{"id":39566,"date":"2023-05-02T22:27:00","date_gmt":"2023-05-02T22:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=39566"},"modified":"2023-05-30T09:56:14","modified_gmt":"2023-05-30T09:56:14","slug":"futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/futuro","title":{"rendered":"Futuro"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">La scatola dei biscotti di Oliver \u00e8 finita. La scuoto e faccio uscire l\u2019ultimo, la lascio sul tavolo. Esco con lui a passeggiare. Lasciarla sul tavolo mi serve a ricordarmi di buttarla via quando torno e infatti dopo mezz\u2019ora la ritrovo e la getto nella raccolta della carta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella era una scatola finita di biscotti ma era anche una lettera &#8211; un appunto pi\u00f9 che altro &#8211; che avevo scritto al me stesso del futuro, per ricordarmi una cosa. Tutti gli appunti che prendo sono lettere al me stesso del futuro: ricordano cose che dovrei fare, registrano cose che ho fatto, letto, sentito, visto &#8211; per ricordarle. Nel futuro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il futuro \u00e8 una destinazione, o pi\u00f9 che altro \u00e8 una direzione. Una destinazione presuppone che, a un certo punto, si arrivi a una sosta ma una direzione \u00e8 un punto situato pi\u00f9 oltre, non collegato generalmente a me &#8211; a noi &#8211; da una linea retta. Si va, verso una direzione. Come ci si arrivi non \u00e8 dato saperlo e il viaggio spesso \u00e8 tortuoso, comporta inversioni, soste, cambi di direzione pure. Tanto che \u00e8 pi\u00f9 frequente che non si arrivi alla destinazione che si voleva raggiungere ma da tutt\u2019altra parte. In territorio sconosciuto.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho sbagliato direzione?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No, non credo. Forse \u00e8 pi\u00f9 giusto dire che, se ci si trova altrove, la direzione \u00e8 stata sbagliata in partenza, non all\u2019arrivo. Insomma: mi trovo dove dovevo trovarmi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non parlo di luogo, non c\u2019entra la geografia: nella mia vita oggi e in ogni altro momento vissuto, sono dove dovevo trovarmi perch\u00e9 ho scelto &#8211; consapevolmente o meno &#8211; di arrivare esattamente qui, a scrivere queste righe, dopo aver gettato la scatola dei biscotti di Oliver nel cestino della carta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea del futuro \u00e8 anche una delle pi\u00f9 discusse e mutevoli. A ben pensarci cambia di giorno in giorno ed \u00e8 una delle pi\u00f9 soggette all\u2019umore. Eppure si lega ad altre questioni per niente secondarie. Basta pensare a quanto il mercato azionario sia basato su deduzioni relative al passato (l\u2019andamento dei titoli) e a previsioni sul futuro (basate sullo stato di salute dell\u2019azione).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fattore pi\u00f9 determinante nel definire l\u2019idea di futuro \u00e8 anche molto personale: \u00e8 la narrazione che se ne fa, \u00e8 la storia che ci raccontiamo riguardo al futuro. Dove saremo, dove vorremmo essere, dove stiamo andando, da un punto (ora) a un altro (nel futuro). La storia che ci raccontiamo d\u00e0 la direzione perch\u00e9 condiziona le scelte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scatola dei biscotti \u00e8 una metafora o un artificio narrativo. La si immagina facilmente, \u00e8 qualcosa di concreto. Ma \u00e8 anche una metafora che funziona ancora meglio quando la chiamo \u201clettera al me del futuro\u201d (che \u00e8 poi il me di 30 minuti dopo ma poco conta e sempre futuro \u00e8). Una lettera \u00e8 scritta, una lettera racconta una storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non deve per forza essere composta da parole scritte, possono anche essere parole che stanno solo nella testa ma \u00e8 una storia, questo \u00e8 il punto importante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto di poter scrivere una lettera ci situa nel presente (quando la scriviamo) e contemporaneamente nel futuro (quello immaginato). L\u2019uomo \u00e8 l\u2019unico animale che riesce a immaginare. Altri animali hanno memoria e quindi conoscono la dimensione del passato &#8211; sanno ci\u00f2 che \u00e8 stato, anche se non razionalizzano l\u2019idea, non hanno neanche idee, a dirla tutta. Ma l\u2019uomo riesce a ricordare, vivere nel presente e immaginare il futuro. E questo \u00e8 un altro punto importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riesce anche a farlo discretamente e contemporaneamente, cio\u00e8 riesce a vivere nel presente pensando al futuro, anche perch\u00e9 il presente \u00e8 la realt\u00e0 dalla quale muove passi verso il futuro. Bisognerebbe vivere il presente &#8211; certo, lo si dice in ogni dove &#8211; ma la verit\u00e0 \u00e8 che il pensiero del futuro \u00e8 sempre presente, appunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi ho letto questo in\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Ghosts-My-Life-Depression-Hauntology\/dp\/1780992262\">Ghosts of My Life<\/a><\/em>\u00a0di Mark Fisher.