{"id":40895,"date":"2024-05-26T00:27:00","date_gmt":"2024-05-26T00:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40895"},"modified":"2024-06-05T00:30:54","modified_gmt":"2024-06-05T00:30:54","slug":"collegamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/collegamento","title":{"rendered":"Collegamento"},"content":{"rendered":"<p>Il pianista Jeremy Denk d\u00e0 un consiglio: quando si ascolta un brano di musica bisognerebbe individuare il basso e concentrarsi solo su quello. Il basso \u00e8 proprio il basso (lo strumento) in una canzone pop o \u00e8 il violoncello, per esempio, in un quartetto classico.<br>Bisogna seguirlo, anche se \u00e8 uno strumento che gioca a nascondersi, per quanto lo faccia involontariamente: in realt\u00e0 se lo si togliesse, parte dell\u2019edificio musicale crollerebbe.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il punto \u00e8 un altro. Denk dice di prestare attenzione a quella linea musicale per sperimentare una magia della musica: se ci si concentra sul solo basso, gli altri strumenti non scompaiono ma si continuano a sentire. Anzi: si sentono molto meglio. Tutto sembra magicamente pi\u00f9 eloquente e comprensibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei podcast che preferisco da sempre \u00e8 Freakonomics. Lo ascolto da quando ascolto i podcast, cio\u00e8 da boh, 7-8 anni. Il primo fu Serial e poi scoprii Freakonomics, forse perch\u00e9 al tempo non ce n\u2019erano cos\u00ec tanti ed erano tutti in inglese, cio\u00e8 provenivano tutti o quasi dagli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre amato quel podcast &#8211; che poi deriva sia nel nome che nella conduzione di Stephen J. Dubner dall\u2019omonimo libro &#8211; per la sua capacit\u00e0 di fare collegamenti mentali e sostanziali fra fenomeni e cause sociali ed economiche che non erano chiari ai pi\u00f9. Le tesi di fondo su cui si basa Freakonomics sono che:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>I macrofenomeni sono generati da molteplici cause i cui intrecci non sono spesso visibili n\u00e9 ovvi<\/li><li>La prima e pi\u00f9 evidente spiegazione dei macrofenomeni \u00e8 spesso sbagliata o \u00e8 solo parzialmente corretta, quindi \u00e8 meglio non fermarsi a quella ma indugiare nell\u2019indagine<\/li><li>Gli esseri umani non sono bravissimi a fare collegamenti fra fenomeni che non sembrano far parte della stessa famiglia.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Credo che la spiegazione, specialmente di questo ultimo punto, stia in un carattere umano che ci portiamo appresso dai tempi pi\u00f9 remoti: decidere in fretta spesso pu\u00f2 (o meglio: poteva) salvarti la vita. Si badi bene: non decidere la cosa giusta in fretta, ma decidere e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attenzione \u00e8 spostata sul mezzo (il decidere) pi\u00f9 che sul risultato (la bont\u00e0 o meno della decisione).<\/p>\n\n\n\n<p>Se per\u00f2 decine di migliaia di anni fa aveva un senso esistenziale decidere in fretta, oggi ce l\u2019ha molto meno. Oggi, per quanto i tempi corrano veloci perch\u00e9 questa pare essere l\u2019unica andatura che concepiamo, mettere in atto la prima decisione presa non decide della vita o della morte di nessuno. Potrebbe decidere eventualmente una morte metaforica (perdere interamente un capitale investito, nel caso il poco tempo sia dedicato a decidere come gestire un investimento) ma non di certo reale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra inconcepibile non sapere rispondere a una domanda anche semplice e non volersi prendere il tempo per farlo per timore di sembrare svogliati, pigri o &#8211; peggio &#8211; non abbastanza intelligenti. Nessuno \u00e8 mai morto per una risposta sbagliata o poco circoscritta e meditata. Nessun leone ci manger\u00e0 o ci risparmier\u00e0 se prendiamo la decisione sbagliata o giusta, anche perch\u00e9 il leone pi\u00f9 vicino sta a migliaia di chilometri o a qualche centinaio di metri ma nella gabbia di uno zoo.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei fenomeni pi\u00f9 interessanti spiegati in quel libro \u00e8 quello che lega la diminuzione dei reati negli Stati Uniti negli anni \u201890 con la liberalizzazione dell\u2019aborto. I due fenomeni sembrano non c\u2019entrare l\u2019uno con l\u2019altro, salvo per due dettagli: entrambi coinvolgono esseri umani ed entrambi si collocano nel flusso temporale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fattore umano \u00e8 quello delle donne che, dopo la sentenza della Corte Suprema nel caso Roe vs Wade del 1973, poterono interrompere legalmente gravidanze non volute. Gli effetti di questo provvedimento furono immediati (meno nascite indesiderate, e un aumento proporzionale di quelle desiderate) e dilazionati nel tempo: dopo un decennio e mezzo &#8211; quando cio\u00e8 quei figli indesiderati sarebbero stati in grado di compiere reati &#8211; non vi erano figli indesiderati a compierli o almeno ve n\u2019erano molti meno di quanti ne sarebbero nati se non fosse esistita quella sentenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un esempio che riesce a collegare due fenomeni che non sembrano intuitivamente far parte dello stesso dominio, anche all\u2019interno di una scala temporale relativamente dilatata, pari a quasi due decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, come si diceva, gli esseri umani non sono bravissimi a fare collegamenti, o almeno non io, o non sempre. \u00c8 pi\u00f9 semplice pensare alla prima risposta che viene in mente e salvarsi la vita dal leone immaginario.