{"id":40527,"date":"2023-08-07T16:15:00","date_gmt":"2023-08-07T16:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40527"},"modified":"2025-03-27T21:42:49","modified_gmt":"2025-03-27T21:42:49","slug":"america","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/america","title":{"rendered":"America"},"content":{"rendered":"<p><em>Queste sono immagini e impressioni raccolte in un viaggio di due settimane a Chicago e New York, organizzate in maniera incoerente o piuttosto secondo un flusso di coscienza. Sono fotografie, ecco, e non compongono di certo una guida coerente, che di quelle ce ne sono gi\u00e0 altre e molto meglio scritte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Guardo l\u2019auto parcheggiata qui sotto. Sono in un condominio di Greenpoint, a Brooklyn. \u00c8 piena di polvere e foglie cadute dall\u2019albero che le fa ombra. Sono foglie di pi\u00f9 di qualche stagione, quella macchina deve essere ferma da mesi, forse anni. Ce ne sono altre: alcune pulite (una donna sta lucidando la sua, \u00e8 un colore verde marcio, quantomeno inusuale), altre pi\u00f9 o meno trascurate, altre trattate religiosamente. In una societ\u00e0 che venera, rispetta e usa moltissimo la macchina, la macchina pu\u00f2 dire tantissime cose di quella stessa societ\u00e0. Quelle di questo parcheggio raccontano quanto guadagnano i loro proprietari, quanto vengono usate, quanti in questo condominio hanno la macchina, quanti la considerano uno strumento, quanti un investimento.<\/p>\n\n\n\n<p>La benzina qui costa mediamente 4 dollari al gallone, cio\u00e8 poco pi\u00f9 di un euro al litro. \u00c8 un prezzo ancora alto, ricordo che poco pi\u00f9 di un anno fa costava molto di meno. Lo ricordo perch\u00e9 quando super\u00f2 una certa soglia gli americani impazzirono, o almeno cos\u00ec la raccontarono i giornali. Impazzirono perch\u00e9 erano abituati a pagarla molto di meno, o quello che gli sembrava giusto. Non sapevano quanto la pagavamo e la paghiamo noi europei, cio\u00e8 a occhio e croce il doppio. Tutto \u00e8 relativo e quello che ti sembra normale non lo \u00e8 pi\u00f9 quando il suo valore cambia, cio\u00e8 quando il sistema di riferimento della normalit\u00e0 si stara e tutto costa troppo poco o troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019effetto che deve fare il prezzo della benzina europea a un americano \u00e8 pressapoco quello che fa a noi la roba da mangiare in America: troppo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1be1b6d4-5646-44a3-b6df-f23643972981_4266x2848.jpeg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/w_2400,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F1be1b6d4-5646-44a3-b6df-f23643972981_4266x2848.jpeg\" alt=\"\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Chicago<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Oggi ho fatto la spesa (in Italia) e pensavo avessero sbagliato i prezzi perch\u00e9 certe cose costavano la met\u00e0 o meno, altre ancora meno. Dopo ho letto un articolo che parlava di \u201cfood insecurity\u201d e ho pensato che se non fossi appena stato negli Stati Uniti avrei pensato all\u2019ennesima esagerazione giornalistica e invece dare per scontato che si riuscir\u00e0 a mangiare qualcosa domani o fra una settimana non \u00e8 cos\u00ec scontato da quelle parti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad Harlem ho visto una lunga coda di persone lungo un marciapiede. Ero su una strada non lontano dalla Columbia University, una delle universit\u00e0 pi\u00f9 costose al mondo. Ho visto in fila persone di ogni genere e colore. Ho notato una coppia di giovani con un passeggino e un bambino. Sembravano il ritratto della coppia middle class: vestiti in modo sportivo ma di bell\u2019aspetto e curati. Mi sono girato per capire dove fosse diretta in ordinata fila tutta quella gente: un po\u2019 oltre c\u2019era l\u2019ingresso della Food Bank, cio\u00e8 del banco alimentare. Non si tratta di una banca ma di un\u2019istituzione che distribuisce pasti gratuiti. Tutti aspettavano il loro turno, se all\u2019inizio di quella fila ci fosse stata la biglietteria dello Yankee Stadium non ci sarebbe stata differenza. Erano tutti in dignitosa attesa. Non c\u2019\u00e8 niente di cui vergognarsi, forse la normalit\u00e0 \u00e8 accettare una situazione di disagio come, appunto, normale. Transitoriamente normale, almeno.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 cosa ne pensavano quelli. Forse, da buoni newyorkesi, se ne fregavano di quello che pensavano gli altri, perch\u00e9 anche loro degli altri non pensavano niente.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>A New York ci sono storie ovunque.