{"id":40520,"date":"2023-07-21T14:43:00","date_gmt":"2023-07-21T14:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40520"},"modified":"2023-10-10T14:46:48","modified_gmt":"2023-10-10T14:46:48","slug":"estinzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/estinzione","title":{"rendered":"Estinzione"},"content":{"rendered":"<p>Era estate, di notte. Non avevo neanche 18 anni, ma poco importa. Parlavamo guardando le stelle, io e amici.<\/p>\n\n\n\n<p>A un certo punto non ricordo chi domand\u00f2 \u201cMa se noi facciamo parte della via Lattea ed \u00e8 una galassia ma di galassie sappiamo che ce ne sono altre, cosa succede andando sempre oltre? Cosa contiene tutto? E soprattutto, cosa c\u2019\u00e8 oltre il tutto? Il niente? Come pu\u00f2 il niente contenere il tutto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fissando le stelle provai a pensarci ma dopo un po\u2019 chiusi gli occhi e strinsi le palpebre sempre pi\u00f9 forte per frenare i pensieri che avevano accelerato fino al punto di arrivare ai confini di tutti gli universi. Non potevo immaginare cosa ci fosse oltre e non solo: il pensiero mi dava le vertigini. Pensare a ci\u00f2 che contiene ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 immenso \u00e8 troppo per la mente umana, o almeno per la mia. Non mi era solo impossibile, era un pensiero che mi dava malessere.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello fu forse il primo incontro con l\u2019incommensurabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo di non sbagliarmi molto a pensare che le religioni originino proprio da sentimenti simili: la mancanza di spiegazioni trova un conforto nelle storie.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo ha da sempre avuto il bisogno di cercare un senso. Le storie sono sempre state un buon modo per trovarlo, anche se non forniscono spiegazioni inequivocabili ma piuttosto allegorie e allusioni. Identificarsi con parabole umane diverse fa sentire meno soli in questo universo (\u00e8 per questo che le divinit\u00e0 greche sembrano cos\u00ec umane, perch\u00e9 assomigliano moltissimo agli esseri umani).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche le storie hanno per\u00f2 dei confini e possono spiegare la realt\u00e0 e la vita fino a un certo punto. \u00c8 una questione di misura e proporzioni: in ogni storia ci stanno dentro un certo numero di cose e ogni storia illumina una parte di volta celeste.<\/p>\n\n\n\n<p>I confini dello spazio (o l\u2019impossibilit\u00e0 di immaginare dei confini) mi sono tornati in mente sentendo parlare Paolo Giordano di Alberto Moravia. Il riferimento era all\u2019Inverno Nucleare, come lo chiam\u00f2 Moravia. Una bellissima e terrificante immagine che \u00e8 anche una storia in s\u00e9: d\u2019inverno i sentimenti avvizziscono e muoiono, o almeno pi\u00f9 che d\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p>Moravia raccontava che la minaccia di una guerra atomica l\u2019aveva costretto per la prima volta a pensare al genere umano come a quello a cui apparteneva. Ovviamente sapeva gi\u00e0 di farne parte ma non ci aveva mai riflettuto e ora, forse per la prima volta nella storia, non era pi\u00f9 una nazione o un insieme di popoli a essere minacciato da una guerra ma l\u2019intera umanit\u00e0. La minaccia era l\u2019estinzione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019argomento non \u00e8 nuovo: chi ha vissuto o \u00e8 cresciuto durante la guerra fredda ha sempre sentito incombere presente la minaccia della possibile distruzione totale ma senza mai capirne veramente la dimensione. Non di certo per pigrizia o incapacit\u00e0, n\u00e9 per distacco emotivo o cinismo: un evento di una tale portata \u00e8 semplicemente incommensurabile (avrei potuto intitolare questo pezzo proprio cos\u00ec, \u201cincommensurabile\u201d) ed \u00e8 impensabile che l\u2019essere umano possa figurarselo e averne un\u2019idea.<\/p>\n\n\n\n<p>Puoi pensare a come pu\u00f2 essere un incidente stradale, l\u2019effetto di una bomba, il freddo estremo e un intero catalogo di situazioni sgradevoli e tragiche, su su (o gi\u00f9 gi\u00f9) fino alla morte ma come puoi immaginare qualcosa che \u00e8 oltre ogni scala di grandezza?<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Come puoi immaginare l\u2019estinzione?<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ho ripensato alle <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tre_leggi_della_robotica\">Tre Leggi della Robotica di Asimov<\/a>. Non precisamente a quelle ma piuttosto al concetto che esprimono. Anche l\u2019uomo segue leggi innate e non culturali, un po\u2019 come per Asimov i robot avrebbero dovuto avere dei principi limitatori e informatori della loro esistenza. Cose che si possono fare e non fare, cose &#8211; insomma &#8211; che servono a garantire la prosecuzione della vita non solo dell\u2019individuo ma soprattutto della specie.