{"id":40830,"date":"2024-02-25T21:57:00","date_gmt":"2024-02-25T21:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40830"},"modified":"2024-03-25T22:04:49","modified_gmt":"2024-03-25T22:04:49","slug":"paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/paura","title":{"rendered":"Paura"},"content":{"rendered":"<p>Mi chiede se ho paura di volare. Normalmente direi di no, che non ho paura di volare e in effetti volo, normalmente, senza pensarci. No, non ho mai avuto paura di volare, eppure dopo aver riposto che non ne ho paura la mia mente resta indietro, impigliata in quella domanda e nella mia risposta.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Davvero non ho paura di volare?<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Non ne sono davvero sicuro, altrimenti non avrei indugiato a rispondere, o piuttosto sulla mia reazione nel farlo. Ci ho pensato un po\u2019, &#8211; un po\u2019 dopo &#8211; quindi c\u2019\u00e8 qualcosa sotto. Ho il sospetto che non si tratti di non avere paura di volare ma&nbsp;<em>di avere paura di aver paura di volare<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per spiegarmi meglio non mi limito a rispondere che non ho paura, ma faccio un esempio. Si dice che non bisognerebbe mai guardare nella bocca del vulcano. Forse \u00e8 un modo triangolato per dire che non bisognerebbe trovarsi proprio l\u00ec durante un\u2019eruzione ma, almeno metaforicamente, significa che guardare la verit\u00e0 o la realt\u00e0 senza alcun filtro \u00e8 una cosa da evitare. Ecco, io dico che \u00e8 come camminare sulla bocca del vulcano: la cosa da fare, l\u2019unica davvero intelligente e sensata \u00e8 non guardare mai dentro. Quindi non \u00e8 che io non abbia paura di volare ma siccome so che ce l\u2019avrei o ce l\u2019ho, evito di pensare di averla. Credo che abbia a che fare con la razionalit\u00e0, o meglio: riguarda come questa si mette fra l\u2019istinto e la realt\u00e0, funzionando da filtro. L\u2019istinto mi suggerisce di avere paura mentre la razionalit\u00e0 allontana la realt\u00e0 e la possibilit\u00e0 di un esito nefasto: se guardassi nella bocca del vulcano ci finirei dentro, ma non se evito di farlo. Quindi la paura \u00e8 un\u2019espressione della razionalit\u00e0 o \u00e8 una forma di controllo dell\u2019istinto?<\/p>\n\n\n\n<p>La paura \u00e8 un\u2019emozione e quindi ha poco a che fare con la razionalit\u00e0. Semmai questa la pu\u00f2 contenere, argomentando che non vi sono o meno le condizioni per provarla. La razionalit\u00e0 d\u00e0 insomma una forma possibile allo stato emotivo: ne prende nota e valuta se sia sintomatico di qualcosa di significativo. L\u2019emozione non \u00e8 la realt\u00e0 ma \u00e8 solo una reazione a essa: il magma ribolle nel camino del vulcano,&nbsp;<em>quindi<\/em>&nbsp;provo paura.<\/p>\n\n\n\n<p>La paura \u00e8 anche la percezione di uno stato di cose che potrebbero sconvolgere l\u2019ordine esistenziale, o almeno quello che si vuole considerare tale. Ecco perch\u00e9 i cambiamenti non volontari e a cui si \u00e8 costretti sono vissuti spesso con paura e timore: non sono pianificati, non sono controllati e controllabili e quindi minacciano un ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ordine \u00e8 la forma che assume il controllo: da espressione della volont\u00e0 diventa rappresentazione fisica della pianificazione. Le cose e la vita hanno la forma che gli \u00e8 stata data:&nbsp;<em>ogni cosa \u00e8 al suo posto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Eppure sappiamo &#8211; so, anche se non me lo ripeto sempre, ne potrei impazzire &#8211; che camminiamo sempre sull\u2019orlo del caos. O almeno questa \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 pi\u00f9 pesante che grava sul nostro codice genetico: il rumore di fondo, persistente come quello cosmico, del fatto che un certo ordine esistenziale \u00e8 una sottilissima membrana che ci separa dal disordine, dall\u2019irrazionale, dal caos. La percezione della paura e del pericolo sono una delle righe di codice pi\u00f9 importanti e sono indelebilmente scritte da qualche parte nella nostra mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Statisticamente le cose vanno come si pensa, ma la statistica separa il probabile dall\u2019improbabile, non nega l\u2019esistenza di quest\u2019ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOgni cosa \u00e8 al suo posto\u201d \u00e8 anche un frammento di \u201cRumore Bianco\u201d di Don DeLillo. Potrebbe essere l\u2019espressione della calma esistenziale e invece \u00e8 collocata in un contesto in cui ogni cosa \u00e8 al proprio posto ma nel posto sbagliato. Ogni cosa \u00e8 al suo posto ma in modo inquietante.