{"id":39601,"date":"2023-06-23T16:52:29","date_gmt":"2023-06-23T16:52:29","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=39601"},"modified":"2023-11-13T22:24:54","modified_gmt":"2023-11-13T22:24:54","slug":"sistema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/sistema","title":{"rendered":"Sistema"},"content":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 un esperimento: ho raccolto diversi frammenti di ragionamenti fatti &#8211; iniziati e abbandonati, appoggiati in un posto e lasciati alla vista &#8211; pensando potessero avere qualcosa in comune fra di loro, anche se parevano e paiono distanti e disarticolati. Ho pensato che ci\u00f2 che li poteva descrivere bene, cio\u00e8 la parola che poteva stare in ognuno di loro era \u201csistema\u201d. Quindi intendo capire se \u00e8 vero, se l\u2019indagine di questi giorni era attorno al sistema, al concetto, a cosa \u00e8 un sistema e a quante forme pu\u00f2 prendere. Forse appariranno come frammenti ma sono legati fra di loro. Credo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Frammento numero <\/h4>\n\n\n\n<p>Sto guardando Succession. C\u2019\u00e8 questa famiglia al cui vertice c\u2019\u00e8 un padre-padrone che deve decidere come spartire il suo impero. \u00c8 anziano, non ha pi\u00f9 molto tempo, ha fondato un gigantesco impero mediatico e non solo, ha un seconda moglie (non si capisce per ora se la precedente sia morta o sia solo ex), ha quattro figli che messi insieme non fanno una sua gamba. Il titolo dice gi\u00e0 tutto ma come le serie ben scritte \u00e8 interessante capire cosa ne esce, come evolvono i personaggi, che storie ci sono sotto quella principale. Mi pare di capire gi\u00e0 dalle prime puntate che \u00e8 difficile identificarsi in uno dei personaggi e tanto meno si sia portati a farlo. Sono persone che non si vorrebbe essere. Ma questa non \u00e8 una recensione della serie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Succession c\u2019\u00e8 una prima idea di sistema: quello familiare (il nucleo della societ\u00e0, la cellula da cui genera la configurazione pi\u00f9 complessa) che ha una dimensione pubblica legata al contesto in cui vivono e all\u2019esposizione cui la famiglia partecipa (nell\u2019ostentazione) e da cui rifuggirebbe. Il motore morale &#8211; nel senso dei comportamenti, non della loro etica &#8211; \u00e8 il potere: esso richiede un contesto pubblico &#8211; \u00e8 un rito &#8211; ma \u00e8 anche una condanna perch\u00e9 priva della propria riservatezza e della volont\u00e0 di essere distanti, di esserne al di fuori. Il potere ti si concede se lo adori e lo eserciti, non si pu\u00f2 avere potere e non esercitarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro aspetto interessante di Succession \u00e8 che mette in luce la natura poco evoluta di molti rapporti umani e sociali. Ci definiamo societ\u00e0 moderna e per molti versi lo siamo, ma si ha il sospetto che sia una definizione che ha lo scopo di separarne la natura dalla societ\u00e0 retrograda, come a dire che questa nostra \u00e8 una societ\u00e0 moderna perch\u00e9 non \u00e8 retrograda, non perch\u00e9 lo sia in assoluto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I riti di questa societ\u00e0 &#8211; pur nella sua modernit\u00e0 &#8211; sono per\u00f2 antichi e tribali. Il concetto stesso di gerarchia \u00e8 uno dei meno evoluti della storia: la struttura di una gerarchia \u00e8 pressoch\u00e9 sempre la stessa e prevede un vertice e dei gregari o sottoposti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Il sistema sociale contemporaneo \u00e8 insomma secolare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>E non lo intendo solo dal punto di vista temporale ma soprattutto da quello evolutivo. Il sistema insomma si \u00e8 di certo raffinato e modernizzato nelle sue parti ma la sua struttura &#8211; la costituzione &#8211; \u00e8 sempre la stessa. Cambiano i nomi ma non i ruoli: i miliardari di oggi sono i re di una volta e in entrambi i casi si tratta di ruoli sociali d\u2019autoelezione, nel senso che nessuno ha votato per scegliersi quei capi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dir\u00e0 che la struttura sociale funziona cos\u00ec da secoli e funziona talmente bene che si possono cambiare i nomi ma non i ruoli: cambia chi interpreta i re e le regine ma sempre re e regine restano.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa pigrizia nell\u2019esplorare nuove possibili forme dell\u2019organizzazione sociale \u00e8 ci\u00f2 che fa pi\u00f9 di altro assomigliare la struttura della societ\u00e0 a un\u2019altra istituzione secolare: il denaro. Anche in questo caso poco \u00e8 cambiato, anzi: non usiamo pi\u00f9 i dobloni e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcun legame fra l\u2019oro nei forzieri delle banche centrali e la massa di monete in circolazione (per non parlare del denaro che alimenta la finanza, che \u00e8 una delle pi\u00f9 compiute e stupefacenti allucinazioni collettive) ma il metodo \u00e8 sempre lo stesso da secoli e secoli, ed \u00e8 aumentato solo nelle proporzioni, in ragione della crescita demografica e soprattutto della cupidigia dell\u2019essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Societ\u00e0 e denaro sono quindi due strutture che non si sono sostanzialmente evolute. E non sono nemmeno le uniche.