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019estinzione azzera tutto ci\u00f2: cancella gli individui e termina una specie, nella sua interezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Come dicevo, queste leggi esistenziali non sono culturali: non ce le siamo dati dopo averne discusso e nessuno ce le ha insegnate, sono incise nel codice genetico poich\u00e9 ne permettono il moltiplicarsi e la sopravvivenza. Un po\u2019 come abbiamo una naturale e automatica inclinazione per respirare e nutrirci e difenderci.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi l\u2019estinzione che abbiamo di fronte e che forse stiamo gi\u00e0 vivendo \u00e8 diversa da quella proiettata dallo spettro dell\u2019olocausto nucleare. Si tratta di un\u2019estinzione al rallentatore perch\u00e9 ha i tempi dei cicli climatici. Ma non delle ere geologiche, ed \u00e8 quello che sorprende e allarma, e cio\u00e8 che le cose non solo cambino ma soprattutto che lo facciano cos\u00ec velocemente.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa estinzione, o almeno potenziale estinzione, \u00e8 persino pi\u00f9 problematica da comprendere nella propria interezza e potenza da chiunque, perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 incommensurabile e incomprensibile per dimensioni e inoltre accade lentamente. Non ha nemmeno l\u2019effetto scenico e panico di un\u2019esplosione che in pochi istanti cancella ogni forma di vita: accade, ma lentamente, cos\u00ec tanto da non essere percepibile o almeno da non essere abbastanza chiaramente percepibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Moravia diceva che la minaccia atomica per la prima volta l\u2019aveva costretto a pensare al genere umano come a un\u2019entit\u00e0 omogenea, cosa che prima non aveva mai fatto. Ed \u00e8 difficile non pensare che fosse una caratteristica molto precisa della minaccia a rendere pi\u00f9 evidente il pericolo, ossia l\u2019urgenza e ineluttabilit\u00e0. Se si fosse attuata non vi sarebbe stato scampo e tutto sarebbe accaduto e si sarebbe concluso in un attimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa nuova estinzione moderna \u00e8 pi\u00f9 subdola perch\u00e9, come si diceva, avviene al rallentatore, per quanto i tempi in cui si sta dispiegando siano acceleratissimi e infinitesimi in termini geologici. Eppure sono percepiti come modeste variazioni della realt\u00e0 fenomenica, un po\u2019 come la frequentazione continua di un gruppo di persone non fa cogliere l\u2019invecchiamento delle stesse, se non ad anni di distanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, ancora una volta, la percezione \u00e8 un filtro importantissimo con cui guardiamo la realt\u00e0 e la interpretiamo, ma \u00e8 anche un velo impenetrabile che non ci fa capire l\u2019evolvere e il degenerare di una situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Combattiamo lungo tutta la vita con il tempo e poi ne siamo anche soggiogati, nel senso che come ci pare di non averne mai abbastanza, ci pare anche di averne una quantit\u00e0 infinita. Come nel caso dell\u2019evolversi di fenomeni di dimensione planetaria, difficili da quantificare e vedere per la loro scala territoriale e perch\u00e9 non \u00e8 immediato applicarvi una scala temporale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 che sfugge da una misurazione semplice del tempo in cui si svolge diventa fuori scala, incomprensibile, poco importante. Non se ne vedono i confini e allora si pensa che non ne abbia. Non nel senso che sono talmente altrove da non aver importanza, ma nel senso che si pensa che non esistano e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Un po\u2019 come quelli dello spazio, che non potevo immaginare, figurare, creare nella mia mente. Quelli erano confini spaziali e tendevano (tendono) all\u2019infinito. Questi sono temporali e finiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo \u00e8 una dimensione elastica. Varia in durata e natura a seconda della percezione. Sappiamo che esiste ma lo leggiamo in molti modi diversi. Il tempo dell\u2019estinzione &#8211; ammesso che sia tale &#8211; \u00e8 di lettura difficilissima. Non ne abbiamo voglia n\u00e9 pensiamo che ci interessi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019estinzione ci sembra semplicemente impossibile, e quindi non \u00e8 affare nostro. Oppure \u00e8 un pensiero che si pu\u00f2 fare procedendo sul terreno dei paradossi, una notte d\u2019estate, guardando le stelle e pensando dove finiranno mai. Finiranno a un certo punto?<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 \u00e8 inconcepibile<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40521,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[519,415,92,429],"tags":[532,533],"class_list":["post-40520","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia","category-pensiero-lungo","category-societa","category-umanesimo","tag-climate-change","tag-percezione-della-realta"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40520","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40520"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40520\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}