{"id":40826,"date":"2024-03-03T21:50:00","date_gmt":"2024-03-03T21:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40826"},"modified":"2024-03-25T21:56:55","modified_gmt":"2024-03-25T21:56:55","slug":"storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/storie","title":{"rendered":"Storie"},"content":{"rendered":"<p>Parlando di storie potrei raccontare una storia minima, che ne contiene altre, partendo da un presupposto &#8211; se il lettore me lo concede: sono da sempre attratto dalle storie e soprattutto dal meccanismo narrativo. Non le so raccontare e quindi, riconoscendomi questa deficienza (fra innumerevoli altre), vorrei porvi rimedio. Quando una storia mi \u00e8 piaciuta, mi chiedo sempre meno spesso se sia la storia in s\u00e9 ad avermi interessato e mi rispondo sempre pi\u00f9 spesso che \u00e8 il come \u00e8 stata raccontata che mi ha affascinato. Voglio capire come funziona.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019umanit\u00e0 nasce da una storia. Si pu\u00f2 dire che l\u2019umanit\u00e0 esiste perch\u00e9 ne esiste la storia. Nel momento in cui abbiamo cominciato a raccontarle &#8211; prima oralmente e poi tramandandole in forma scritta &#8211; sono state poste le fondamenta dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima delle storie sull\u2019umanit\u00e0 non vi era umanit\u00e0. Questo per dire quanto importanti sono.<\/p>\n\n\n\n<p>La nascita delle storie segna anche un\u2019altra nascita, altrettanto importante: quella della memoria. Non si potrebbero raccontare storie se non ci fosse memoria della prima storia mai raccontata, o almeno dei fatti che quella storia narra. Forse nasce prima la memoria dei fatti e poi la storia che li racconta, ma per ora non conta. Sono nate assieme, o a poca distanza l\u2019una dall\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>La memoria costruisce l\u2019esperienza: ne \u00e8, si potrebbe dire, il database. Contiene gli elementi che costruiscono la storia. Ha la funzione di ricordare per orientare il futuro e per rendere meno pericolosa la vita: la storia narra la paura e il pericolo per mettere in guardia e preservare cos\u00ec il genere umano, o almeno per ridurre le possibilit\u00e0 che si estingua.<\/p>\n\n\n\n<p>Le storie servono prima di tutte a salvarci e poi a farci vivere infinite vite, o almeno molte pi\u00f9 di quelle che possiamo vivere nel corpo che ci \u00e8 stato assegnato. Ce le raccontiamo per salvarci, e ne sono capaci perch\u00e9 sono parabole istruttive o evasive. In entrambi i casi ci salvano, e sono solo due dei possibili casi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le storie danno un ordine alla vita: hanno un inizio, qualcosa in mezzo e una fine. La cosa pi\u00f9 importante delle storie \u00e8 che si concludono: non conta come ma conta che si concludano. Conta cos\u00ec tanto che d\u2019un libro potrebbe andar persa una parte e la storia che vi \u00e8 narrata avrebbe comunque senso, per il sol fatto di concludersi, anche senza una conclusione narrativa: la sua conclusione \u00e8 infatti l\u2019accidente che l\u2019ha lasciata sospesa nella perdita di una parte di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo svolgimento e la conclusione di una storia rappacificano la mente che ha bisogno di cicli che si concludono (ha bisogno di requie, ha bisogno di ritmo e quindi di alto e basso, di silenzio e rumore, di inizio e fine).