{"id":40086,"date":"2023-10-03T06:56:29","date_gmt":"2023-10-03T06:56:29","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=40086"},"modified":"2023-10-03T06:56:32","modified_gmt":"2023-10-03T06:56:32","slug":"primavolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/primavolta","title":{"rendered":"Primavolta"},"content":{"rendered":"<p>Non sai mai quando ti puoi trovare di fronte a una rivelazione. Una rivelazione \u00e8 qualcosa che non sapevi di non sapere. Non parlo di fisica quantistica o di come si calcola la traiettoria di un missile (so di non sapere queste cose) ma piuttosto di qualcosa che quando finalmente la leggi o la senti dire pensi &#8220;\u00c8 vero, \u00e8 proprio cos\u00ec. Non ci avevo mai pensato ma \u00e8 cos\u00ec&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 capitato a una mostra di fotografia. In fondo a una sala spoglia c&#8217;era una piccola televisione su cui girava ininterrottamente il video di un&#8217;intervista fatta a persone qualunque. A queste venivano dette parole o piccole frasi e loro dovevano dire la prima cosa che gli veniva in mente. Tipo &#8220;Paura&#8221; e loro dicevano cosa pensavano. &#8220;Futuro&#8221; e avanti cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>A un certo punto a una signora giapponese venivano offerte queste poche parole: &#8220;Prima volta?&#8221; e lei risponde &#8220;Ogni istante&#8221;. E in quella sala spoglia e con una sola piccola televisione su una parete, quel giorno mi \u00e8 esploso il cervello.<\/p>\n\n\n\n<p>Ok, non letteralmente: non mi \u00e8 esplosa la testa e nessuno si \u00e8 fatto male, tantomeno io.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che intendo \u00e8 che a volte senti quattro parole (tante erano, tra domanda e risposta) e capisci di essere di fronte a qualcosa di inaspettato e importante. Una rivelazione, appunto. Una rivelazione si nasconde, si traveste da altro, non la riconosci subito. Avrei potuto sentire quelle due parole e non farci caso o pensare che fossero solo una risposta brillante. Invece non solo ho pensato che fossero intelligenti ma anche qualcosa di pi\u00f9. Erano la pi\u00f9 semplice e limpida definizione del tempo presente.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>Il presente non \u00e8 una reiterazione del passato. Il presente \u00e8 irripetibile, \u00e8 unico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Normalmente non pensiamo mai che ogni istante che viviamo sia la prima volta. Il concetto di \u201cprima volta\u201d contempla comunemente un\u2019intera azione e non solo il suo inizio. Nella vita ci sono tante prime volte. La prima volta che hai camminato, la prima che hai mangiato il gelato e la prima che hai baciato. Sono azioni, non sono attimi, non sono unit\u00e0 di tempo. Iniziano con l\u2019unit\u00e0 minima (l\u2019istante) e poi si compongono di istanti. Dopo l\u2019inizio evolvono, mutano e, alla fine, si concludono.<\/p>\n\n\n\n<p>Certe prime volte le ricordiamo pi\u00f9 di altre, certe altre le dimentichiamo del tutto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che diceva la signora giapponese per\u00f2 mi pareva di una profondit\u00e0 filosofica notevole: lei diceva in due parole &#8220;Se ci pensi bene, ogni istante che hai vissuto, che stai vivendo e che vivrai \u00e8 stato, \u00e8 e sar\u00e0 sempre una prima volta&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ovvio che tantissime di queste prime volte si assomigliano: domani ti svegli e fai pressapoco quello che hai fatto oggi al risveglio. Dopodomani lo stesso. La pizza margherita che hai mangiato ieri in una certa pizzeria \u00e8 molto simile a quella che mangerai fra 10 giorni e che proverr\u00e0 dalla stessa pizzeria. Nella semplificazione della mente per\u00f2 queste due esperienze si confondono e quelle due pizze sembrano la stessa pizza, con l\u2019unica differenza che sono state mangiate in giorni diversi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una semplificazione fisiologica: elaborare grandi moli di informazioni afferenti esperienze simili come se fossero distinte e diverse \u00e8 un lavoro mentale economicamente inefficiente. La mente semplifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 se ci si pensa bene, quelle due pizze non sono la stessa pizza: sono due pizze diverse. Semplificando si perdono le infinite sfumature e l\u2019unicit\u00e0 delle cose e delle singole esperienze. Si ragiona per classi e omologie e si trascura tutto il resto, dato che la mente lo classifica come assimilabile a esperienze passate e quindi carico di informazioni che \u00e8 inutile processare come se fossero state rilevate &#8211; appunto &#8211; per la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 naturale percepire ci\u00f2 che si vive cos\u00ec: per economia mentale dobbiamo ricondurre tutto a qualcosa di noto. Se ogni volta ricominciassimo da