{"id":40909,"date":"2024-06-23T13:04:00","date_gmt":"2024-06-23T13:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40909"},"modified":"2024-06-24T01:04:46","modified_gmt":"2024-06-24T01:04:46","slug":"frusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/frusta","title":{"rendered":"Frusta"},"content":{"rendered":"<p>I film, la musica, i libri che ho visto, ascoltato e letto da giovane sono meglio di quelli che vedo, ascolto e leggo oggi?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi pongo spesso questa domanda ma, a differenza di anni fa, non penso pi\u00f9 che la risposta sia importante. Col passare del tempo penso anzi sempre meno che le risposte in genere siano importanti. Una risposta mette un punto e pi\u00f9 passa il tempo e meno tempo resta, pi\u00f9 voglio avere l\u2019illusione che me ne resti per fare altre domande, e non per avere risposte. \u00c8 un\u2019illusione ma \u00e8 anche un\u2019elegante soluzione, e io amo l\u2019eleganza.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque. Questa riflessione nasce da una constatazione, ossia che se penso a film, musiche e libri, i primi che mi vengono in mente hanno raramente meno di 20 o 30 anni. Non voglio dire che in questi decenni non ne siano usciti di memorabili (e probabilmente alcuni di questi avranno fatto o faranno l\u2019effetto che descrivo a chi avr\u00e0 50 anni fra 20 anni) ma non posso negare che, consciamente o inconsciamente, quando ne vedo, ascolto o leggo uno nuovo non riesco a non paragonarlo a quelli che per me sono fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che vedo un film che cita evidenti riferimenti a pellicole del passato penso \u201cHo colto la citazione, apprezzo\u201d ma poi invariabilmente finisco a pensare che l\u2019originale era meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta torno alle origini e a quei film &#8211; soprattutto i film &#8211; o le musiche o i libri che costituiscono la mia cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>So che una spiegazione \u00e8 che si tratta di opere incontrate, apprezzate e amate negli anni di formazione e che pertanto diventano i termini di paragone proprio perch\u00e9 \u201channo dato una forma\u201d alla mente. Tutto ci\u00f2 che viene dopo \u00e8 misurato rispetto a quella precisa forma e molto spesso poco ci si adatta: \u00e8 troppo grande o troppo piccolo e alla fine non c\u2019entra molto.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo argomento mi serve a liberarmi di una cosa che la mia mente si rifiuta di ammettere, perch\u00e9 contraddice un principio in particolare: che tutto \u00e8 in costante evoluzione e che non sono i tempi e le loro espressioni culturali a imbarbarirsi ma noi e le nostre atrofie e pigrizie mentali a non voler pi\u00f9 capire.<\/p>\n\n\n\n<p>I linguaggi si evolvono o semplicemente cambiano e da un certo punto in poi \u00e8 difficile provare curiosit\u00e0 per una forma che muta e che non si riconosce pi\u00f9. A un certo punto non ci interessano pi\u00f9 le risposte e allora torniamo ai punti fermi: ai film, ai libri e alle musiche di una volta. Perch\u00e9 ci pongono in continuazione delle domande e riescono sempre ad apparire sotto una luce diversa. Mi capita con Bach &#8211; che cito spessissimo &#8211; o con Fellini o Kubrick o Antonioni. Cito i primi tre che mi vengono in mente, perch\u00e9 continuo a tornare a loro, perch\u00e9 sono sempre un termine di paragone e soprattutto perch\u00e9 riescono a produrre significati in qualsiasi decade della mia vita. E non penso solo della mia.<\/p>\n\n\n\n<p>Esercitare curiosit\u00e0 rispetto alle novit\u00e0 non \u00e8 in contraddizione con il paragonarle a ci\u00f2 che le ha precedute: \u00e8 inevitabile, pi\u00f9 che altro. Io resto curioso della nuova musica e dei nuovi linguaggi ma torno a ci\u00f2 che gi\u00e0 conosco.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia tesi \u00e8 che non sia un atteggiamento reazionario: lo sarebbe se comportasse il rifiuto di qualsiasi dialogo col contemporaneo e invece io lo frequento e lo voglio capire, o almeno ne sono attratto. In fondo sono linguaggi che evolvono e io amo sempre le evoluzioni, anche se forse amo meno alcuni esiti a cui giungono.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Amo il processo, non amo sempre il risultato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Questi pensieri nascono dalla morte di Donald Sutherland, che mi ha riportato alla mente Il Casanova di Fellini (che non si chiama \u201cIl Casanova\u201d, di Fellini, ma proprio \u201c<em>Il Casanova di Fellini<\/em>\u201d, perch\u00e9 si trattava di una sua interpretazione ispirata alla figura del veneziano ma non osservante &#8211; o almeno non del tutto &#8211; dell\u2019autobiografia). Se non ricordo male ho visto quel film un paio di volte, forse tre. L\u2019ultima tantissimi anni fa. Per non dilungarmi non descrivo ci\u00f2 che ne conservo ma ne riporto le sensazioni, il sapore che me ne rimase: della pasta del racconto, dell\u2019atmosfera, dell\u2019odore psicologico, della sconfitta e dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Uso quasi tutti i sensi per descriverlo perch\u00e9 la mia mente lo ricorda cos\u00ec: come se avesse avuto e prodotto colori, odori, spigoli e rientranze, superfici da lisciare con i polpastrelli e lame su cui tagliarsi. Le grandi opere d\u2019arte &#8211; mi dico &#8211; sono totali nel senso che prendono il controllo del cervello, ma in un modo peculiare: montano uno specchio su cui la mente si riflette.