<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>La storia dentro la storia (una di quelle che narrer\u00f2 qui, con i miei scarsi mezzi) \u00e8 un\u2019immagine pi\u00f9 che una storia: io e mio padre che torniamo dalla visione di Dune 2. Lui mi chiede se mi \u00e8 piaciuto. Io sto ancora pensando all\u2019epifania che ho avuto vedendolo (e cio\u00e8 che i vermi giganti sono usati per viaggiare da una parte all\u2019altra di Arrakis, e quindi possono essere considerati il servizio di trasporto pubblico di quel pianeta, per chi riesce a saltarci sopra senza esserne spazzato via &#8211; e non richiedono neanche il pagamento di un biglietto, in cambio del rischio elevatissimo di morire). Gli rispondo di s\u00ec, che mi \u00e8 piaciuto molto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il motivo che affiora alla mente \u00e8 che l\u2019ho capito: ne ho capito le dinamiche, ho capito le fazioni, ho capito chi erano i buoni e i cattivi e ne ho colto l\u2019elemento contemporaneo, e cio\u00e8 che i buoni non sono davvero buoni e viceversa. Lui non \u00e8 convinto. Gli faccio il discorso con cui ho iniziato questo pezzo, e cio\u00e8 che \u00e8 il meccanismo narrativo ad avermi affascinato, il ritmo, la sapienza con cui vengono accostate le parti, come queste lavorano a creare un organismo narrativo coerente. L\u2019aspetto spettacolare del film \u00e8 centrale ma neanche poi tanto: da Villeneuve te lo aspetti, e sai che lo usa in funzione della narrazione e non della stupefazione dello spettatore. I suoi film sono fatti di cose che servono a raccontare una storia, non a soggiogare e ingannare chi li guarda.<\/p>\n\n\n\n<p>Accosto io stesso i pezzi della mia spiegazione e capisco perch\u00e9 mi \u00e8 piaciuto: lo ripeto, ed \u00e8 che l\u2019ho capito. Una storia deve essere capita, quanto meno per essere efficace, per avere un senso. Un modo perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga \u00e8 attivare chi l\u2019ascolta, cio\u00e8 dargli l\u2019impressione o almeno fornirgli gli elementi per animare la storia, per completarla con la sua mente. Quanto pi\u00f9 l\u2019ascoltatore ha idea di aver intuito o collegato le parti della storia, tanto pi\u00f9 se ne sente partecipe. Diventa insomma un ascoltatore attivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il meccanismo di attivazione prende diverse forme. I gialli sono fra le storie pi\u00f9 amate perch\u00e9 sono basate su un accordo segreto fra narratore e ascoltatore: il primo fornisce al secondo elementi (gli indizi) e il disvelamento del mistero non \u00e8 solo esito dell\u2019intuito del protagonista ma anche dell\u2019attore esterno, cio\u00e8 dell\u2019ascoltatore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ascoltatore \u00e8 fondamentale nelle storie e per le storie: se non esistesse chi le ascolta, non esisterebbero le storie. O esisterebbero ma in uno spazio astratto &#8211; nel piano esistenziale delle storie, sordo perch\u00e9 non ci sarebbe nessuno ad ascoltarle.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dice che l\u2019umanit\u00e0 ha bisogno di storie ma la rivelazione &#8211; almeno per me &#8211; \u00e8 che sono le storie ad avere bisogno di noi, per esistere.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa era la prima storia nella storia. Rimettiamole in ordine: la storia nell\u2019umanit\u00e0 (e la storia dell\u2019umanit\u00e0), quella di Dune 2 e quella di me e mio padre che torniamo dal cinema e ne parliamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di arrivare all\u2019ultima (collocata sul finale perch\u00e9 conosco qualche artificio efficace e forse banale ma sempre utile per raccontare storie), scrivo qualche riga su un\u2019altra storia, anche perch\u00e9 ne parlavo a mio padre per corroborare la mia tesi sul Dune 2 e sul raccontare storie. \u00c8 quella narrata in un altro film, ossia \u201cEl Conde\u201d di Pablo Larra\u00edn.<\/p>\n\n\n\n<p>Il film narra di Pinochet ma non si tratta di una biografia (o biopic) perch\u00e9 non potrebbe esserlo (Pinochet vi \u00e8 rappresentato come un vampiro). Mi ha fatto pensare alla banalit\u00e0 del male. La sua missione &#8211; impersonando il Male Assoluto &#8211; \u00e8 quella di preservare s\u00e9 stesso e in ci\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 determinato del Bene che \u00e8 estroflesso e deve operare per il progresso. Il Male vuole invece solo affermare se stesso: a un certo punto Pinochet vuole morire, ha 250 anni, ne ha avuto abbastanza. Improvvisamente per\u00f2 cambia idea e decide di continuare a vivere, con gioia quasi fanciullesca, ignaro dei familiari e anzi, deciso a sbarazzarsi anche di loro, qualora lo intralciassero.