{"id":40797,"date":"2023-11-30T16:23:00","date_gmt":"2023-11-30T16:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40797"},"modified":"2023-12-19T10:10:54","modified_gmt":"2023-12-19T10:10:54","slug":"mappe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/mappe","title":{"rendered":"Mappa"},"content":{"rendered":"<p>Disegnando e dipingendo (seppur digitalmente, ma poco importa), ho capito che stavo disegnando mappe mentali: della mia mente. Si dice che l\u2019arte &#8211; ammesso che la mia sia arte &#8211; esprime emozioni e mondi interiori. Nel mio caso vedo ci\u00f2 che faccio come una traduzione visiva della mia mente, anzi: come una mappa mentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Me ne accorgo quando rivedo nei miei disegni echi di cose gi\u00e0 viste (le mappe della memoria) e restituisco in forma visuale gli stati d\u2019animo del presente. Se sono soverchiato dalle stimolazioni cerco forme semplici e risolutive, se disegno ossessivamente e ritorno sul cammino tracciato dalla matita pi\u00f9 volte &#8211; forse &#8211; \u00e8 perch\u00e9 sono pi\u00f9 sereno, tanto da potermi concedere l\u2019agio di trasferire il caos interiore sulla carta (anche se digitale, ancora una volta). Altre volte il tratto involuto e ottenuto per addizione \u00e8 una radiografia della mia mente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di mappe: non di territori ma di connessioni cerebrali. E come tutte le mappe, hanno un bordo oltre il quale la realt\u00e0 smette di esistere perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 rappresentabile, perch\u00e9 \u00e8 finito lo spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che le mappe abbiano a che fare con il tempo e la memoria (due altri mie pensieri lunghissimi): disegniamo le mappe per conoscere, rappresentare ma soprattutto per ricordare, cio\u00e8 per trovare una strada sconosciuta o per&nbsp;<em>ri<\/em>trovare quella che si \u00e8 persa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 curioso che le mappe abbiano una funzione duplice in termini temporali: fanno vedere ci\u00f2 che non si conosce ancora (il futuro) ma ricordano ci\u00f2 che si conosce gi\u00e0 ma sotto una luce diversa (il passato). Per questo sono rappresentazioni: non sono&nbsp;<em>la cosa<\/em>&nbsp;ma la rappresentano, ne sono insomma un\u2019immagine, un simulacro.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra tutte le mappe, quelle che mi interessano di pi\u00f9 sono quelle mentali e fra queste soprattutto quelle della mia mente. \u00c8 straordinario infatti come, pur appartenendomi ed essendo installate dentro di me, in definitiva non riesca mai a vederle.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta lessi su Wired &#8211; quando ancora era una rivista rivoluzionaria e visionaria, molto spesso troppo entusiastica ma per questo ancora pi\u00f9 interessante &#8211; che l\u2019inventore del linguaggio di programmazione Java stava lavorando a un nuovo sistema operativo. Non so cosa ne \u00e8 stato poi: parlando di una cosa di 20 anni e pi\u00f9 fa di cui non ho pi\u00f9 avuto notizia immagino che nel frattempo sia stato abbandonato. Di quel sistema operativo ricordo che era rivoluzionario nel senso che era normalissimo: era basato sulla memoria e forse su qualche artificio visivo tridimensionale, ma non \u00e8 questo che conta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019assunto di base era che per operare con una macchina su dei documenti, dobbiamo averli a disposizione dove ci aspettiamo di trovarli. Il sistema operativo deve essere insomma come una memoria umana, e far emergere (metterci sotto gli occhi) cose che ci sono pi\u00f9 prossime in termini temporali e spingere verso il fondo cose che non ci servono ora e qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Semplice, no? Eppure nessuno c\u2019aveva mai pensato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel sistema operativo era una mappa, che non a caso si basava sulla memoria, anche se le mappe, dicevamo, hanno una memoria orizzontale, nel senso che tutto ricordano, indistintamente. Le mappe mentali invece hanno una gerarchia, dei centri e delle periferie. Il centro principale \u00e8 quello della mente e da questo irradiano tutte le strade che collegano i centri minori, via via verso i confini dell\u2019impero (mentale). L\u2019intensit\u00e0 del ricordo \u00e8 misurata in relazione alla sua prossimit\u00e0 al centro: si ricorda meno quanto pi\u00f9 il ricordo vi si allontana.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco che nella dimensione mentale del ricordo entra quella del tempo: man mano che questo aumenta, aumenta anche la distanza dei ricordi dal centro, e questi vengono spinti in regioni inesplorate: esistono ma non ci si va spesso. Sono le stanze del passato, alcune segrete, alcune che si preferisce dimenticare, altre che sono neglette e basta, perch\u00e9 contengono oggetti del ricordo che non hanno pi\u00f9 significato.