{"id":41069,"date":"2024-10-28T23:16:25","date_gmt":"2024-10-28T23:16:25","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41069"},"modified":"2024-10-29T23:22:51","modified_gmt":"2024-10-29T23:22:51","slug":"oltre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/oltre","title":{"rendered":"Oltre"},"content":{"rendered":"<p>Quando ero alle elementari mio nonno mi raccont\u00f2 di una profezia di Nostradamus. Non avevo idea di chi fosse costui ma il fatto che fosse collocato storicamente in un\u2019et\u00e0 remota gli doveva dare ai miei occhi una credibilit\u00e0 suprema. Mi avevano insegnato che i vecchi erano saggi, i nonni lo erano assai, quindi figurati questo Nostradamus: sar\u00e0 stato paragonabile a 100 nonni sommati. Una potenza di saggezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ricordo bene cosa pensai di lui o come me lo immaginai &#8211; sicuramente un Albus Silente quando Albus Silente letterariamente non esisteva ancora &#8211; comunque uno che la sapeva, eccome.<\/p>\n\n\n\n<p>La profezia che mio nonno mi trasfer\u00ec con la leggerezza di una innocua chiacchiera da bar era che il saggio Nostradamus aveva previsto che il mondo sarebbe finito nel 1999.<\/p>\n\n\n\n<p>Non la presi benissimo. Iniziai a calcolare quanti anni mi restavano e guardai con sufficienza e un po\u2019 di odio il mio ignaro nonno, che di certo s\u2019era scordato la profezia 2 minuti dopo avermela detta e soprattutto non immaginava che bomba nucleare avesse scaricato e fatto detonare nella mia giovane e plasticissima mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Al tempo si stava formando &#8211; lei, la mente &#8211; e quindi fece quello che le riusciva meglio: immagin\u00f2 svariati scenari, uno pi\u00f9 catastrofico dell\u2019altro. Tutti erano uniti da un tratto comune: nel 1999 tutto sarebbe finito.<\/p>\n\n\n\n<p>La parte retrospettivamente pi\u00f9 divertente di quel periodo fu per\u00f2 un\u2019altra. Non dormii per svariati giorni &#8211; probabilmente uno solo, ma nella memoria mi sembrano 1999 giorni &#8211; e soprattutto, ebbro di privazione di riposo e di accumulo di preoccupazioni, raccontavo a tutti questa cosa. Nella maniera peggiore. Quando vedevo i compagni di scuola divertirsi a ricreazione li fissavo e, una volta che si erano accorti di me e mi guardavano come a dire \u201cEmb\u00e8? Che c\u2019hai&#8221;?\u201d io sentenziavo ieratico \u201cDivertitevi pure, tanto moriremo tutti\u201d. Il fatto che mi guardassero poi con la pi\u00f9 totale indifferenza non mi insospett\u00ec affatto. Solo io capivo, solo io sapevo. Poveri ignoranti: loro non riuscivano a capire.<\/p>\n\n\n\n<p>Non posso dire di aver avuto torto &#8211; in effetti succeder\u00e0 a tutti prima o poi di morire- ma era sulle tempistiche che tendevo a essere troppo preciso. Del resto lo diceva Nostradamus, uno saggissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ricordo quanto dur\u00f2 questa mia personalissima e terrificante allucinazione: ne percepisco una durata di qualche mese ma pi\u00f9 probabilmente in qualche giorno si risolse. Dopo un approfondimento in merito (chiesi a mio nonno dove l\u2019avesse letto e lui, sforzandosi a cercare di capire di cosa stessi parlando, tanto gli doveva parere importante, mi indic\u00f2 un qualche settimanale di grande diffusione e piccolissima credibilit\u00e0) decretai che questo Nostradamus era un ciarlatano, anche considerando le altre previsioni che aveva fatto, risoltesi in un nulla di fatto. Che delusione amico mago: i biscotti della fortuna che ti davano nei primi ristoranti cinesi che aprivano in quei tempi erano pi\u00f9 attendibili. E almeno non prefiguravano queste sfighe cosmiche che a te sembravano piacere tantissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi scordai di Nostradamus, come era giusto fosse.