<\/p>\n\n\n\n<p>Parrebbe un film basato su una storia bizzarra e inconsistente e invece \u00e8 una parabola sul Male e sulla sua gioiosa energia di autoaffermarsi, di alimentare solo se stesso. E anche sulla sua capacit\u00e0 di essere persuasivo, invitante: Pinochet \u00e8 un personaggio che non si riesce o odiare (senza che Larra\u00edn sia apologetico nel tratteggiarlo). Nonostante impersoni il Male, la sua funzione narrativa \u00e8 ancor pi\u00f9 subdola: egli lo impersona&nbsp;<em>essendolo<\/em>. Pinochet \u00e8 il Male in tutte le sue molteplici forme, soprattutto quelle meno esplicite: non \u00e8 il Male assoluto in quando fine, negazione, opposto del Bene, ma assume forme cangianti. \u00c8 persuasivo, convincente, ironico, debole, passivo, alla fine avvincente e vincente. \u00c8 la banalit\u00e0 del Male, cio\u00e8 l\u2019abito che indossa quando vuole essere ancora pi\u00f9 subdolo, per meglio confondersi con qualcosa di familiare, innocuo, amichevole. Pinochet appare indifeso e sincero quando afferma di non essersi mai reso conto di aver compiuto stragi e di essere stato agente di odio e lo fa in modo convincente, dimostrando senza remore la propria beota stupidit\u00e0. Che male pu\u00f2 fare una persona cos\u00ec stupida?<\/p>\n\n\n\n<p>La banalit\u00e0 del male sembra sempre innocua, perch\u00e9 vuole apparire come tale, non perch\u00e9 lo sia.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima storia nella storia riguarda ancora Dune 2. C\u2019\u00e8 qualcosa di molto personale in quel film e non posso escludere che abbia influenzato il mio giudizio. In poche parole, perch\u00e9 di storia non ve n\u2019\u00e8 molta di pi\u00f9, quando Villeneuve gir\u00f2 le scene al Memoriale Brion, io ero presente sul set.<\/p>\n\n\n\n<p>Per una serie di motivi che non hanno importanza, ebbi la fortuna di poter vedere come si fa un film e ne rimasi comprensibilmente stupefatto. Non avevo mai visto una macchina umana cos\u00ec prodigiosa all\u2019opera, e le scene che vi girarono sono le pi\u00f9 contenute in quanto ad azione, quindi non richiesero un numero elevato di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Vederle al cinema mi ha fatto ripensare a quel giorno di luglio e alla magia del cinema. Quando la Rampling parla a Florence Pugh sotto il padiglione sull\u2019acqua io c\u2019ero, pochi metri dietro la macchina da presa. A un certo punto Villeneuve \u00e8 venuto verso di me e si \u00e8 presentato, dicendo nome e cognome, forse anche \u201cSono il regista\u201d ma non ne sono sicuro perch\u00e9 in quel frangente connettevo molto poco. Pensavo solo \u201cSolamente la tua gentilezza canadese pu\u00f2 farti pensare che io non sappia chi sei\u201d ma al contempo ero sopraffatto, appunto, dalla sua gentilezza. Mi spieg\u00f2 cosa stavano girando e perch\u00e9 usavano diverse macchine da presa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sarebbero tante altre cose da raccontare di quel giorno ma mi sono dilungato anche troppo e le storie devono finire prima o poi. E oggi ne ho raccontate anche troppe, quindi metto il punto. Qui.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non conta come sono, conta come sono raccontate. (bonus track: un retroscena di Dune 2)<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40828,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[149],"tags":[145,553],"class_list":["post-40826","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cinema","tag-cinema","tag-dune-2"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40826"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40826\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40828"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}