{"id":39593,"date":"2023-06-06T23:38:00","date_gmt":"2023-06-06T23:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=39593"},"modified":"2023-11-13T22:24:59","modified_gmt":"2023-11-13T22:24:59","slug":"nodo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/nodo","title":{"rendered":"Nodo"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono parole che non senti per anni e poi senti in un ristretto spazio di tempo con insistenza maniacale. Una di queste \u00e8 \u201cpivot\u201d. La prima volta che la sentii forse facevo le medie o il liceo e fu durante l\u2019ora di educazione fisica perch\u00e9 il pivot \u00e8 un tipo di giocatore della pallacanestro, \u00e8 quello attorno a cui ruota l\u2019azione. O qualcosa del genere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Io giocavo pochissimo, se potevo evitavo proprio quell\u2019ora (che poi erano due) e fingevo infortuni improbabili appena si iniziava la partita, che fosse di calcetto o pallavolo. O pallacanestro, appunto. Insomma: mi infortunavo a mi sedevo fintamente dolorante sulla panchina per chiacchierare di fotografia con il professore. Grazie a Dio mi era capitato un professore appassionato di fotografia e allora parlavamo del sistema zonale di Ansel Adams o di camera oscura o delle tecniche di sviluppo e stampa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La parola pivot mi rimase in testa per due motivi: non ne capivo bene l\u2019origine (francese? Inglese? Francese inglesizzato?) n\u00e9 il significato. Come tante parole straniere, pivot ha una traduzione illuminante in italiano: \u00e8 il perno. Per\u00f2 chiamare perno un giocatore non suonava bene, almeno in italiano: in inglese evidentemente suona normale, nel senso che se l\u2019azione ruota attorno a quello, allora quello \u00e8 il perno. Non fa una piega.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ho poi risentita negli ultimi anni, in un contesto completamente diverso: quello economico, delle aziende, companies o come le si vuole chiamare. L\u2019economia mi ha sempre interessato, \u00e8 una di quelle cose che ho sempre studiato in maniera amatoriale, senza mai frequentarla attivamente, almeno parlando di finanza. Insomma, mi trovavo a leggerne o ascoltare podcast che ne parlavano e ogni tanto veniva pronunciata quella stessa parola, in un ambito che, chiaramente, non prevedeva n\u00e9 palloni, n\u00e9 canestri. Perch\u00e9 la sentivo cos\u00ec spesso? Per un motivo semplice: perch\u00e9 \u201cfare pivot\u201d (<em>pivoting<\/em>, in inglese) significa cambiare strategia: qualcosa non funziona pi\u00f9 e allora si cambia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il pivoting, o fare pivot, ha una declinazione particolare, che deriva poi dal suo etimo: il soggetto che lo pratica resta se stesso e ruota. In altre parole, ci\u00f2 che muta \u00e8 la direzione in cui guarda e verso cui si dirige, non lui stesso. Del resto si tratta di un perno, no? Il perno pu\u00f2 solo ruotare e guardare altrove, non pu\u00f2 muoversi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci ho ripensato &#8211; i pensieri lunghi sono, appunto, quelli che ritornano sempre in superficie e vivono di vita autonoma &#8211; ascoltando Kevin Kelly. Uno dei fondatori di Wired nonch\u00e9 prolifico e brillante scrittore e futurologo, Kelly parlava di un evento nodale della sua vita: il&nbsp;<em><a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?client=safari&amp;rls=en&amp;q=Whole+Earth+Catalog&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8\">Whole Earth Catalog<\/a>.<\/em>&nbsp;Raccontava che in giovent\u00f9 aveva curiosit\u00e0 per qualsiasi cosa e poi un giorno trov\u00f2 una risposta a (quasi) tutte le domande che si era posto, e le trov\u00f2 in quel catalogo. Non \u00e8 un caso che Jobs lo definisse il progenitore di Google, e in effetti si trattava di una specie di internet cartacea, perch\u00e9 conteneva tutto e aveva l\u2019ambizione di descrivere la realt\u00e0 attraverso centinaia di oggetti, che poi potevi pure comprare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per alcuni insomma anticip\u00f2 internet, mentre altri leggono come una coincidenza non tanto casuale che smise di essere pubblicato (in verit\u00e0 la sua continuit\u00e0 come pubblicazione cess\u00f2 nel 1971) solo con l\u2019ultima edizione antologica\/celebrativa intitolata&nbsp;<em>The Essential Whole Earth Catalog<\/em>. Era il 1986. Non molti anni dopo internet cominciava a diffondersi e a non essere pi\u00f9 appannaggio di accademici e militari. Il suo ruolo era esaurito e magari pu\u00f2 sembrare un\u2019interpretazione letteraria e agiografica, ma \u00e8 lecito pensare che vi sia qualcosa di quella pubblicazione nel DNA di internet.