{"id":40844,"date":"2024-04-08T09:36:00","date_gmt":"2024-04-08T09:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40844"},"modified":"2024-04-09T21:39:58","modified_gmt":"2024-04-09T21:39:58","slug":"autodistruzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/autodistruzione","title":{"rendered":"Autoistruzione"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Anni fa iniziai a suonare il piano. Ogni sabato andavo da un maestro che aveva un duplice compito: insegnarmi la musica e la tecnica e soprattutto assistere con un sorriso beato e una pazienza inscalfibile allo violenza che facevo alla musica. Ero davvero un incapace totale e, dato che ho smesso, lo sono ancora. Ma potrei pure essere peggiorato, non \u00e8 mai detto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non per dire che lui non fosse un ottimo maestro o che, peggio, i maestri non servano a niente, anzi: in alcuni casi sono fondamentali. Senza di loro non si potrebbe nemmeno pensare di provare a tentare di avvicinarsi all\u2019idea di imparare qualcosa di nuovo. Specie quando una disciplina ha un\u2019importante componente tecnica, \u00e8 necessaria la guida di chi \u00e8 capace e sa trasferire la conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io invece sono stato per tutta la vita un autodidatta, e temo che continuer\u00f2 a esserlo, per necessit\u00e0 e per piacere.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevo 13 anni quando iniziai a fotografare. Mio padre mi prest\u00f2 una sua vecchia Nikkormat. Mi insegn\u00f2 le basi della fotografia e poi imparai il resto da me. Gli inglesi lo chiamano \u201clearning by doing\u201d, cio\u00e8 \u201cimparare facendo\u201d e io applicai questo principio quando ancora non sapevo neanche l\u2019inglese. Ho sempre trovato che imparare le cose con l\u2019autoistruzione abbia una qualit\u00e0 superiore, anche se forse ho trascurato un dettaglio: funziona solo con le cose che interessano, perch\u00e9 il fattore determinante in questo tipo di istruzione \u00e8 la motivazione. In altre parole ho sempre imparato da solo a fare cose che mi interessavano.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il che ha anche una sua logica: le cose che non ti interessano non le impari nemmeno quando a spiegartele c\u2019\u00e8 qualcuno di competente, figurarsi quando devi sbrigartela da te. Eppure non sapevo spiegarmi perch\u00e9 non riuscissi a imparare a suonare il pianoforte: mi piaceva l\u2019idea e lo strumento e ho sempre desiderato saper leggere la musica. La adoro e ne ascolto moltissima e ho sempre sentito come una grave carenza non capirne il linguaggio. Mi \u00e8 sempre sembrato di perdermi qualcosa e ho sempre guardato ammirato chi sa parlare con competenza di ottave e di armoniche e di cromatismi. Il linguaggio della musica &#8211; come si chiama? Musicologia? Non quindi le note in s\u00e9 ma la descrizione della musica &#8211; ha una natura ibrida: descrive un linguaggio con il linguaggio della parola. Quello musicale \u00e8 di per s\u00e9 un linguaggio, che pu\u00f2 essere ampliato da un altro linguaggio, cio\u00e8 quello delle parole. La musica ha insomma almeno due linguaggi che la definiscono: i segni (sul pentagramma) e le parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma sto divagando. La verit\u00e0 \u00e8 che volevo solo leggere ed eseguire la musica e invece il mio spirito autodidatta, almeno in questo caso, non mi ha aiutato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la fotografia ho imparato a sviluppare e stampare le mie foto. Avevo un vecchio ingranditore di mio padre e avevo allestito in un bagno la camera oscura. Stampavo in bianco e nero. Stavo 2\/3 ore chiuso in questo bagno senza alcuna ventilazione e ne uscivo con dei mal di testa fenomenali. Imparai che la post produzione \u00e8 nata con la fotografia stessa e che buona parte dei comandi di Photoshop derivano da tecniche di stampa che si sono sempre usate. Imparai che la manipolazione di una foto &#8211; almeno entro certi limiti &#8211; non \u00e8 mistificazione ma serve piuttosto all\u2019esigenza espressiva: serve a trovare ed esprimere la voce del fotografo, cio\u00e8 la sua visione del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019autoistruzione ha diversi vantaggi e altrettanti svantaggi. Partirei da questi ultimi, anche perch\u00e9 volti in positivo, si traducono in vantaggi.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Lentezza<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avventurarsi nell\u2019autoistruzione significa mettere in conto moltissime ore di studio e pratica. La strada non \u00e8 tracciata o ne \u00e8 visibile solo l\u2019inizio: qualche libro, qualche sito, almeno all\u2019inizio. Ci si avventura lungo un percorso di cui si vedono i primi metri e che si riveler\u00e0 solo strada facendo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si imparano per\u00f2 la pazienza e la determinazione, e il valore delle gratificazioni minime. Il progresso che si compie &#8211; se lo si compie &#8211; ha misure pi\u00f9 brevi dei passi di un bambino che impara a camminare, eppure ogni centimetro guadagnato lungo la strada della conoscenza \u00e8 fonte di grande soddisfazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dono pi\u00f9 grande per\u00f2 \u00e8 quello del valore della pazienza. Specie oggi, quando ormai siamo tutti abituati e intossicati