{"id":41009,"date":"2018-06-11T14:13:00","date_gmt":"2018-06-11T14:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=41009"},"modified":"2024-09-27T15:14:02","modified_gmt":"2024-09-27T15:14:02","slug":"il-linguaggio-dellarchitettura-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/il-linguaggio-dellarchitettura-2","title":{"rendered":"Il linguaggio dell&#8217;architettura"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nota: quella che segue \u00e8 la trascrizione rieditata di una lezione che ho tenuto durante una Summer School di Ca\u2019 Foscari e Harvard alla Biennale di Architettura 2018. Per comodit\u00e0 di consultazione \u00e8 stata divisa in due parti: la prima riguarda il linguaggio classico dell\u2019architettura ed \u00e8 ispirata al testo fondamentale di John Summerson,&nbsp;<a href=\"https:\/\/medium.com\/@martinopietropoli\/il-linguaggio-dellarchitettura-parte-seconda-957209b4adf3\">la seconda quello moderno e contemporaneo<\/a>, ed \u00e8 un\u2019interpretazione personale di cui mi assumo la responsabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il titolo originale \u00e8 \u201cThe Language of Contemporary Architecture\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Vorrei iniziare ponendovi una domanda:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Qual \u00e8 secondo voi la pi\u00f9 importante invenzione dell&#8217;umanit\u00e0?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La ruota? Il fuoco forse? L\u2019arco magari.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna di queste cose, o almeno secondo me.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Secondo me la pi\u00f9 grande invenzione dell\u2019uomo \u00e8 il linguaggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il linguaggio \u00e8 fondamentale perch\u00e9 ha permesso all\u2019umanit\u00e0 di sentirsi unita, ha sviluppato il senso di comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi umani abbiamo altri modi per manifestarci vicinanza: possiamo abbracciarci, possiamo aiutarci. Il linguaggio per\u00f2 ha aggiunto qualcosa alle nostre capacit\u00e0: ci ha permesso di costruire e strutturare le conoscenze e di trasmetterle alle generazioni future. Ci ha resi ancora pi\u00f9 una comunit\u00e0 perch\u00e9 ha trasceso la vicinanza fisica e ha aggiunto un\u2019altra dimensione: con il linguaggio possiamo trasmettere conoscenze che ci fanno sentire parte di un tutto pi\u00f9 grande di noi anche attraverso il tempo. Con il linguaggio in un certo senso possiamo viaggiare nel tempo. E quello che faremo oggi \u00e8 proprio un viaggio nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il linguaggio classico dell\u2019architettura<\/h2>\n\n\n\n<p>Fino a non molti secoli fa l\u2019architettura si esprimeva in un linguaggio codificato e riconoscibile: quello classico. Se torniamo indietro nel tempo incontriamo prima i greci e poi i romani. Le loro architetture erano e sono facilmente riconoscibili perch\u00e9 usano un linguaggio che si esprime invariabilmente usando alcuni elementi ricorrenti. Si tratta di un\u2019architettura cos\u00ec riconoscibile che anche oggi, quando vediamo un edificio antico, sappiamo riconoscerne il linguaggio: si basa sulle colonne, sugli archi, su particolari regole.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*8_4wc2vu06iegwBxIqMG5A.png\" alt=\"Partenone, Atene\"\/><figcaption><em>Partenone, Atene<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il Partenone \u00e8 sempre un buon esempio e spiega cos\u2019\u00e8 il linguaggio classico dell\u2019architettura: \u00e8 un insieme di regole molto precise che governano l\u2019utilizzo degli elementi architettonici e la loro composizione. Le colonne devono essere fatte in un certo modo e devono avere certe proporzioni; la distanza fra di loro deve essere un multiplo del loro diametro, cos\u00ec come la loro altezza e la loro entasi (cio\u00e8 il rigonfiamento del fusto della colonna a circa un terzo della sua altezza \u2014 si tratta di un artificio ottico che le fa sembrare pi\u00f9 slanciate e che corregge l\u2019effetto opposto: se infatti non ci fosse essere apparirebbero spanciate verso il loro interno).&nbsp;Si tratta di una vera e propria grammatica: gli elementi architettonici sono le parole e le regole che ne ordinano la composizione sono la grammatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo si parla di ordini architettonici e quando dico \u201cordini\u201d tutti capiamo che ci riferiamo a quelli classici: il dorico, lo ionico e il corinzio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"765\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Corinzio-1024x765.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-41011\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Corinzio-1024x765.png 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Corinzio-300x224.png 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Corinzio-768x574.png 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Corinzio-1536x1148.png 1536w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Corinzio-16x12.png 16w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Corinzio.png 1742w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Poi ci sono anche il toscano e il composito, ma insomma: le basi sono queste.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 curioso notare che fino al Rinascimento \u2014 che gi\u00e0 dal suo nome indica una sorta di \u201crinascita\u201d \u2014 pochi si fossero premurati di dare un ordine agli ordini, e perdonate il gioco di parole. Lo fece Vitruvio nel I secolo A.C. ma poi abbiamo dovuto aspettare che gli architetti e gli studiosi rinascimentali osservassero, ridisegnassero e cercassero di dedurre le regole compositive classiche deducendole dalle rovine greche e romane. E quando Palladio o Vignola visitavano Roma si trovavano di fronte monumenti abbastanza famosi come il Colosseo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*Caehf6Tv3TImxspHlFeRJA.png\" alt=\"Colosseo, Roma\"\/><figcaption><em>Colosseo, Roma<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il Colosseo \u00e8 giustamente famoso per la sua maestosit\u00e0 ed eleganza ma oggi ci interessa per un altro motivo: questo monumento \u00e8 una specie di trattato dell\u2019architettura in 3D. Se osservate per esempio come sono impiegati gli ordini nei tre livelli vi accorgete che non sono tutti uguali. Alla base c\u2019\u00e8 il dorico, sopra lo ionico, nell\u2019ultimo il corinzio. Anche questa \u00e8 una regola compositiva classica. Parliamo di un linguaggio, no? Il rispetto delle regole del linguaggio permette di essere chiari e di dire ci\u00f2 che si vuol dire. Nel caso dell\u2019architettura permette anche di ottenere la bellezza, l\u2019armonia, la simmetria e tante altre cose interessanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco distante dal Colosseo trovate anche quest\u2019altro monumento importantissimo: \u00e8 l\u2019Arco di Costantino e fu costruito per celebrare la vittoria di Costantino contro Massenzio. Quello che ci interessa oggi \u00e8 per\u00f2 che anche in questo caso potete notare degli elementi classici: ci sono le colonne (corinzie, in questo caso), c\u2019\u00e8 un\u2019imponente trabeazione, ci sono statue e varie decorazioni. C\u2019\u00e8 anche qualcosa di nuovo, ossia degli archi: uno maggiore al centro e altri due minori ai lati. L\u2019architettura greca non usava l\u2019arco perch\u00e9 costruttivamente non avevano ancora capito come realizzarlo mentre i romani vi riuscirono perch\u00e9 svilupparono le tecniche costruttive che glielo permisero.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante questo monumento utilizzi elementi classici e moderni \u2014 almeno per il tempo in cui fu costruito \u2014 e sia comunque bello, armonioso ed equilibrato \u2014 ci fornisce un altro importante indizio: il linguaggio si evolve attraverso l\u2019uso e, come dire, nuove parole e nuove regole trovano spazio nella sua grammatica. Cos\u00ec anche il linguaggio dell\u2019architettura si evolve e accoglie l\u2019arco, per esempio, come in questo caso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"673\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DOZWbXr-16L4QfiWH0_n8A-1024x673.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41012\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DOZWbXr-16L4QfiWH0_n8A-1024x673.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DOZWbXr-16L4QfiWH0_n8A-300x197.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DOZWbXr-16L4QfiWH0_n8A-768x505.