{"id":41041,"date":"2024-09-09T22:10:00","date_gmt":"2024-09-09T22:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41041"},"modified":"2024-10-10T22:21:42","modified_gmt":"2024-10-10T22:21:42","slug":"la-spiegazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/la-spiegazione","title":{"rendered":"La spiegazione"},"content":{"rendered":"<p>La ricerca della teoria unificata o totale \u00e8 la pi\u00f9 praticata dal genere umano, mi sono fatto questa idea. Ritorno a un tema quasi ossessivo, e cio\u00e8 quello delle domande e delle risposte, o pi\u00f9 precisamente, del fatto che le domande sono pi\u00f9 interessanti delle risposte. Pi\u00f9 invecchio, pi\u00f9 dovrei volere risposte, pi\u00f9 invece cerco domande e sono meno interessato alle risposte. Le spiegazioni, cio\u00e8 la forma che prendono le teorie unificate o i tentativi di spiegare il mondo e la vita, mi interessano sempre di meno.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ho capito nel tempo e lo capisco sempre di pi\u00f9. L\u2019ultima volta mi \u00e8 capitato pochi giorni fa, parlando con una persona di grande intelligenza e colta che mi ha intrattenuto con una spiegazione che dall\u2019economia passava per l\u2019Ucraina attraverso Israele e i vaccini e la politica e la crisi delle scienze e non ricordo pi\u00f9 cos\u2019altro. Interessantissima e plausibile in molte parti, quindi non scevra di elementi convincenti, eppure. Eppure, dopo un quarto d\u2019ora di questa tirata, non volevo altro che silenzio. Volevo guardare le fronde degli alberi mosse da una leggera brezza al tramonto. Non volevo nessuna risposta, specie di questo genere, che tengono insieme tutto, anche quello che non vuole stare insieme a niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono affascinato dall\u2019eleganza delle formule matematiche, cos\u00ec come lo sono dalla loro capacit\u00e0 di spiegare la complessit\u00e0 del reale. \u201cTutto \u00e8 matematica\u201d ho letto in <a href=\"https:\/\/amzn.eu\/d\/a5LShlh\">\u201cFluke\u201d di Brian Klaas<\/a>. Lo stesso spiega per\u00f2 anche che, sebbene la matematica possa spiegare e rappresentare in modo razionale i fenomeni reali, non pu\u00f2 farlo sino al pi\u00f9 minuto dettaglio. O meglio: teoricamente pu\u00f2 farlo ma \u00e8 troppo complicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci pensavo guardando la pioggia scendere, oggi, in una domenica uggiosa e lenta. Ogni goccia pu\u00f2 essere descritta da numeri: il suo peso, il suo volume, la formula che ne definisce la forma e la curvatura, la traiettoria che copre dalla sua origine sino alla superficie terrestre, come si schianta a terra separandosi in molteplici gocce pi\u00f9 piccole, come viene assorbita dal terreno, come si trasforma in vapore acqueo. La vita di una goccia di pioggia \u00e8 in s\u00e9 tremendamente complicata da descrivere in un modello matematico, anche se \u00e8 possibile. Io non lo so fare ma un fisico potrebbe. Al di l\u00e0 dell\u2019utilit\u00e0 scientifica dell\u2019impresa, vi riuscirebbe per una sola goccia, e poi potrebbe ripetersi per le gocce vicine e poi per quelle appena pi\u00f9 distanti ma che dire di tutta la pioggia che cade da una nuvola? Parliamo di chilometri quadrati di pioggia, parliamo di miliardi di gocce di pioggia che scendono nel tempo, a volte per decine di minuti, altre volte per ore o giorni. \u00c8 possibile teoricamente ma \u00e8 impossibile materialmente, o almeno oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe utile poi? \u00c8 pi\u00f9 ragionevole applicare delle semplificazioni e dei modelli che descrivono in maniera approssimativamente precisa un fenomeno del genere, senza scendere troppo nel dettaglio. Lo descrivono in termini quantitativi, cio\u00e8 in modo anche elegante ma non perfettamente preciso, cio\u00e8 non qualitativo.<\/p>\n\n\n\n<p>La necessit\u00e0 di spiegare la realt\u00e0 e la vita \u00e8 molto umana: ogni domanda che pretende una spiegazione del genere \u00e8 una sembianza della domanda fondamentale, e cio\u00e8 che senso ha la vita e, per estensione, perch\u00e9 dobbiamo morire e se la morte ha un senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo affascinati dall\u2019idea che esista una formula che lo spieghi e che, finalmente, plachi la nostra sete di conoscenza. Ogni spiegazione \u00e8 come una storia ben raccontata: soddisfa, d\u00e0 l\u2019impressione di aver capito tutto, quieta la mente. Si tratta per\u00f2 di risposte quantitative, \u00e8 il caso di ricordarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Giorni fa ho anche scritto una breve frase, volutamente e velatamente provocatoria. Ho scritto:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La psicologia ci ha dato l\u2019illusione di poter spiegare qualsiasi comportamento umano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Queste affermazioni\/opinioni nette, ho scoperto col tempo, raramente vengono interpretate come opinioni ma pi\u00f9 spesso come dichiarazioni di guerra, come se volessi stabilire un punto o dichiarare una verit\u00e0 assoluta. Generalmente non vengono neanche lette con cura (la soglia di attenzione media \u00e8 quella di un canarino): se lo fossero si capirebbe che non intendevo affermare che la psicologia non spiega qualsiasi comportamento umano ma che \u00e8 percepita come in grado di farlo. Che era un discorso funzionale a quanto sto dicendo qui, pi\u00f9 estesamente, e cio\u00e8 che vogliamo risposte e che cerchiamo conferme. Potremmo poi discutere sul fatto che quelle pi\u00f9 nefaste paiono mediamente pi\u00f9 convincenti delle altre ma tant\u2019\u00e8: i finali aperti o dubitativi non sono tollerati.