{"id":40916,"date":"2024-07-08T14:43:01","date_gmt":"2024-07-08T14:43:01","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40916"},"modified":"2024-07-08T14:43:03","modified_gmt":"2024-07-08T14:43:03","slug":"mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/mare","title":{"rendered":"Mare"},"content":{"rendered":"<p>La sensazione dell\u2019acqua alle caviglie mescola l\u2019illusione di controllare la risposta del corpo a una temperatura pi\u00f9 bassa di quella ambientale e l\u2019idea che non se ne sopporter\u00e0 una pi\u00f9 bassa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi immergo poco alla volta. Bagno i polpacci, poi le ginocchia. Le cosce reagiscono bene a quel liquido reale e simbolico e soprattutto al regime termico a cui mi costringe. Poi l\u2019acqua arriva all\u2019inguine. Anche questo \u00e8 un limite reale e simbolico: posso continuare a immergermi e superare il confine o decidere di tornare indietro. Mi immergo completamente. Il freddo supera la cute e penetra all\u2019interno della carne come mille aghi, si espande e la tende. Poi il corpo si rilassa, forse attraversa una breve fase in cui \u00e8 insensibile. Poco alla volta mi abituo alla temperatura pi\u00f9 fredda e faccio qualche bracciata per scaldare i muscoli. Immergo la testa e registro i suoni ovattati del mondo marino: la sabbia che sfrigola, un motore di una barca in lontananza, le grida di qualche bambino. Riemergo e sono nel mondo reale, mi immergo e ritorno nel grembo da cui tutti proveniamo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Non sono entrato in acqua: sono ritornato all\u2019acqua, sono ritornato all\u2019origine.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:39px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Non ho ancora fatto il primo bagno della stagione quest\u2019anno ma so che la sensazione che prover\u00f2 si ripeter\u00e0 sempre uguale a se stessa: un ritorno a qualcosa di molto familiare e la conseguente constatazione che sempre l\u00ec si dovrebbe stare e che la vita sia un continuo tentativo di andare alla deriva, lontano da dove si dovrebbe essere. Eppure non si pu\u00f2 avere nostalgia di ci\u00f2 che non si \u00e8 consegnato al passato e il mare \u00e8 anche il luogo che contiene ogni ricordo dell\u2019umanit\u00e0, diluito nel suo liquido.<\/p>\n\n\n\n<p>Immergersi nel mare \u00e8 come ritornare alla memoria collettiva: non ha dettagli, non ha ricordi precisi e individuali ma ne \u00e8 la somma e si manifesta attraverso la sensazione di essere ritornati al punto di origine e di aver compiuto un giro completo. Il giro dell\u2019anno, verrebbe da pensare, il giro della Terra attorno al sole. Un viaggio cosmico che si ripete circolarmente e che riporta all\u2019inizio. Mutati dall\u2019anno trascorso, ma verso e attraverso il punto da cui tutto \u00e8 iniziato. Ritornarci misura sia l&#8217;avanzare del tempo contingente ma anche l\u2019immutabilit\u00e0 di quello cosmico: siamo troppo minuscoli perch\u00e9 il nostro tempo conti qualcosa, non siamo nemmeno un battito di ciglia dell\u2019universo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mare azzera il tempo: \u00e8 sempre cos\u00ec e sempre cos\u00ec sar\u00e0. Del resto \u00e8 un infinito e quindi non ha n\u00e9 presente n\u00e9 futuro e il mare che scrutiamo \u00e8 lo stesso che vedeva Giulio Cesare o Marco Polo. Una massa fluttuante e cangiante, increspata o tumultuosa, screziata da onde, lucida e tesa se non c\u2019\u00e8 vento. Il mare \u00e8 una materia ed \u00e8 ovunque, il mare \u00e8 reale e concettuale allo stesso tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi siedo sulla spiaggia e lo osservo. D\u00e0 l\u2019illusione di essere compreso dallo sguardo, come se guardarlo significasse capirlo ma una sua parte non \u00e8 il tutto e a ben vedere \u00e8 diverso a ogni porzione di superficie che si scruta. Il mare riposa lo sguardo perch\u00e9 lascia spazio all\u2019immaginazione: inganna dando l\u2019impressione di essere tutto l\u00ec, una cosa fatta di acqua e sciabordii, di rumori e silenzi e invece sta facendo spazio a ci\u00f2 che non dice, a ci\u00f2 che lascia formarsi nella mente di chi lo osserva.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudo gli occhi e lo sento. \u00c8 cos\u00ec immenso che le retine ne conservano ancora impressa l\u2019immagine: \u00e8 nera sotto ed \u00e8 chiara e abbagliante sopra. L\u2019acqua e l\u2019aria assieme, divise dalla linea dell\u2019orizzonte. \u00c8 raro assistere a una chiarezza grafica del genere: due elementi primari cos\u00ec nettamente divisi, due masse &#8211; una grave e profonda e una leggera e leggiadra &#8211; tagliate in due da un orizzonte. C\u2019\u00e8 un\u2019immagine pi\u00f9 semplice di questa? Ce ne sono altre che contengono tutto e il suo opposto esposti in modo cos\u00ec inconfutabile?