{"id":40851,"date":"2024-04-14T23:52:00","date_gmt":"2024-04-14T23:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40851"},"modified":"2024-05-08T23:58:17","modified_gmt":"2024-05-08T23:58:17","slug":"tulipani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/tulipani","title":{"rendered":"Tulipani"},"content":{"rendered":"<p>Poco fa sono passato accanto ai tulipani che stanno in un vaso, sopra un mobile. C\u2019era un petalo a terra. Hanno pochi giorni ma si sono gi\u00e0 aperti, segno che ne dureranno meno ancora. Dopo poche decine di minuti accanto a quel petalo ce n\u2019erano altri tre. Domani ne trover\u00f2 molti di pi\u00f9. Forse questi tulipani dureranno meno di quanto abbia previsto.<\/p>\n\n\n\n<p>I tulipani sono uno dei pochi fiori di cui conosco il nome, credo sia perch\u00e9 la loro forma \u00e8 inconfondibile e il nome \u00e8 semplice da memorizzare. Io non ricordo n\u00e9 riconosco le cime delle montagne n\u00e9 i nomi delle piante e dei fiori. Ho impiegato anni a leggere un men\u00f9 giapponese capendo con buona approssimazione a che tipo di cibo si riferisse un certo nome. Il sushi l\u2019udon l\u2019edamame ecc. Per fiori e piante \u00e8 lo stesso: il mio cervello non riesce a trovare la corrispondenza fra l\u2019immagine di un fiore e il suo nome. Evidentemente non mi interessa, pur piacendomi molto i fiori.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte (ogni volta) li guardo nel vaso e mi chiedo se sono felici a starsene recisi e immersi nell\u2019acqua. L\u2019acqua \u00e8 il loro accanimento terapeutico: serve solo a diluire la vita che gli \u00e8 rimasta e a dilatare il tempo per allontanare la morte. Sono gi\u00e0 morti eppure non lo sono ancora. Quindi non credo che siano felici n\u00e9 che sappiano di essere prossimi alla morte. Stanno, ecco quello che fanno.<\/p>\n\n\n\n<p>Mescolando letture e pensieri di questi giorni, riflettevo anche sul fatto che la caducit\u00e0 (letterale) dei tulipani \u00e8 simbolica della caducit\u00e0 di un po\u2019 tutto. Per esempio in questi giorni ci sono anche i sakura &#8211; i ciliegi che fioriscono &#8211; o ci sono stati: una perfetta metafora della necessit\u00e0 di apprezzare i momenti che durano, appunto, come tali: un soffio lungo quanto un frammento di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Che la bellezza non duri \u00e8 una cosa a cui si fa fatica ad abituarsi, se mai ci si pu\u00f2 riuscire. Quando la si nota e se ne gode vorremmo che fosse per sempre e invece la sua perfidia e la sua natura la fanno sfiorire nel tempo di chiudere le palpebre e riaprirle. Sarebbe minore l\u2019intensit\u00e0 della bellezza se durasse pi\u00f9 a lungo, magari per sempre? Diventerebbe normale e si finirebbe per non notarla pi\u00f9. Ecco perch\u00e9 i ciliegi fioriscono e sfioriscono in pochissimo tempo, ecco perch\u00e9 i tulipani dopo qualche giorno si aprono e perdono i petali: cos\u00ec aumenta l\u2019intensit\u00e0 della loro bellezza.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Sono felici i tulipani o i fiori di ciliegio? Sanno di essere belli? Sanno di donare bellezza e gioia? Sanno che stanno morendo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro che non lo sanno ed \u00e8 chiaro che solo noi umani cogliamo la loro bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>La bellezza \u00e8 quindi un\u2019elaborazione mentale: esiste solo nella mente di chi la coglie e ne gode. Tutto ci\u00f2 che accade &#8211; che ci accade &#8211; viene filtrato e diventa esperienza. Anzi: l\u2019esperienza \u00e8 l\u2019atto e il suo ricordo diventa memoria. La memoria \u00e8 anche un criterio di riferimento per giudicare la condizione esistenziale. \u201cSto bene\u201d nel senso di \u201cMeglio di ieri o come stavo quando ero felice anni fa\u201d. Al centro c\u2019\u00e8 sempre e comunque l\u2019ego o la mente &#8211; non so quale contenga l\u2019altro o l\u2019altra, n\u00e9 se siano la stessa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo pensiero mi ha fatto arrivare ad altro, che poi \u00e8 legato alla meditazione e a cosa ne scrissi al riguardo tempo fa, ossia che trovavo interessante che potesse servire anche a disintegrare l\u2019Io, o forse