{"id":41050,"date":"2024-09-30T22:27:38","date_gmt":"2024-09-30T22:27:38","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41050"},"modified":"2024-10-10T22:33:45","modified_gmt":"2024-10-10T22:33:45","slug":"magia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/magia","title":{"rendered":"Magia"},"content":{"rendered":"<p>Per parlare di magia dovrei innanzitutto definire che cosa intendo per magia. Potrei farlo anche per negazione, cio\u00e8 per cosa non intendo essere magia. Vediamo un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>La magia non \u00e8 quella dei maghi &#8211; per quanto possano esserne una rappresentazione efficace, anche se folcloristica &#8211; e non \u00e8 nemmeno quella del paranormale o di ogni piega o accezione abbia preso l\u2019inspiegabile. La magia non ha nemmeno una connotazione negativa come molte di queste sue manifestazioni hanno.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La magia \u00e8 la forma dell\u2019inspiegabile, \u00e8 ci\u00f2 che si vede attraverso gli squarci che si aprono nella realt\u00e0, se si ha la fortuna o la pazienza di guardare, senza passare oltre distrattamente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che non \u00e8 magico \u00e8 quindi tutto ci\u00f2 che \u00e8 spiegabile, razionale e oggettivo. <a href=\"https:\/\/open.substack.com\/users\/1817102-donata-columbro?utm_source=mentions\">Donata Columbro<\/a> in <a href=\"https:\/\/www.indiscreto.org\/loggettivita-non-e-sempre-stato-un-valore-nel-progresso-scientifico\/\">un interessantissimo articolo<\/a> ne d\u00e0 una definizione molto contemporanea, rintracciando il fascino che la contemporaneit\u00e0 ha per l\u2019oggettivit\u00e0 sia nell\u2019evoluzione delle scienze che in un comodo modo per non assumersi responsabilit\u00e0: quando si afferma che qualcosa \u00e8 oggettivo e lo \u00e8 per la scienza, allo stesso tempo ci si libera dalla necessit\u00e0 di avere un\u2019opinione al riguardo, e ci si ritrae in un luogo sicuro, protetto dall\u2019evidenza della realt\u00e0 fenomenica. \u201c\u00c8 oggettivo\u201d in questo senso significa che \u201c\u00e8 cos\u00ec, e lo \u00e8 non perch\u00e9 l\u2019abbia deciso io\u201d. La responsabilit\u00e0 di decretare l\u2019oggettivit\u00e0 delle cose \u00e8 delegata quindi alle macchine, siano esse gli strumenti dello scienziato o i computer o gli esiti di una ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019oggettivit\u00e0 pi\u00f9 convincente si nutre di numeri e la matematica ha sommamente la reputazione della scienza pi\u00f9 oggettiva e precisa: qualcosa che pu\u00f2 essere rappresentato con i numeri non lascia alcuno spazio all\u2019alone che lo circonda, a una certa aura di irrazionale che non c\u2019entra del tutto con la cosa stessa, eppure che le appartiene. Non \u00e8 un caso che la statistica abbia questo potere: \u00e8 fatta di numeri e non pu\u00f2 essere imprecisa, no?<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso la macchina fotografica \u00e8 l\u2019esempio perfetto del meccanismo che, riproducendo il reale, cattura la sua verit\u00e0, cio\u00e8 la sua oggettivit\u00e0. O almeno: cos\u00ec \u00e8 comunemente inteso, erroneamente per\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa concezione ha infatti creato pi\u00f9 equivoci che altro perch\u00e9 la macchina fotografica non \u00e8 affatto obiettiva e, rappresentando, opera per interposta persona del fotografo, una selezione degli elementi del reale. Li \u201ccompone\u201d (e non \u00e8 un caso che si parli di \u201ccomposizione fotografica\u201d) secondo ordini e gerarchie visive che non c\u2019entrano con la realt\u00e0 ma piuttosto con il significato che le si vuol dare, che \u00e8 &#8211; guarda caso &#8211; soggettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>La macchina fotografica per\u00f2 \u00e8 anche uno dei pochi strumenti che riesce a cogliere certe manifestazioni del magico, in particolare in una sua forma particolare, cio\u00e8 il surreale. A volte la composizione di un fotogramma ha geometrie sghembe e rivela dettagli apparentemente irreali: pone gli oggetti ritratti in relazioni tra di loro incongruenti, perch\u00e9 nella realt\u00e0 non esistono. Distorce il reale e ne restituisce un\u2019immagine diversa.