{"id":40740,"date":"2023-10-25T15:30:00","date_gmt":"2023-10-25T15:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40740"},"modified":"2023-11-02T15:49:56","modified_gmt":"2023-11-02T15:49:56","slug":"libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/libro","title":{"rendered":"Libro"},"content":{"rendered":"<p>Qualche anno fa mi chiedevo se avrei mai pi\u00f9 letto libri. Forse era un periodo in cui ne leggevo molto pochi, forse ero pi\u00f9 interessato a seguire serie TV o a guardare film. Forse, cosa pi\u00f9 probabile, non c\u2019era nessun libro che miandasse davvero di leggere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Abituato a considerare la lettura un piacere e un dovere &#8211; e soprattutto un\u2019abitudine edificante e quindi moralmente lodevole &#8211; prefiguravo gi\u00e0 scenari apocalittici in cui il libro sarebbe scomparso, almeno dalle mie occupazioni quotidiane. Naturalmente il concetto del libro in quanto tale era indifferente al concetto che ne avevo io, che \u00e8 come dire che il fatto che io ne leggessi pochi o nessuno non decretava la loro prossima estinzione. L\u2019impressione era pi\u00f9 ascrivibile a quanto al tempo mi considerassi paradigma di fenomeni sociali e culturali; col tempo &#8211; per fortuna &#8211; ho capito di non essere paradigma manco della mia vita, figuriamoci di quelle altrui.<\/p>\n\n\n\n<p>Che giro lungo per dire che il fatto che leggessi poco non significava altro che leggevo poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi sto leggendo dieci libri contemporaneamente. Ovviamente non tutti e dieci ogni giorno ma c\u2019\u00e8 un segnalibro in ognuno di loro e almeno un paio li leggo ogni giorno. Mi diverto a guardarli in posa di fronte a me, in attesa della scelta:\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Quale leggiamo adesso? Chi merita il mio tempo?\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Diciamo che questa \u00e8 l\u2019unica libert\u00e0 aristocratica che mi concedo, non potendo permettermi altro di aristocratico che una certa affettata supponenza nello scegliere quali pagine leggere, oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il piacere di annusare un libro nuovo, di annotarlo e di palpeggiarlo \u00e8 rimasto una costante immutabile nella mia vita. Molte altre abitudini che mi davano sicurezza e piacere una volta hanno perso sapore ma l\u2019oggetto libro ha sempre la capacit\u00e0 di esercitare un magnetismo incontrollabile sulla mia psiche. Devo prenderlo in mano, devo sfogliarlo, devo averlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Uso il Kindle ma non \u00e8 la stessa cosa, naturalmente. Lo considero una pratica soluzione da viaggio o l\u2019unica soluzione se il libro che stai leggendo \u00e8 Infinite Jest di Wallace e non vuoi sfondarti lo sterno mentre lo leggi a letto. Per il resto leggere un libro elettronico \u00e8 come mangiare un pezzo di polistirolo all\u2019aroma di carbonara invece che la carbonara vera e propria. Il contenuto \u00e8 lo stesso ma l\u2019esperienza \u00e8 completamente diversa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>[L\u2019esperienza: ci sarebbe da scrivere anche su questo, specie per come e cosa \u00e8 diventata in quanto categoria psicologica per la contemporaneit\u00e0: siccome abbiamo tutto e non vogliamo pi\u00f9 niente &#8211; o meglio, non ne abbiamo bisogno &#8211; allora cerchiamo le esperienze, cio\u00e8 le compriamo. Ma divago]<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimamente ho anche cambiato le mie abitudini di lettura: prima dovevo sempre finire un libro iniziato, ora lo abbandono senza problemi. Prima dovevo leggere ogni singola pagina, ora ho capito che anche i grandi scrittori scrivono pagine meno riuscite (alcune insindacabilmente noiosissime) e allora considero di fare un favore a loro pi\u00f9 che a me saltandole. Lo faccio per non costruire un ricordo insostenibile della lettura di un certo libro, e per conservare solo quello del piacere. Facendo un favore a me, lo faccio anche a chi l\u2019ha scritto. Ecco come risolvere con eleganza una questione annosa: saltare intere pagine di un libro? Senza alcun timore n\u00e9 remora.<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito dell\u2019abbandonare libri, si narra che un giorno Jorge Luis Borges fu fermato per strada da un uomo che gli disse che non gli era molto piaciuto il suo ultimo libro. Borges gli rispose:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Non c\u2019\u00e8 problema, non era stato scritto per te.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Dietro l\u2019apparente sprezzo di Borges c\u2019\u00e8 in realt\u00e0 una grande umanit\u00e0 e un\u2019ancor pi\u00f9 grande verit\u00e0: non tutti i libri vanno bene per tutti, ci sono libri che piacciono ad alcuni e non piacciono ad altri, non c\u2019\u00e8 niente di male a non amare o addirittura non sopportare un libro che non ci piace.