ad abbassarne il volume. Parlavo di Io o di Ego? Non ricordo, ma diciamo per semplicit\u00e0 che li considero la stessa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 che ci accade &#8211; la vita &#8211; \u00e8 sempre valutato in relazione al nostro Io, quindi avrebbe senso annullarlo? La condizione umana \u00e8 di puro ego-centrismo: noi siamo il sole e la realt\u00e0 sono i pianeti che ci ruotano attorno, mentre la vita \u00e8 l\u2019intera galassia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni esperienza viene filtrata da noi, e la reazione corrispondente \u00e8 l\u2019interpretazione che ne diamo. \u201cEssere tristi\u201d \u00e8 una reazione a una o pi\u00f9 condizioni in cui si \u00e8 immersi. Si potrebbe anche dire che la felicit\u00e0 o la tristezza non esistono a livello cosmico ma esistono solo perch\u00e9 noi le facciamo esistere.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora mi chiedevo se togliere l\u2019elemento che genera queste reazioni possa essere una possibile soluzione. Eliminerebbe forse la tristezza ma altrettanto la gioia: togliendosi dall\u2019equazione delle emozioni non avrebbe pi\u00f9 senso l\u2019espressione matematica stessa. Mancherebbe l\u2019operatore e resterebbero solo i fattori (qualche matematico sta avendo le convulsioni ora, lo sento).<\/p>\n\n\n\n<p>Riflettevo e rifletto attorno a questo, quindi: che se ci si toglie dal centro si pu\u00f2 avere una percezione diversa degli eventi. Mi sembra una prospettiva interessante che mi ha fatto ripensare anche a due cose, collegate.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 una linea di ricerca guidata da Willoughby Britton, una professoressa associata di Psichiatria alla Brown University, che indaga sugli effetti collaterali della meditazione. L\u2019altra \u00e8 una discussione che ho avuto con diverse persone riguardo alla capacit\u00e0 della meditazione di equalizzare le emozioni.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La meditazione fa male?<\/h4>\n\n\n\n<p>Esagero consapevolmente la tesi della Britton che non afferma una cosa del genere ma evidenzia alcuni effetti non piacevoli indotti dalla pratica meditativa. A dirla tutta, lei e il suo team ne hanno evidenziati 59 divisi in 7 categorie. Senza elencarli tutti, riguardano disturbi del sonno, della capacit\u00e0 di concentrazione, di produzione di idee, di comprensione di concetti e automatismi (alcuni, dopo la meditazione, lamentano di essersi trovati di fronte a un semaforo rosso senza sapere cosa significasse), acutizzazione di tratti problematici del carattere, apatia, aggressivit\u00e0, comportamenti psicotici ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece che spaventarmi, la cosa non mi meraviglia. Come ogni pratica, non \u00e8 detto che faccia bene a tutti e la ricerca della Britton, aumentando la consapevolezza al riguardo, fa solo un\u2019opera meritevole. Lei stessa \u00e8 la prima a lodarne i moltissimi effetti positivi, quindi intendo il suo lavoro come la constatazione dei risultati di una delle abitudini pi\u00f9 diffuse nella societ\u00e0 occidentale: l\u2019innamoramento per pratiche che si pensano risolutive (Le Teorie del Tutto, le chiamo) e l\u2019abuso delle stesse. La misura \u00e8 assai poco diffusa in questa societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In altri termini: conosco bene i benefici della meditazione (li sperimento ogni giorno) ma non mi meraviglio che praticandola ossessivamente si ottengano effetti opposti. Cos\u00ec come trovo normale che su alcune persone non funzioni o, anzi, ne peggiori le condizioni. Una pizza fa bene, dieci pizze non fanno dieci volte pi\u00f9 bene, anzi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La ricerca della pillola miracolosa \u00e8 ancora una delle allucinazioni collettive pi\u00f9 diffuse e permeanti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">L\u2019equalizzatore delle emozioni<\/h4>\n\n\n\n<p>Come dicevo, questa \u00e8 una delle conversazioni che ho avuto pi\u00f9 frequentemente, e verte su un aspetto cruciale degli effetti della meditazione, ossia la distanza che riesce a creare fra chi la pratica e le emozioni che prova.