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che per collegare fenomeni e fatti distinti, o per collegare fatti che nel loro svolgersi diventano fenomeni, ci vuole una discreta capacit\u00e0 mentale. Quello che lo sguardo della mente riesce normalmente a valutare in una precisa frazione di tempo \u00e8 poca cosa: \u00e8 concentrato su frammenti di tempo e di azione e quindi vede solo i resti delle cause che li hanno provocati, senza riuscire a rintracciarne l\u2019origine.<\/p>\n\n\n\n<p>Fare collegamenti richiede altitudine e tempo: la prima per vedere le cose dall\u2019alto e pi\u00f9 cose contemporaneamente e il secondo per cogliere il loro dipanarsi nel tempo. Eppure concentriamo lo sguardo solo su una frazione precisa, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 semplice farlo, perch\u00e9 \u00e8 a disposizione e perch\u00e9 \u00e8 quella che ci salva dal leone.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa c\u2019entra la linea di basso cui accennavo prima? \u00c8 una metafora e serve a indicare che bisognerebbe cercare un\u2019ancora, un fondamento che collega i fatti, e prendersi il tempo per individuarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non a caso si chiama \u201clinea di basso\u201d: corre sotterranea, unendo tutte le parti di una composizione. C\u2019\u00e8 insomma un insieme di fili che collega ogni cosa, ogni avvenimento, ogni essere umano. Non esiste infatti alcuna persona che non abbia un collegamento con altre, a partire dai genitori fino agli antenati e alla loro discendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non a caso quella umana \u00e8 l\u2019unica specie con spiccate attitudini sociali. Non \u00e8 l\u2019unica che ne abbia: i bonobo hanno sviluppato una forma primigenia di societ\u00e0 che, a esempio, ha espresso una sessualit\u00e0 e un\u2019emotivit\u00e0 persino pi\u00f9 avanzate di quelle umane.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Cos\u2019\u00e8 in effetti una societ\u00e0 se non un insieme di individui e tutti i legami che li collegano (i collegamenti)?<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Nell\u2019immaginarla spesso per\u00f2 si considerano solo gli individui, trascurando il fatto che sono i legami fra di loro il motivo per cui fanno parte di un insieme prevalentemente omogeneo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6d279394-f4e1-419e-ac9e-f19313398ccf.heic\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6d279394-f4e1-419e-ac9e-f19313398ccf.heic\" alt=\"\"\/><\/a><figcaption><em>kith and kin<\/em>&nbsp;di Archie Moore &#8211; Venezia, Biennale 2024<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019artista australiano Archie Moore ha rappresentato alla Biennale Arte 2024 di Venezia l\u2019albero genealogico della sua famiglia, risalendo fino a 65.000 anni fa. Tutto il padiglione australiano \u00e8 ricoperto da questo murales composto da nomi e&nbsp;<em>linee di collegamento.<\/em>&nbsp;L\u2019opera, che gli \u00e8 valso il Leone D\u2019oro, pone l\u2019accento anche su un altro dettaglio: risalendo cos\u00ec a fondo nel fiume del tempo e giungendo alle origini comuni a tutto il genere umano, dimostra anche che la storia umana \u00e8 un albero con radici comuni, non un insieme incoerente di rami che pensano di essere alberi.<\/p>\n\n\n\n<p>Raramente o forse mai nella storia dell\u2019umanit\u00e0 la tecnologia si \u00e8 evoluta rapidamente come in questi ultimi decenni. Quella visione complessiva, orizzontale e comprensiva di tutto &#8211; davvero una Teoria del Tutto, almeno concettualmente &#8211; \u00e8 finalmente decifrabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Dell\u2019AI se ne parla perch\u00e9 non \u00e8 davvero intelligente o perch\u00e9 ci dominer\u00e0 o perch\u00e9 toglier\u00e0 lavoro. Pi\u00f9 ne sento discutere e pi\u00f9 mi pare che sfugga il&nbsp;<em>potenziale casuale<\/em>&nbsp;che offre, cio\u00e8 quello di trovare collegamenti fra dettagli, notizie, informazioni e fatti che il cervello umano non riuscirebbe altrimenti a elaborare. Non perch\u00e9 gli manchi il potere ma perch\u00e9 non pu\u00f2 avere a disposizione contemporaneamente una capacit\u00e0 di calcolo impressionante e il pi\u00f9 preciso e grande database del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Pur trattandosi di una forma di intelligenza che, in ultima analisi, non capisce quello che pensa (non sa nemmeno cosa pensa, sa solo che statisticamente e probabilisticamente le risposte che fornisce sono conformi), sembra essere in grado di creare collegamenti fra cose che ricorda, o che sa (L\u2019AI non sa di sapere ma sa richiamare la conoscenza).<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 proprio quella linea di basso di cui parlavo all\u2019inizio: una struttura che sta sullo sfondo e unisce tutto. \u00c8 in penombra ma, quando \u00e8 visibile, fa comprendere i legami fra le parti e le fa risuonare pi\u00f9 cristalline.<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto non \u00e8 tanto importante avere conoscenze quando il saperle collegare.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una Teoria del Tutto. Irrisolta.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40896,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,114,415],"tags":[536,566,187],"class_list":["post-40895","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-featured","category-pensiero-lungo","tag-bach","tag-freakonomics","tag-musica"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40895","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40895"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40895\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40896"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}