllare di essere davvero io, forse sono una presenza fantasmatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che nei sogni non si ricordi e che non si ricordino i sogni dice per\u00f2 anche un\u2019altra cosa: non esistono i ricordi perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 il tempo, cio\u00e8 la dimensione in cui collocarli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine sogno (sogniamo) per vivere in una dimensione che non ha tempo e spazio, e che ci ricordi che siamo fatti di infinito, o di quello che pi\u00f9 ci si avvicina: il cosmo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concludo con una scoperta. Delle parole che Carl Sagan disse riguardo al nostro esser fatti di stelle (<em>starstuff<\/em>, diceva lui) &#8211; ho appreso &#8211; se ne ricorda comunemente solo la prima parte. Vale la pena ricordarle per intero per dare un\u2019idea della profondit\u00e0 del suo pensiero:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;elemento che costituisce il 62% di noi in termini di quantit\u00e0 (solo il 9,5% in termini di massa) \u00e8 l&#8217;idrogeno, e non \u00e8 stato creato nelle stelle. \u00c8 pi\u00f9 antico delle stelle. L&#8217;idrogeno \u00e8 ci\u00f2 che rimane della materia che esiste da quando la materia esisteva. Siamo &#8216;starstuff&#8217;, ma siamo anche &#8216;pre-starstuff&#8217;. I nostri nuclei di idrogeno? La maggior parte \u00e8 rimasta invariata dal momento in cui l&#8217;universo ha smesso di essere una zuppa di quark ed elettroni. Praticamente tutti i nuclei di idrogeno nell&#8217;universo risalgono a quando l&#8217;universo aveva MINUTI. Compreso ci\u00f2 che \u00e8 in noi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi conteniamo sia cio\u00e8 che esiste dalla creazione dell\u2019universo \u201cfisico\u201d, sia ci\u00f2 che esisteva prima che questo fosse creato, cio\u00e8 l\u2019idrogeno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo vecchi come l\u2019universo e anche di pi\u00f9, quando ancora non esisteva il tempo, assumendo che esso abbia avuto inizio alla creazione dell\u2019universo. Che mi pare un inizio su cui si pu\u00f2 concordare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse sono giunto a una conclusione: i sogni sono fatti di idrogeno.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei sogni non ci sono specchi<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41073,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,429],"tags":[],"class_list":["post-41072","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-umanesimo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41072","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41072"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41072\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41073"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41072"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41072"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41072"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}