{"id":40823,"date":"2024-03-10T21:39:00","date_gmt":"2024-03-10T21:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40823"},"modified":"2024-03-25T21:43:53","modified_gmt":"2024-03-25T21:43:53","slug":"assoluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/assoluto","title":{"rendered":"Assoluto"},"content":{"rendered":"<p>Una volta scrivevo recensioni di libri o di film. Ne scrivo ancora, anche se raramente. Avevo e ho due regole:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Scrivere solo di ci\u00f2 che ritengo interessante e penso sia utile condividere<\/li><li>Cercare di cogliere l\u2019essenza di quelle opere, indipendentemente da chi le ha create.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>La prima regola \u00e8 semplice, quasi scontata. La seconda lo \u00e8 un po\u2019 meno, perch\u00e9 comporta l\u2019impiego di un tipo di critica che non pu\u00f2 usare uno degli strumenti pi\u00f9 efficaci, ossia quello del paragone con opere simili. La critica comparativa stabilisce che qualcosa ha valore artistico in relazione a qualcos\u2019altro. Le intenzioni sono nobili: partire dal presupposto che ogni opera non \u00e8 assoluta, non vive in un vuoto in cui non pu\u00f2 e non deve confrontarsi con altre opere, per\u00f2 pu\u00f2 facilmente scadere in giudizi ingiusti e affrettati. Io non volevo e non voglio questa roba: io cerco l\u2019assoluto.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca dell\u2019assoluto pu\u00f2 sembrare un atteggiamento aristocratico e presuntuoso ma in realt\u00e0 nasce dal rispetto delle opere d\u2019arte. \u00c8 vero che ognuna di esse pu\u00f2 e deve essere contestualizzata e ha ascendenze e discendenze nel tempo in cui \u00e8 nata, ma credo che ognuna &#8211; o almeno le pi\u00f9 alte &#8211; abbiano anche un valore che prescinde dalla loro collocazione temporale: un valore assoluto.<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto \u201cassoluto\u201d significa proprio \u201csciolto da ogni vincolo\u201d, cio\u00e8 slegato dal contesto. Per questo mi pare rispettoso valutare un\u2019opera di ingegno come se le sue qualit\u00e0 non derivassero dalla luce riflessa che ricevono da altre opere, n\u00e9 che sia necessario che il contesto le definisca e le spieghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Operare questo trattamento su di loro &#8211; cio\u00e8 individuarne l\u2019origine assoluta, se esiste &#8211; significa collocarle non solo fuori da un contesto ma soprattutto fuori dal tempo: se un\u2019opera non ha necessit\u00e0 di essere compresa e apprezzata poich\u00e9 appartenente a un certo contesto storico, significa che ha una qualit\u00e0 che trascende la transitoriet\u00e0 della Storia e dei fatti che la compongono: vive in una dimensione esterna al tempo, quindi in una dimensione a sua volta assoluta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non che con le mie critiche pensassi di individuare ogni opera che ne \u00e8 capace, ma trovavo pi\u00f9 interessante provare a capire se quello che mi aveva incuriosito o fatto riflettere ci fosse riuscito perch\u00e9 non aveva qualit\u00e0 transeunte ma eterne. O lunghe, per restare nell\u2019ambito del Pensiero Lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, mi ha sempre affascinato la permanenza delle cose e dei loro significati, cio\u00e8 quella che definisco la latitudine di significato, ossia quanto ci\u00f2 che esprimono o a cui alludono ha la capacit\u00e0 di trascendere i confini temporali per giungere a dimensioni pi\u00f9 ampie, quasi eterne.