{"id":40585,"date":"2023-10-12T09:49:12","date_gmt":"2023-10-12T09:49:12","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40585"},"modified":"2023-10-12T09:50:50","modified_gmt":"2023-10-12T09:50:50","slug":"rettangolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/rettangolo","title":{"rendered":"Rettangolo"},"content":{"rendered":"<p>Dopo un po\u2019 che meditavo &#8211; dopo qualche mese &#8211; mi accorsi che le visualizzazioni che mi capitava talvolta di fare avevano qualcosa di irritante. Un paio di cose, a dirla tutta: il punto di vista era sempre il mio e il campo visivo era pressapoco quello che avrei potuto sperimentare nella realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so bene cosa mi aspettassi di trovare di diverso: una visione sferica? Multidimensionale, forse? Si trattava magari di inesperienza? Magari praticando con pi\u00f9 assiduit\u00e0 sarei riuscito non solo a vedere contemporaneamente in ogni direzione &#8211; a visualizzare, pardon &#8211; ma anche a non essere per forza al centro della visione, pur se non visto. Volevo abbandonare il mio punto di vista e volevo non essere io.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:51px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Volevo vedere come se fossi stato un qualsiasi punto nello spazio della visualizzazione. E possibilmente senza essere io. Volevo disintegrarmi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:51px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>C\u2019era qualcos\u2019altro che mi infastidiva: erano i margini del campo visivo. L\u2019occhio umano vede all\u2019incirca all\u2019interno di un campo visivo di 130\u00b0. Arriva fino a 180\u00b0 ai margini, e ci\u00f2 che vede in quelle regioni \u00e8 solo una ricostruzione plausibile della realt\u00e0. Non la vede davvero, ma il cervello \u00e8 sofisticato a tal punto da persuadersi di vederci qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Interessante strumento, il cervello. Cos\u00ec potente da elaborare una realt\u00e0 non percepita direttamente e considerarla plausibile, anche perch\u00e9 tale \u00e8: plausibile ma non davvero vista.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque: restava il fatto che, chiusi gli occhi e guardando dentro la mia mente, continuavo a vedere un\u2019altra dimensione, di certo pi\u00f9 singolare e astratta, irreale e immaginifica ma pur sempre percepita visivamente come quella che vedevo a occhi aperti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Un formato, una volta entrato nell\u2019uso smette di essere una semplice cosa e diventa presto una categoria psicologica<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno ho letto queste parole di Riccardo Falcinelli in \u201c<a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/arte-e-musica\/arte\/figure-riccardo-falcinelli-9788806243883\/\">Figure<\/a>\u201d. Si riferiscono al motivo per il quale le cornici sono rettangolari o quadrate. Gi\u00e0: perch\u00e9 hanno geometrie elementari? Perch\u00e9 hanno quattro lati? La risposta pi\u00f9 semplice \u00e8 perch\u00e9 i quadri hanno quella forma. Eppure non spiega perch\u00e9, appunto, hanno quella forma. Si obietter\u00e0 che esistono pure cornici pi\u00f9 complesse ed \u00e8 vero: resta il fatto che quelle pi\u00f9 diffuse &#8211; infinitamente pi\u00f9 diffuse &#8211; sono quelle rettangolari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il motivo \u00e8 che, a un certo punto, \u00e8 invalso l\u2019uso di quella forma per questioni economiche: le cornici rettangolari sono pi\u00f9 semplici da produrre (richiedono l\u2019assemblaggio di quattro pezzi invece che molti di pi\u00f9) e sono l\u2019ideale se all\u2019interno vi si deve stendere e fissare una tela.<\/p>\n\n\n\n<p>Il passaggio pi\u00f9 interessante di Falcinelli non \u00e8 per\u00f2 questa spiegazione &#8211; indubbiamente gustosa &#8211; quanto la constatazione che un formato possa diventare un categoria psicologica. Cosa significa? Significa che noi non leggiamo libri di formato rettangolare e non guardiamo film su schermi rettangolari o scriviamo su fogli rettangolari perch\u00e9 i nostri occhi vedano all\u2019interno di un campo rettangolare ma perch\u00e9 l\u2019estensione del dominio rettangolare ci ha portati a vedere in questo modo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:51px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Vedere rettangolare \u00e8 diventato normale, pur non essendo naturale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:51px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>A dirla tutta non \u00e8 che vediamo in formato rettangolare: il nostro campo visivo resta grossomodo una semisfera posta di fronte e attorno a noi. Quello che voglio dire \u00e8 che ormai consideriamo naturale riquadrare la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Circoscrivendo