<\/p>\n\n\n\n<p>Distanza e tempo quindi sono due funzioni dell\u2019equazione della memoria e insieme descrivono in termini pseudomatematici la mappa mentale. Del resto \u00e8 una mappa: ha centri, strade, rilievi montuosi, fiumi e mari. Contiene metafore, o la sua rappresentazione, \u00e8 meglio dire, \u00e8 una metafora.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:44px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La mente \u00e8 un territorio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:44px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 evidentemente un processo razionale che governa come vengono archiviati i ricordi: il pi\u00f9 semplice \u00e8 quello utilitaristico, cio\u00e8 si ricorda solo ci\u00f2 che \u00e8 utile ricordare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure questa mappa \u00e8 disegnata da qualche parte e a volte ripropone ricordi senza motivo: affiorano come citt\u00e0 che si pensava sepolte dalla sabbia del deserto e la strada che le collega al centro non \u00e8 pi\u00f9 visibile. Perch\u00e9 ripensiamo a un ricordo di decenni prima? C\u2019\u00e8 sempre un motivo ma lo si razionalizza solo a posteriori, quando si capisce perch\u00e9 \u00e8 affiorato proprio quel ricordo. E non \u00e8 detto nemmeno che lo si capisca.<\/p>\n\n\n\n<p>La mappa, infine, serve a trovare la strada. Per questo l\u2019idea di averla nel cervello ma di non poterla vedere e consultare \u00e8 frustrante. Si pu\u00f2 in realt\u00e0 vederla ma solo in piccole porzioni, quelle pi\u00f9 vicine al centro e quindi al presente. Non si vede insomma dove conducono le strade e se conducono da qualche parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ogni mappa collega, cio\u00e8 mette in relazione le cose. Esiste un registro dentro la mente che ricorda tutti i collegamenti fra le cose e sa &#8211; o almeno ne riporta gli estremi &#8211; perch\u00e9 l\u2019oggetto mentale A \u00e8 collegato al B e questi all\u2019F.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 infine un ultimo aspetto: ogni oggetto mentale ha delle propriet\u00e0. Ha un colore, una collocazione temporale, un contesto, una dimensione. Diverse caratteristiche che lo definiscono, insomma. Queste caratteristiche legano ogni oggetto mentale a un altro o a gruppi di questi: ecco perch\u00e9 di un pranzo con i nonni non ricordiamo solo le immagini ma anche gli odori, i suoni e le sensazioni, e queste caratteristiche sono poi messe in relazione con altri oggetti, che non hanno un legame immediato con quelle memorie: il profumo di un brodo consumato oggi ci ricorda quello della nonna, per esempio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questi collegamenti si accendono solo quando vengono attivati, spesso involontariamente. Sono dentro di noi ma sono oscuri. Forse la loro gestione contemporanea sarebbe impensabile e troppo gravosa e il cervello \u00e8 un organo molto parco nell\u2019uso delle energie: usa solo quelle che servono nell\u2019immediato e per la sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Come sempre, non ho una risposta. So perch\u00e9 un profumo evoca una memoria e una canzone ne evoca un\u2019altra e trovo sempre meraviglioso e affascinante questo fenomeno. So anche che a volte non c\u2019\u00e8 un motivo particolare per cui alcuni ricordi affiorano improvvisamente. Succede, magari in un momento in cui sto facendo dell\u2019altro o non faccio niente. Magari mentre disegno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 capitato di avere delle rivelazioni: giorni o mesi dopo aver fatto un disegno (una mappa mentale, dicevo all\u2019inizio) mentre camminavo o sfogliavo un libro me lo ritrovavo di fronte, in una strada o in una foto. Non che mi apparisse il mio disegno: quello che vedevo era l\u2019origine del disegno stesso, che evidentemente avevo registrato mesi o anni prima e poi dimenticato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il disegno (e anche la scrittura) rivelano dettagli della mappa mentale, sono strumenti per illuminarla. Per questo continuo a disegnare, per lo pi\u00f9 cose astratte e confuse, e continuo a scrivere. Mi sto cercando, sto cercando la mia mappa.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne abbiamo una nella mente. Ma \u00e8 per lo pi\u00f9 invisibile.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40798,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[415,429],"tags":[549,404],"class_list":["post-40797","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-mappe","tag-mente"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40797","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40797"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40797\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}