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece io, non perch\u00e9 sia meglio degli altri ma perch\u00e9 son io e qui scrivo quello che mi passa per la testa, trovo che le risposte definitive siano noiose e di tipo quantitativo: spiegano, ma non tutto, o forniscono una spiegazione plausibile che fa strazio del dettaglio, del particolare granulare, come direbbero quelli che si occupano di statistica.<\/p>\n\n\n\n<p>La spiegazione definitiva ha un altro vulnus: nel suo splendore razionale \u00e8 univoca, quindi non ammette l\u2019opposto. Che il dritto e il suo rovescio possano coesistere \u00e8 un concetto estraneo alla cultura occidentale, parrebbe. Non solo non ci entra nella testa ma \u00e8 anche osteggiato come non plausibile. Non mi stupisco che non ci entri: \u00e8 davvero difficile pensare a due o tre cose contemporaneamente ma \u00e8 massimamente complicato pensare a una cosa e al suo opposto.<\/p>\n\n\n\n<p>Giorni fa ne parlavo con l\u2019amico <a href=\"https:\/\/open.substack.com\/users\/2764316-silvio-castelletti?utm_source=mentions\">Silvio Castelletti<\/a>, in relazione a una battuta che avevo scritto qui:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Esiste sicuramente una parola tedesca per definire quel complesso sentimento che consiste nel provare gioia per il successo di una persona e contemporaneamente nel desiderare che ogni sciagura gli si abbatta contro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Mi accorgo ora che partiva dal presupposto che fosse definibile un sentimento umano che contempli anche il suo opposto, espresso poi in tedesco (i tedeschi inventano parole lunghissime per qualsiasi cosa): nel caso specifico la gioia e il desiderio di veder rovinata la persona destinataria della suddetta gioia.<\/p>\n\n\n\n<p>Era, appunto, una battuta ma nella discussione si \u00e8 evoluta sino a diventare una riflessione sul fatto che solo i monaci zen riescono a pensare a pi\u00f9 concetti contemporaneamente. Se ci\u00f2 non fosse, preferirei non essere contraddetto, il punto, ancora una volta, \u00e8 un altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto \u00e8 che, forse, non esiste una spiegazione o, quantomeno, un\u2019unica spiegazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse amo semplicemente i finali aperti, mi sono detto, perch\u00e9 mi danno l\u2019illusione che possa succedere qualcosa dopo, che la vita continui. Cosa avrei dovuto dire al termine della somma dissertazione dell\u2019amico colto? Niente, non c\u2019era spazio per altra discussione, perch\u00e9 la sua teoria era splendente e perfetta in ogni sua parte e spiegava tutto, dai massimi sistemi al prezzo delle uova. Che sono connessi, intendiamoci, ma sospetto lo siano in modi un po\u2019 pi\u00f9 complessi di quanto ci piacerebbe pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019era commento che avrei potuto fare: aveva detto tutto, e molto bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 lo ringrazio perch\u00e9 ho capito che, alla fine, non me ne frega niente delle spiegazioni. Mi interessano pi\u00f9 le ipotesi delle tesi. Le dimostrazioni servono semmai a stabilire nuovi punti di partenza della ricerca, e se anche lo scopo ultimo della scienza e della curiosit\u00e0 umana \u00e8 spiegare tutto (cosa su cui dissento e nemmeno mi auguro, anche perch\u00e9 l\u2019infinit\u00e0 del cosmo non \u00e8 spiegabile) mi auguro non si arrivi mai a scoprire l\u2019equazione che tiene tutto dentro, cio\u00e8 la traduzione matematica della spiegazione finale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe elegantissima, non ne dubito. Ma dopo di lei non ci sarebbe pi\u00f9 niente e a me piace sempre chiedermi \u201cE dopo, cosa succede?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne aneliamo una totale e finale e non accettiamo che, forse, non ve ne sia alcuna<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":41037,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415,429],"tags":[586,587,525,409,588],"class_list":["post-41041","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-complessita-del-reale","tag-modelli-matematici","tag-psicologia","tag-senso-della-vita","tag-teoria-unificata"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41041"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41041\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}