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci ho ripensato in questi giorni perch\u00e9 mi sono ritrovato a pensare al senso di quello che ci affanniamo a fare rispetto al Grande Schema delle Cose. Mi piace pensare in grande, non ci posso fare molto. Ma il mio pensare in grande non mi vede mai come protagonista, altrimenti ora sarei miliardario o il pi\u00f9 grande frustrato del mondo (voglio vincere anche nel campionato della frustrazione, mio dio) e invece sono ormai un cinquantenne incomprensibilmente sempre pi\u00f9 ottimista. E lo dico a discapito di tutto ci\u00f2 che accade e anche personalmente, nel senso che in 50 anni non ho fatto i soldi (un criterio di misura, almeno per la nostra societ\u00e0, del valore individuale) n\u00e9 ho fatto alcunch\u00e9 di rilevante per il mondo. Mi dibatto insomma sempre fra una certa tendenza a valutare il gi\u00e0 citato Grande Schema delle cose, elevandomi sopra la contingenza, e il constatare che non ho poi fatto molto. Sospetto che uno psicologo ci vedrebbe gli estremi per un mini culto della personalit\u00e0 che tende sempre a proiettare su scenari globali o interstellari la propria influenza. Poi c\u2019\u00e8 la realt\u00e0 che mi dice che sono marginale per non dire ininfluente. E il fatto di essere in buona compagnia non mi sazia, non fosse mai. Mi fa invece intraprendere altre strade, che sono appunto quelle che voglio descrivere ora: cio\u00e8 il non capire il senso di tutto l\u2019affanno di alcune persone nel fare e pianificare e progettare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Martino terrorizzato da Nostradamus fa ancora capolino e dice \u201cChe senso ha tutto ci\u00f2? Tanto moriremo tutti\u201d. La differenza \u00e8 che oggi ho una prospettiva diversa, e non mi meraviglia: almeno in quello son cambiato e di certo il mio Io di pi\u00f9 di 40 anni fa non aveva idea che potesse esserci dell\u2019altro oltre questa vita qui, fatta di scuola, pomeriggi in bicicletta e panini alla Nutella alle 4 del pomeriggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi ragionamenti sono riaffiorati negli ultimi anni, soprattutto da quando medito, anche se i pi\u00f9 maligni immagino possano pensare che sia accaduto anche quando ho constatato consciamente o meno di aver abbondantemente superato la met\u00e0 statistica della mia vita. Pu\u00f2 essere, non l\u2019escludo. Pu\u00f2 anche essere che la meditazione sia arrivata al momento giusto, cio\u00e8 quando potevo accoglierla e capirla.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi non medita, un effetto che se ne trae \u00e8 che la propria personalit\u00e0, il proprio Io, si disintegra sempre di pi\u00f9. Non giudicare ci\u00f2 che ti accade e le tue reazioni porta a non giudicare molte altre cose, relativizzando la propria individualit\u00e0. Siamo pulviscolo nell\u2019universo e la nostra importanza \u00e8 tutta immaginata. Qualora fosse poi tale da lasciare un qualche segno nella Storia (non \u00e8 il mio caso, almeno fin qui e dubito pi\u00f9 oltre) questo \u00e8 destinato a essere dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Possiamo avere qualche rilevanza in una frazione temporale totalmente irrilevante nel tempo cosmico, e poi essere dimenticati. Perch\u00e9 allora affannarsi tanto?<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Credo risponda a una domanda esistenziale, cio\u00e8 la pi\u00f9 semplice e naturale: cosa ci facciamo qui? Che senso ha tutto ci\u00f2?<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta \u201cFare qualcosa di grandioso\u201d \u00e8 plausibile e risolutiva: pu\u00f2 essere un modo per dare un senso alla vita. Ma non mi convince, perch\u00e9, appunto, fra 200 anni nessuno se ne ricorder\u00e0. Ci vuole qualcosa di ancora pi\u00f9 grandioso ma se non sei Thanos \u00e8 improbabile che ti ricorderanno nemmeno per quanto malvagio sei stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi mi sono chiesto se essere ricordati sia poi il problema.