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La macchina fotografica costruisce un significato mentre la realt\u00e0 \u00e8 e basta, e non ha un significato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apparecchio fotografico non definisce l\u2019oggettivit\u00e0 delle cose e quindi non \u00e8 lo strumento che possa restituire un\u2019immagine oggettiva: non \u00e8 una <em>macchina sufficiente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 nemmeno quello che interessa, perch\u00e9 la magia non sta nell\u2019oggettivo o di certo non ne \u00e8 rivelata. La magia \u00e8 un\u2019allusione a un\u2019altra dimensione e semmai la macchina fotografica permette di cogliere le pieghe del reale in cui si manifesta.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli squarci nella realt\u00e0 &#8211; mi piace pensare e non sono nemmeno originale nel pensarlo &#8211; permettono di vedere in altre dimensioni. Non riesco a non credere che vi sia qualcosa del pensiero magico anche nelle intuizioni dei fisici che fondarono al fisica quantistica: l\u2019idea di altri universi paralleli \u00e8 un\u2019elegante risposta a una suggestione che non credo sia venuta solo da una carenza del calcolo. Non deve essergli stata suggerita insomma solo da uno strumento razionale ma origina da qualche altra intuizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019interpretazione estesa della teoria della neurotrasduzione suggerisce altre interessanti letture del fenomeno magico. Questa teoria postula la modalit\u00e0 con cui il cervello potrebbe &#8220;trasdurre&#8221; o convertire l&#8217;informazione elettrochimica in stati di coscienza. In altre parole, cerca di spiegare come i processi fisici e chimici nel cervello (come i segnali neuronali) si trasformino in esperienze soggettive di coscienza. Il nostro cervello non sente gli odori n\u00e9 vede i colori ma interpreta i segnali che i sensi raccolgono rispetto a odori e colori. Il processo \u00e8 simile a quello di un microfono che traduce in un segnale elettromagnetico qualcosa che ha natura diversa, come le onde sonore. Le onde non sono interpretabili dal cervello ma il segnale s\u00ec, ed \u00e8 chiamato suono. Una realt\u00e0 fenomenica e oggettiva pu\u00f2 insomma diventare soggettiva e cosciente (stati di coscienza) attraverso questo portale\/interfaccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Come pu\u00f2 servire a interpretare segnali che provengono dalla realt\u00e0 fenomenica, questa interfaccia potrebbe decodificare o almeno accorgersi di segnali che provengono da altre dimensioni. C\u2019\u00e8 molta magia in tutto ci\u00f2, se non altro perch\u00e9 l\u2019esistenza di altre dimensioni non \u00e8 stata dimostrata, almeno che io sappia. Ma queste mie parole sono ipotesi non scientifiche, sono suggestioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste altre dimensioni danno se non altro l\u2019idea che vi sia dell\u2019altro, che non sia tutto qui, che &#8211; a ben pensarci &#8211; \u00e8 dove risiede il potere dell\u2019arte, nelle sue forme specifiche di pittura, musica, cinema, scultura, danza, fotografia. L\u2019idea insomma che l\u2019arte usi l\u2019apparenza reale (la sua presenza materiale) per dire altro o per alludere ad altri significati. Ad altri mondi, insomma.