{"id":40524,"date":"2023-07-30T16:11:00","date_gmt":"2023-07-30T16:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40524"},"modified":"2023-10-10T16:15:05","modified_gmt":"2023-10-10T16:15:05","slug":"vuoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/vuoto","title":{"rendered":"Vuoto"},"content":{"rendered":"<p>Guardo la valigia: ho fatto una discreta opera di ingegneria, ogni vuoto \u00e8 occupato, tutto \u00e8 pieno, sono prossimo alla creazione di un nuovo materiale ultracompresso, ultrapesante, una specie di buco nero portatile.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci sta nient\u2019altro, miracolosamente si chiude, penso alla soddisfazione che il cervello sperimenta ogni volta che tutto \u00e8 concluso, quando qualcosa ha una fine, non necessariamente positiva o negativa (ovviamente la conclusione delle cose positive \u00e8 pi\u00f9 difficile da accettare) ma insomma, quando c\u2019\u00e8 un punto fermo da ammirare. Qui finisce qualcosa, qualcos\u2019altro pu\u00f2 iniziare da qui in poi ma per ora questa cosa finisce qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Le valigie ben fatte sono storie con una fine e non dico che la mente voglia correre alla conclusione della storia e vedere come finisce (in fondo la bellezza di una storia \u00e8 quel che c\u2019\u00e8 in mezzo) ma dico che ne ha piacere. Anche se poi dopo certe storie si \u00e8 inseguiti da un velo di tristezza che parte dalla loro fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque. Il vuoto \u00e8 il negativo del positivo, e quindi, per estensione, \u00e8 negativo. Quantomeno lo \u00e8 nella nostra cultura. Le ore vuote, le case vuote, gli uffici vuoti, i frigoriferi vuoti. Non a caso si chiama horror vacui, abbiamo terrore di tutto ci\u00f2 che contiene vuoti, vogliamo riempierli, forse pensiamo che il diavolo viva l\u00ec, in luoghi ampi o stretti ma interstiziali che abbiamo lasciato incustoditi, che non abbiamo riempito. Mettere cose, occupare spazio e tempo dev\u2019essere il modo che ci siamo inventati per combattere e sconfiggere il diavolo: non gli lasciamo spazio, quindi non pu\u00f2 tentarci e possederci.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella grafica il vuoto \u00e8 il bianco, \u00e8 lo spazio, \u00e8 il dominio di ci\u00f2 che non riceve inchiostro. \u00c8 il negativo del positivo in quanto a occupazione del supporto: non c\u2019\u00e8 niente di stampato nel vuoto, quindi \u00e8 l\u2019opposto della porzione stampata.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo ambito nessuno per\u00f2 si sognerebbe di dire che il vuoto sia negativo, n\u00e9 tantomeno che sia da evitare, per quanto possibile. Il vuoto grafico \u00e8 funzionale al pieno grafico e nessuno dei due potrebbe esistere senza l\u2019altro. Oppure: entrambi potrebbero esistere indipendentemente ma si tradurrebbero in un pieno totale (pienamente illeggibile per l\u2019affastellamento, la concentrazione e l\u2019eccessiva prossimit\u00e0 degli oggetti grafici fra di loro) o in un vuoto insignificante e isolato: in una pagina bianca.<\/p>\n\n\n\n<p>In grafica il vuoto \u00e8 anche uno spazio, perch\u00e9 le due dimensioni della grafica hanno bisogno di una terza dimensione, e allora lo trasformano in uno spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non esisterebbe vuoto se non esistesse pieno. Ci sono cose che non esistono in assoluto ma solo in relazione con altre cose. Molte cose in realt\u00e0, persino Dio (sempre per chi ci crede) ha una tensione drammatica pi\u00f9 interessante perch\u00e9 c\u2019\u00e8 il diavolo. Se esistesse solo Dio non ci sarebbe alcuna dinamica evolutiva della storia, nessun pathos: ci sarebbe solo la noia.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Dio ha creato il diavolo per annoiare di meno, da buon drammaturgo capiva bene che serviva una figura antagonista.