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ha detto pressapoco cos\u00ec Casey Neistat, in uno dei suoi video. Spiegava, se non ricordo male, la differenza fra New York e Los Angeles, dove ha vissuto per qualche anno tempo fa, scappando da un burnout lavorativo sviluppato con metodo militare nella Grande Mela, e anche per trascorrere pi\u00f9 tempo con la famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>A Los Angeles c\u2019\u00e8 rimasto qualche anno, poi ha dovuto tornare a New York. A caccia di storie, cacciato dalla West Coast dalla noia mortale di un mondo in cui c\u2019\u00e8 sempre bel tempo e niente \u00e8 fuori posto, come diceva&nbsp;<a href=\"https:\/\/youtu.be\/hAd5zNv5nY0\">Marcello Mastroianni intervistato da Dave Letterman<\/a>. Forse ai suoi tempi era vero, adesso Los Angeles e San Francisco gli piacerebbero di pi\u00f9 per il caos che vi regna, o almeno cos\u00ec dicono i giornali (esistono ancora i giornali?)<\/p>\n\n\n\n<p>Il bel tempo c\u2019\u00e8 ancora, e Marcello non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, per\u00f2 trovo curioso che forse per manierista piaggeria o con sincerit\u00e0 anche lui preferisse New York. E poi Mastroianni poteva dire quello che gli pareva, per dio. Tipo che non ne poteva pi\u00f9 del bel tempo perenne e della pulizia eccessiva. Voleva la variazione, l\u2019imprevisto, l\u2019imperfezione (la merda per strada, diceva proprio cos\u00ec in quell\u2019intervista, e Letterman fingeva di non aver capito bene).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F00f465da-d823-481c-b78d-2d31a61ab42f_2197x1465.jpeg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/w_2400,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F00f465da-d823-481c-b78d-2d31a61ab42f_2197x1465.jpeg\" alt=\"\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Due citt\u00e0 non descrivono di certo un paese complesso e vastissimo come gli Stati Uniti ma parlando di&nbsp;<em>America<\/em>&nbsp;mi riferisco pi\u00f9 all\u2019idea che ne abbiamo: quella che ci \u00e8 pervenuta da quella cultura, quella che ci \u00e8 stata formata, quella che abbiamo maturato un po\u2019 tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la mia generazione l\u2019America era un\u2019esagerazione e un sogno, gi\u00e0 dal nome: un paese cos\u00ec gonfio di s\u00e9 da assumersi l\u2019arbitrio di diventare grande come un continente.&nbsp;<em>Scoprire l\u2019America<\/em>&nbsp;or&nbsp;<em>Vivere il Sogno Americano&nbsp;<\/em>sono stati per anni modi per definire una proiezione di futuro possibile e auspicabile, un augurio, un\u2019idea di progresso, libert\u00e0, giustizia sociale. Per molti di noi, l\u2019idea di America era monolitica ed era un faro splendente, stagliato su un orizzonte lontano ma visibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli USA non sono l\u2019America ma sono una declinazione possibile di un continente ben pi\u00f9 vasto, eppure per decenni sono stati una sineddoche continentale: il tutto diceva la parte, o la parte si appropriava del tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando poi ci vai negli Stati Uniti, il sogno diventa realt\u00e0, e diventando tale, smette di essere sogno. Non che si trasformi in una disillusione, affatto. Semplicemente gli USA diventano cio\u00e8 che sono, e cio\u00e8 gli USA. Teoria e pratica, illusione e realt\u00e0, quelle cose l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>In viaggio \u00e8 meglio andarci come vasi vuoti, me lo ripeto ogni volta. Mi do questo consiglio anche per giustificare la mia pigrizia nel leggere prima qualsiasi libro saggio romanzo che parlino dei luoghi dove sto per andare. \u00c8 per non avere preconcetti, \u00e8 per essere, appunto, come vasi vuoti che sono pronti a farsi riempire di realt\u00e0 e storie.<\/p>\n\n\n\n<p>Non avere preconcetti o aspettative \u00e8 sempre una buona regola di vita e anche un atteggiamento rispettoso nei confronti di ci\u00f2 che si sta per conoscere: evita di affrontarlo prevenuti, convinti di saper gi\u00e0 cosa ci aspetta. L\u2019esperienza, per dire, \u00e8 pi\u00f9 reale. A volte anche pi\u00f9 brutale.<\/p>\n\n\n\n<p>Una cosa che si percepisce e si vede \u00e8 che le persone sono senza pelle. Con questa immagine intendo che tutto \u00e8 percepito alla massima intensit\u00e0, non c\u2019\u00e8 mediazione, non c\u2019\u00e8 filtro. Il capitalismo negli USA \u00e8 la massima e pi\u00f9 spietata espressione del capitalismo che si possa immaginare. Per essere all\u2019interno della societ\u00e0 devi correre forsennatamente, senza sapere nemmeno dove. Se non lo fai sei fuori. Esisti sulle strade ma non ti vedono. Sei uno zombie che vaga perso sui marciapiedi o dorme sullo soglia di un negozio di notte e fai parte del paesaggio, a tal punto che non vieni neanche pi\u00f9 notato. Sei normale, come era normale quella fila fuori dalla Food Bank.