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DOZWbXr-16L4QfiWH0_n8A-1536x1010.webp 1536w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DOZWbXr-16L4QfiWH0_n8A-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DOZWbXr-16L4QfiWH0_n8A.webp 2000w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ora facciamo un salto nel tempo piuttosto importante: andiamo a Mantova, molti secoli dopo l\u2019Arco di Costantino. Siamo nel XV secolo e Leon Battista Alberti ha disegnato la Basilica di Sant\u2019Andrea. Se ci entriamo possiamo notare che le cappelle laterali alla navata principale sono costruite compositivamente in maniera analoga all\u2019Arco di Costantino.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"673\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_GHLVoQcVdJhP_1ZmeAAlmg-1-1024x673.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41014\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_GHLVoQcVdJhP_1ZmeAAlmg-1-1024x673.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_GHLVoQcVdJhP_1ZmeAAlmg-1-300x197.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_GHLVoQcVdJhP_1ZmeAAlmg-1-768x505.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_GHLVoQcVdJhP_1ZmeAAlmg-1-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_GHLVoQcVdJhP_1ZmeAAlmg-1.webp 1400w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Mancano gli archi minori ai lati di quello principale ma solo perch\u00e9 la sequenza di archi non permette la compresenza di elementi di diverse dimensioni. Gli archi insomma devono avere tutti la stessa altezza. Se mettessimo in fila diversi archi di Costantino uno accanto all\u2019altro gli archi minori verrebbero \u201cmangiati\u201d e si trasformerebbero in pilastri, come infatti ha giustamente fatto Leon Battista Alberti.<\/p>\n\n\n\n<p>Fermiamoci ora a riflettere: quello che stiamo vedendo \u00e8 qualcosa di molto simile a un monumento romano di secoli prima, reinterpretato in maniera diversa. \u00c8 familiare ma anche diverso: familiare negli elementi classici ma diverso nella composizione. Stiamo \u201cascoltando\u201d un linguaggio conosciuto ma usato in maniera nuova e pi\u00f9 moderna.<\/p>\n\n\n\n<p>E il viaggio continua: torniamo a Roma, per la precisione a San Pietro in Montorio, dove Bramante costru\u00ec un piccolo tempietto. Ma non lasciamoci ingannare dalle dimensioni: si tratta di uno dei pi\u00f9 importanti esempi di architettura rinascimentale, anche se \u00e8 davvero di dimensioni contenute. Cos\u00ec contenute che sta all\u2019interno di un cortile dove sembra entrarci quasi a fatica. Eppure anche in uno spazio cos\u00ec limitato, Bramante seppe creare un capolavoro dell\u2019architettura, armonioso, proporzionato e bello.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"854\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_qEo2TwcNOO4Lkar67Z207g-854x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41015\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_qEo2TwcNOO4Lkar67Z207g-854x1024.webp 854w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_qEo2TwcNOO4Lkar67Z207g-250x300.webp 250w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_qEo2TwcNOO4Lkar67Z207g-768x921.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_qEo2TwcNOO4Lkar67Z207g-10x12.webp 10w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_qEo2TwcNOO4Lkar67Z207g.webp 1176w\" sizes=\"(max-width: 854px) 100vw, 854px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Compositivamente il tempietto ha pianta centrale ed \u00e8 un cilindro con un portico colonnato al primo livello e una cupola in sommit\u00e0. Le colonne sono doriche, perfettamente disegnate e proporzionate. La distanza fra di loro non \u00e8 causale ed \u00e8 sicuramente stata scelta con cura da Bramante per dare un senso di pace ed equilibrio. Magari non ve ne accorgete razionalmente ma vi assicuro che quando siete l\u00e0 avete solo sensazioni positive.<\/p>\n\n\n\n<p>In un piccolo spazio e utilizzando una grammatica classica, Bramante cre\u00f2 qualcosa di compositivamente nuovo e lo fece non tradendo il linguaggio classico. Il tempietto ha elementi classici ma, ancora una volta, usa un linguaggio moderno perch\u00e9 li \u201cmonta\u201d in un modo mai visto prima di allora.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:33px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>\u00c8 un linguaggio che si aggiorna e si rinnova pi\u00f9 che un nuovo linguaggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:33px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019opera del Bramante fu cos\u00ec importante che influenz\u00f2 quella di molti architetti dopo di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la cupola di Saint Paul di Christopher Wren a Londra. Fu costruita quasi due secoli dopo ma le affinit\u00e0 con il tempietto di San Pietro in Montorio sono evidenti. Ci sono per\u00f2 delle differenze: innanzitutto non la si pu\u00f2 fisicamente approcciare come il tempietto perch\u00e9 sta in cima a Saint Paul ed \u00e8 fatta per essere ammirata anche da molto lontano. Inoltre l\u2019intercolunnio (la distanza fra le colonne) del suo porticato \u00e8 molto minore di quello scelto da Bramante. In questo caso la sensazione che comunica \u00e8 di un\u2019architettura pi\u00f9 perentoria, assertiva e nervosa. Il contrario di quanto fece Bramante che privilegi\u00f2 la dolcezza compositiva. Vedete? Potrebbero sembrare la stessa composizione architettonica e in un certo senso lo sono, eppure comunicano cose completamente diverse.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"884\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_1CMdIqSmGFyGbTbm-S1b2w-1024x884.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41016\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_1CMdIqSmGFyGbTbm-S1b2w-1024x884.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_1CMdIqSmGFyGbTbm-S1b2w-300x259.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_1CMdIqSmGFyGbTbm-S1b2w-768x663.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_1CMdIqSmGFyGbTbm-S1b2w-14x12.webp 14w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_1CMdIqSmGFyGbTbm-S1b2w.webp 1400w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma gli esempi dell\u2019influenza di Bramante non si fermano qui. Ne cito solo un altro paio ma potrebbero essere molti di pi\u00f9: il primo \u00e8 la biblioteca nota come The Radcliffe Camera a Oxford, progettata da James Gibbs tra il 1737 e il 1749 e il secondo \u00e8 un edificio molto famoso, ossia il Congresso degli Stati Uniti a Washington, progettato e costruito da William Thornton tra il 1793 e il 1800. La biblioteca \u00e8 un edificio a pianta centrale che non tradisce le sue discendenze bramantesche e il secondo ha una cupola che cita quasi letteralmente quella di Wren a Londra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"574\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_jJTBjlg_dqPV5U8Mmg9vKA-1024x574.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41017\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_jJTBjlg_dqPV5U8Mmg9vKA-1024x574.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_jJTBjlg_dqPV5U8Mmg9vKA-300x168.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_jJTBjlg_dqPV5U8Mmg9vKA-768x431.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_jJTBjlg_dqPV5U8Mmg9vKA-1536x862.webp 1536w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_jJTBjlg_dqPV5U8Mmg9vKA-18x10.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_jJTBjlg_dqPV5U8Mmg9vKA.webp 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Radcliffe Camera, Oxford University \u2014 James Gibbs 1737\u201349<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*blQdKv_WDYKATtyllwEyFg.png\" alt=\"Radcliffe Camera, Oxford University \u2014 James Gibbs 1737\u201349Congresso degli Stati Uniti \u2014 William Thornton , 1793\u20131800\"\/><figcaption>Congresso degli Stati Uniti \u2014 William Thornton , 1793\u20131800<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019Arco di Costantino a Sant\u2019Andrea, dal tempietto di Bramante al Congresso americano. Eppure non siamo ancora arrivati ai giorni nostri perch\u00e9 prima dobbiamo soffermarci a parlare di altri importantissimi architetti rinascimentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ****primo, Giulio Romano, proveniva da un\u2019agiata famiglia romana. Era versato in molte arti: era pittore, progett\u00f2 complesse scenografie teatrali per gli spettacoli dei signori e nobili del tempo, fu un architetto di grandissima e gioiosa inventiva. Lavor\u00f2 alla bottega di Raffaello a Roma e nel 1521 venne invitato dai signori di Mantova, i Gonzaga, a progettare un palazzo molto particolare. Sito al di fuori della citt\u00e0 \u2014 almeno per quei tempi, oggi si trova in un grande parco ormai integrato nel tessuto urbano \u2014 Palazzo Te fu commissionato a Giulio Romano da Federico II Gonzaga perch\u00e9 voleva avere un ritiro appartato e monumentale in cui riposare o dare sontuose feste per illustri ospiti o reali. L\u2019ispirazione fu quella delle ville romane e l\u2019inventiva di Romano ebbe qui modo di esprimersi a livelli incredibili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"667\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_ztSZu_xU99_5DjS8o5enAw-1024x667.