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Frammento numero 2<\/h4>\n\n\n\n<p>Viviamo in quella che \u00e8 chiamata \u201csubscription economy\u201d: usiamo servizi o compriamo cose che non ci apparterranno mai perch\u00e9, appunto, ne compriamo l\u2019utilizzo temporaneo. Pi\u00f9 paghiamo, pi\u00f9 i servizi che possiamo usare sono completi. L\u2019incompletezza dei servizi pi\u00f9 economici (sino a giungere a quelli gratuiti, cio\u00e8 che prevedono pubblicit\u00e0 in cambio dell\u2019essere gratuiti, e quindi gratuiti non sono) ha un duplice senso: ti ricorda costantemente che stai usando una versione incompleta di qualcosa e, negandoti funzioni, ti stimola a passare alla versione pi\u00f9 costosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il lato positivo di questa economia \u00e8 che non costruisce alcun rapporto fra fornitore e utente: il servizio pu\u00f2 essere interrotto in qualsiasi momento. Il lato negativo \u00e8 che non costruisce alcun rapporto fra fornitore e utente, che non sia una dipendenza o un bisogno, di per s\u00e9 molto potenti, non si discute.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto possiamo isolare un altro interessante elemento della struttura sociale, e cio\u00e8&nbsp;<strong>la propriet\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La propriet\u00e0 ha un qualit\u00e0 molto particolare, che poche cose hanno: incorpora un\u2019idea di futuro.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Il suo reale valore \u00e8 dato dalla somma della proiezione del suo valore nel futuro pi\u00f9 quello attuale. Si pu\u00f2 anzi dire che la componente futura, poich\u00e9 \u00e8 estesa nel tempo, \u00e8 superiore rispetto a quella presente. Il valore di una casa \u00e8 quello corrente ma \u00e8 soprattutto quello futuro. Il valore di un\u2019auto \u00e8\u2026 l\u2019esempio \u00e8 sbagliato: l\u2019auto non ha valore o non ha proiezione futura: tendenzialmente \u00e8 destinata a non valere niente, a meno che non si tratti di una Ferrari GTO.<\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto di propriet\u00e0 trae sostanza dalla sua componente temporale. Se non avesse questo valore \u201cipotecario\u201d non avrebbe la stessa forza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per capirlo meglio torniamo all\u2019esempio di re e regine: come si \u00e8 storicamente giustificata la necessit\u00e0 della loro esistenza? La natura divina una volta, le propriet\u00e0 poi, spesso conquistate ammazzandone di pi\u00f9. I re sono i discendenti di carnefici o sono essi stessi carnefici, perch\u00e9 hanno derivato il loro potere temporale dall\u2019averne ammazzati e depredati in numero maggiore. I re sono l\u2019istituzionalizzazione di un certo crimine molto efferato che viene sterilizzato e divinizzato grazie al racconto di improbabili investiture e confermato da corone e spade.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco apparire ci\u00f2 che tiene insieme tutto: sistema, potere, tempo. \u00c8 il racconto, \u00e8 la storia. La storia &#8211; intesa come racconto, non come documento &#8211; \u00e8 tecnicamente il mezzo con cui il potere certifica la necessit\u00e0 della sua esistenza. Necessit\u00e0 relativa alla sua preservazione, s\u2019intende, ma magicamente trasformata in una&nbsp;<em>conditio sine qua non<\/em>&nbsp;che investe tutto e tutti. Vi \u00e8 una giustificazione dell\u2019esistenza della monarchia ed \u00e8 l\u2019investitura divina, \u00e8 l\u2019onore conquistato sul campo, sono i territori annessi. In fondo si tratta di strumenti che servono a sostanziare l\u2019esistenza di quelle parti della struttura, nel caso specifico: la testa. Noi, il resto, siamo il corpo e generalmente prendiamo parte al racconto come comparse, quindi spogliati del nostro nome e della nostra identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma queste non sono nemmeno denunce: sono constatazioni, e non sono nemmeno interessanti, almeno non qui e non ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto \u00e8 lo strumento. Difficile crederlo? No, \u00e8 molto pi\u00f9 semplice di quanto si possa pensare: basta pensare ai fregi del Partenone, all\u2019Arco di Costantino o alla Cappella Sistina, per citare solo alcuni esempi. Sono sculture, architetture o affreschi ma sono soprattutto racconti.