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>L\u2019artista quindi non esprime solo un\u2019idea che conserva e sviluppa dentro di s\u00e9 ma \u00e8 un creatore di mondi, o \u00e8 un trasduttore. Decodifica il segnale che arriva da altrove e gli d\u00e0 una forma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 detto che questo segnale sia comprensibile (spesso l\u2019arte non lo \u00e8) ma l\u2019importante \u00e8 che venga captato.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte non serve nemmeno essere artisti (cio\u00e8 creare) per accorgersene. La pareidolia, ossia il vedere immagini ove non ci sono (come vedere draghi nelle nuvole) \u00e8 un processo visivo e mentale conosciuto e riconosciuto ma pu\u00f2 anche essere interpretato come la percezione di un\u2019altra realt\u00e0 che si manifesta, sotto altre spoglie, celandosi. Si pu\u00f2 obiettare che nella realt\u00e0 quella \u00e8 una nuvola e non un drago ed \u00e8 spiegabile anche che il cervello sia ingannato dalla lettura di quell\u2019immagine (il neurotrasduttore percepisce rumore e lo scambia per suono) ma \u00e8 altrettanto vero che quella <em>potrebbe essere un\u2019altra realt\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Concludo: la magia pu\u00f2 essere una manifestazione dell\u2019inconoscibile, dell\u2019altra dimensione o anche di realt\u00e0 non razionali, poco conta. Non deve essere spiegata perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 n\u00e9 il linguaggio n\u00e9 la fisica per farlo, o almeno non ancora. L\u2019importante \u00e8 accettare che esista, pur all\u2019interno del pensiero pi\u00f9 positivista. Ammettere che non tutto pu\u00f2 essere spiegato \u00e8 una condizione molto scientifica, del resto. Forse la scienza specificherebbe che non tutto pu\u00f2 essere spiegato <em>per ora<\/em>, ma poco conta. Nell\u2019inspiegabile c\u2019\u00e8 il prossimo materiale di indagine della scienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non stupisce che il pensiero magico sia ritenuto inferiore o visto con sospetto, eppure \u00e8 spesso equivocato e paragonato alla religione o alle spiegazioni animistiche dell\u2019origine del mondo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La magia non \u00e8 una spiegazione, \u00e8 una presenza. In altre parole esiste ed \u00e8 percepita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Non spiega la creazione del mondo, non spiega la condizione umana, non \u00e8 fondazione di alcuna religione. \u00c8 una presenza a cui si pu\u00f2 dare questo nome: magia.<\/p>\n\n\n\n<p>In una <a href=\"https:\/\/podcasts.apple.com\/it\/podcast\/how-i-write\/id1700171470?i=1000657150661\">bella intervista<\/a> a David Perell, <a href=\"https:\/\/open.substack.com\/users\/4937458-ted-gioia?utm_source=mentions\">Ted Gioia<\/a> lamenta che la dimensione magica sia quasi scomparsa dall\u2019arte. Eppure, spiega, ha ispirato tantissima arte. Nel solo campo musicale moltissimi artisti hanno scritto o composto canzoni che gli sono apparse in sogno: Bob Dylan o il riff di Satisfaction, che apparve in sogno a Keith Richards che lo registr\u00f2 di notte senza che ne avesse memoria il mattino dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo lo psicologo Robert Epstein, il sogno \u00e8 la forma che assume il flusso di informazioni che proviene da altre dimensioni. Che non appartenga a questa realt\u00e0 \u00e8 dimostrato dal fatto che, aperti gli occhi, scompare. &#8220;\u00c8 uno streaming\u201d, dice, \u201cecco perch\u00e9 ce lo dimentichiamo al risveglio: non \u00e8 memorizzato in nessun luogo del cervello\u201d. E non \u00e8 nemmeno memorizzabile, anche perch\u00e9 per Epstein la memoria non esiste, ma questo \u00e8 davvero un altro, gigantesco, discorso. Magico, forse.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La magia non \u00e8 una spiegazione, \u00e8 una presenza. 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