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41018\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_ztSZu_xU99_5DjS8o5enAw-1024x667.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_ztSZu_xU99_5DjS8o5enAw-300x195.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_ztSZu_xU99_5DjS8o5enAw-768x500.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_ztSZu_xU99_5DjS8o5enAw-1536x1001.webp 1536w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_ztSZu_xU99_5DjS8o5enAw-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_ztSZu_xU99_5DjS8o5enAw.webp 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se osservate una delle facciate per esempio potreste trovarla tutto sommato normale. Ma se guardate con pi\u00f9 attenzione troverete dei dettagli che sembrano fuori posto. Nella trabeazione per esempio dei conci stanno scivolando verso il basso. Altri elementi sono sproporzionati rispetto al canone e altri invece sono sottodimensionati.&nbsp;Giulio Romano riusc\u00ec a divertirsi e divertire con il linguaggio classico: lo us\u00f2 in maniera ingegnosa e anche ironica, pur riuscendo a ottenere complessivamente un disegno composto, aulico e molto classico. Decor\u00f2 anche gli interni con affreschi complessi e ricchi di simbologie spesso esoteriche ma \u00e8 la veste architettonica che oggi ci interessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Palazzo Te era ed \u00e8 un luogo quasi surreale in cui le regole \u2014 anche quelle statiche \u2014 potevano essere sovvertite ed effettivamente venivano sovvertite. E Romano fu capace di farlo pur parlando un linguaggio classico. Ma con un tono di voce diverso e rimescolando le carte.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro architetto abbastanza famoso oper\u00f2 qualche decina di anni dopo a Roma: si chiamava Michelangelo Buonarroti, per gli amici solo \u201cMichelangelo\u201d. Lui non nacque come architetto ma lo divent\u00f2 in et\u00e0 matura: \u00e8 vero, disegn\u00f2 ancora relativamente giovane la Biblioteca Laurenziana a Firenze e soprattutto la sua monumentale e plastica scala. Progett\u00f2 anche facciate di chiese e tombe papali ma potremmo dire che queste furono esperienze pi\u00f9 scultoree che propriamente architettoniche. Nel 1538 invece, attorno ai 50 anni, ottenne l\u2019incarico di ridisegnare la piazza del Campidoglio a Roma per sistemare la statua equestre del Marc\u2019Aurelio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:1400\/1*LLyRmUrgJ9I_qceE3D7kZg.jpeg\" alt=\"Piazza del Campidoglio in un\u2019incisione di \u00c9tienne Dup\u00e9rac\"\/><figcaption>Piazza del Campidoglio in un\u2019incisione di \u00c9tienne Dup\u00e9rac<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Si trattava di un progetto non solo architettonico \u2014 visto che disegn\u00f2 anche le facciate dei palazzi che vi si insistevano, ma anche urbano, con l\u2019invenzione straordinaria ed elegantissima della piazza ellittica al cui centro troneggia la statua. Osservando i due palazzi gemelli che prospettano sulla piazza \u2014 Palazzo dei Conservatori e Palazzo Nuovo \u2014 si pu\u00f2 apprezzare l\u2019invenzione di Michelangelo: quella dell\u2019ordine gigante.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"656\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_j_adAq_rakMRj7AiDCeC-Q-1024x656.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41019\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_j_adAq_rakMRj7AiDCeC-Q-1024x656.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_j_adAq_rakMRj7AiDCeC-Q-300x192.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_j_adAq_rakMRj7AiDCeC-Q-768x492.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_j_adAq_rakMRj7AiDCeC-Q-1536x985.webp 1536w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_j_adAq_rakMRj7AiDCeC-Q-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_j_adAq_rakMRj7AiDCeC-Q.webp 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Le colonne classiche che ripartiscono le loro facciate non sono colonne ma pilastri e inoltre sono alte due piani, da cui il nome \u201cordine gigante\u201d. Il loro capitello \u00e8 corinzio e osservando il portico sulla piazza si nota che ci sono anche altre colonne, di altezza \u201cnormale\u201d \u2014 cio\u00e8 un livello \u2014 ma di ordine ionico. Come quelle del primo piano. Ricordate il Colosseo e la progressione verticale degli ordini: dorico, ionico e corinzio? Michelangelo la nega, saltando quello dorico, impiegando su due livelli sovrapposti quello ionico e raddoppiando quello corinzio. Per non parlare dei dettagli sopraffini delle finestre. Da quelle si capiva quanto Michelangelo amasse l\u2019architettura perch\u00e9 disegn\u00f2 delle finestre cos\u00ec elegantemente decorate da essere qualcosa in pi\u00f9 della pura scultura e qualcosa in meno dell\u2019architettura. Eppure nel suo complesso questa \u00e8 architettura, in una delle sue massime espressioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Palladio non nacque a Roma e le sue umili origini lo avrebbero potuto destinare a una vita anonima, se non addirittura di stenti e povert\u00e0. Era figlio di un mugnaio e fin da giovane lavor\u00f2 come scalpellino. A Padova fu per\u00f2 notato dal conte vicentino Giangiorgio Trissino che ne intu\u00ec il talento e ne finanzi\u00f2 i viaggi di studio a Roma, oltre a essere colui che gli diede il nome aulico di Palladio. Nella capitale studi\u00f2 l\u2019architettura classica, la ridisegn\u00f2 integralmente e ne ricav\u00f2 in tarda et\u00e0 i Quattro Libri dell\u2019Architettura che pubblic\u00f2 assieme a un altro suo mentore, Daniele Barbaro, che cur\u00f2 la traduzione di Vitruvio dal latino.<\/p>\n\n\n\n<p>Palladio disegn\u00f2 molte ville venete, utilizzando elementi indiscutibilmente classici in composizioni architettoniche nuove e moderne. Quando visitiamo una sua opera non possiamo che decretare che sia classica, anche se nessun greco o romano l\u2019avrebbe mai progettata come fece lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendiamo ad esempio Palazzo Chiericati a Vicenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*zUFHE5bYJvnL1X1wGh9Scg.png\" alt=\"Andrea Palladio \u2014 Palazzo Chiericati, Vicenza\"\/><figcaption>Andrea Palladio \u2014 Palazzo Chiericati, Vicenza<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono elementi che riconoscete facilmente: sono le colonne doriche al piano terra e quelle ioniche al primo. In questo caso Palladio rispett\u00f2 la sequenza verticale canonica. Eppure, nonostante la sua forma lineare e geometrica, nessun architetto greco l\u2019avrebbe mai progettato cos\u00ec. Questo approccio alla composizione \u2014 cio\u00e8 a come si combinano elementi rigidi e codificati in forme via via pi\u00f9 complesse \u2014 \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente in altre opere di Palladio, come nelle ville in cui seppe adattare alle esigenze pratiche di tenute di campagna (che a volte erano aziende agricole vere e proprie) o a ville suburbane il linguaggio classico dell\u2019architettura. Queste erano l\u2019invenzione e la capacit\u00e0 del Palladio:&nbsp;conosceva cos\u00ec bene un linguaggio da poterne operare sottili ed eleganti variazioni, senza snaturarlo ma anzi, dandogli un lessico pi\u00f9 contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*mLF00cWjBieYll6_8DfgLw.png\" alt=\"Andrea Palladio \u2014 Chiesa del Redentore, Venezia\"\/><figcaption>Andrea Palladio \u2014 Chiesa del Redentore, Venezia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Qui a Venezia per esempio c\u2019\u00e8 la Chiesa del Redentore. Credo \u2014 ma non penso di essere smentito \u2014 che sia un\u2019opera magnifica. Ve la mostro senza commento ma solo per raccontarvi una cosa divertente che mi \u00e8 capitata cercandone qualche immagine in Google. Sapete che a volte \u2014 specie quando cercate ristoranti o luoghi famosi \u2014 Google vi dice anche come i suoi utenti hanno valutato quei posti. Insomma, una cosa utile, una specie di recensione brevissima. Non ho potuto non notare che il Redentore ha ottenuto solo 4 stelle e mezzo. Un buon punteggio che tuttavia mi ha lasciato con un dubbio: perch\u00e9 non 5 stelle? Perch\u00e9 non il massimo? Perch\u00e9 qualcuno gli ha dato mezzo voto o meno? Forse perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 un ampio parcheggio all\u2019esterno? Ehi, siamo a Venezia!