<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0 questo tipo di critica ha anche un aspetto pratico e, se vogliamo, furbo: non avevo e non ho molta voglia di studiare il contesto e allora mi sono convinto che sia relativamente importante. Non \u00e8 del tutto pigrizia mentale: studiare mi piace assai e non mi ci sottraggo mai. Penso per\u00f2 che, pi\u00f9 indugio sulla ricerca dei motivi che mi fanno pensare che un\u2019opera sia assoluta, pi\u00f9 mi sfugge l\u2019essenza, il perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggendo, ascoltando, guardando qualcosa ho l\u2019intuizione che la sua qualit\u00e0 sia particolare &#8211; assoluta, appunto &#8211; e la collocazione nel contesto rischia di oscurare questa sua peculiarit\u00e0, sino a giustificarne il valore per l\u2019appartenenza a una certa scena storica e non invece a prescindere da essa.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si pu\u00f2 capire, il tema del tempo \u00e8 cos\u00ec monumentale per me che tento sempre di sfuggirvi: cerco ci\u00f2 che non ne ha bisogno (che pu\u00f2 esistere al di fuori di esso) perch\u00e9 ne riconosco il potere. D\u2019altro canto, tempo e gravit\u00e0 sono le due forze a cui l\u2019essere umano non pu\u00f2 fuggire e che non pu\u00f2 negare n\u00e9 governare. Pu\u00f2 solo tentare di accomodarcisi dentro o sopra, sperando di non esserne schiacciato.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Time is the fire in which we burn.<br>(Delmore Schwartz)<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Non sapevo chi fosse Delmore Schwartz, ho scoperto poi che era un poeta americano che ha scritto questo verso che trovo perfetto: il tempo \u00e8 un fuoco che ci consuma. Ecco spiegato perch\u00e9 cerco strade laterali per fuggire alla combustione, ben sapendo che non posso scappare all\u2019infinito, che il tempo mi consumer\u00e0, come consuma qualsiasi essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercare ci\u00f2 che fugge al dominio del tempo \u00e8 insomma un\u2019esigenza esistenziale, o almeno lo \u00e8 avere l\u2019illusione che esista qualcosa che non \u00e8 soggetto. L\u2019assoluto, appunto.<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0 questa mia particolare ricerca (del senso assoluto delle cose, pi\u00f9 che di quello relativo e contestuale) nasce da un\u2019altra constatazione: che superata una certa fase della vita, ogni cosa che ci accade, che vediamo, sentiamo, tocchiamo e, insomma, esperiamo viene sempre valutata in funzione di una magica et\u00e0 in cui facemmo certe esperienze, cio\u00e8 quelle formative.<\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio sono i film o le musiche ascoltate in adolescenza, specie quelle che hanno, per qualit\u00e0 e natura, la capacit\u00e0 di formare il gusto delle persone. Premesso che credo che il gusto non sia propriamente deciso dalle esperienze estetiche e artistiche che si vivono quanto rappresenti piuttosto la rivelazione della propria intima natura (il gusto non \u00e8 un abito simbolico che si indossa ma \u00e8 la forma che abbiamo quando siamo nudi), \u00e8 indubbio che alcune opere riverberino in noi con particolare forza e precisione: un libro, un film, una musica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, queste opere compongono un corpus solido e indistruttibile di convinzioni su ci\u00f2 che ha valore intellettuale e artistico. I film di Kubrick, la musica classica, certi libri: ogni esperienza della stessa natura che si fa in et\u00e0 adulta viene &#8211; anche inconsciamente &#8211; paragonata a questo nocciolo indistruttibile di certezze sulla qualit\u00e0 artistica.