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>The very distinction between past and present is breaking down. In 1981, the 1960s seemed much further away than they do today. Since then, cultural time has folded back on itself, and the impression of linear development has given way to a strange simultaneity.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ormai il continuum temporale si \u00e8 interrotto e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 distinzione fra passato e presente. Non ci sono cose che appartengono solo al passato e che non si ripeteranno mai. Ormai le cose succedono contemporaneamente e quindi la distinzione fra ci\u00f2 che \u00e8 stato e ci\u00f2 che \u00e8 (e, per estensione, ci\u00f2 che sar\u00e0) sfuma sino a scomparire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 facile constatarlo nella moda, nella grafica, nel design, nell\u2019arte, nella musica: lo stile del tempo sono tutti gli stili, non esiste uno stile (una lingua, cio\u00e8) realmente dominante, perch\u00e9 esistono tutte le lingue, in simultanea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un simile rivolgimento culturale ha almeno due effetti: uno evidente e sperimentato ogni giorno e uno potenziale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello evidente \u00e8 che, come dicevo, non esiste pi\u00f9 una sola lingua &#8211; quantomeno quella principale &#8211; ma ne esistono infinite, relative a ci\u00f2 che \u00e8 e ci\u00f2 che \u00e8 stato. Il tempo si \u00e8 piegato su se stesso e non ha pi\u00f9 distinzione fra passato e futuro: il tempo \u00e8 unico e non accoglie pi\u00f9 un prima e un dopo, se non quelli convenzionali, del calendario. L\u2019impressione \u00e8 invece, cosciente o meno, che tutto accada in simultanea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019effetto di una percezione del genere \u00e8 che non \u00e8 pi\u00f9 possibile collocarsi nel tempo, non si hanno insomma pi\u00f9 riferimenti. Cosa misura davvero il progresso, cosa \u00e8 il progresso se non \u00e8 pi\u00f9 possibile misurarlo su una linea che postuli un prima e un dopo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa domanda allude anche al potenziale di questa odierna distorsione temporale: se viviamo in una fase storica in cui il tempo non ha pi\u00f9 atti e non si svolge pi\u00f9 logicamente e in una sequenza, possiamo essere in ogni tempo, contemporaneamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come detto, collocarsi in questo contesto \u00e8 difficile se non impossibile ma permette anche di annullare la necessit\u00e0 di chiedersi cos\u2019\u00e8 il futuro o che forma avr\u00e0 il futuro.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:24px\"><em>Il futuro non \u00e8 nemmeno pi\u00f9 coniugato, poich\u00e9 \u00e8 passato e presente, all\u2019infinito. E soprattutto non \u00e8 diverso da loro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe trattarsi di un potenziale ancora inesplorato. Quasi sicuramente lo \u00e8. Il fatto di non potersi collocare nel continuum temporale di certo disorienta poich\u00e9 siamo nati sapendolo fare. Ci veniva anzi piuttosto facile perch\u00e9 l\u2019immagine del passato era evidentemente diversa da quella del presente, che a sua volta sarebbe stata diversa da quella del futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di certo \u00e8 una dimensione che dobbiamo imparare ad abitare. Non ha uno sviluppo lineare, non ha nemmeno una dimensione precisa e quindi non ha un\u2019evoluzione. O meglio: l\u2019evoluzione si \u00e8 gi\u00e0 attuata perch\u00e9 questo tempo \u00e8 tutto il tempo. Ma \u00e8 talmente esteso da non avere confini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse \u00e8 un\u2019illusione di questa era contemporanea ma se tutto il tempo \u00e8 ora (se non ci sono pi\u00f9 passato, presente e futuro) significa che il tempo ha riempito ogni spazio, ha saturato ogni possibilit\u00e0, si \u00e8 compiuto ed esaurito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempo \u00e8 tutto e niente, contemporaneamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Devo comprare altri biscotti per Oliver.&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il luogo di ci\u00f2 a cui pensiamo in continuazione ma che ancora non esiste<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":39567,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415,429],"tags":[466,436],"class_list":["post-39566","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-futuro","tag-tempo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39566"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39566\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}