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S<\/strong>cherzi a parte, un ultimo accenno va fatto in merito ai due pi\u00f9 importanti architetti del primo Barocco italiano, ossia Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono molti aneddoti che narrano della rivalit\u00e0 fra i due e probabilmente sono veri o ci piace crederlo. Quello che conta \u00e8 per\u00f2 che furono due straordinari architetti \u2014 il primo fu anche un incredibile scultore \u2014 e cambiarono ancora una volta il linguaggio dell\u2019architettura. O forse dire che lo cambiarono non \u00e8 corretto. Vi aggiunsero declinazioni e parole nuove, inventarono inedite strutture lessicali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2550\/1*8QCudbz90nF6VBKV7p5ieQ.jpeg\" alt=\"Francesco Borromini \u2014 San Carlo alle Quattro Fontane, Roma\"\/><figcaption>Francesco Borromini \u2014 San Carlo alle Quattro Fontane, Roma<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"855\" height=\"577\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DmfBPHd_NRJUUkh61OdDpA.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41020\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DmfBPHd_NRJUUkh61OdDpA.webp 855w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DmfBPHd_NRJUUkh61OdDpA-300x202.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DmfBPHd_NRJUUkh61OdDpA-768x518.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_DmfBPHd_NRJUUkh61OdDpA-18x12.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 855px) 100vw, 855px\" \/><figcaption>Francesco Borromini \u2014 San Carlo alle Quattro Fontane, Roma<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1__IHNZR5UO3mu7Es_jQcNKQ.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41021\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1__IHNZR5UO3mu7Es_jQcNKQ.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1__IHNZR5UO3mu7Es_jQcNKQ-300x200.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1__IHNZR5UO3mu7Es_jQcNKQ-768x512.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1__IHNZR5UO3mu7Es_jQcNKQ-18x12.webp 18w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Francesco Borromini \u2014 Sant&#8217;Ivo alla Sapienza, Roma<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Osservando la facciata o l\u2019interno di San Carlo alle Quattro Fontane del Borromini non si pu\u00f2 non notare che al linguaggio classico qui \u00e8 successo qualcosa. \u00c8 ancora classico nelle sue parti ma ha acquisito una nuova dimensione: una profondit\u00e0 data dal flettesti e curvarsi della sua facciata. Non si pu\u00f2 non restare stupiti dalla capacit\u00e0 del Borromini di immaginare degli spazi cos\u00ec complessi costruttivamente. Oggi ci siamo abituati: le architetture che vediamo sono strane e hanno forme bizzarre. Sembrano quasi animali partoriti dalla fantasia di architetti dalla fervida immaginazione. Ma, appunto, oggi \u00e8 quasi normale vedere cose del genere perch\u00e9 ci sono i computer ad assistere la mente prolifica dei progettisti. Borromini invece aveva solo il suo cervello ad assisterlo. E una straordinaria capacit\u00e0 di prefigurare spazi, risolvendoli allo stesso tempo dal punto di vista compositivo, nel rispetto dei codici dell\u2019architettura. Non era facile, per niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio \u2014 ma potrei dilungarmi parlando di innumerevoli casi particolari \u2014 quando una trabeazione viene piegata e flessa si pongono diversi problemi compositivi: come si comportano le colonne sottostanti? Che intercolunnio bisogna adottare? Non sono questioni marginali eppure lui le risolse brillantemente: quando siam dentro San\u2019Ivo alla Sapienza o osserviamo il rincorrersi e incontrarsi delle curve che lui disegn\u00f2 percepiamo un equilibrio pur nel nervosismo compositivo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:33px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Semplificando dobbiamo ammettere che, pur nella complessit\u00e0 di queste opere, ogni cosa \u00e8 al suo posto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:33px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019architettura di Bernini era forse pi\u00f9 composta e meno sensuale di quella del Borromini, eppure vi si pu\u00f2 vedere un\u2019analoga capacit\u00e0 di piegare il linguaggio in nuove forme. Lo fece tra l\u2019altro su di una scala che resta tutt\u2019ora inesplorata per dimensioni: il portico di San Pietro \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi mai costruiti, forse ancora il pi\u00f9 grande.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"692\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_a7_wpmdkIqxgodZPh3TsvQ-1024x692.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-41022\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_a7_wpmdkIqxgodZPh3TsvQ-1024x692.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_a7_wpmdkIqxgodZPh3TsvQ-300x203.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_a7_wpmdkIqxgodZPh3TsvQ-768x519.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_a7_wpmdkIqxgodZPh3TsvQ-1536x1038.webp 1536w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_a7_wpmdkIqxgodZPh3TsvQ-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_a7_wpmdkIqxgodZPh3TsvQ.webp 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Sapete da quante colonne \u00e8 composto? 280, alte pi\u00f9 di 15 metri. Qualcosa di grandioso e trionfale per simboleggiare l\u2019abbraccio di Madre Chiesa ai suoi fedeli. Se guardate la sua forma infatti vedete che \u00e8 chiaramente un abbraccio e questo \u00e8 l\u2019effetto che se ne ha passeggiando in quella piazza: una forza vi circonda e vi spinge prospetticamente e spazialmente verso la Basilica di San Pietro. Eppure se osserviamo da che elementi \u00e8 composto notiamo che ci sono molto familiari: sono colonne doriche. 280 gigantesche colonne in travertino disegnate nel vecchio, caro ordine dorico. Ma arrangiate secondo una geometria che nessun greco avrebbe mai immaginato.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:33px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Ancora una volta: un linguaggio familiare ma pronunciato in maniera diversa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:33px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Concludo questa prima parte mostrandovi un edificio che forse vi sar\u00e0 familiare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"676\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_thSfUWqVvV5V7pH5aAldTw-1024x676.webp\" alt=\"L\u2019architettura parla un linguaggio. A partire da quello classico e fino a quello contemporaneo, ecco come si \u00e8 evoluto nel corso della storia.\" class=\"wp-image-41023\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_thSfUWqVvV5V7pH5aAldTw-1024x676.webp 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_thSfUWqVvV5V7pH5aAldTw-300x198.webp 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_thSfUWqVvV5V7pH5aAldTw-768x507.webp 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_thSfUWqVvV5V7pH5aAldTw-18x12.webp 18w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1_thSfUWqVvV5V7pH5aAldTw.webp 1400w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 la Widener Library di Harvard e ho constatato con un certo stupore che non \u00e8 nemmeno tanto vecchia: \u00e8 del 1912.<\/p>\n\n\n\n<p>Non avrete problemi a definirlo un edificio classico, credo: ha un portico lineare che usa colonne corinzie, ha una trabeazione con un fregio che ne ricorda la fondazione, esattamente come il Pantheon a Roma. Senza che nessuno vi spieghi cosa c\u2019\u00e8 dietro quella facciata potrete capire che si deve trattare di un edificio importante e pubblico. Questo sa comunicare l\u2019architettura classica, anche se costruita molti secoli o millenni dopo che fu eretta la prima colonna dorica mai scolpita: questo edificio \u00e8 importante, \u00e8 bello, \u00e8 armonioso e proporzionato.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 lo \u00e8? Perch\u00e9 lo percepiamo come tale e perch\u00e9 rispetta delle regole.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"93cd\">Il linguaggio classico dell\u2019architettura entra in crisi nell\u2019era moderna. A chi parla e come parla oggi l\u2019architettura?<\/h4>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p id=\"6ee2\">Prima di procedere a parlare del linguaggio contemporaneo dell\u2019architettura dobbiamo soffermarci ancora un attimo su quello classico. Dobbiamo insomma parlare di Vitruvio e di quanto scrisse sulle qualit\u00e0 che un\u2019architettura deve avere.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"80e4\">Sino a qui abbiamo parlato degli elementi e degli ordini classici ma spesso mi avete sentito citare la parola \u201ccomposizione\u201d o il verbo \u201ccomporre\u201d. Come ogni linguaggio, anche quello architettonico ha delle regole e serve a comporre un discorso, a comunicare.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\">Il discorso dell\u2019architettura sono gli edifici, composti da parole che sono i suoi elementi.