zero non terremmo in considerazione l&#8217;esperienza e il passato e sarebbe, diciamocelo, una cosa infernale. In questo senso operare un po&#8217; di semplificazione va bene e ci evita di impazzire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Detto ci\u00f2 per\u00f2 quello che la signora giapponese mi ha fatto pensare \u00e8 che ogni istante in cui non pensiamo che quell&#8217;istante sia una prima volta ci perdiamo qualcosa: la sorpresa, l&#8217;entusiasmo della conoscenza, la percezione della novit\u00e0, la constatazione che quell&#8217;albero a cui passiamo vicino ogni giorno \u00e8 sempre lo stesso MA non \u00e8 sempre lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019esperienza ha il sopravvento, perdiamo la potenzialit\u00e0 contenuta in ogni cosa. La merce che scambiamo con l\u2019esperienza in cambio di una vita pi\u00f9 semplice \u00e8 lo stupore per ci\u00f2 che ci accade, per ci\u00f2 che gustiamo e sperimentiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ogni momento \u00e8 quindi una prima volta, possiamo fare a meno di preoccuparci dell&#8217;esperienza, o possiamo darle il giusto peso: ci ricorda una cosa accaduta che non \u00e8 detto che debba ripetersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa considerazione &#8211; ogni istante \u00e8 una prima volta &#8211; insegna che l&#8217;esperienza \u00e8 fondamentale ad accelerare i processi di riconoscimento di pattern esistenziali ma non dovrebbe mai essere pi\u00f9 potente dello stupore che \u00e8 saggio conservare rispetto a ci\u00f2 che ci accade. In altre parole l\u2019esperienza non dovrebbe mai convincere che i risultati di azioni simili siano sempre gli stessi risultati.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>Le prime volte sono tante quanto dura una vita, e sono sempre diverse.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Vivere ogni istante come fosse una prima volta&nbsp;<em>ogni volta&nbsp;<\/em>sarebbe sfibrante. Comporterebbe una concentrazione e una partecipazione che, semplicemente, non abbiamo la capacit\u00e0 di processare. Per\u00f2 possiamo fare un\u2019altra cosa: possiamo ricordare che ogni istante \u00e8 una prima volta e decidere di tributargli questo onore. Riconoscere all\u2019attimo presente la sua componente di novit\u00e0 &#8211; pur se questo assomiglia a infiniti altri gi\u00e0 vissuti &#8211; gli d\u00e0 un valore pi\u00f9 alto. Pi\u00f9 lo si classifica come un attimo qualsiasi, pi\u00f9 lo si spoglia del suo elemento potenziale, cio\u00e8 quello di poter essere l\u2019inizio di un\u2019oscillazione diversa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Semplificando e affidandosi alla sola esperienza, si d\u00e0 una lettura antiquantistica della realt\u00e0, ammesso che possa esistere una simile categoria: se gli istanti si equivalgono, allora osservarli e valutarli nella loro essenza non ne cambia i parametri. Istanti simili possono essere descritti nello stesso modo, e le loro inevitabili differenze (una su tutte: la diversa collocazione temporale) si perdono. Non solo queste: si perde anche la loro capacit\u00e0 potenziale di essere l\u2019inizio di qualcosa di diverso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella concezione lineare che abbiamo del tempo, ogni istante non pu\u00f2 deviare: \u00e8 costretto sulla linea evolutiva e non pu\u00f2 scartare in nessuna direzione. In una concezione pi\u00f9 complessa e multidimensionale &#8211; per quanto sia difficile da concepire &#8211; ogni istante pu\u00f2 trovarsi in luoghi diversi, su linee temporali diverse, addirittura in tempi e dimensioni passate o che devono ancora compiersi. \u00c8 certo che se si interpreta ogni istante come un\u2019ennesima reiterazione di altri istanti, quindi come tutto fuorch\u00e9 una prima volta, si nega che questo possa essere un unico, irripetibile attimo generatore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La semplificazione \u00e8 utile e l\u2019esperienza lo \u00e8 altrettanto. Eppure pensare a ogni istante come una prima volta rid\u00e0 un valore allo stupore che si pu\u00f2 provare di fronte a una nuvola che assomiglia a qualcosa e poi, dopo pochi secondi, a qualcos\u2019altro: in fondo \u00e8 sempre la stessa nuvola, ma non \u00e8 pi\u00f9 la stessa nuvola.\u00a0<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni istante \u00e8 una prima volta<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":40087,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[415,92,429],"tags":[349,428,525],"class_list":["post-40086","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pensiero-lungo","category-societa","category-umanesimo","tag-meditazione","tag-percezione","tag-psicologia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40086"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40086\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}