<\/p>\n\n\n\n<p>Meditando mi sono risposto che, no, \u00e8 pi\u00f9 interessante ritornare alla propria natura cosmica ed esplorare le dimensioni interiori, sperando che conservino un ricordo della nostra provenienza, cio\u00e8 quella di stelle e carbonio e tutti quei discorsi l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo meditabondo frangente \u00e8 pure arrivato Marco Aurelio, sotto forma di \u201cColloqui con s\u00e9 stesso\u201d un libro che, nonostante i 2000 anni d\u2019et\u00e0, mi ha parlato come fosse perfettamente contemporaneo. Perch\u00e9 lo \u00e8, non avendo un\u2019et\u00e0 definita. Parla infatti di pensieri infiniti, quindi nemmeno lunghi. Parla della labilit\u00e0 della memoria, dell\u2019inganno della gloria e ha un afflato spirituale che lo eleva ben al di sopra non solo del suo tempo ma di qualsiasi tempo. Immagino che, se se ne conserver\u00e0 memoria, anche fra 20.000 anni qualcuno lo trover\u00e0 incredibilmente contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora mi sono detto che Marco Aurelio mi pareva e mi pare ben pi\u00f9 eloquente e convincente di molti miei contemporanei. Non so ancora dire bene perch\u00e9 ma sospetto che si tratti della scala temporale che ha scelto, cio\u00e8 quella dell\u2019eternit\u00e0. Lui ha parlato a un\u2019umanit\u00e0 oltre la Storia, cio\u00e8 oltre il flusso degli eventi. Oltre l\u2019orizzonte degli eventi, anzi, che \u00e8 una definizione astronomica che non c\u2019entra ma che mi piace tanto da rubarla: Marco Aurelio non sapeva cosa fosse l\u2019orizzonte degli eventi ma \u00e8 andato oltre e ha sconfitto il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, assumendo che lui possa essere un modello (a me sta benissimo), il senso della sua esistenza \u00e8 stato quello di superare il tempo, parlando di eternit\u00e0. Come? Parlando di spiritualit\u00e0 pi\u00f9 che di questioni interessanti per l\u2019impero allora, ma la cui memoria si sarebbe persa in pochi secoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Porsi sulla dimensione spirituale eleva l\u2019animo oltre il piano storico e lo rende immortale. A 7-8 anni mi scontrai per la prima volta con l\u2019idea della mia mortalit\u00e0 e finitezza e in verit\u00e0 &#8211; scopro ora &#8211; quello che mi interessava era come superarla in altri modi. Al tempo per\u00f2 non sapevo come perch\u00e9 non conoscevo alcuna dimensione spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema del corpo \u00e8 quello della sua finitezza, cio\u00e8 della sua sudditanza al dominio del tempo. Il senso della vita allora pu\u00f2 essere quello di superare questa contingenza, non concentrandosi sul proprio corpo ma curando quello che Marco Aurelio chiamava <em>il demone.<\/em> Che non aveva niente di demoniaco, ma che era una specie di guida interiore, di bussola.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi viene in conclusione da pensare che ci avvertisse &#8211; e continui a farlo &#8211; che possediamo le istruzioni per la navigazione cosmica ma dobbiamo trovarle e usarle. Se siamo polvere di stelle il viaggio forse pu\u00f2 essere quello di ritorno al cosmo, e questa essere una parentesi corporea interessante e istruttiva ma pur sempre una parentesi. Finita e circoscritta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che mi gettava nello sconforto della profezia di Nostradamus era la finitezza del corpo, quello che mi rende irrazionalmente ottimista oggi \u00e8 constatare che non tutto si risolve, appunto, nel corpo. Tutto \u00e8 oltre, \u00e8 pi\u00f9 in l\u00e0, e fra le stelle. Pur essendo anche dentro di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudo gli occhi e medito. Vedo cose che non hanno forma o senso: sono luci, sono piani colorati, sono forse la forma delle emozioni o forse sono parole da interpretare, scritte in una lingua che non posso ancora capire. Sono le istruzioni, suppongo: quelle davvero importanti.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 tutto qui?<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41070,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415,429],"tags":[706,349,162],"class_list":["post-41069","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-cosmo","tag-meditazione","tag-morte"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41069","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41069"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41069\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41070"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}