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"b819\">Vitruvio individu\u00f2 tre caratteristiche che l\u2019architettura deve avere: firmitas, utilitas e venustas.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"56c3\">Firmitas<\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*QL_cxGh7ebYA8T6h8H1csQ.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Piramidi di Giza<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"57b1\">Potrebbe sembrare che mi contraddica mostrandovi le piramidi di Giza, ma stiamo parlando di&nbsp;<em>firmitas,&nbsp;<\/em>ossia<em>&nbsp;<\/em>solidit\u00e0<em>.&nbsp;<\/em>Cosa di meglio per illustrare l\u2019idea di edifici che resistono indomiti da millenni? Le piramidi furono costruite per conservare le spoglie divine dei faraoni e furono quindi progettate per durare il pi\u00f9 a lungo possibile. Per costruirle demolirono letteralmente delle montagne e le trasferirono a chilometri di distanza. \u00c8 difficile trovare esempi altrettanto eloquenti di qualcosa costruito avendo a cuore la sua solidit\u00e0 e durata nel tempo, anche se non si tratta di esempi classici. Nel qual caso avrei comunque potuto ripetermi citando nuovamente il Colosseo o qualche altro centinaio di edifici o templi o basiliche che hanno sfidato i secoli e sono giunte sino a noi intatte o quasi. Quanti edifici vengono progettati oggi per durare millenni? Azzardo una percentuale: 0%.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"ee85\">Utilitas<\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*hIlUqI8ldzV48bvpuPrllw.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"6ab8\">L\u2019architettura deve avere un\u2019utilit\u00e0. Se si considera che l\u2019atto di costruire di cui l\u2019architettura ne \u00e8 scienza e arte ordinatrice \u2014 come dire \u2014 nasce dal bisogno umano di proteggersi costruendo un rifugio, \u00e8 chiaro che questa sua origine debba essere preservata e perseguita.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"d158\">Al giorno d\u2019oggi questa qualit\u00e0 \u00e8 entrata in crisi in un modo che Vitruvio non poteva prevedere. Mi spiego meglio: al suo tempo non era dato che un tempio fosse disegnato come un mercato olitorio e una casa patrizia come un tempio. Esistevano delle tipologie ben codificate che rendevano gli edifici riconoscibili. Ancora oggi di fronte a delle rovine romane possiamo indovinare se sono quelle di un tempio o di un palazzo pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"1938\">Di quanti edifici moderni possiamo invece capire la funzione semplicemente guardandoli? Ci sono chiese che assomigliano ad attrazioni da Luna Park, hotel che sembrano banche e banche che sembrano bar. Faccio delle semplici constatazioni, non voglio fare il moralista: certe contaminazioni sono spesso molto creative e proficue. Dico solo che oggi \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 difficile essere sicuri di cosa stiamo guardando.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"9dd9\">L\u2019esempio che ho scelto \u00e8, ancora una volta, apparentemente ingannevole: si tratta del pozzo di San Patrizio a Orvieto, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane nella met\u00e0 del \u2018500. Perch\u00e9 vi starei ingannando? Scherzo, ma quello che intendo \u00e8 che non \u00e8 facile capire a prima vista di cosa si tratta. Un cannocchiale astronomico? Il pozzo di una gigantesca scala? No: si tratta di un pozzo fatto costruire con un intento ben preciso, ossia approvvigionare d\u2019acqua la citt\u00e0 di Orvieto in caso di assedio. A quel tempo vi risiedeva il papa fuggito da Roma dopo il Sacco. La sua funzione\/utilit\u00e0 era chiara: doveva servire a procurare acqua. Il modo superlativo in cui Sangallo lo progett\u00f2 \u00e8 indice di quanto l\u2019utilitas gli stesse a cuore, e anche la venustas, perch\u00e9 no: il pozzo \u00e8 infatti accessibile con due rampe indipendenti percorribili da asini e conducenti che potevano scendere e risalire senza mai incrociare i flussi. Ed \u00e8 cos\u00ec bello da essere anche minimalista e perfino moderno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:1400\/1*h9oTFuIHfR5VrVUz2GDYtA.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Villa Caprarola, Vignola<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"c14c\">Ma vorrei anche mostrarvi le straordinarie scale di Villa Farnese a Caprarola. Si tratta di una villa con un impianto pentagonale. Un po\u2019 strano per una villa suburbana e infatti la sua storia ha almeno due fasi: in quella iniziale doveva essere una fortezza e la disegn\u00f2 Antonio da Sangallo il Giovane che poi mor\u00ec durante la sua costruzione. A terminarla fu chiamato allora il Vignola. Nel frattempo erano venute meno le necessit\u00e0 difensive e quindi si decise di trasformarla in una villa patrizia. Ecco da cosa nacque quindi questa straordinaria scala. Eppure si trattava pur sempre di una scala, quindi di una parte di costruzione di servizio. Il Vignola invece cre\u00f2 un capolavoro di bellezza e arguzia compositiva. Questa volta usando elementi classici come le colonne doriche binate. Vi ricordano qualcosa? Esatto: il tempietto del Bramante. In quel caso le colonne doriche chiudevano un portico ma in questo caso il Vignola va anche oltre: le accoppia e le dispone non solo circolarmente ma anche lungo una spirale. Le scale di Villa Caprarola sono una specie di tempietto di Bramante sviluppato su di una spirale, e spero dicendo ci\u00f2 che n\u00e9 Bramante n\u00e9 Vignola si rivoltino nella tomba.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"3712\">Sono belle nel senso di venustas, di cui parliamo adesso.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"822c\">Venustas<\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*wHc-mwlVQB-9XBnmB93Ytg.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"2d8a\">La vetustas indica l\u2019aspetto pi\u00f9 estetico, se vogliamo: l\u2019architettura deve insomma essere bella, armoniosa, proporzionata. Dato che molti elementi che la compongono provengono dal mondo naturale e che le sue proporzioni sono lette dall\u2019uomo come corrette e coerenti o meno a seconda dell\u2019accordo che trovano o meno con le sue dimensioni e proporzioni, un edificio deve esprimere queste qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"0cf7\">L\u2019edificio che ho scelto per parlarvi di questa qualit\u00e0 \u00e8 uno dei pi\u00f9 famosi \u2014 giustamente famosi e celebrati \u2014 in tutto il mondo: \u00e8 il Pantheon a Roma, inaugurato da Agrippa nel 37 AC e ricostruito da Adriano 150 anni dopo quando venne distrutto da un incendio. Questo tempio che dal nome stesso si evince essere dedicato a tutte le divinit\u00e0 \u2014 passate, presenti e future \u2014 pu\u00f2 degnamente chiudere il discorso sulla trilogia di qualit\u00e0 che l\u2019architettura classica deve avere. Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"398f\"><strong>Firmitas<\/strong>&nbsp;\u2014 si tratta sicuramente di un edificio destinato a durare nei millenni. I muri del tamburo destinati a sopportare le spinte verticali scaricate dalla immensa cupola di 43,44 m di diametro in calcestruzzo raggiungono in alcuni punti lo spessore di 4,5 metri e sono in mattoni e calcestruzzo (che al tempo esisteva gi\u00e0, anche se non armato, ovviamente). Al centro la cupola \u00e8 aperta da un foro di 9 metri di diametro. Finch\u00e9 Brunelleschi non costru\u00ec l\u2019immensa cupola del Duomo di Firenze questa rimase la pi\u00f9 grande mai costruita dall\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"cbc5\"><strong>Utilitas<\/strong>&nbsp;\u2014 il Pantheon \u00e8 un tempio a pianta centrale preceduto da un pronao esterno che ne denuncia con chiarezza la sua destinazione: \u00e8 progettato come un tempio che non si risolve in s\u00e9 stesso ma funge da spazio intermedio per accedere poi all\u2019ambiente centrale vero e proprio. Non si pu\u00f2 sbagliare: questo \u00e8 un tempio.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"2af2\"><strong>Venustas<\/strong>&nbsp;\u2014 Il Pantheon \u00e8 uno spazio di rara armonia perch\u00e9, pur nelle sue notevoli dimensioni, \u00e8 concentrato e potente. Al suo interno ci si potrebbe alloggiare una sfera dello stesso diametro della cupola. Semplici forme geometriche e solide ne governano la composizione. \u00c8 insomma uno spazio perfettamente equilibrato, che condensa le sue forze in un momento di rara potenza compositiva.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*-LPJn2jV3AZscCvgtaO_7g.