<\/p>\n\n\n\n<p>Il mare \u00e8 il luogo dell\u2019immaginazione: guardo il mare e penso ad altro, perch\u00e9 il mare me lo permette. Il mare dice \u201cSono la realt\u00e0 e sono il simbolo e il simbolo unisce ragione e immaginazione, salda ci\u00f2 che \u00e8 e ci\u00f2 che vuol dire, unifica le cose e il loro significato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando nuoto sott\u2019acqua ricordo ci\u00f2 che non posso ricordare: il grembo materno, il suo ambiente sonoro, la violenza del reale filtrato da una membrana che protegge.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni anno faccio il mio primo bagno stagionale e ripenso che dovrei farlo pi\u00f9 spesso, che l\u2019energia che il mare trasmette alle mie fibre \u00e8 ben superiore a quella che spendo per stare a galla o a fenderne le onde. Il mare rende pi\u00f9 di ci\u00f2 che chiede. Del resto \u00e8 infinito, o almeno lo \u00e8 in rapporto a me, a noi. \u00c8 cos\u00ec immenso da esserlo, ecco.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Salgo per un sentiero. La montagna \u00e8 una misura, la montagna \u00e8 la gravit\u00e0. La montagna ti fa sentire quanto pesi e quanto sia faticoso trasportare tutto ci\u00f2 che sei in forma corporea.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 questo l\u2019aspetto della montagna che mi interessa, o almeno non in questo caso. Mi interessa di pi\u00f9 la sua commensurabilit\u00e0, o almeno l\u2019illusione che ne d\u00e0. Se si guardano le cime delle montagne che si elevano nel campo visivo si ha l\u2019illusione di misurarne la vastit\u00e0. Non si sa con esattezza quanto una dista dall\u2019altra ma di certo lo si pu\u00f2 approssimare di pi\u00f9 di quanto non si possa fare col mare. Due punti nel mare sono distanti 1 o un milione: non c\u2019\u00e8 relazione fra di loro, non si pu\u00f2 capire esattamente quanto distino, quanto sia lungo l\u2019orizzonte. L\u2019orizzonte \u00e8 una linea che non ha lunghezza, \u00e8 un infinito bidimensionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma le montagne no: le montagne calmano la ragione perch\u00e9 la illudono di dominare una dimensione matematica. Le cose in montagna hanno una misura, sulla superficie del mare no. Una barca che sembra grande in porto \u00e8 miserabilmente piccola e fragile in mare aperto.<\/p>\n\n\n\n<p>La montagna \u00e8 il luogo dei numeri e della ragione e del passare del tempo: per quanto troppo lentamente la sua morfologia muti rispetto alla vita umana, cambia di stagione in stagione: la neve sulle cime e poi pi\u00f9 a valle, il bosco che si espande e si contrae. La montagna sembra respirare come un corpo, anche se molto lentamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mare non respira perch\u00e9 se lo facesse misurerebbe un tempo ma il mare, si diceva, \u00e8 un infinito: non conta i secondi e i minuti perch\u00e9 \u00e8 un infinito circolare, \u00e8 un tempo uguale in ogni dimensione.<\/p>\n\n\n\n<p>Al mare la ragione non sa che fare: non pu\u00f2 misurare, non pu\u00f2 congetturare, non pu\u00f2 arrovellarsi sulle contingenze. Deve lasciare spazio all\u2019immaginazione e pu\u00f2 solo ritornare all\u2019origine che d\u00e0 pace: quella del liquido amniotico, quella dell\u2019inizio di tutto in cui non si pu\u00f2 capire ma si pu\u00f2 immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immaginazione nasce prima della ragione e la ragione \u00e8 un\u2019invenzione dell\u2019immaginazione. Non ci sarebbero la matematica e il pensiero scientifico se non ci fosse l\u2019immaginazione, n\u00e9 le storie e i testi sacri se non li avesse prima immaginati un\u2019umanit\u00e0 che possedeva l\u2019immaginazione ma non ancora la ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora ho pensato che ogni primo bagno azzera il logos e la ragione, e la fa tacere. Ogni primo bagno illumina il ricordo dell\u2019origine simbolica e reale. Ogni primo bagno \u00e8 un ritorno a quando il pensiero non era ancora organizzato, era curioso, era infinito, era potente.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi immergo ancora e resto un po\u2019 sott\u2019acqua. Apro gli occhi e vedo immagini confuse. Vedo con l\u2019immaginazione e non vedo con gli occhi.<br>Sono ritornato.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il luogo dell&#8217;immaginazione e dell&#8217;irrazionale<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40917,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415,429],"tags":[],"class_list":["post-40916","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40916","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40916"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40916\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40917"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40916"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40916"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40916"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}