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ho sottolineata quando lo lessi ormai pi\u00f9 di 20 anni fa ma potevo anche non farlo: mi \u00e8 rimasta impressa e non se n\u2019\u00e8 pi\u00f9 andata. Evidentemente mi diceva qualcosa di molto importante che \u00e8 riaffiorata ora, parlando di paura. Che ogni cosa fosse al suo posto significava che ogni cosa faceva paura, non che tutto fosse in controllo. O che tutto fosse in controllo, ma non in quello del protagonista. Ogni cosa era al suo posto, cio\u00e8 in quello definito dalla natura.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Anche il caos ha un ordine: il suo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Per quanto sia sgradevole provare paura, ho imparato a prestarle ascolto. Schumacher diceva di averla sempre ogni volta che si sedeva sulla sua monoposto, consapevole che non avrebbe corso per decine di chilometri da solo ma sempre in compagnia dell\u2019imprevisto e della morte. Non era una compagna gradevole ma non lo lasciava solo e a volte anche questa \u00e8 una consolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche questa \u00e8 una frase che mi \u00e8 rimasta impressa: uno degli uomini pi\u00f9 temerari della storia diceva di avere paura. Era quantomeno strano detto da lui,&nbsp;<em>era fuori posto.&nbsp;<\/em>Da allora mi interrogo sul perch\u00e9 la avesse anche se lui ne aveva dato una spiegazione: era un modo per essere pi\u00f9 concentrato. Se non avesse avuto paura avrebbe abbassato la guardia e sugli argini che contenevano il caos si sarebbe aperta una voragine.<\/p>\n\n\n\n<p>La paura \u00e8 la forma del controllo, e allora dovrei riformulare la risposta alla domanda sul volo: non ho paura di volare perch\u00e9 ho paura di volare. Sembra un controsenso o un gioco di parole ma esprime il ruolo della paura: separare l\u2019ordine dal caos, difendere la realt\u00e0 soggettiva dalle infinite e caotiche possibilit\u00e0 esterne alla volont\u00e0 individuale.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Ogni tanto riguardo le foto che faccio. \u00c8 innegabile che io cerchi l\u2019ordine, a tal punto che in certi giorni ne sono persino infastidito. Quello \u00e8 un tipo diverso di ordine: \u00e8 la forma della visione che ho della realt\u00e0, \u00e8 una sua immagine possibile. \u201cQuindi vedo la realt\u00e0 in questo modo\u201d, mi dico: ne cerco ossessivamente l\u2019ordine. La foto \u00e8 precisamente l\u2019immagine del mio ordine (o disordine) esistenziale: \u00e8 visibile, \u00e8 innegabile ed \u00e8 il prodotto della mente che ha deciso che l\u2019inquadratura dovesse essere fatta esattamente in quel modo. Questa \u00e8 la verit\u00e0 della fotografia: non \u00e8 assoluta ma \u00e8 una verit\u00e0 individuale.<\/p>\n\n\n\n<p>In un processo che controllo con una certa precisione come quello della composizione fotografica riesco a dare una forma all\u2019ordine. Cosa mi infastidisce ogni tanto di quelle foto? Che non raccontino tutta la storia: quella dell\u2019ordine compositivo \u00e8 solo la mia storia ma non c\u2019\u00e8 il resto dentro quelle foto: dov\u2019\u00e8 il caos? Dov\u2019\u00e8 la sua storia?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho imparato a prestare attenzione alla paura, a considerarla un\u2019amica. Quando parla l\u2019ascolto. Mi dice che la membrana che mi separa dal caos \u00e8 sottilissima in un preciso punto: \u00e8 trasparente a tal punto da farmi vedere cosa c\u2019\u00e8 oltre, cio\u00e8 un ordine ma di tipo diverso, caotico e ingovernabile.<\/p>\n\n\n\n<p>La paura \u00e8 presente, nel senso che si manifesta solo nell\u2019attimo corrente. Spesso \u00e8 confusa con l\u2019ansia che ne \u00e8 solo una proiezione futura. Invece no: la paura \u00e8 qui e ora perch\u00e9 qui e ora avverte del pericolo.<br>La paura \u00e8 la guardiana dell\u2019attimo, si manifesta e brucia solo nel presente.<\/p>\n\n\n\n<p>Non l\u2019ho mai amata ma ho imparato a rispettarla: mi ha sempre fatto camminare sulla bocca del vulcano senza mai guardarci dentro, ha sempre protetto il mio ordine. Mi ha lasciato vedere il caos solo perch\u00e9 capissi quanto folle fosse pensare di poterlo governare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho paura di volare perch\u00e9 ho paura di volare. O perch\u00e9 la paura mi protegge.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche il caos ha un ordine<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40831,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91],"tags":[],"class_list":["post-40830","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40830","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40830"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40830\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40831"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}