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Cattedrale di Charteres, 1194\u20131220<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"dd9e\">Ma l\u2019architettura non \u00e8 bella, utile e duratura solo quando \u00e8 massiccia. All\u2019altra parte dello spettro potremmo mettere infatti l\u2019architettura gotica, di cui qui cito solo l\u2019esempio della Cattedrale di Charteres costruita nel 12\u00b0 secolo. Anche qui ci troviamo di fronte a una costruzione che ha una funzione chiara, \u00e8 costruita in modo da durare nel tempo ed \u00e8 molto bella. Ma \u00e8 allo stesso tempo un\u2019architettura economica: non nel senso che costi poco (ne dubito) ma nel senso che usa la minor quantit\u00e0 di materiale necessaria per ottenere questo risultato: le sue parti solide indicano infatti la direzione delle forze che la sostengono e che si scaricano a terra e tutto il resto \u00e8 vetro. Difficile ottenere di pi\u00f9 con meno materiale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"d85a\">L\u2019era moderna<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*pgwg93ZQ_fMAglNhYk7UPQ.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Looshaus, Wien \u2014 Adolf Loos, 1909<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"1452\">Ci avviciniamo ora nel nostro viaggio all\u2019era moderna e ai giorni nostri.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"fc41\">Quella che vedete \u00e8 la Looshaus a Vienna. Fu progettata da Adolf Loos nel 1909. Loos era un architetto austriaco che, se al tempo l\u2019avessero gi\u00e0 inventato, potremmo definire minimalista. Sicuramente inorridirebbe a essere definito cos\u00ec, ma almeno potrete capire quello che intendo. Per farvelo anzi capire meglio vi dir\u00f2 che scrisse un saggio che si intitolava \u201cOrnamento e delitto\u201d. S\u00ec, Loos ce l\u2019aveva con l\u2019ornamento e non stupisce quindi che questo suo importantissimo edificio ne fosse totalmente o quasi privo. Le uniche concessioni che fece furono quelle dell\u2019uso di un pregiato marmo verde al piano terra. Ma non lo fece per questioni estetiche: voleva distinguere la funzione commerciale da quella residenziale che risolse invece ai piani superiori con un semplice intonaco tipico delle tradizione costruttiva viennese. Dal punto di vista compositivo \u00e8 un edificio semplice: le finestre sono finestre, il portico \u00e8 un portico. Tutto \u00e8 al suo posto. Eppure la sua forza dirompente pu\u00f2 essere colta solo se ci si volta e si guarda cosa fronteggia: l\u2019Hofburg, ossia la residenza dell\u2019imperatore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:1400\/1*q8qQnPA3ZSd8RXP0ivaa8A.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"acab\">Non si potrebbe immaginare niente di pi\u00f9 diverso e infatti quando venne ultimato il paragone fu inevitabile, cos\u00ec come fu impossibile non considerarlo un affronto. A Vienna in quegli anni sembrava che tutti odiassero la Looshaus e furono cos\u00ec violenti gli attacchi che Loos and\u00f2 in depressione.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"45df\">Ma la storia gli diede ragione perch\u00e9 dall\u2019inizio del \u2018900 in poi l\u2019architettura era destinata a prendere una strada che l\u2019avrebbe portata lontanissima dalle sue origini classiche. Spogliarla dei suoi ornamenti fu solo l\u2019inizio e Loos colse un sentimento che in Europa era sempre pi\u00f9 manifesto: l\u2019uomo moderno stava mettendo in discussione s\u00e9 stesso, le conoscenze scientifiche, i fondamenti del vivere civile e, con quelli, la visione del mondo che sino a quel punto aveva dominato e ordinato il mondo. L\u2019umanit\u00e0 si stava avviando verso un viaggio con destinazione sconosciuta e il linguaggio stesso entr\u00f2 in crisi. E con quello, anche l\u2019architettura.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"0553\">Il luogo dove tutto ci\u00f2 avvenne non \u00e8 casuale: Vienna era una citt\u00e0 in forte fermento culturale in quegli anni. E non solo culturale: anche scientifico, e basta citare la fondazione della psicologia con Sigmund Freud. Quello che venne letto al tempo come un periodo decadente che port\u00f2 dopo pochi anni al primo conflitto mondiale non deve per\u00f2 essere confuso con un\u2019era degenerata. Si tratt\u00f2 anzi di un tempo interessantissimo da molti punti di vista. Cos\u00ec interessante che continua a dirci cose che capiamo benissimo anche a pi\u00f9 di un secolo di distanza.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"6d2d\">In quegli anni l\u2019arte inizi\u00f2 a smarcarsi dal classicismo. Artisti come Klimt, Moser, Schiele e molti altri riuniti nella cosiddetta Secessione Viennese fecero qualcosa di impensabile: fondarono un nuovo linguaggio. Non so se avete presente cosa significhi una cosa del genere ma potrei riassumerlo semplicemente cos\u00ec: non \u00e8 facile. \u00c8 rivoluzionario.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"20ad\">L\u2019edificio che diede una presenza tangibile a questo movimento fu il Palazzo della Secessione. Non \u00e8 questo il momento e il luogo per approfondire l\u2019opera di questi artisti ma vi faccio osservare le sembianze che questi artisti diedero alla loro \u201ccasa\u201d, disegnata da Joseph Maria Olbrich.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*bQP7kPj38uJmiI0uHT6BTA.jpeg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"5095\">Riconoscete qualche elemento classico? Qualche colonna dorica? Qualche capitello corinzio? Vi aiuto io: non ne cercate perch\u00e9 non ne troverete neanche uno. Questa era un\u2019architettura che cercava nuovi stili e, se non poteva trovare parole nel linguaggio classico, ne fondava uno nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"1b19\">Fu un punto di rottura culturale, artistico e psicologico per l\u2019intera Europa e, da l\u00ec in poi, per l\u2019uomo moderno. Gli stili classici non potevano pi\u00f9 descrivere l\u2019inquietudine che cresceva nella societ\u00e0. La solennit\u00e0 degli ordini apparteneva a un\u2019altra epoca. Il secolo appena nato era quello che avrebbe visto due conflitti mondiali e una guerra tattica che sarebbe finita solo dopo molti decenni con il crollo del muro di Berlino.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"0d24\">Vi faccio osservare che le guerre mondiali sono definite da un numero. La prima indica che non ve ne furono altre prima: quella che si combatt\u00e8 fra il 1915 e il 1918 fu la prima guerra in cui tutto il mondo venne coinvolto, o almeno le sue pi\u00f9 grandi e potenti nazioni. Tempi mai visti si stavano preparando.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"2a87\">Nuovi stili, nuovi linguaggi<\/h3>\n\n\n\n<p id=\"49ca\">Concedetemi ora una semplificazione: \u00e8 necessaria per non caricare di dettagli questa lezione e per arrivare prima al punto finale di questa discussione.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"afb5\">L\u2019architettura moderna ha preso diverse strade dalla Looshaus in poi. Si espresse in modi diversissimi: dovremmo parlare dell\u2019Art Nouveau, dell\u2019Art Deco, del Liberty, del Neoplasticismo e di tante altre correnti artistiche. Oggi voglio concentrarmi solo su due in particolare, perch\u00e9 sono sopravvissute meglio alle altre e perch\u00e9, per molti versi, sono ancora vitali tutt\u2019oggi. Parlo dell\u2019architettura razionalista e di quella organica. Qualche immagine vi chiarir\u00e0 meglio cosa intendo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"2fbf\">Razionalismo\/International Style<\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*x7CXz9j-YCk4mUxBGqkY1Q.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"ad9a\">Quella che vedete \u00e8 Ville Savoye di Le Corbusier. \u00c8 considerata un manifesto dell\u2019architettura razionalista e, pi\u00f9 tardi, dell\u2019International Style. Quest\u2019ultimo \u00e8 un\u2019invenzione \u2014 diciamo: non nel senso che non sia esistito ma nel senso che il nome deriva da un\u2019importantissima esposizione del 1932 curata da Philip Johnson al MoMA di New York. Quello che Johnson individu\u00f2 ed espose al MoMA era un nuovo stile, internazionale appunto: vi appartenevano architetti europei e americani (ok, in questo senso \u201cinternazionale\u201d \u00e8 un po\u2019 occidentale-centrico, ma mi potete capire) che si esprimevano con un linguaggio comune. Individuarlo \u00e8 semplice: \u00e8 privo di decorazioni, si esprime con volumi semplici, superfici piatte, tetti piani, assenza di colori. Potremmo definirlo razionalista e non sbaglieremmo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"7ab2\">Questo stile venne declinato poi in molti modi e anche utilizzando diversi materiali ma la sostanza \u00e8 che la matrice era comune e portava a una semplificazione razionale del linguaggio architettonico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:1400\/1*DuRKUdfJFP7AVC7YlaXRjA.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Schr\u00f6der House, Gerrit Rietveld, Utrecht 1924<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"58bc\">Nella Schr\u00f6der House di Gerrit Rietveld per esempio lo studio del colore arricchisce lo spazio e crea un ponte fra architettura e pittura dando una tridimensionalit\u00e0 agli studi di artisti neoplastici come Theo Van Doesburg o Piet Mondrian.