<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0 la questione pu\u00f2 essere vista con diverse ottiche. Portando l\u2019attenzione sul presente, la meditazione aiuta per esempio a relativizzare e controllare l\u2019ansia, che \u00e8 notoriamente una risposta emotiva (non \u00e8 precisamente un\u2019emozione) generata dalla proiezione di eventi futuri. In altre parole, la meditazione insegna a concentrarsi sull\u2019attimo presente, che \u00e8 anche quello in cui non si \u00e8 ancora verificato niente di ci\u00f2 che genera l\u2019ansia.<\/p>\n\n\n\n<p>Un effetto della meditazione \u00e8 insomma quello di controllare meglio le emozioni, proprio perch\u00e9 insegna a collocarle nel flusso temporale. Se qualcosa non sta accadendo ora \u00e8 inutile permettere al cervello rettiliano di assumere il controllo e attivare la funzione di panico per rispondere a un pericolo che ancora non c\u2019\u00e8 e che probabilmente, anche avvenisse, non metter\u00e0 in pericolo la nostra vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il controllo delle emozioni \u00e8 visto con un comprensibile sospetto da molti perch\u00e9 le emozioni sono sia positive che negative. Si teme forse che si risolva in una specie di apatia esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un punto di vista comprensibile. Io la vedo diversamente: penso che la meditazione sia un equalizzatore di emozioni. Disponendole su un grafico se ne possono evidenziare i picchi e gli andamenti, cio\u00e8 i momenti in cui prevalgono la gioia o la tristezza, la paura o la rabbia. La meditazione riduce i picchi, non le emozioni. Aiuta a percepire meno brutalmente certe emozioni negative e anche a vivere meno pienamente quelle positive, \u00e8 altrettanto vero.<\/p>\n\n\n\n<p>Come sempre per\u00f2 dipende: per alcuni potrebbe risolversi in apatia, per altri in un salutare controllo emotivo, per altri in niente di percepibile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo punto di vista \u00e8 questo: che forse la giusta distanza \u00e8 una salutare risposta alla gestione delle emozioni perch\u00e9 pone in una relazione salutare gli elementi dell\u2019esistenza. Niente e nessuno domina, tutti possono esistere o coesistere.<\/p>\n\n\n\n<p>Controllare le emozioni non significa non provarle n\u00e9 annullarle o negarle: significa solo non lasciarsene sopraffare.<\/p>\n\n\n\n<p>Provare emozione riporta il discorso al centro, dove c\u2019\u00e8 l\u2019Io. Non so se pensare di annullarlo sia un\u2019evoluzione o un punto di stallo della ricerca esistenziale. Ho un\u2019immagine o un\u2019idea che mi guidano:<\/p>\n\n\n\n<p>Pensarsi come corpi attraversati dall\u2019energia cosmica. Il senso \u00e8 darle forma e trasformarla in qualcosa di visibile e possibilmente utile. Non osservare le emozioni che si provano ma spostare lo sguardo da ci\u00f2 che provocano individualmente a qualcosa di esterno. Essere filtri. Lasciarsene attraversare.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte l\u2019Ego \u00e8 un ostacolo. Spesso direi. Si mette fra gli occhi della mente e le cose e pretende di essere osservato. Vorrei vedere quello che c\u2019\u00e8 oltre, mi sembra possa essere interessante.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse non si tratta di disintegrare l\u2019Ego ma di attraversarlo con lo sguardo. Si tratta di renderlo trasparente.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ricerca della pillola miracolosa \u00e8 ancora una delle allucinazioni collettive pi\u00f9 diffuse e permeanti<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40852,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415,429],"tags":[197,349],"class_list":["post-40851","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-creativita","tag-meditazione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40851","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40851"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40851\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40852"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40851"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40851"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40851"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}