{"id":40854,"date":"2024-04-21T23:59:00","date_gmt":"2024-04-21T23:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40854"},"modified":"2024-05-09T00:03:47","modified_gmt":"2024-05-09T00:03:47","slug":"logos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/logos","title":{"rendered":"Logos"},"content":{"rendered":"<p>Guardo lo schermo del computer come se la risposta fosse l\u00ec dentro. Forse c\u2019\u00e8, solo che \u00e8 ben nascosta. Le risposte che ho trovato stando seduto sono pochissime, forse nessuna, a ben pensarci. Per pensare &#8211; penso &#8211; devo solo alzarmi dalla sedia e uscire, a fare quattro passi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mito della produttivit\u00e0 \u00e8 cos\u00ec permeante e asfissiante che si finisce davvero a pensare che si possa esserlo &#8211; produttivi, appunto &#8211; solo stando nel luogo deputato alla produttivit\u00e0: l\u2019ufficio, lo studio, il luogo del pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono luoghi adatti a certe attivit\u00e0 che altrove non potrebbero essere esperite: non si pu\u00f2 costruire un pezzo meccanico passeggiando n\u00e9 far contabilit\u00e0 o operare a cuore aperto. Ci sono per\u00f2 tante altre attivit\u00e0, specie quelle creative, che nel luogo chiuso soffrono come se mancasse loro l\u2019aria. O almeno a me capita cos\u00ec: non riesco a essere creativo al chiuso. E allora esco a fare quattro passi.<\/p>\n\n\n\n<p>Me ne bastano proprio quattro di numero perch\u00e9 le idee si rimettano in moto. Allontanatomi dalla porta dello studio qualcosa inizia a muoversi nel cervello. Arrivato alla fine della strada gi\u00e0 un paio di idee si sono affacciate alla mente. Altre si delineano all\u2019orizzonte cerebrale. Imbocco la prima strada sulla sinistra e sono gi\u00e0 pi\u00f9 nitide. Possono danzare attorno al problema che avevo lasciato in studio o riguardare tutt\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Camminare \u00e8 sempre la soluzione al garbuglio mentale. Devo solo ricordarmene.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo leggere&nbsp;<em>Camminare<\/em>&nbsp;di Henry David Thoreau. Devo perch\u00e9 so che conterr\u00e0 qualcosa di folgorante e perch\u00e9 lo voglio leggere da tempo. Giorni fa me l\u2019ha dato mio padre, non so se come regalo o per fare un bel gesto perch\u00e9 poi ha aggiunto che voleva leggerlo anche lui, quindi non so se sia mio o suo. Non importa. Quello che conta \u00e8 che lo voglio leggere da tempo e che sospetto contenga qualcosa che ha a che fare con il pensiero e sul come si forma e sul perch\u00e9 l\u2019atto del camminare lo alimenta. Anche scrivere su una tastiera o con una penna su un foglio \u00e8 far camminare qualcosa (le dita, il pennino) e aiuta al dare forma al pensiero, alle idee. Scrivere \u00e8 un po\u2019 come camminare?<\/p>\n\n\n\n<p>Del cammino ricordo un passo di Paul Auster in&nbsp;<em>Trilogia di New York<\/em>. Diceva che camminare serve a purificare i pensieri. Quando si cammina si viene attraversati dall\u2019aria e questa porta via con s\u00e9 le tossine mentali e restituisce il pensiero in purezza. Non diceva esattamente cos\u00ec ma il concetto mi pareva questo, ora non ricordo, lo lessi diversi decenni fa. Conta che quell\u2019immagine e quel concetto si sono sedimentati nella mia memoria. E resistono.<\/p>\n\n\n\n<p>La produzione del pensiero, inteso come atto automatico, non suscitato n\u00e9 evocato, \u00e8 legata al camminare. Non mi stupisce che scrivendone finisca a parlare dell\u2019atto del camminare. Del resto c\u2019erano i peripatetici millenni fa, come sempre gli antichi greci e poi i romani avevano gi\u00e0 capito tutto (il 99% del pensiero contemporaneo sulla crescita personale di contemporaneo ha solo la nascita in quest\u2019era, perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 stato pensato millenni fa).<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono spiegazioni scientifiche e biologiche sul perch\u00e9 camminare (o correre) produca pensiero ma non \u00e8 di questo che voglio scrivere ora, quanto piuttosto di una epifania che ho avuto. Camminando, ovviamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto fisico \u00e8 questo: camminando o correndo il sangue irrora i muscoli e affluisce meno copiosamente al cervello. Questo non si spegne di certo ma, per continuare a produrre pensiero, entra in modalit\u00e0 di risparmio energetico e seleziona i pensieri. Pensa solo a quelli davvero centrali, e lo fa con maggiore concentrazione ed efficacia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019epifania \u00e8 stata