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*nMraLHGHHbuoUKlJgrO4TA.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Barcelona Pavilion, Mies van der Rohe, 1929<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"97e0\">Il padiglione di Barcelona disegnato da Mies van der Rohe per l\u2019Esposizione Internazionale del 1929 \u00e8 invece un edificio razionalista che usa materiali pregiati come travertino e marmi e colonne cromate di disegno cruciforme.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"372f\">Mies van der Rohe \u00e8 noto anche per il suo detto \u201cLess is more\u201d quindi ci siamo capiti, no?<\/p>\n\n\n\n<p id=\"61e0\">L\u2019altro stile di cui dobbiamo parlare \u00e8 l\u2019esatto opposto, ma non parlo di uno stile neobarocco o iperdecorativo. Parlo dello stile organico.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"abb2\">Architettura organica<\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*TnQ0nf8v1bPRaNCtjHCq7w.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Frank Lloyd Wright \u2014 Robie House , Chicago 1908\/1910<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"3e14\">La Robie House a Chicago di Frank Lloyd Wright potrebbe non sembrare una casa organica: ci sono degli angoli retti, quindi non \u00e8 organica, no? Non proprio.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Organico \u00e8 ci\u00f2 che pare generarsi spontaneamente dal terreno ed \u00e8 questo il caso della Robie House.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p id=\"b759\">Piuttosto dovremmo valutarla compositivamente per come le parti che le danno forma si rapportano fra di loro e allora potremmo capire che s\u00ec, ci sono angoli retti, ma il loro senso \u00e8 quello di appartenere a solidi che sembrano nascere e giustapporsi secondo una logica organica gli uni agli altri.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*l2q94S2TFqc5cb7rBvv4NQ.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Frank Lloyd Wright \u2014 Fallingwater House , 1935<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"e422\">Sicuramente organica \u00e8 la Casa sulla Cascata, la sua opera probabilmente pi\u00f9 famosa. Costruita su una cascata, \u00e8 giustamente celebrata come uno dei capolavori pi\u00f9 alti dell\u2019architettura moderna perch\u00e9 sembra essere nata assiema a questa. L\u2019impiego dei materiali e la sua forza espressiva sembrano accentuare ancora di pi\u00f9 quella naturale dell\u2019acqua e, pur essendo opera dell\u2019uomo, rendono questo luogo ancora pi\u00f9 bello. Gli aggiungono qualcosa, in un certo senso.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"2a59\">E ancora: Alvar Aalto e le sue architetture che tanto hanno significato per esprimere e far conoscere al mondo il sentimento per la natura del finlandesi e in genere dei popoli nordici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*UOT18lLio4vOaWW6ZiqY9w.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Villa Mairea \u2014 Noormarkku \u2014 Alvar Aalto 1938\/1939<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:1400\/1*efzNzssbU8XmbgO70YVojw.jpeg\" alt=\"\"\/><figcaption>Villa Mairea \u2014 Noormarkku \u2014 Alvar Aalto 1938\/1939<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"2afe\">Di certo queste poche immagini possono gi\u00e0 darvi un\u2019idea di qualcosa di pi\u00f9 naturale, se non altro nei materiali impiegati, giusto?<\/p>\n\n\n\n<p id=\"5a5a\">Ma l\u2019architettura organica, avrete capito, non \u00e8 definita solo dai materiali che usa ma piuttosto dall\u2019atteggiamento che ha nei confronti della composizione. Non c\u2019\u00e8 niente di classico in questi edifici e non c\u2019\u00e8 neanche niente di razionale. Sicuramente sono architetture funzionali, nel senso che assolvono al loro compito principale (utilitas) ma sono il risultato di un atteggiamento mentale molto pi\u00f9 libero espressivamente di quello razionalista o almeno meno mediato.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"3b8e\">L\u2019architettura oggi<\/h4>\n\n\n\n<p id=\"c3f9\">Siamo giunti all\u2019ultima parte di questo viaggio. Siamo ai giorni nostri e parliamo di edifici che vengono costruiti oggi o sono stati costruiti negli ultimi 10 o 20 anni. Parliamo insomma di architettura contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"def7\">Ricordate che siamo partiti da molto distante: dal linguaggio di quella classica: dalle colonne e dalle qualit\u00e0 che un\u2019architettura deve avere secondo Vitruvio. Poi abbiamo visto come all\u2019inizio del secolo scorso questo linguaggio sia stato messo in discussione e superato. Da quel momento in poi non esisteva pi\u00f9 un unico linguaggio da imparare per esprimersi: ognuno sceglieva quello pi\u00f9 congeniale e, se non esisteva, se lo inventava. Fra i numerosi linguaggi che si sono alternati ne ho scelti due in particolare perch\u00e9 sono arrivati integri e vitali ai giorni nostri e soprattutto sono mutati, fondendosi. Il razionalismo \u00e8 mutato recentemente nel minimalismo, mentre l\u2019organicismo ha avuto mille moti espressivi diversi. Solo recentemente per\u00f2 hanno trovato modo di unirsi in un linguaggio nuovo. Il suo nome deriva da un modo di progettare basato sull\u2019uso del computer. La chiameremo Architettura Parametrica.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"ed0d\">Architettura Parametrica<\/h5>\n\n\n\n<p id=\"c8e4\">Senza la Computer Science non ci sarebbe Architettura Parametrica. Si tratta infatti di un tipo di architettura e di linguaggio strettamente legati all\u2019uso del computer. Detto in poche parole:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>L\u2019Architettura Parametrica si basa sull\u2019utilizzo di computer e di algoritmi per creare oggetti\/edifici le cui parti sono legate fra di loro. \u00c8 un\u2019evoluzione della modellazione 3D classica perch\u00e9 gli elementi che la compongono hanno relazioni fra di loro: se ne muovete uno, tutto il resto del modello si adatter\u00e0 a questo cambiamento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:35px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p id=\"4ebb\">Personalmente considero quest\u2019architettura come il risultato della fusione di razionalismo e organicismo in questo senso: il razionalismo ha a che fare con l\u2019uso del computer mentre l\u2019organicismo \u00e8 legato al risultato che si ottiene usando questo approccio.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"a4f2\">Qualche esempio vi potr\u00e0 aiutare a capire meglio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*nGwrGpDLC-5ju-IcmuhBNg.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Mercedes-Benz Museum, Stuttgard, Ben Van Berkel \u2014 2007<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"c7d2\">Il Mercedes-Benz Museum a Stoccarda di Ben Van Berkel ha poco pi\u00f9 di 10 anni: \u00e8 del 2007. \u00c8 uno dei primi esempi di architettura progettata usando il design parametrico. Cosa se ne pu\u00f2 dire? Che \u00e8 stupefacente, che sembra un mostro che si \u00e8 autogenerato, che \u00e8 interessante, che \u00e8 bello o brutto. \u00c8 difficile approcciarsi esteticamente \u2014 ammesso che ormai abbia alcun senso farlo \u2014 a questo tipo di architettura.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"725b\">Se lo dovessimo giudicare da un punto di vista vitruviano potremmo dire che rispetta l\u2019utilitas: \u00e8 un museo e immagino che come tale funzioni bene.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"2e04\">E secondo la firmitas? Durer\u00e0 per lungo tempo? Non ne sarei tanto sicuro e la stessa cosa la si pu\u00f2 dire di quasi tutta l\u2019architettura realizzata in questi ultimi decenni. Abbiamo iniziato questa conversazione parlando del Colosseo e dell\u2019Arco di Costantino. Questi monumenti sono ancora in piedi dopo pi\u00f9 di duemila anni. Potrebbe darsi che sia dovuto al fatto che sono costruiti con materiali durevoli come il marmo, la pietra e i mattoni, certamente. Questo \u00e8 costruito in cemento, alluminio, vetro e acciaio. Sar\u00e0 ancora in piedi fra 2000 anni? Ne dubito. Forse sar\u00e0 una rovina ma pi\u00f9 probabilmente al suo posto ci saranno erba e piante e anatre che se ne vanno a spasso.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"0fee\">Infine: vetustas. \u00c8 bello? Non ha pi\u00f9 senso ormai parlarne in termini estetici. Non sto dicendo che il Mercedes Benz Museum sia bello o brutto, giusto o sbagliato. Lo valuto solo dal punto di vista del suo linguaggio: \u00e8 il risultato di due forze che si sono unite, e cio\u00e8 quella razionale e quella organica. Gi\u00e0 solo per questo \u00e8 interessante.