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto per\u00f2 \u00e8 un altro, anzi sono due: Kelly lo considerava un punto nodale, si diceva, e inoltre la fondazione che nacque da The Whole Earth Catalog si chiama Point Foundation. Point, come&nbsp;<em>punto.&nbsp;<\/em>E un punto \u00e8 la traccia che lascia sul terreno un perno, cio\u00e8 un pivot. Il punto \u00e8 dove passa l\u2019asse attorno a cui ruota chi cambia direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Che Kelly lo consideri un passaggio notevole della sua autobiografia mi ha fatto riflettere: mi sono chiesto se si tratti di un punto di svolta o se i punti di svolta (i pivot) siano dei momenti rivelatori, pi\u00f9 che degli accumulatori di forze che cambiano esistenze.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>I punti nodali delle vite non cambiano le traiettorie esistenziali ma rivelano i percorsi e li illuminano.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Innanzitutto: un punto nodale deve essere riconosciuto per essere tale, anche se ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire a distanza di tempo. Kelly cap\u00ec anni dopo che&nbsp;<em>The Whole Earth Catalog<\/em>&nbsp;parlava a una parte molto precisa della sua mente e che si trattava di qualcosa di pi\u00f9 profondo di una semplice curiosit\u00e0 intellettuale. I punti nodali sono accumuli di significato, sono stratificazioni di eventi anche minimi ma significativi che indicano pause o cambi di direzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa che mi pare pi\u00f9 interessante non \u00e8 che questi esistano ma che non si tratti in realt\u00e0 di accadimenti o dettagli significativi che rivelano pi\u00f9 che imprimere svolte alle esistenze. Riconosciamo certi fatti (ripeto: anche a posteriori) e non li subiamo solo passivamente, non sono rocce su cui sbattiamo scendendo lungo il fiume della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora i nodi &#8211; o i pivot, come si preferisce &#8211; non modificano le persone ma piuttosto le rivelano. Esattamente come la reazione a un fatto traumatico o significativo della vita manifesta la capacit\u00e0 o meno di reagire pi\u00f9 che modificare la traiettoria esistenziale. Alla vita (intesa come insieme di cose che accadono indipendentemente dalla nostra volont\u00e0) si pu\u00f2 reagire, essere indifferenti (che \u00e8 una forma di reazione, a volte estremamente saggia) o esserne sopraffatti. In ogni caso la risposta che si offre dice cosa e come siamo, e quindi ci rende visibili e manifesti.<\/p>\n\n\n\n<p>I punti nodali sono anche boe lungo il percorso della vita. Ci dirigiamo verso di loro o le schiviamo per evitare le secche. Riconoscerli \u00e8 un buon esercizio e pu\u00f2 fornire utili indicazioni. Non si \u00e8 attratti solo da cose che sentiamo affini, anzi: mi sto sempre pi\u00f9 convincendo che bisognerebbe prestare attenzione soprattutto a ci\u00f2 che sentiamo come alieno, a cui non siamo naturalmente attratti. I contrasti e le negazioni sono pi\u00f9 eloquenti delle affinit\u00e0 e la conversazione fra menti che la pensano allo stesso modo \u00e8 una fra le pi\u00f9 noiose.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La divergenza obbliga a cambiare assetto, a stare scomodi e la scomodit\u00e0 spinge a cercare nuovi assetti e nuove condizioni in cui si sta comodi. Per cambiarle subito dopo. Del resto \u00e8 un percorso e, in quanto viaggio, ha senso e sostanza solo se tutto attorno cambia. Sapendo che ci sono dei punti fermi lungo la strada, che dicono chi siamo e dove andiamo. Basta saperli vedere.&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel senso di \u201cnodale\u201d, o di snodi della vita, che le cambiano direzione<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":39594,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[199,415,429],"tags":[517,515,516,514],"class_list":["post-39593","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-creativita","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-cambiamenti","tag-kevin-kelly","tag-pivot","tag-the-whole-earth-catalog"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39593"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39593\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}