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una spiegazione psicologica a tutto ci\u00f2, l\u2019ho letta ma non saprei ritrovarla: ha a che fare con il potere rivelatore di queste opere o meglio, con la forza che hanno esercitato quando sono state sperimentate la prima volta: \u00e8 l\u2019estasi dell\u2019esperienza artistica, dell\u2019epifania che rivela e illumina. Quando \u00e8 vissuta in giovane et\u00e0 ha una forza che difficilmente pu\u00f2 ripetersi perch\u00e9 accade per la prima volta, quindi ha l\u2019impeto della novit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Accettato che non possa pi\u00f9 ripetersi, \u00e8 giusto accogliere e giudicare ogni nuova opera d\u2019ingegno o artistica mettendola sempre a confronto con quel sistema di riferimento costruito decenni prima? Significa negare che possa esistere l\u2019evoluzione e pensare che tutto si ripeta, senza nemmeno significative variazioni ma anzi: impoverendosi in qualit\u00e0 e significato.<\/p>\n\n\n\n<p>A un certo punto della mia vita ho rifiutato questa modalit\u00e0, o almeno ho ricercato un\u2019altra via: quella che stima il senso delle cose &#8211; o cerca di farlo &#8211; indipendentemente dal paragone con altre gi\u00e0 sperimentate. Un criterio di giudizio che non ha riferimenti e parametri, che non si basa sulla definizione di qualit\u00e0 in relazione ad altre. Che non paragona ogni film uscito dopo&nbsp;<em>2001 Odissea nello Spazio<\/em>&nbsp;a&nbsp;<em>2001 Odissea nello spazio<\/em>, come se quel film avesse detto tutto ci\u00f2 che c\u2019era da dire su tutto, o almeno sui film di fantascienza. (ho scelto questo film per dire di un film incontestabilmente considerato un capolavoro).<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0 siamo molto legati a questo nucleo solido perch\u00e9 \u00e8 un riferimento e d\u00e0 sicurezza. \u00c8 fermo nel tempo ed \u00e8 confortante.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta per\u00f2 di un inganno. Quelle opere sono state significative ma restano tali solo nel ricordo (cio\u00e8 nel flusso del tempo) perch\u00e9 non vengono volutamente mai o raramente rivalutate, nel senso di \u201cvalutate un\u2019altra volta\u201d. Il timore che il ricordo della loro qualit\u00e0 fondante sia pi\u00f9 forte della loro reale qualit\u00e0 \u00e8 troppo inquietante: potrebbe distruggerne la forza.<\/p>\n\n\n\n<p>Tempo fa ho rivisto proprio&nbsp;<em>2001 &#8211; Odissea nello Spazio<\/em>. Con il giudizio di quasi 5 decenni di vita &#8211; corrotto o pi\u00f9 affilato che fosse &#8211; ho dovuto ammettere a me stesso che la seconda parte \u00e8 una rottura di palle clamorosa, di una lunghezza insostenibile e di cui non si capisce il senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dico che quel film non sia importantissimo e altissimo per mille motivi, ma di certo ne ho rivalutato un po\u2019 l\u2019importanza all\u2019interno del mio nucleo di convinzioni (Barry Lyndon invece resta supremo).<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi &#8211; che si \u00e8 fatta una certa &#8211; i termini di riferimento di ci\u00f2 che si considera fondamentale artisticamente e intellettualmente non dovrebbero esistere e resistere in un nucleo indistruttibile: il fatto di essere collocati in un sistema protetto non li rende assoluti. Per esserlo non dovrebbero appartenere ad alcun sistema di riferimento, perch\u00e9 il farne parte li rende, appunto, relativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se il giudicare ogni cosa che vedo, leggo o ascolto in termini assoluti sia una risposta alla necessit\u00e0 &#8211; magari puramente personale &#8211; di trovare ci\u00f2 che prescinde dal tempo. Mi piace pensare che sia solo un modo di rendervi giustizia e di cercare un\u2019opera della mente che ha un valore che trascende tutto e tutti. Che ha significato in senso assoluto o comunque in maniera libera dal contesto. Non so nemmeno se ci sono mai riuscito. Per ora cerco solo di capire che forma ha l\u2019essenza di un\u2019opera che mi ha rivelato qualcosa, indipendente da come questa si collochi rispetto ad altro e nel flusso del tempo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta scrivevo recensioni di libri o di film. Ne scrivo ancora, anche se raramente. 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