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ae09\">Un altro esempio \u00e8 quello della Philharmonie de Paris di Jean Nouvel.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*LX8_HE93V1Q8r0gJutz_1A.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Jean Nouvel, Philharmonie de Paris<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"41d1\">Innanzitutto una curiosit\u00e0: Jean Nouvel stesso non ne ha riconosciuto la paternit\u00e0. Credo \u2014 da quanto ho capito \u2014 per dei contrasti su alcuni dettagli, non sulla forma generale. Ammetto di non esserci stato ma dalle foto che ne ho visto non ne sono neanche particolarmente attratto. Lo uso come esempio perch\u00e9 qui non c\u2019\u00e8 davvero pi\u00f9 niente che possa ricordare un\u2019architettura classica. \u00c8 persino difficile individuare un elemento statico come un semplice pilastro. Questo edificio \u00e8 significativo di ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare oggi nella progettazione e, ripeto, non ne do alcun giudizio estetico, e tantomeno avrebbe senso dire che in termini di architettura classica \u00e8 un disastro: sono due linguaggi diversi ed \u00e8 scorretto metterli a confronto. Piuttosto posso dire che se il linguaggio classico non parla pi\u00f9 all\u2019uomo moderno dall\u2019inizio del secolo scorso, questo \u00e8 il nuovo linguaggio \u2014 o almeno uno dei possibili linguaggi \u2014 che descrive la contemporaneit\u00e0. Forse, ma lo dico come provocazione, l\u2019uomo contemporaneo ha difficolt\u00e0 a descriversi in termini comprensibili.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"6135\">E potrei andare avanti ma mi limiter\u00f2 ad alcuni casi particolari come quello di Frank Gehry, che deve moltissimo al design computerizzato e oggi a quello parametrico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*czRc2VxSgycicoj6L4claA.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Frank O. Gehry \u2014 Lou Ruvo Center for Brain Health, Las Vegas, 2010<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"0171\">Gehry d\u00e0 sempre l\u2019impressione di guardarti con uno sguardo ironico, come se non volesse darti la certezza di essere serio o di scherzare. Per\u00f2 ammetto che la Foundation Louis Vuitton che ha terminato qualche anno fa nel bellissimo Bois de Boulogne a Parigi \u00e8 un edificio notevolissimo. Non in senso classico ma perch\u00e9 lo \u00e8 in quanto etereo pur essendo grande come un gigantesco insetto (ma altrettanto leggero, almeno visivamente).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:1400\/1*9w1y6tYFbjUQAO5L0RiN1A.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"e493\">Un altro tipo di architettura che si vede sempre pi\u00f9 spesso \u00e8 quella di Bjarke Ingels, fondatore di BIG, ossia Bjarke Ingels Group (anche se BIG \u00e8 un acronimo voluto e proporzionale alle sue ambizioni).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Io odio Ingels. Scherzo ovviamente. Lo studio da anni perch\u00e9 \u00e8 stato in grado di fondare uno studio che dal nulla \u00e8 diventato uno dei 10 pi\u00f9 importanti al mondo. E l\u2019ha fatto in poco pi\u00f9 di 10 anni. E ha la mia et\u00e0 ed \u00e8 famosissimo e io no. Quindi lo odio. Dai, scherzo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"cfe5\">Questo \u00e8 uno dei suoi primi edifici costruiti a Copenhagen. Un condominio grande svariati isolati, una cosa davvero mastodontica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:5048\/1*PMsTFw7NXbCS4qYhKFtaRw.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:5036\/1*tHQa-v9wzm_BuSxpWRffpw.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Bjarke Ingels \u2014 BIG<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"35e4\">Uso questo come esempio perch\u00e9 recentemente mi sono imbattuto in questo suo progetto pi\u00f9 recente di un edificio ad Amsterdam e aveva qualcosa di familiare: \u00e8 lo stesso capovolto! Ehi Bjarke, stai finendo le idee? (scherzo!).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"006c\">E poi come non citare Zaha Hadid, una delle pi\u00f9 celebrate architette degli ultimi 30 anni? Il computer le \u00e8 stato fedele servitore e le ha permesso di realizzare le sue idee spaziali pi\u00f9 ardite.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:5016\/1*7B7Q7FQmxVhTEg71Ce8nSw.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:5008\/1*DSbZqwJq8xvActG2or3NiQ.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Zaha Hadid: Heydar Aliyev Center Baku, Azerbaijan (sinistra) e Casa Doronin (destra)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"cf11\">Ora: guardiamo per qualche istante questi edifici e cerchiamo di capire se la loro forma ci indica in qualche modo a cosa servono. Non saprei dire se siano generati pi\u00f9 dalla voglia di stupire dei loro autori o dal fatto \u2014 pi\u00f9 o meno consapevole \u2014 che questo \u00e8 uno dei possibili linguaggi con cui parla l\u2019architettura d\u2019oggi. So per certo che non hanno alcuna caratteristica vitruviana: se li osservate non c\u2019\u00e8 modo di capire cosa succede dentro, n\u00e9 si pu\u00f2 dirne che siano belli o brutti e tanto meno che dureranno 2000 anni.<br>La casa di Zaha Hadid potrebbe sembrare un osservatorio astronomico e l\u2019Heydar Aliyev Center a Baku in Azerbaijan \u00e8 un centro congressi e un museo. Ma non lo potreste mai capire guardandolo dalla piazza di fronte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/miro.medium.com\/v2\/resize:fit:2000\/1*F4QsyZBU4Ghi_oH4OE5jTA.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Jackson Pollock, Alchemy, Guggenheim Venice<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"c093\">Per concludere, io credo che di fronte all\u2019architettura contemporanea noi tutti siamo come quelli che videro per la prima volta un Jackson Pollock. Uso il suo esempio perch\u00e9 lo amo e perch\u00e9 credo che chi lo vide per la prima volta non lo cap\u00ec. Come biasimarlo del resto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:33px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Noi tutti guardiamo l\u2019architettura contemporanea come se fosse un Pollock: non la capiamo perch\u00e9 parla un linguaggio che \u00e8 ancora in evoluzione ed \u00e8 solo uno dei tanti linguaggi che continuano a formarsi incessantemente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:33px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p id=\"34dd\">Non \u00e8 una spiegazione risolutiva, me ne rendo conto. Ma penso anche che da pi\u00f9 di 100 anni siamo in crisi come uomini, donne e quindi societ\u00e0. Non abbiamo un linguaggio comune e ne cerchiamo sempre di nuovi. Non abbiamo nemmeno stabilit\u00e0, di nessun tipo ormai. Ci sentiamo sempre minacciati e, in ultima analisi, non siamo mai tranquilli. La crisi \u00e8 diventata la normalit\u00e0 e non riconoscere pi\u00f9 forme familiari e comprensibili espresse in linguaggi codificati \u00e8 ormai pi\u00f9 normale che entrare in una chiesa che sembra una chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ad68\">Di fronte ai nuovi linguaggi, di qualsiasi tipo essi siano, ci troviamo sempre impreparati. Non capiamo bene la realt\u00e0 e non la decifriamo di certo con facilit\u00e0. Per\u00f2 il linguaggio riflette la societ\u00e0 che l\u2019ha inventato. Questo \u00e8 il nostro linguaggio e forse ci sar\u00e0 fra di noi un Vitruvio che gli dar\u00e0 un ordine o qualcuno che fra 2000 anni spiegher\u00e0 a una classe di studenti \u2014 se esister\u00e0 ancora una cosa chiamata \u201cuniversit\u00e0\u201d \u2014 che lingua parlavano gli architetti di 2000 anni prima.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"0984\">Sono tempi carichi di segni, lingue diverse, messaggi contradditori. Ma sono i nostri tempi, \u00e8 il nostro tempo ed \u00e8 anche molto, molto interessante.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"9a15\">Grazie.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019architettura parla un linguaggio. A partire da quello classico e fino a quello contemporaneo, ecco come si \u00e8 evoluto nel corso della storia.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":30558,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[97],"tags":[101,584,241],"class_list":["post-41009","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-architettura","tag-architettura-2","tag-linguaggio-architettura","tag-rinascimento"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41009","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41009"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41009\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41009"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41009"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41009"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}