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo vittime del feticismo del libro che \u00e8 in parte indotto dall\u2019educazione e in parte autoindotto (alcuni ne sono immuni, altri fieramente immuni): siccome ci hanno sempre ripetuto che leggere \u00e8 importante e forma il carattere e ti fa imparare tante belle cose, il non leggere ci dovrebbe trasformare automaticamente in creature abiette e bestiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Come nota&nbsp;<a href=\"https:\/\/austinkleon.com\/2016\/10\/18\/it-wasnt-for-me\/\">Austin Kleon<\/a>&nbsp;inoltre, questa constatazione ne porta con s\u00e9 un\u2019altra ancor pi\u00f9 interessante: un libro che non ci \u00e8 piaciuto a 20 anni potrebbe piacerci a 40 perch\u00e9 noi stessi siamo composti da diversi \u201cnoi stessi\u201d: il \u201cnoi stessi\u201d dei 20 anni \u00e8 diverso o pu\u00f2 essere diverso da quello dei 40 e quindi ci\u00f2 che non ci piaceva allora pu\u00f2 piacerci adesso e viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p>A vent\u2019anni per esempio divoravo Thomas Bernhard; anni fa l\u2019ho riletto con una certa fatica. Forse l\u2019impeto e la dislocazione della giovent\u00f9 si sono stemperati e la pacatezza dei tardi anni trova meno corrispondenza nell\u2019odio che spilla dalle righe di Bernhard. Oppure \u2014 ma leggendo pi\u00f9 lentamente \u2014 vi si scorge un velo filosofico e meditativo che la virulenza della prosa rischia di nascondere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il discorso si pu\u00f2 estendere anche a come viene venduto il libro oggi (e ormai da tanti anni in Italia): se ci si fa caso, il marketing del nostro sempre pi\u00f9 difficile mercato editoriale \u00e8 basato su un tipo di comunicazione che mi auguro scompaia presto, e cio\u00e8 quello del senso di colpa. In Italia si legge poco, gli italiani sono analfabeti, gli italiani leggono solo le istruzioni del nuovo cellulare ecc. A messaggi del genere il buon lettore reagisce sentendosi elevato e nel giusto e guardando con disgusto chi non legge o lo fa poco, oppure si sente in colpa pure per chi non alza la media nazionale dei lettori (come se dipendesse da lui). Ci sono buone possibilit\u00e0 che chi non legge del tutto se ne freghi di discorsi del genere, non si senta in colpa e faccia benissimo a farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi da considerare l\u2019importanza della cultura (di cui il libro \u00e8 uno strumento) nella societ\u00e0. Un&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.theintrinsicperspective.com\/p\/walled-gardens-mean-online-writing\">interessante discorso<\/a>&nbsp;fatto da Erik Hoel su<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/open.substack.com\/pub\/erikhoel\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">The Intrinsic Perspective<\/a>\u00a0affronta il problema dal punto di vista degli scrittori e delle loro possibilit\u00e0 di acquisire una qualche fama. Nel tempo storico della massificazione di qualsiasi particolare (tutti vogliamo qualcosa di esclusivo, e l\u2019esclusivo finisce per non essere pi\u00f9 tale), il desiderio pi\u00f9 realistico di chi scrive \u00e8 quello di avere un pubblico pi\u00f9 che di diventare famoso o rispettato. Pi\u00f9 tutto \u00e8 massificato, meno \u00e8 possibile emergere o diventare un qualche tipo di autorit\u00e0.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>What do people expect anyways? To be famous? As a writer? Are you kidding? There\u2019s no such thing. Even famous authors aren\u2019t actually famous, not anymore. Sally Rooney, perhaps the most critically-acclaimed young literary author, can walk down any street in America and will never be recognized. All the old giants are dead. There is no literary 80s \u201c<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Brat_Pack_(literary)\">brat pack<\/a>\u201d\u2014all those careers are unreplicable now. And that&#8217;s just being Bret Easton Ellis, let alone an actually famous historical author.<\/em><br>Erik Hoel \u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Se insomma si vuole portare le persone verso i libri e i libri verso le persone, il miglior modo per non riuscirci \u00e8 dirgli quanto ignoranti sono e farle sentire in difetto. Eppure \u00e8 un modello perpetrato da decenni e corroborato dallo sprezzo di alcuni lettori sofisticati (o presunti tali) che inorridiscono leggendo chi c\u2019\u00e8 nelle prime posizioni delle classifiche dei libri pi\u00f9 venduti.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Il libro \u00e8 latore di un contenuto e il contenuto non \u00e8 nobilitato dal fatto di trovarsi all\u2019interno di un oggetto venerato come il libro stesso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019abito non fa il monaco, il libro non fa un buon libro, con buona pace di chi \u00e8 primo in classifica che, almeno, ha il merito di \u201ccostringere\u201d decine di migliaia di persone a leggere qualche riga.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure dopo qualche anno, dopo aver creduto che non avrei pi\u00f9 letto o che avrei letto sempre meno, mi trovo a leggere molti libri in contemporanea. La regola pennacchiana (nel senso di Pennac) che autorizza il lettore ad abbandonare un libro mi ha fatto capire che non si tratta di far loro un torto ma anzi: abbandonando la lettura di un libro non si abbandona il concetto di libro ma si fa solo spazio per altri libri. Ci sono cos\u00ec tanti libri interessanti che \u00e8 un peccato preferirne altri che non ci interessano o che, semplicemente, non sono stati scritti per noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine \u2014 ed \u00e8 un altro consiglio che d\u00e0 Borges \u2014 \u201cSe un libro ti annoia, smetti di leggerlo. Leggere deve essere un piacere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggere per forza un libro comporta solo che si sviluppi una perniciosa antipatia per l\u2019atto di leggere che invece dovrebbe essere deliberato e gioioso perch\u00e9, quando \u00e8 fatto con convinzione e partecipazione, rimane sempre una delle cose pi\u00f9 belle del mondo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se un libro ti annoia, smetti di leggerlo. 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