dalle gratificazioni istantanee, sapere che ne esistono di difficile e lunga conquista pu\u00f2 scoraggiare ma anche sfidare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Fatica<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Legata alla lentezza, ne \u00e8 la sorella: si procede con lentezza perch\u00e9 si fa fatica. Entrambe sono legate alla ricerca. La conoscenza e la pratica si illuminano poco alla volta, dando luce al percorso. La ricerca \u00e8 la scoperta della mappa che conduce alla conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Dispersione<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lungo il percorso si aprono diverse strade e a volte ci si perde. Non \u00e8 facile capire se una conduce all\u2019obiettivo della ricerca e allora la si segue, per scoprire solo dopo che non porta da nessuna parte o porta da tutt\u2019altra parte. Rispetto alla ricerca principale, queste deviazioni sono perdite di tempo ma non lo sono &#8211; o non necessariamente &#8211; in termini assoluti. Disperdere tempo ed energie porta a trovare curiosi e alternativi percorsi, magari promettenti per altre ricerche, magari utili per vedere la strada principale da un punto di vista diverso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni aspetto dell\u2019autoistruzione si \u00e8 rivelato in qualche modo utile dal punto di vista esistenziale: mi ha insegnato la pazienza, l\u2019indipendenza critica e di giudizio e la capacit\u00e0 di affrontare quelli che definisco \u201ccarotaggi di conoscenza\u201d: si tratta di individuare un punto in cui si \u00e8 certi vi sia materiale interessante ed eseguire un carotaggio, cio\u00e8 andare in profondit\u00e0, estraendo poi il campione del terreno analizzato: in genere contiene strati e sedimentazioni di conoscenze pregresse, oltre a essere una capsula temporale che conserva in profondit\u00e0 le conoscenze pi\u00f9 antiche, fino alle pi\u00f9 recenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempo vi \u00e8 imprigionato, e il tempo &#8211; a ben vedere &#8211; \u00e8 la spina dorsale dell\u2019autoistruzione: ne \u00e8 richiesto assai ma si lascia trasformare in profondit\u00e0 di conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente non applico l\u2019autoistruzione a qualsiasi ambito: ve ne sono che conosco solo superficialmente e altri che ignoro totalmente (dovrei inserire fra questi il pianoforte) ma \u00e8 il metodo che conta. L\u2019atteggiamento di chi vuole conoscere con le proprie forze rende pi\u00f9 indipendenti, anche perch\u00e9 si unisce all\u2019orgoglio della scoperta delle cose.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non so se dipenda da una sostanziale diffidenza verso gli altri. Come dicevo, in alcuni casi i maestri sono necessari, specie nella trasmissione della cultura tecnica e manuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Autoistruirsi \u00e8 l\u2019esito di un\u2019inclinazione caratteriale ma anche di fattori ambientali: non aver mai avuto maestri notevoli, per esempio, spinge le persone curiose a indagare indipendentemente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La curiosit\u00e0 \u00e8 la pi\u00f9 grande risorsa. Alimentata dalla necessit\u00e0 di capire e di trovare riferimenti e spiegazioni, si basa su uno strato di costante insoddisfazione positiva, che cio\u00e8 non si trasforma in frustrazione ma anzi, in stimolo per cercare sempre altrove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ha bisogno di capire trova sempre il modo di riuscirci perch\u00e9 non comprendere \u00e8 un tarlo impossibile da ignorare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 si sente la necessit\u00e0 di capire e approfondire? Credo si tratti di una forma di dipendenza positiva dalla soddisfazione che si trae dal constatare i progressi fatti lungo la linea della conoscenza. Poche altre cose gratificano a tal punto la mente come conoscere nuove strade, cambiare panorama, posare i propri occhi sull\u2019ignoto e renderlo giorno dopo giorno sempre un po\u2019 pi\u00f9 familiare. Per poi posarsi su altri territori inesplorati e puntare in quella direzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si finisce spesso fuori strada, si incontrano molte vie senza uscita, si fatica moltissimo, eppure si viene ricompensati con la constatazione che, ogni giorno, \u00e8 stata fatta un altro poco di strada. Perch\u00e9 il vero peccato \u00e8 restare immobili e il grande dono \u00e8 andare comunque avanti, collezionando errori e fallimenti, imparando a conviverci, diventandoci amici. Senza purtroppo imparare a suonare il pianoforte, ma quello \u00e8 un altro discorso.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E il senso della curiosit\u00e0<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40845,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91],"tags":[556,555],"class_list":["post-40844","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-apprendimento","tag-autoistruzione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40844","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40844"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40844\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40844"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40844"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40844"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}