questa:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>In questi frangenti il cervello non solo pensa meno e meglio ma soprattutto smette di parlare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Non avevo mai pensato al fatto che una delle funzioni del cervello \u00e8 produrre pensiero, non parole. Non \u00e8 una differenza marginale e spesso genera confusione. Le parole sono la forma che assumono i pensieri ma non sono i pensieri. Le idee non sono le parole: quelle ne sono solo una (possibile) rappresentazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019equivoco \u00e8 presto spiegato: la forma delle idee \u00e8 una delle possibili sembianze che possono assumere ma la loro essenza non ha forma e non ha quasi materia. L\u2019unico modo che queste hanno per apparire ed essere visibili \u00e8 diventare logos, cio\u00e8 parola. Con cui finiscono per essere confuse.<\/p>\n\n\n\n<p>Il discorso attorno alle idee \u00e8 quindi solo una possibile rappresentazione. \u00c8 la voce del cervello che tenta di trasferirle dal piano mentale e del puro pensiero a quello fisico.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>\u00c8 curioso che durante un\u2019attivit\u00e0 fisica come il camminare il cervello smetta di parlare (gli manca forse l\u2019aria per farlo senza soffocarsi) e ritorni a creare solo pensiero.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Un\u2019ultima illuminazione: i pensieri e le idee possono assumere forma di logos o di immagine, che sono anche gli strumenti dei due principali modi in cui si pensa: per immagini o per parole. Vi sono persone che pensano per immagini e altre che vi riescono solo con le parole. I visivi e i discorsivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le storie uniscono queste due modalit\u00e0 giacch\u00e9 impiegano parole che descrivono immagini. Le storie continuano a essere raccontate da millenni e non hanno perso affatto la loro forza perch\u00e9 hanno un potere che la pura parola e i concetti astratti mai potranno avere: ci si pu\u00f2 identificare per similitudine o contrasto con una storia ma non con un concetto. La storia riesce ad alludere a un concetto e persino a darne una versione plausibile e comprensibile, mentre un concetto non evocher\u00e0 mai una storia. Concetti, pensieri e idee hanno bisogna della parola per avere una forma, e quando la forma \u00e8 quella della storia possono essere pi\u00f9 facilmente compresi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019umanit\u00e0 \u00e8 ispirata dalle immagini suscitate dalle storie (quelle di un futuro diverso, quelle di una speranza) e non dalla purezza del pensiero. Il pensiero deve prima diventare logos.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando cammino penso alle idee e non alle parole che le esprimono. Quando cammino il cervello tace e la mente si esprime con la grammatica delle idee. \u00c8 la stessa che intravedo in certe meditazioni, quando la mente ha abbandonato la contingenza del reale e galleggia in un tempo sospeso in cui vengono prodotte immagini incoerenti (a me, quantomeno, succede cos\u00ec). Ho sempre pensato che fossero tali &#8211; senza senso &#8211; mentre ora incomincio a sospettare che siano la forma delle idee. Quella che non si pu\u00f2 tradurre in parole e che si pu\u00f2 solo osservare con la mente e lo sguardo interiore. \u00c8 una dimensione che precede il logos &#8211; che \u00e8 un tentativo di dare una forma trasmissibile al pensiero &#8211; e a ogni logica condivisa. Quel pensiero \u00e8 prima di tutto: prima dell\u2019uomo, prima delle storie, prima o fuori dal tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Camminando si rivela, camminando si svela. Lo si vede, o se ne intravede la forma. Non la pu\u00f2 esprimere a parole o, quando lo si fa, si \u00e8 consapevoli che sfugge e diventa invisibile. Le parole non bastano.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pensiero e le parole per esprimerlo, che non sono la stessa cosa<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40855,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,115,415,429],"tags":[558,557],"class_list":["post-40854","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-letteratura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-camminare","tag-trudeau"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40854","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40854"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40854\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40854"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40854"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}