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sbaglierebbe per\u00f2 se li si considerasse solo come racconti di storie passate. Di certo narrano o sono ispirati da fatti pi\u00f9 o meno fantasiosi che devono eternare e consegnare alla Storia chi li ha voluti ma hanno anche una particolarit\u00e0 pi\u00f9 sottile e sfuggente: contengono il futuro, sempre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I fregi del Partenone celebrano le origini mitologiche di Atene, e facendolo traslano nel futuro l\u2019idea che se il mito \u00e8 fondativo, la storia della citt\u00e0 non pu\u00f2 che essere eterna. L\u2019Arco di Costantino celebra il passato esattamente come celebra la potenzialit\u00e0 che la gloria militare si perpetui. La Cappella Sistina celebra addirittura la Genesi, la creazione dell\u2019uomo. Per non farsi mancare niente, la Chiesa (una delle istituzioni pi\u00f9 secolari mai inventate, forse la pi\u00f9 secolare) inventa, conferma e d\u00e0 forma all\u2019origine di tutto, appropriandosi della inizio del libro della Storia, del grado zero che \u00e8 preceduto quindi dal Nulla e dell\u2019Informe. Dio escluso, s\u2019intende, perch\u00e9 lui esisteva prima, \u00e8 sempre esistito e sempre esister\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A parte questo e per chi ci crede, il racconto &#8211; si diceva &#8211; ha un\u2019altra qualit\u00e0, fra le tante che ha: dice se stesso (cio\u00e8 racconta la storia, ossia se stesso) e allude contemporaneamente ad altro. In s\u00e9 narra una storia (il passato) ma porta anche con s\u00e9 un\u2019idea di futuro, e pi\u00f9 precisamente il fatto che ci\u00f2 che \u00e8 stato potr\u00e0 ancora essere e che il mito fondativo della monarchia o della religione sono condizioni sufficienti per garantirne l\u2019eternit\u00e0. Una storia che racconta solo il passato e che non allude alla possibilit\u00e0 di potersi ripetere \u00e8 destinata a essere dimenticata. Una storia che perpetua un mito suggerisce la sua stessa ricorsivit\u00e0, e quindi la capacit\u00e0 di potersi ripetere all\u2019infinito.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Frammento numero 3<\/h4>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 una storia a questo punto, c\u2019\u00e8 una conclusione, o il culmine del ragionamento. Riassumendo:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>I sistemi sociali sono rimasti sostanzialmente invariati, la loro struttura cambia nome alle parti ma non varia la forma.<\/li><li>Le strutture sociali si consolidano attorno al concetto di potere e di esercizio dello stesso (e di diritto a esercitarlo).<\/li><li>Questo diritto \u00e8 basato sulla propriet\u00e0 che incorpora il tempo, soprattutto quello futuro.<\/li><li>Lo strumento fondamentale per veicolare l\u2019idea del diritto divino che alcuni hanno di esercitare potere (e di mantenere cos\u00ec invariata la struttura del sistema) \u00e8 il racconto, o la storia che dir si voglia.<\/li><li>Il potere della storia \u00e8 quello di incorporare a sua volta sia il passato (la sostanza del racconto) che l\u2019allusione ad altro, cio\u00e8 la proiezione futura.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La conclusione \u00e8 un salto ancora pi\u00f9 ardito: i sistemi danno ordine al caos della realt\u00e0 (oltre che regolare i rapporti sociali, oltre che essere insomma una forma pi\u00f9 o meno stabile in un flusso temporale ove tutto cambia, incessantemente) e si perpetuano attraverso il racconto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La dimensione futura del racconto &#8211; il suo alludere alla possibilit\u00e0 che il passato si ripeta &#8211; ha una funzione molto umana: serve a sconfiggere l\u2019idea della morte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La morte \u00e8 la fine di tutto ma il racconto d\u00e0 l\u2019illusione di poterla sconfiggere. Se qualcosa \u00e8 accaduto ma potrebbe accadere nuovamente, allora \u00e8 pi\u00f9 forte della morte stessa. Cosa rende possibile la dimensione futura del racconto? Cosa fa credere all\u2019umanit\u00e0 che la morte possa essere anche illusoriamente sconfitta? L\u2019immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le storie attivano la fantasia e la produzione di immagini mentali, quindi la creazione. L\u2019uomo che crea \u00e8 l\u2019uomo che sconfigge la morte. L\u2019uomo che pu\u00f2 generare il futuro o un suo simulacro \u00e8 pi\u00f9 forte della morte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>O ne ha l\u2019illusione. Un\u2019illusione per\u00f2 discretamente potente.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalle strutture sociali alla loro perpetuazione, sino all\u2019idea che si possa sconfiggere la morte.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":39602,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,519,415,92],"tags":[244,240,521],"class_list":["post-39601","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-economia","category-pensiero-lungo","category-societa","tag-cappella-sistina","tag-michelangelo","tag-succession"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39601"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39601\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39602"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}