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contraltare \u00e8 che l\u2019economia statunitense \u00e8 la pi\u00f9 dinamica al mondo. Attualmente il tasso di disoccupazione (che, ricordo, non contempla chi non cerca nemmeno un lavoro) \u00e8 al 3% e rotti. Una percentuale fisiologica di non impiego, che lo rende praticamente nullo. Se vuoi lavorare, puoi lavorare. Quale lavoro poi \u00e8 un altro discorso: puoi fare il guidatore per Uber o Lyft, guidare senza sosta e arrivare a pagare un affitto a prezzi folli per una casa che puoi chiamare casa dove andare a dormire qualche ora o puoi fare il cameriere. Puoi fare mille cose, senza tutele, sapendo solo che se perdi il lavoro puoi trovarne un altro molto velocemente. \u00c8 la mobilit\u00e0 del lavoro, e negli USA \u00e8 al massimo livello: meno tutele ci sono, pi\u00f9 il mercato del lavoro \u00e8 fluido e permette travasi da un settore all\u2019altro. In Europa non \u00e8 cos\u00ec anche se \u00e8 il modello verso cui molte democrazie stanno andando o sono gi\u00e0 andate. Promette (e spesso mantiene) soldi per tutti ma senza alcuna tutela.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo non \u00e8 un pezzo giornalistico. Non sono un giornalista e non ho l\u2019ambizione o la presunzione di dire cosa sono gli USA avendo visitato due citt\u00e0 in due settimane. Sono impressioni, si diceva.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019ultima &#8211; per ora &#8211; impressione \u00e8 che la dinamicit\u00e0 di quella societ\u00e0 \u00e8 massima. Lo si vede nel come cambiano le citt\u00e0, nelle nuove costruzioni, nei negozi che aprono o chiudono, nelle mode che si avvicendano, nella frenesia che avvinghia chiunque, a parte chi si \u00e8 chiamato fuori dalla mischia o ne \u00e8 stato escluso. L\u2019unico biglietto che puoi comprare per partecipare al gioco \u00e8 lavorare. Fare la tua parte. Per fare soldi, s\u2019intende.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0e29c206-db60-40f7-84a7-cdfec3d605fd_2147x2691.jpeg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/substackcdn.com\/image\/fetch\/w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep\/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0e29c206-db60-40f7-84a7-cdfec3d605fd_2147x2691.jpeg\" alt=\"\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">New York<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Quello che mi porta al JFK per tornare in Italia parla molto. \u00c8 indiano, anche se \u00e8 nato in California e ha vissuto in India, in Inghilterra, in Germania e anche in Italia per un po\u2019. Poi \u00e8 andato a vivere a New York. Parlo molto con tassisti e guidatori di Uber o Lyft (due servizi che funzionano divinamente e che infatti in Italia non vogliono implementare, perch\u00e9 smaschererebbero l\u2019inefficienza sistemica dei taxi &#8211; ma ce ne siamo accorti comunque, grazie) e in genere parlo con chiunque sia disposto a farlo. Il che capita spesso perch\u00e9 una qualit\u00e0 che va riconosciuta agli americani \u00e8 la disponibilit\u00e0. Sono curiosi, sono aperti, spesso sono loro a fermarti e a conversare. Questo guidatore mi ha raccontato di quanto costano gli affitti a New York: 2.000 dollari al mese in zone pessime, 5.000 in zone buone, 10.000 a Manhattan. Non era l\u2019istituto di statistiche americano e magari ha semplificato ma, visto il costo della vita l\u00ec non stento a crederci. Per\u00f2 dice anche che se se vuoi farcela, quello \u00e8 il posto giusto. Poi precisa \u201cBeh, un po\u2019 ovunque negli States, ma qui a New York e nello stato in particolare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci penso un po\u2019 e trovo che non possa che trattarsi dell\u2019incredibile dinamicit\u00e0 di questa societ\u00e0 dove tutti fanno e sono affannati, dove l\u2019operosit\u00e0 \u00e8 palpabile, assieme alla vita. Non la si pu\u00f2 di certo definire una societ\u00e0 non vitale, anche se resta il dubbio di dove e come si applichi questa vitalit\u00e0. Qual \u00e8 il progetto? Come si d\u00e0 un senso al tutto?