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ultimamente ascolto sempre la stessa musica: ascolto sempre e solo Bach, in particolare le Partite e qualche volta le variazioni Goldberg. Forse sto sviluppando (ho gi\u00e0 sviluppato) una forma di ossessione per quelle composizioni. Trovo che vadano sempre bene, in qualunque circostanza: che io corra, cammini, cucini o scriva, si adattano perfettamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Per me sono enigmi irrisolti e irrisolvibili, quindi le ascolto per cercare di capirli, beandomi nel frattempo di quelle note. Dato che sono irrisolvibili, sono come una storia ben congegnata e con un finale non risolto. Le Partite o le Variazioni non arrivano mai al punto: le Variazioni in particolare &#8211; per loro stessa natura &#8211; si concludono perch\u00e9 Bach decise di concluderle ma quante variazioni sono possibili di un tema sonoro? Infinite, appunto.<\/p>\n\n\n\n<p>Bach e la musica che ha scritto sono una mia ossessione, dicevo. Lo sono perch\u00e9 si tratta di storie non concluse e anche perch\u00e9 contengono il vuoto: musicalmente il vuoto sono le pause.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni nota deve essere eseguita distintamente dalle altre che la precedono e la seguono, e a rendere possibile che una nota abbia un inizio e una fine non \u00e8 la nota stessa ma ci\u00f2 che viene prima e dopo di lei, e cio\u00e8 il vuoto, il silenzio, la pausa fra l\u2019una e l\u2019altra. Si tratta di pause che il pi\u00f9 delle volte sfuggono e che vengono registrate dal cervello come un unico suono ma esistono, anche perch\u00e9 nessuno strumento pu\u00f2 eseguire una nota ininterrottamente &#8211; deve concedersi delle pause &#8211; e, ammesso che ne esista uno, lo pu\u00f2 fare solo per una sola nota: qualora ne suonasse un\u2019altra ci sarebbe una pausa.<\/p>\n\n\n\n<p>Al vuoto e al silenzio (cio\u00e8 alla pausa sonora) si associano sempre valori negativi mentre hanno semmai caratteristiche opposte ai loro contrari, ma questo non basta a definirli negativamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Positivo e negativo sono anzi un\u2019ossessione della cultura occidentale mentre quella orientale tributa il giusto riconoscimento al vuoto, a ci\u00f2 che \u00e8 diverso dal suo opposto perch\u00e9 non \u00e8 il suo opposto. Il vuoto non \u00e8 il pieno ma non per questo un giapponese si sognerebbe di definirlo con disprezzo, basti pensare alle loro case tradizionali e a quanto il vuoto sia in esse pi\u00f9 importante del pieno (il pieno, in quel caso, contiene il vuoto, \u00e8 il pieno insomma a esistere in funzione del vuoto e non viceversa).<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordavo una citazione di Miles Davis sulle pause ma forse non era nemmeno sua e comunque non la trovo. Ne ho trovata invece una molto interessante, sempre sua. Dice:<\/p>\n\n\n\n<p>Don\u2019t play what\u2019s there, play what\u2019s not there.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiaramente non dice di suonare le pause fra una nota e l\u2019altra &#8211; per quanto pure quelle, in un certo senso, siano suonate &#8211; parla della scrittura musicale e invita a non suonare quello che c\u2019\u00e8 scritto ma quello che non c\u2019\u00e8 scritto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi pare il perfetto invito a suonare il vuoto o a elogiarlo, almeno. A portarlo in vita e farlo vibrare o a renderlo visibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco: il bianco, l\u2019assenza, ci\u00f2 che non \u00e8 stampato, sono la forma visibile del vuoto. Se non ci fossero non ci sarebbero il pieno, la musica, la vita.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senza di esso non esisterebbe il pieno<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40525,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,19,415,429],"tags":[536,534,535],"class_list":["post-40524","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-music","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-bach","tag-valigia","tag-vuoto"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40524","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40524"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40524\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40525"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40524"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40524"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40524"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}