parole e immagini e azioni all\u2019interno di un riquadro, dimentichiamo che esistono parole e immagini e azioni anche all\u2019esterno di quella finestra del campo visivo. O meglio: lo sappiamo ma non ci badiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho il sospetto che quello che percepivo come fastidioso nelle mie visualizzazioni durante la meditazione fosse il suono della voce del resto del campo visivo (mentale) a cui prestavo poca attenzione. Io vedevo dentro un rettangolo, come se le visualizzazioni fossero parte di un film interiore proiettato, dopo essere stato evocato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMettere una cornice\u201d significa stabilire un limite e cio\u00e8 escludere. \u00c8 visibile solo ci\u00f2 che \u00e8 all\u2019interno della cornice e il resto \u00e8 alluso o immaginabile. Il che non significa che sia meno importante (a volte il fatto che non sia visibile \u00e8 funzionale a dare sostanza a ci\u00f2 che vi \u00e8 dentro &#8211; basti pensare a un qualsiasi Caravaggio dove l\u2019azione \u00e8 densa nella scena, tanto quanto lo \u00e8 al di fuori, in ci\u00f2 che non \u00e8 visibile ma che grava nella scena stessa) ma solo che si \u00e8 operata la scelta di escluderlo. Nella fotografia \u00e8 lo stesso: ci\u00f2 che non \u00e8 dentro il fotogramma \u00e8 percepibile come assenza, e ogni assenza \u00e8 una presenza, quantomeno nelle buone fotografie.<\/p>\n\n\n\n<p>Resta quel tarlo, e non sta nemmeno rosicchiando una cornice di legno ma piuttosto la mia mente: come vedremmo se non ci fosse la cornice? Come vedremmo se non vedessimo ormai per abitudine solo in formato rettangolare?<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre scrivo ascolto il Trio dell\u2019Arciduca di Beethoven. Ho un\u2019illuminazione: in termini spaziali, la musica ha un volume e occupa uno spazio che avvolge, quindi non pu\u00f2 essere costretta in una cornice. La musica mi fa pensare a ci\u00f2 che potrebbe essere il nostro campo visivo se il rettangolo non ne avesse stabilito dei limiti. Non che sia una sua colpa, povero rettangolo. Mi chiedo solo come percepiremmo la realt\u00e0 se fosse come una musica. Se provenisse da ogni punto dello spazio, se potessimo vederla nella sua interezza. O, all\u2019opposto, mi chiedo se esista nella musica la categoria psicologica &#8211; per dirla alla Falcinelli &#8211; del formato rettangolare. Esiste una cornice nella musica? No, mi pare proprio di no.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle mie meditazioni ascolto musica o suoni, pi\u00f9 che altro. Se ascoltassi mentre medito il superlativo e gi\u00e0 citato Trio dell\u2019Arciduca (grazie Beethoven, sempre grazie) ne seguirei le note e mi distrarrei. Nel meditare il suono serve a creare un ambito mentale distinto da quello reale, serve a predisporre la mente alla meditazione. O almeno cos\u00ec lo uso io. Eppure le visualizzazioni sono solo appena oltre il limite del rettangolo: occupano la gi\u00e0 citata semisfera ma non sono dietro o sopra o sotto di me. Il potere visivo della mente \u00e8 pi\u00f9 limitato di quello sonoro, o le informazioni da elaborare sono troppo complesse perch\u00e9 la mente le possa processare senza impazzire.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse la musica agisce a un livello pi\u00f9 istintivo e che richiede meno potere computazionale e mentale. Viene percepita e basta, e con lei lo spazio fisico che riesce a creare. Le immagini occupano pi\u00f9 spazio, sono pi\u00f9 complesse, devono essere circoscritte per limitare il numero dei dettagli e per concentrare l\u2019attenzione in un punto e su una scena delle infinite possibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Attorno c\u2019\u00e8 il rettangolo verso il quale non ho astio alcuno. Mi chiedo solo cosa succederebbe se non ci fosse, e non lo so immaginare.<br>Forse dovrei iniziare a non esserci io, per capire cosa resta del tutto.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non bisogna uscire dalla scatola, bisogna uscire dal rettangolo<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40586,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[90,91],"tags":[80,539,349,428,525],"class_list":["post-40585","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-art","category-cultura","tag-arte","tag-cornice","tag-meditazione","tag-percezione","tag-psicologia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40585","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40585"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40585\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40586"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40585"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40585"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40585"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}