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Le grandi opere d\u2019arte restituiscono la vera immagine di chi le osserva. E non \u00e8 detto che sia una bella immagine, ma \u00e8 tutto ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 da vedere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Quelle di Fellini &#8211; soprattutto per la loro scrittura onirica e surreale &#8211; riescono a essere vagamente allegoriche e precisamente psicologiche. Cerco di spiegarmi meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho rivisto la scena dell\u2019harem di 8\u00bd, quella in cui raccoglie tutte le donne della sua vita per una cena in una specie di fienile o di casa rurale dove tutte vivono assieme, dalla moglie all\u2019amante, dalle donne fugacemente incontrate a quelle amate ancora pi\u00f9 celatamente. Le ha persino divise per et\u00e0: chi ne ha una certa abita al primo piano e sa che pu\u00f2 vivere solo nei ricordi di Guido Anselmi, perch\u00e9 lui non le cercher\u00e0 pi\u00f9. Senza descrivere oltre, questa \u00e8 anche la scena del bagno (il ritorno nel liquido amniotico? Il simbolo della cura materna, che pulisce e monda dai peccati?) e poi della frusta: lui cerca di contenere una improvvisa ribellione di alcune di loro frustandole, mentre indossa un grande asciugamano (\u00e8 appena uscito dalla tinozza dove \u00e8 stato purificato) e il cappello che nella forma ma non nelle dimensioni (\u00e8 molto pi\u00f9 contenuto) ricorda quello di un cowboy.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre la riguardavo pensavo che con il dibattito culturale di oggi Fellini probabilmente sarebbe crocifisso per una scena del genere ma per il motivo sbagliato: perch\u00e9 non la si capirebbe. Oggi si penserebbe che sia una manifestazione di dominio e violenza dell\u2019uomo sulla donna mentre \u00e8 esattamente il contrario: \u00e8 Guido\/Fellini a essere dominato e anzi, persino bisognoso di essere contenuto e accudito tanto da manifestare in modo infantile e disperato quel desiderio primario: quello di ricevere amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine credo che questa e tante altre opere &#8211; specie le pi\u00f9 somme &#8211; cerchino di rispondere a una domanda: sono amato? Che \u00e8 alternativa a \u201cho un senso? Ha senso tutto ci\u00f2?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Per tornare all\u2019inizio: oggi non cerco pi\u00f9 risposte ma amo di pi\u00f9 le domande e queste opere continuano a fornirmene. Non \u00e8 casuale insomma che le consideri ancora fondanti: hanno dato una forma alla mia mente perch\u00e9 ci si \u00e8 riconosciuta. L\u2019hanno riflessa e quello che ha visto non sempre le \u00e8 piaciuto ma ha dovuto ammettere che quell\u2019immagine era quella di lei stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora ho capito che nelle opere d\u2019arte ci si riconosce nella propria interezza: sia nella luce che nell\u2019oscurit\u00e0, sia nel pieno che nel vuoto, sia nel rumore che nel silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle sue opere Fellini ha sempre raccontato s\u00e9 stesso, dandone un ritratto psicologico: il suo rapporto con le donne, le sue insicurezze, le sua grandezze, le sue ossessioni. Ogni grande artista lo fa, cos\u00ec come Bach nelle sue Passioni celebrava la grandezza di Dio e la fragilit\u00e0 umana, alla fine intrecciandole cos\u00ec finemente che non si capisce dove finisca l\u2019una e inizi l\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a queste opere ci si riflette come in uno specchio che non restituisce solo un\u2019immagine bidimensionale ma anche una profondit\u00e0: ci si finisce dentro con tutti i sensi e si annusano le nebbie in cui cammina perso Casanova o si resta abbagliati dal sole delle Terme di Chianciano di 8\u00bd.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste opere &#8211; quelle di formazione &#8211; provocano vibrazioni sismiche, plasmano e modellano ma non manipolano: trasformano l\u2019anima in ci\u00f2 che \u00e8 destinata a essere, o le fanno ritrovare la sua forma eterna che \u00e8 stata distorta dall\u2019esser diventata terrena entrando in un corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrando in contatto con loro, l\u2019anima &#8211; o la mente, ma preferisco dire l\u2019anima &#8211; riverbera e trova il suo suono, la sua accordatura. Ritrova una collocazione e un senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non sono Guido Anselmi o Casanova ma una parte di me lo \u00e8. Non sono una variazione Goldberg ma una parte di me lo \u00e8. Io non so esattamente cosa e come sono ma in quelle opere vedo un\u2019immagine riflessa e capisco che \u00e8 la mia.<\/p>\n\n\n\n<p>Certe opere d\u2019arte sono una casa a cui amiamo tornare: conserva ricordi buoni o meno piacevoli ma \u00e8 una casa e ci accoglie. Senza darci risposte e senza aspettarsi niente in cambio se non un\u2019altra domanda: l\u2019ennesima, prima di un\u2019altra ancora, senza fine.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su quelle opere che ci formano e a cui torniamo e a cui tutto riferiamo. E su Fellini e Bach<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40910,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[149,91,19,415,429],"tags":[145,570,187,525],"class_list":["post-40909","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cinema","category-cultura","category-music","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-cinema","tag-fellini","tag-musica","tag-psicologia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40909","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40909"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40909\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40910"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}