<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei pi\u00f9 feroci critici (e quindi anche uno dei pi\u00f9 sinceri amanti) di questo modello era il comico George Carlin. Una volta gli chiesero qual era il senso della vita e lui rispose \u201cIl senso della vita \u00e8 la vita stessa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il senso degli Stati Uniti sono gli Stati Uniti stessi, e il fatto \u00e8 che quell\u2019idea cambia in continuazione, \u00e8 in continuo aggiornamento. Puoi fermare uno per strada e chiederglielo e magari si stupir\u00e0 della domanda e ti risponder\u00e0 che non lo sa, che sa solo che bisogna andare avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono per\u00f2 anche forze sotterranee e meno evidenti. Segnali, lampi. Forse \u00e8 una mia speranza pi\u00f9 che una realt\u00e0 e la immagino cos\u00ec: che la narrazione stia cambiando. Che l\u2019insistenza nel dibattito pubblico &#8211; al di l\u00e0 delle feroci polarizzazioni politiche &#8211; sui temi della salute mentale nascondano un sincero desiderio di superare la divinit\u00e0 del profitto e di esplorare dimensioni pi\u00f9 spirituali, pi\u00f9 interiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne ho parlato con un architetto di Chicago che si occupa di architettura applicata ai luoghi per la guarigione attraverso la spiritualit\u00e0. Non intendo chiese o simili, anche se l\u2019essenza di quei luoghi potrebbe assomigliarci. Parlo della necessit\u00e0 sempre pi\u00f9 sentita di prendersi cura di ci\u00f2 che provoca essere parte di questo dinamismo e non farcela, esserne espulsi. Gli chiedo se forse al profitto si inizia a preferire qualcosa di diverso, di pi\u00f9 profondo e curativo. Mi dice che non lo sa, che lo spera, ma che di certo quando anni fa ne parlava non c\u2019era nessuno ad ascoltarlo, mentre ora non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Cambiano le idee a cui le persone pensano. Quando non si ha l\u2019ossessione del profitto e ci si chiede dove si sta andando allora si capisce che tutto non pu\u00f2 ridursi ad accumulare e che bisogna cercare una risposta altrove. Magari dentro di s\u00e9, magari negli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Si va avanti, in un modo diverso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-default\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"685\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/786cb4f0-7802-472f-81f8-ff7bb8c2c0c7_3839x2567-1024x685.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41447\" srcset=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/786cb4f0-7802-472f-81f8-ff7bb8c2c0c7_3839x2567-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/786cb4f0-7802-472f-81f8-ff7bb8c2c0c7_3839x2567-300x201.jpg 300w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/786cb4f0-7802-472f-81f8-ff7bb8c2c0c7_3839x2567-768x514.jpg 768w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/786cb4f0-7802-472f-81f8-ff7bb8c2c0c7_3839x2567-1536x1027.jpg 1536w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/786cb4f0-7802-472f-81f8-ff7bb8c2c0c7_3839x2567-2048x1370.jpg 2048w, https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/786cb4f0-7802-472f-81f8-ff7bb8c2c0c7_3839x2567-18x12.jpg 18w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Josh Kline: Project for a New American Century. Whitney Museum, New York<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-5c7510d16a006d4d9f8004cdad56d1c6\" style=\"font-size:20px\">LA TRILOGIA AMERICANA<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:20px\">1. America   |   2. <a href=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/america-ancora\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/america-ancora\">America, ancora<\/a>   |   3. <a href=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/america-infine\">America, infine<\/a><br><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il paese ideale, il paese reale<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40528,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,125,92,23],"tags":[537,538,458,76,469,77],"class_list":["post-40527","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-politica","category-societa","category-travel","tag-america","tag-capitalismo","tag-economia","tag-fotografia","tag-lavoro","tag-photography"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40527","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40527"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40527\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41456,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40527\/revisions\/41456"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40528"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40527"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40527"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40527"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}